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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/3

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 19 agosto 2011


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[1]
8 marzo 2012 alle 14:30
[2]
Riprendo il commento da me inviato per chiarire ciò che dice Teo mentre esegue le divisioni.
[3]
"Scendo il tre" invece di dire "porto giù" oppure "trascrivo il tre" .
[4]
Grazie
[5]
linguista scrive:
[6]
8 marzo 2012 alle 14:33
[7]
Il verbo scendere è transitivo nel significato di 'percorrere una strada, un terreno, una scala e sim., andando verso il basso' (Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale, E. Montale); l'uso transitivo di scendere nel senso di 'calare giù, far scendere' è una marca meridionale, che andrebbe evitata nel registro formale.
[8]
I rapporti con la maestra di suo figlio, tuttavia, credo siano un argomento che oltrepassa il nostro ruolo.
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Rocco Luigi Nichil
[10]
Roberto Bertoncini scrive:
[11]
8 marzo 2012 alle 16:13
[12]
Buon giorno,
[13]
vorrei sapere se, in un testo dove si parla di svariati argomenti, la seguente frase è corretta:
[14]
"dato i temi degli argomenti".
[15]
Grazie in anticipo
[16]
linguista scrive:
[17]
8 marzo 2012 alle 16:30
[18]
No.
[19]
La frase corretta è «dati i temi degli argomenti», con il participio iniziale concordato con il sostantivo plurale cui si riferisce.
[20]
Alessandro Di Candia
[21]
Paolo scrive:
[22]
8 marzo 2012 alle 17:42
[23]
Buonasera agli amici del linguista.
[24]
Vorrei per favore un chiarimento sulel seguenti frasi:
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1) Le pazienti affette da cancro al seno che assumono Omega-3 DHA durante la chemioterapia possono aumentare di 8 mesi la loro speranza di sopravvivenza media.
[26]
2) Le pazienti affette da cancro al seno che assumono Omega-3 DHA durante la chemioterapia possono aumentare di 8 mesi la speranza di sopravvivenza media.
[27]
Quale è meglio secondo voi?
[28]
Quella con "Loro" oppure la versione senza?
[29]
Grazie come sempre,
[30]
saluti
[31]
Paolo
[32]
linguista scrive:
[33]
8 marzo 2012 alle 18:58
[34]
Le due possibilità sono esattamente equivalenti.
[35]
Alessandro Di Candia
[36]
Ines Desideri scrive:
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9 marzo 2012 alle 09:30
[38]
Gentile Professor Arcangeli,
[39]
mi permetto di inserirmi nell'interessante discussione tra Lei e Fausto Raso (in merito a "zitte zitte" 5-6/3) per avere delle delucidazioni.
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Se, anziché "Se ne andarono zitte zitte ...", avessimo la frase "Se ne andarono in silenzio/silenziosamente ..." potremmo considerare "in silenzio/silenziosamente" un complemento di modo o maniera?
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Propongo una frase manzoniana:
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"Presero per i campi, zitti zitti, pensando ognuno a' casi suoi".
[43]
Come analizzare "zitti zitti" in questo caso?
[44]
La ringrazio per l'attenzione e Le porgo cordiali saluti
[45]
Ines Desideri
[46]
linguista scrive:
[47]
9 marzo 2012 alle 10:04
[48]
Procediamo con ordine, prendendola un po' alla lontana.
[49]
Consideriamo un verbo come "restare", che sappiamo tutti essere "intrinsecamente" copulativo.
[50]
Se dico "Tu vai, io resto", però, "restare" svolge funzione predicativa, perché esaurisce in il suo significato.
[51]
Insomma, generalizzando, "restare" è un verbo grammaticalmente copulativo, ma può anche rivestire (come nell'esempio che ho fatto) le mansioni di un predicativo.
[52]
Ma riflettiamo anche su un caso analogo.
[53]
"Essere" e "avere" sono i più classici verbi ausiliari dell'italiano ("è", naturalmente, è anche la copula per antonomasia: "Gianni è ingegnere"; "la giornata è bella"), vengono cioè utilizzati tipicamente al fine di esprimere il passato nei tempi composti e nei verbi impersonali (o usati impersonalmente) e nella costruzione passiva: "sono andato"; "non ho mangiato"; "mi sono addormentato"; "abbiamo provveduto"; "è stata derubata".
[54]
Non sempre "essere" e "avere" svolgono tuttavia una funzione ausiliaria: in "Dio è" e "ho finalmente avuto il posto" il loro significato è pieno (rispettivamente: esistere’ e ottenere’) e il loro ruolo autonomo.
[55]
Bisogna considerare i vari fenomeni linguistici nel loro concreto contesto di utilizzazione, distinguendo con intelligenza caso da caso.
[56]
Quando qualcuno mi pone una domanda su una questione che investe l'italiano sto bene attento a NON mettere preliminarmente mano a nessuna grammatica dell'uso corrente; non perché non mi fidi, ovviamente, ma perché bisogna prima ragionare (anche su quel che ci sembra scontato) e poi, se si vuole, ci si può confrontare con quel che hanno scritto altri.
[57]
La mia irritazione monta soprattutto quando qualcuno, senza avere le competenze che può avere un linguista di professione, pontifica dopo aver consultato più o meno cursoriamente le sue fonti.
[58]
Se quel qualcuno scrive, senza mettere in luce sfumature o eccezioni, che "andare" è un verbo predicativo, o snocciola una serie di esempi generici senza spiegare, e per di più in forma di osservazione al lavoro di altri, io mi sento in dovere di intervenire.
[59]
Se dico "andarsene in silenzio" o "andarsene silenziosamente" sono di fronte a un caso un po' diverso rispetto ad "andarsene zitto zitto", perché la doppia possibilità "in silenzio"/"silenziosamente" rende più solido il valore di complemento di modo della soluzione "in silenzio" ("silenziosamente" è proprio un avvebio di modo), laddove "zitto zitto" non ha dalla sua un equivalente avverbiale (*"zittamente" non è forma attualmente accettabile); nella mia percezione, perciò, "andarsene zitto zitto" lega l'"aggiunta" ("zitto zitto") al verbo più di quanto avvenga con "in silenzio" o "silenziosamente".
[60]
Dobbiamo sottrarci, in definitiva, a una visione manichea della nostra lingua (di tutte le lingue), e abituarci a osservare i vari fenomeni nella continuità di piccoli passaggi dall'una all'altra delle classificazioni possibili.
[61]
Ai nostri fini è fondamentale la distinzione tra le categorie grammaticali in e per e le varie funzioni che una determinata forma può assumere al di della sua appartenenza all'una o all'altra di quelle categorie.
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Massimo Arcangeli
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Paolo scrive:
[64]
10 marzo 2012 alle 21:57
[65]
Buongiorno dott.
[66]
Nichil, la ringrazio, come sempre, del suo intervento: http://linguista.blogautore.repubblica.it/2011/08/19/dubbi-sullitaliano-risponde-il-linguista3/comment-page-15/#comment-14861
[67]
Conosco le condizioni di scelta, ma questo tipo di "dubbio" l'ho soltanto quando ci sono frasi che che sono accompagnate da elementi come "Quanto" e lo stesso "Come".
[68]
Uno su tutti: so quanto possa essere umiliante (oppure so quanto può essere umiliante).
[69]
Tra le altre: So come possa essere diverso, capisco quanto possa essere disumano e simili.
[70]
linguista scrive:
[71]
10 marzo 2012 alle 22:02
[72]
Nei due esempi introdotti da sapere la presenza di come e quanto attenua il grado di certezza degli enunciati; la sostituzione con un che" il cui grado di oggettività è evidentemente maggiore sia del primo che del secondo produrrebbe due sequenze agrammaticali: *so che possa essere umiliante; *so che possa essere diverso.
[73]
Il terzo esempio, quello introdotto da capire, non presenta invece nessuna particolarità: in questo caso la sostituzione di quanto con che sarebbe perfettamente grammaticale: capisco che possa essere disumano (l’alternativa capisco che può essere disumano suonerebbe semplicemente, come accade in tanti altri casi analoghi, di registro più basso).
[74]
Massimo Arcangeli
[75]
Arno scrive:
[76]
12 marzo 2012 alle 09:00
[77]
Buongiorno!
[78]
Ho dei dubbi della pronuncia del verbo sciare.
[79]
Penso che la pronuncia debba essere così: sci-are;
[80]
io sci-o, tu sci-i, lui sci-a, noi sci-iamo, voi sci-ate, loro sci-ano.
[81]
È vero oppure mi sono sbagliato?
[82]
Grazie.
[83]
linguista scrive:
[84]
12 marzo 2012 alle 09:21
[85]
La pronuncia esatta è proprio quella che da Lei esemplificata.
[86]
Marcello Ravesi
[87]
Riccardo scrive:
[88]
12 marzo 2012 alle 10:30
[89]
Buongiorno.
[90]
Vorrei sapere se il periodo, che riporto integralmente di seguito, introduca con il "SE" una proposizione causale.
[91]
MI piacerebbe che approfondiste l'analisi del periodo e una spiegazione sul perché della virgola che indicherò fra virgolette.
[92]
" SE ho resistito a lungo dinanzi a questa lingua "," è perché pensavo che impararla in Svezia mi avrebbe dato ancora più forte l'impressione di non essere in nessun luogo: un francese che vive in OLanda e che impara il castigliano in Svezia!
[93]
"
[94]
Ancora grazie per la preziosa attenzione.
[95]
linguista scrive:
[96]
12 marzo 2012 alle 10:49
[97]
Il rapporto logico espresso è senz’altro di tipo causale: ho resistito a lungo dinanzi a questa lingua perché pensavo ..., ma è il perché ad introdurre la causale.
[98]
Ciò che può confondere è la configurazione sintattica focalizzata (non standard) del costrutto, proprio delle strutture scisse e pseudoscisse.
[99]
In questo caso la struttura informativa se ho ...
[100]
è perché (con valore subordinante del verbo essere) funziona da messa in rilievo del dato più saliente.

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