Sentence view

Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/3

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 19 agosto 2011


showing 4701 - 4800 of 6593 • previousnext


[1]
28 febbraio 2012 alle 10:03
[2]
Si tratta certamente di una frase ipotetica, che in quanto tale richiede il congiuntivo ("se fosse stato condannato prima... sarebbe stato condannato anche ora").
[3]
Alessandro Aresti
[4]
Sergio scrive:
[5]
28 febbraio 2012 alle 10:36
[6]
Nella grammatica di Serianni, ho letto che la frase: "Un comportamento simile non è da lui", da luogo ad un costrutto piuttosto che ad un complemento.
[7]
Quindi in questo caso non è possibile risolvere la frase secondo l'analisi logica, ma solamente del periodo?
[8]
linguista scrive:
[9]
28 febbraio 2012 alle 11:37
[10]
No, nella frase in questione non abbiamo di certo due proposizioni diverse.
[11]
Col termine costrutto si intende semplicemente una struttura sintattica, non passibile nel caso specifico di essere assegnata a una delle caselle prefabbricate che individuano i tradizionali complementi.
[12]
Nel passo della grammatica di Serianni cui lei fa riferimento, si parla a proposito di costrutto con valore destinativo-vincolativo, in cui da significa che si addice a.
[13]
Alessandro Aresti
[14]
Sergio scrive:
[15]
28 febbraio 2012 alle 11:53
[16]
Grazie Dott.
[17]
Aresti.
[18]
Quindi dovendo fare l'analisi logica, non dovrei assegnargli nessun complemento a questo sintagma?
[19]
linguista scrive:
[20]
28 febbraio 2012 alle 13:04
[21]
Pur non avendo valore limpidamente "prototipico", si può farlo rientrare nella categoria dei complementi predicativi.
[22]
Alessandro Aresti
[23]
Gino scrive:
[24]
28 febbraio 2012 alle 13:31
[25]
Salve e complimenti per il servizio offerto.
[26]
Vorrei sapere se l'uso della congiunzione "o", secondo voi, è stilisticamente corretto dinanzi a queste frasi.
[27]
- io sono tentato per la soluzione 1 o per la 2
[28]
- io sono tentato o per la soluzione 1 o per la 2
[29]
Quale è meglio?
[30]
A presto
[31]
linguista scrive:
[32]
28 febbraio 2012 alle 14:21
[33]
Le due soluzioni sono equivalenti (però è preferibile "tentato da").
[34]
Alessandro Aresti
[35]
rino scrive:
[36]
1 marzo 2012 alle 11:00
[37]
Sui dizionari ho trovato - anche con mia sorpresa - bienne, trienne, cinquenne, se(i)enne, ecc, ma non quattrenne o un altra parola che indichi un bambini di quattro anni: tale aggettivo non esiste proprio nella lingua italiana?
[38]
linguista scrive:
[39]
1 marzo 2012 alle 11:56
[40]
Ogni dizionario seleziona una porzione della realtà linguistica, non avendo la possibilità di registrare ogni parola.
[41]
Tenga presente che un dizionario dell'uso contiene mediamente fra gli 80.
[42]
000 e i 150.
[43]
000 lemmi.
[44]
La voce quattrenne, ad esempio, assente nel Devoto-Oli 2010 e nel Sabatini-Coletti 2008, è invece registrata dal Gande dizionario italiano dell'uso (GRADIT) a cura di Tullio De Mauro, da cui traggo la seguente definizione.
[45]
quattrenne (quat•tren•ne) agg., s.m. e f.
[46]
(CO)
[47]
[av. 1916; comp. di quattro ed –enne]
[48]
che, chi ha quattro anni.
[49]
Tuttavia, neanche in un dizionario come il GRADIT (che registra 260709 monorematiche, cioè voci costituite da un solo elemento lessicale) troverà tutte le possibili combinazioni relative all'età: sono presenti, nella fattispecie, tutte le voci da unenne a trentenne, ma per le combinazioni successive soltanto quarantenne, cinquantenne, sessantenne, ecc.
[50]
Ovviamente, ciò non significa che non esistono parole come cinquantunenne o sessantaquattrenne; al contrario, data una regola di formazione per suffissazione che risulta produttiva, è possibile ottenere un numero teoricamente infinito di parole: dalla formula [Numero] + [–enne] ?
[51]
N-enne (con la cancellazione della vocale finale della base) ottengo unenne (un(o) + -enne), quattrenne (quattr(o) + -enne), tredicenne (tredic(i) + -enne), ma anche milleottocentoquarantasettenne (milleottocentoquarantasett(e) + -enne), e così via.
[52]
Rocco Luigi Nichil
[53]
Chiara scrive:
[54]
1 marzo 2012 alle 14:00
[55]
Buongiorno, mi rivolgo a voi linguisti per una domanda molto semplice: potreste indicarmi degli studi di carattere linguistico (relativi, in particolare, al lessico e alla sintassi) sugli autori scapigliati (Tarchetti, Praga)?
[56]
Grazie
[57]
Saluti
[58]
linguista scrive:
[59]
1 marzo 2012 alle 14:11
[60]
Le suggerisco il volume di Massimo Arcangeli La scapigliatura poetica «milanese» e la poesia italiana fra Otto e Novecento, Roma, Aracne, 2003 (qui potrà trovare ottimi spunti di riflessione, nonché un'ampia e aggiornata bibliografia sull'argomento).
[61]
Rocco Luigi Nichil
[62]
RICCARDO scrive:
[63]
1 marzo 2012 alle 14:20
[64]
Buongiorno.
[65]
Chiederei gentilmente un chiarimento sull’uso dei due punti che si ripetono in rapida successione dopo le parole TENTATIVO, PENSARE e più avanti, nella lettura, dopo IO nel seguente brano di Baricco, tratto da un suo romanzo intitolato I Barbari.
[66]
Rivedendo le grammatiche più autorevoli come quella di Serianni e Zingarelli , tuttavia non riesco a comprenderne l’utilizzo, anche pensando al legame sintattico-argomentativo fra la parte che precede e quella che nel seguito sarebbe una precisazione di quanto affermato in precedenza.
[67]
...
[68]
Comunque non vorrei creare false aspettative, quindi chiarisco che non è un romanzo.
[69]
Il romanzo a puntate, quello non mi attira per niente.
[70]
Per cui sarà un saggio, nel senso letterale del termine, cioè un TENTATIVO: di PENSARE: scrivendo.
[71]
Ci sono alcune cose che mi va di capire, a proposito di quel che sta succedendo qui intorno.
[72]
Per "qui intorno" intendo la sottilissima porzione di mondo in cui mi muovo IO: persone che hanno studiato,persone che stanno studiando, narratori, gente di spettacolo, intellettuali, cose così.
[73]
Un mondaccio, per molti versi, ma alla fine è che le idee pascolano, ed è che sono stato seminato.
[74]
...
[75]
Grazie per la vostra generosa disponibilità.
[76]
linguista scrive:
[77]
1 marzo 2012 alle 14:33
[78]
Nel primo caso ("Per cui sarà un saggio, nel senso letterale del termine, cioè un TENTATIVO: di PENSARE: scrivendo"), i due punti non hanno alcuna giustificazione sintattica.
[79]
Non troverà pertanto grammatiche che giustifichino un'interpunzione di questo tipo.
[80]
La soluzione di Baricco appare una volontaria deviazione dalle norme di punteggiatura, adoperata in funzione espressiva per focalizzare l'attenzione del lettore.
[81]
Del resto, se lei è stato colpito dalla cosa, forse lo scrittore ha raggiunto il suo scopo.
[82]
Nel secondo caso (dopo "IO"), invece, l'uso dei due punti è assolutamente regolare, poiché sviluppa attraverso un'enumerazione un concetto espresso nella proposizione precedente (Baricco spiega cioè da chi è composto il "mondo" in cui si "muove").
[83]
Rocco Luigi Nichil
[84]
RICCARDO scrive:
[85]
1 marzo 2012 alle 15:00
[86]
Grazie mille per la sua chiarissima precisazione.
[87]
Siete davvero insuperabili, tutti.
[88]
Ancora grazie prof.
[89]
Rocco Luigi Nichil
[90]
Nives scrive:
[91]
1 marzo 2012 alle 15:06
[92]
Gentile linguista gradirei sapere se è corretta la forma un alce femmina o una alce femmina
[93]
linguista scrive:
[94]
1 marzo 2012 alle 16:31
[95]
Gentile utente,
[96]
la invito a rileggere la mia precedente risposta.
[97]
In sostanza, può scrivere un alce femmina (con alce sostantivo maschile) o un'alce / una alce (con alce sostantivo femminile).
[98]
Eviterei la forma una alce femmina, che contiene una duplice informazione sul genere e risulta perciò ridondante.
[99]
Rocco Luigi Nichil
[100]
Paolo scrive:

Text viewParagraph view