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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/3

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 19 agosto 2011


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La sintassi italiana, d'altro canto, prevede uno sviluppo progressivo fra determinato (nome) e determinante (aggettivo): la prolessi (anticipazione) dell'aggettivo rappresenta quindi un ordine marcato del discorso, foriero di particolari conseguenze semantiche (pensi ad esempio ai sintagmi "un amico vecchio" e "un vecchio amico").
[2]
Un ordine marcato è spesso presente (come nel nostro caso) in particolari formule, in cui l'aggettivo precede i nomi di riferimento: con grande piacere e orgoglio, con infinita gioia e piacere, ecc.
[3]
In conclusione, non credo però che una regola di questo tipo possa essere operativa in tutti i casi: poche tracce se ne trovano, del resto, nelle grammatiche.
[4]
A mio modo di vedere, entro certi limiti dovrebbero intervenire la finezza e il gusto personale: io - in tutta franchezza - non mi sentirei di dire immense foreste e boschi, a meno che di considerare immense solo le foreste e non i boschi.
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Rocco Luigi Nichil
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STEFANIA scrive:
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18 febbraio 2012 alle 15:08
[8]
Ciao volevo sapere se nella frase "L'innocenza è potente" in analisi grammaticale "è" è copula.
[9]
Grazie.
[10]
linguista scrive:
[11]
18 febbraio 2012 alle 15:09
[12]
, è copula.
[13]
Francesco Bianco
[14]
Arno scrive:
[15]
18 febbraio 2012 alle 19:22
[16]
Gentili Signori, capisco che la mia domanda suonerà un po` strana però vorrei precisare una cosa.
[17]
Se si preferisce dire "racconta di aver passato le vacanze" invece di "racconta che ha passato le vacanze" allora invece di "racconta che passa le vacanze" si può dire "racconta di PASSARE le vacanze"?
[18]
A me suona un po` strano...
[19]
E dal punto di vista grammaticale com`è?
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linguista scrive:
[21]
18 febbraio 2012 alle 20:02
[22]
L'identità di soggetto fra la proposizione principale (racconta) e la subordinata oggettiva permette che quest'ultima assuma la forma implicita (di passare...).
[23]
La frase racconta di passare le suona strana non perché grammaticalmente scorretta, ma probabilmente perché retta dal verbo raccontare (che, per sua natura, si riferisce a eventi del passato, e dunque meglio si presta a reggere un tempo verbale dell'anteriorità).
[24]
Se scrivessi la frase sostiene di passare sempre le vacanze estive al mare non le suonerebbe strana.
[25]
Un'altra ragione che non favorisce la forma racconta di passare... può essere legata all'ambiguità: racconta può essere interpretato sia come terza persona singolare del presente indicativo, sia come seconda persona dell'imperativo.
[26]
La forma esplicita della subordinata, pertanto, aiuta a scegliere la corretta interpretazione della frase (con il verbo sostenere il problema non si pone, perché non c'è omofonia tra le due forme verbali: sostiene vs sostieni).
[27]
Francesco Bianco
[28]
manu scrive:
[29]
19 febbraio 2012 alle 16:08
[30]
vi chiedo se sia possibile correggere l'analisi del periodo di questa frase per chiarirmi alcuni dubbi sui gradi delle subordinate
[31]
CHIUNQUE SIA IL COLPEVOLE: subord esplicita relativa o 3°grado????
[32]
NON CREDO : principale
[33]
CHE GLI SIA SUFFICIENTE: subord esplicita oggettiva di grado
[34]
CHIEDERE SCUSA : subordinata implicita soggettiva di grado
[35]
linguista scrive:
[36]
19 febbraio 2012 alle 16:50
[37]
Chiunque sia il colpevole = proposizione subordinata (concessiva) esplicita di grado (in dipendenza dalla principale);
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non credo = proposizione principale;
[39]
che gli sia sufficiente = proposizione subordinata (oggettiva) esplicita di grado (in dipendenza dalla principale);
[40]
chiedere scusa = proposizione subordinata (soggettiva) implicita di grado (in dipendenza dall'oggettiva immediatamente precedente).
[41]
Francesco Bianco
[42]
manu scrive:
[43]
20 febbraio 2012 alle 11:51
[44]
Grazie, Dottore, per la sua risposta!
[45]
Sarebbe possibile avere una spiegazione su come individuare i gradi delle subordinate?
[46]
Nelle frasi complesse incontro difficoltà.
[47]
Grazie ancora e mi scuso anticipatamente per il disturbo.
[48]
linguista scrive:
[49]
20 febbraio 2012 alle 12:29
[50]
Ciascuna proposizione subordinata, in quanto tale, dipende sintatticamente da un'altra proposizione, che ne è la reggente.
[51]
Consideri il periodo seguente, formato da due proposizioni:
[52]
Carla ha lasciato suo marito [= prop. principale] perché ama un altro uomo [= prop. subordinata (causale)].
[53]
La principale, fra le due, è la proposizione che "può stare da sola": possiamo dire
[54]
Carla ha lasciato suo marito.
[55]
ma non
[56]
*Perché ama un altro uomo.
[57]
La reggente della proposizione causale, in questo caso, è (ovviamente) la principale: la subordinazione è di primo grado.
[58]
Consideriamo il caso di un periodo di maggior complessità, formato da tre proposizioni:
[59]
Carla ha lasciato suo marito [= prop. principale] perché ama un altro uomo [= prop. subordinata (causale)] che ha conosciuto durante un viaggio di lavoro [= prop. subordinata (relativa)].
[60]
La subordinata relativa che ha conosciuto durante un viaggio di lavoro non dipende direttamente dalla principale, ma dalla causale precedente, che contiene il sostantivo cui si "aggancia" il pronome relativo: [un altro] uomo [che...].
[61]
Da questo periodo possiamo eliminare la proposizione relativa, ma non la causale (, tanto meno, la principale, da cui dipende tutto il resto):
[62]
?
[63]
Carla ha lasciato suo marito che ha conosciuto durante un viaggio di lavoro.
[64]
(Quest'ultimo periodo è grammaticalmente corretto, ma il significato è completamente stravolto: l'operazione di eliminazione della proposizione causale compromette il senso del discorso, perché il relativo che viene interpretato come riferito al marito e non all'altro uomo.)
[65]
La relativa, pertanto, dipende da una subordinata che a sua volta dipende dalla principale: la subordinazione è di secondo grado.
[66]
Un esempio di subordinazione di terzo grado è il seguente:
[67]
Carla ha lasciato suo marito [= prop. principale] perché ama un altro uomo [= prop. subordinata (causale)] che ha conosciuto [= prop. subordinata (relativa)] mentre era a Milano per lavoro [= prop. subordinata (temporale)].
[68]
La subordinata temporale dipende dalla relativa, pertanto si trova tre gradi "sotto" la principale.
[69]
Attenzione!
[70]
Non necessariamente in un periodo con più subordinate ciascuna dipende dalla proposizione precedente ed ha un grado inferiore.
[71]
Carla ha lasciato suo marito [= prop. principale] pur essendo contraria al divorzio [= prop. subordinata (concessiva)], perché ama un altro uomo [= prop. subordinata (causale)].
[72]
In questo caso le due subordinate dipendono entrambe direttamente dalla principale (perciò sono entrambe subordinate di primo grado).
[73]
Possiamo eliminare l'una o l'altra, sottraendo informazioni al periodo ma senza comprometterne il senso:
[74]
Carla ha lasciato suo marito pur essendo contraria al divorzio.
[75]
Carla ha lasciato suo marito perché ama un altro uomo.
[76]
Francesco Bianco
[77]
manu scrive:
[78]
20 febbraio 2012 alle 17:44
[79]
Grazie, Dottor Bianco, della Sua spiegazione, chiara ed esauriente.
[80]
Riccardo scrive:
[81]
21 febbraio 2012 alle 11:47
[82]
Buongiorno
[83]
Vorrei sapere se nella frase "Stiamo andando a fare una pausa, che fai:vieni?" ci possa stare il due punti che precede il verbo venire.
[84]
Approfitto sempre per chiedere in quali casi ricorre o meno la virgola dopo la parola "TUTTAVIA avv. e cong." che spesso trovo con o senza virgola, leggendo articoli e testi di una certa importanza.
[85]
Deduco che ci sia una speigazione sottile magari,ma mi sfugge.
[86]
Ringrazio come sempre per la vostra grande disponibilità.
[87]
Vi chiedo un'ultima gentilezza se possibile,e cioè di correggere il testo dei miei interventi qualora non fossero corretti così come li pongo.
[88]
E? anche questa per me un'ottima occasione per imparare.
[89]
Grazie mille
[90]
linguista scrive:
[91]
21 febbraio 2012 alle 13:30
[92]
È da preferire una soluzione del tipo Stiamo andando a fare una pausa: che fai, vieni?, per il fatto che i due punti sono il segno interpuntivo cui di norma è affidato il compito di indicare l'attesa di un seguito sul piano logico-informativo (nel nostro caso, la richiesta di aggiungersi al gruppo della pausa); accettabili sono anche le soluzioni Stiamo andando a fare una pausa. Che fai, vieni? e Stiamo andando a fare una pausa. Che fai? Vieni?.
[93]
Per quanto riguarda l’uso della virgola dopo la congiunzione tuttavia, la bussola normativa, come spesso accade nell’ambito dell’interpunzione, non indicazioni inequivocabili, che permettano di stabilire in maniera certa se in casi simili essa debba essere chiamata a svolgere il suo compito di indicare una pausa breve oppure no.
[94]
Tuttavia, è consigliabile ricorrere alla virgola quando tuttavia è preceduto da un punto fermo e, soprattutto, se a tale congiunzione fa seguito una frase di lunghezza media o elevata (è il caso di questo mio ultimo periodo).
[95]
Riscrivo il suo testo che, refusi a parte (sarebbe bene rileggere sempre almeno una volta ciò che si scrive), non contiene errori particolarmente gravi:
[96]
Buongiorno,
[97]
vorrei sapere se nella frase Stiamo andando a fare una pausa, che fai: vieni? ci possano stare i due punti che precedono il verbo venire.
[98]
Approfitto anche per chiedere in quali casi ricorra oppure no la virgola dopo la parola TUTTAVIA avv. e cong.: trovo tale alternanza anche in articoli e testi di una certa importanza.
[99]
Deduco che ci sia una spiegazione sottile, ma, magari, mi sfugge.
[100]
Ringrazio come sempre per la vostra grande disponibilità.

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