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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/3

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 19 agosto 2011


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1) Spero è la proposizione principale, reggente di che ora tu sia guarito e (che) possa tornare a scuola presto (proposizioni subordinate di primo grado, fra esse coordinate).
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2) È la principale, reggente della causale introdotta da poiché (che indica la causa per cui si verifica quanto annunciato nella principale).
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Alessandro Aresti
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andrea scrive:
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8 novembre 2011 alle 07:43
[6]
Stilisticamente, nei modi di dire che coinvolgono le lettere è meglio usare il grafema o il nome per intero?
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Cioè, è meglio scrivere "dall’A alla Z" o "dall'a alla zeta"?
[8]
linguista scrive:
[9]
8 novembre 2011 alle 09:13
[10]
Vanno bene entrambe le soluzioni.
[11]
Alessandro Aresti
[12]
Ines Desideri scrive:
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8 novembre 2011 alle 20:16
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Mi permetta di osservare, gentile Prof.
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Bianco, che il periodo proposto da Christian per l'analisi (5/11) è indubbiamente contorto.
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Una variante che sicuramente renderebbe "l'insieme" ( che è comunque un periodo, non una frase) più fluido è: "L'obiettivo dell'Associazione è quello di coinvolgere tutti gli Stati dell'arco alpino affinché le Alpi tornino ad essere il tetto più verde d'Europa", in cui "affinché le Alpi tornino ..." è proposizione finale esplicita.
[17]
Grazie per l'attenzione e cordialità
[18]
Ines Desideri
[19]
linguista scrive:
[20]
9 novembre 2011 alle 09:28
[21]
Quella che lei propone è una possibile riformulazione, che semplifica senz'altro l'analisi del periodo.
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Si elimina un grado di subordinazione sostituendo un sintagma (per fare in modo che) con una congiunzione monorematica (affinché) di chiaro valore finale.
[23]
Rispetto alla questione frase vs periodo, è opportuno notare come per frase si possa intendere tanto la frase semplice (es. Mario mangia la mela), cui fa riferimento probabilmente lei, quanto la frase complessa, formata da più proposizioni, cui credo alluda Christian.
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Francesco Bianco
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Ines Desideri scrive:
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9 novembre 2011 alle 18:09
[27]
Prof.
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Bianco, La ringrazio per la gentile risposta e soprattutto per aver sottolineato la distinzione tra "frase semplice" (o "proposizione") e "frase complessa" (o "periodo).
[29]
A questo proposito Le pongo una domanda: considera un eccesso di rigore limitare l'uso di "frase" alla proposizione allo scopo di evitare equivoci, possibili in assenza degli aggettivi "semplice" e "complessa"?
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Cordialmente
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linguista scrive:
[32]
9 novembre 2011 alle 19:28
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Domanda tutt'altro che banale.
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È buona norma che un vocabolario settoriale (o "sottocodice"), qual è quello della linguistica (così come quello della fisica, quello della medicina, quello del diritto), mantenga una corrispondenza biunivoca fra termine e significato: in un sottocodice ideale ciascun vocabolo ha un solo significato e ciascun significato appartiene ad un solo vocabolo.
[35]
A differenza dei vocaboli comuni, i termini tecnico-scientifici non dovrebbero essere polisemici avere sinonimi.
[36]
Tuttavia ciò non accade mai: nessun vocabolario settoriale possiede questo grado di razionalizzazione, per moltissime ragioni.
[37]
Una di queste, senz'altro, è che spesso confluiscono nei sottocodici elementi della lingua comune o, per converso, vocaboli tecnici rifluiscono in quest'ultima, con o senza mutamenti di significato.
[38]
Questa fluidità del lessico tecnico-scientifico, fra l'altro, è funzionale alle diverse tipologie di discorso, legate ai destinatari di un testo e alle situazioni comunicative.
[39]
Per restare in ambito linguistico, provi a sfogliare un numero recente di "Studi di Grammatica Italiana", un manuale destinato agli studenti universitari, una grammatica in uso nelle scuole medie o superiori e un articolo della rubrica "Parole in corso", tenuta da Gian Luigi Beccaria nell'inserto "Tuttolibri" del quotidiano "La Stampa".
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Vi riscontrerà notevoli fluttuazioni terminologiche, dovute fra l'altro anche all'influsso della terminologia grammatica tradizionale (dura a morire, nella tradizione linguistica italiana) o a quello dei altre correnti di pensiero.
[41]
Venendo al problema di frase, convengo con lei sulla maggior chiarezza del vocabolo proposizione, che ha un significato più definito.
[42]
Dovendo redigere un testo, è naturalmente lecito optare per quest'ultimo termine ogni qualvolta ve ne sia la possibilità (criterio che, quando posso, adotto in prima persona).
[43]
Poiché tuttavia esiste anche una tradizione diversa, occorre conoscere anche i vocaboli potenzialmente concorrenti (frase, clausola, etc., secondo i contesti), per evitare di cadere in errori di interpretazione quando leggiamo un testo scritto da altri.
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Francesco Bianco
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Arno scrive:
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10 novembre 2011 alle 08:30
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Salve!
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Sarei molto grato se mi spiegaste che differenza e` fra le espressioni VADO IN/NEL/AL GIARDINO (PARCO).
[49]
C`e` una regola?
[50]
Grazie.
[51]
linguista scrive:
[52]
10 novembre 2011 alle 08:49
[53]
Partendo dal fatto che 'giardino' non è sininimo di 'parco', come invece lo è 'giardinetto', come avevo scritto il 29/09/2011 non c'è una regola.
[54]
La scelta della preposizione per i complementi di stato e di moto a luogo dipende dal verbo usato, dal sostantivo che segue la preposizione, e dalle intenzioni comunicative: in questo caso specifico, ad esempio, 'vado al parco' è l'espressione più corretta per indicare un moto verso il noto spazio verde di città, che tutti conosciamo; ma se si volesse 'andare in Liguria' si userebbe in, come a per 'andare a Foggia', ecc.
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Anna Colia
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Arno scrive:
[57]
10 novembre 2011 alle 09:09
[58]
Cara Anna, grazie della Sua gentile risposta!
[59]
Arno.
[60]
Paolo scrive:
[61]
10 novembre 2011 alle 09:15
[62]
Buongiorno agli amici del Linguista, vorrei per favore qualche delucidazione sui servili.
[63]
Dunque, quando ad un servile si associa l'infinito "essere", questo è retto sempre dal verbo avere:
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"Avrebbe dovuto essere diverso, avrebbe potuto essere peggiore, e simili".
[65]
I miei dubbi sono 2:
[66]
1: Si usa anche con il passato?
[67]
Tipo "avrebbe potuto essere stato più bravo"?
[68]
A me sembra un po' cacofonico e pesante.
[69]
2: La regola dell'"essere" vale solo quando non è seguito da verbi (diciamo tronco, seguito solo da aggettivi e sostantivi, come gli esempi sopra) oppure anche in questi casi, seguendo la regola classica:
[70]
1A"Avrebbe potuto essere andato"
[71]
2A "Sarebbe potuto essere andato"
[72]
Meglio (anzi credo per forza) usare "sarebbe potuto andare" o "sarebbe potuto essere andato".
[73]
Grazie come sempre,
[74]
saluti
[75]
Paolo
[76]
linguista scrive:
[77]
10 novembre 2011 alle 09:26
[78]
Per quanto riguarda i suoi dubbi, a prescindere dall'ausiliare corretto da usare (che comunque resta avere con il verbo 'essere'), le frasi sono errate, perché in luogo dell'inifinito presente ha usato quello passato.
[79]
Che l'azione sia passata lo si comprende dal tempo usato per il verbo servile stesso.
[80]
Anna Colia
[81]
Ines Desideri scrive:
[82]
10 novembre 2011 alle 18:24
[83]
Ringrazio il Prof.
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Bianco per la gentile risposta.
[85]
Cordialmente
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Ines Desideri
[87]
Arno scrive:
[88]
11 novembre 2011 alle 07:34
[89]
Salve amici!
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Non volevo essere noioso pero` mi interessa se il proverbio "Portare legna al bosco" (fare una cosa inutile) AL BOSCO significhi ACCANTO AL BOSCO oppure NEL BOSCO.
[91]
Grazie.
[92]
linguista scrive:
[93]
11 novembre 2011 alle 10:09
[94]
Più verosimilmente nel bosco.
[95]
Marco Maggiore
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Amedeo Panvini Rosati Heusch scrive:
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11 novembre 2011 alle 14:15
[98]
Vorrei chidere Marco Paciucci il motivo per il quale ha precisato che "spegnere" sarebbe la risposta "sicuramente corretta" rispetto a "spengere", specialmente poiche` ero della opinione che un vero linguista fosse descrittivo, piuttosto che prescrittivo.
[99]
Concordo col fatto che i due utilizzi siano fondata su una base ragionale, ma non per questo una forma si dovrebbe ritenere piu` corretta dell`altra, sopratutto date le enormi variazioni da una regione italiana all`altra (come in sardegna dicono "mi ho fatto la doccia", e usano l`accusativo preposizionale).
[100]
Amedeo

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