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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/3

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 19 agosto 2011


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linguista scrive:
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11 novembre 2011 alle 14:56
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La capacità di padroneggiare una lingua e di usarla con "correttezza" non risiede solo nella conoscenza e nella pedissequa applicazione della grammatica normativa, ma anche nella capacità di riconoscere le situazioni d'uso e di saper alternare i registri del codice linguistico.
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In quest'ottica, un'espressione, una parola, un modulo sintattico (salvo casi eccezionali, nei quali è compromessa la comprensione del messaggio trasmesso) sono più o meno accettabili a seconda della situazione comunicativa e del registro impiegato di conseguenza.
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Nel quesito a cui lei fa riferimento, Guglielmo (4 /11/2011) segnalava l'uso di "spengere" ascoltato in "una riunione".
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Ho dato per scontato che la riunione in questione fosse un incontro di lavoro, un'occasione quindi caratterizzata da un certo livello di ufficialità; per questa ragione, ho sconsigliato l'uso della variante regionale "spengere", precisando come questa fosse "da evitare in contesti formali e in tutte quelle occasioni in cui ci si aspetta un uso normativo dell’italiano comune".
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Va da che in altri contesti comunicativi, caratterizzati da una minore formalità, l'uso di "spengere" (che pure, personalmente, non amo) e di molte altre varianti locali (più o meno diffuse) sia non criticabile o addirittura opportuno.
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Naturalmente, vale anche il contrario: l'uso di un'espressione eccessivamente ampollosa o ricercata può essere considerata un "errore", se calata in una situazione comunicativa di grande informalità; "mi corrisponda un caffé immantinente" è una frase del tutto corretta dal punto di vista della norma, ma completamente fuori luogo in un bar, dove un "un caffé, me lo subito?" è sicuramente più opportuno e non sanzionabile.
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Marco Paciucci
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Marco scrive:
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13 novembre 2011 alle 11:10
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Le forme "di loro" o "loro" sono utilizzabili entrambe in frasi di questo tipo: "Antonio è figlio di loro" oppure "è figlio loro"?
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linguista scrive:
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13 novembre 2011 alle 12:48
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Figlio loro.
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Francesco Bianco
[17]
Marco scrive:
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13 novembre 2011 alle 16:03
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Grazie.
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Un'altra richiesta sulla preposizione "di".
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Posso scrivere :"questa cosa mi piace sempre "più" o solo "di più"?
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Marco scrive:
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13 novembre 2011 alle 16:38
[24]
Mi aggancio alla domanda precedente: esistono particolari motivi per cui si possa utilizzare "sempre di più" o "sempre più", oppure sono casi di cristallizzazione di locuzioni?
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linguista scrive:
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14 novembre 2011 alle 09:06
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Può dire in entrambi i modi.
[28]
Non esistono motivi particolari: si tratta di locuzioni entrate nell'uso con questa duplice forma.
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Francesco Bianco
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Luca scrive:
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14 novembre 2011 alle 15:05
[32]
Il periodo ipotetico può essere introdotto anche da "che" oppure richiede solo "se"?
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Una frase così articolata: "Che ne sa Maria che io voglia uscire con lei?" è corretta? oppure dovremmo scrivere "Che ne sa Maria se io voglia uscire con lei?".
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Oltrettutto è corretto ritenere questa proposizione un periodo ipotetico?
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linguista scrive:
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14 novembre 2011 alle 15:38
[37]
L’esempio proposto, in realtà, non si lascia inquadrare nella casistica del periodo ipotetico, mancando l’elemento della condizione/ipotesi.
[38]
Nella prima frase: Che ne sa Maria che io voglio uscire con lei?, il che introduce un’oggettiva, nella quale semanticamente si per certo che Io voglio uscire con Maria.
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Il secondo tipo: Che ne sa Maria se io voglio uscire con lei?, nasconde invece un’interrogativa indiretta connessionale: Non si sa se voglio uscire con Maria < Voglio uscire con Maria?, in cui semanticamente non è certo che Io voglio uscire con Maria.
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Si noti che in entrambi i casi il modo più corretto è l’indicativo.
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Marcello Ravesi
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Marco scrive:
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15 novembre 2011 alle 09:15
[44]
Posso scrivere: "dopo diverso tempo "della crisi" che ci riguarda...." oppure "diverso tempo "dalla crisi" che ci riguarda...."?
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linguista scrive:
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15 novembre 2011 alle 17:38
[47]
Io direi "dall'inizio della crisi".
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Alessandro Aresti
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Sergio scrive:
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16 novembre 2011 alle 11:42
[51]
Ho un dubbio su questa frase:"Premetto che considero i farmaci utili, se non indispensabili, in tutte le situazioni in cui i sintomi risultano estremamente debilitanti e deprivanti".
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Scrivendo "se non indispensabili", diamo luogo ad un periodo ipotetico con il verbo sottinteso?
[53]
Cioè è come se scrivessimo "nel caso non fossero indispensabili"?
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linguista scrive:
[55]
16 novembre 2011 alle 11:45
[56]
No, il senso della frase proposta è un altro, e basta riformularla per comprendere che non si tratta di un periodo ipotetico: "Premetto che considero i farmaci utili, o addirittura indispensabili, in tutte le situazioni etc.".
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Francesco Lucioli
[58]
Arno scrive:
[59]
16 novembre 2011 alle 16:12
[60]
Salve!
[61]
Nei corsi d`italiano mi hanno spiegato che con il Condizionale semplice dei verbi che non esprimono volonta` o desiderio l`accordo e` con il Congiuntivo presente o passato.
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P.es.: Direi/penserei che Maria faccia/abbia fatto bene a venire con noi.
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Pero` in un manuale d`italiano ho trovato la frase: Direi che POTREBBE andar bene un Orvieto classico.
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"Potrebbe" e` il Condizonale!
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Come mai?
[66]
C`e` un`altra regola?
[67]
Grazie.
[68]
linguista scrive:
[69]
16 novembre 2011 alle 16:20
[70]
Può usare indifferentemente entrambe le soluzioni e, purché in un contesto informale e colloquiale, anche l'indicativo.
[71]
Quindi: "direi che POTREBBE andar bene un Orvieto classico", "direi che POSSA andar bene un Orvieto classico", "direi che PUÒ andar bene un Orvieto classico".
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Marisa scrive:
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17 novembre 2011 alle 22:40
[74]
Mia nipote chiede un chiarimento che a me, in questo momento, sfugge: il testo di grammatica riporta, che l'alterazione di un nome si ottiene aggiungendo un suffisso alla radice di un nome primitivo.
[75]
Braccialetto, come anche collanina mi fa notare F. sono alterazioni di nomi derivati, ma sulle grammatiche che ho a disposizione è sempre specificato che il nome alterato si ottiene a partire da un primitivo.
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Che cosa rispondo ad una piccola curiosa?
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linguista scrive:
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18 novembre 2011 alle 17:02
[79]
La risposta alla sua domanda, che denuncia una buona capacità di osservazione linguistica, si basa su che cosa si intenda per nome primitivo.
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Parole come "collana" e "bracciale" erano sicuramente in origine dei nomi derivati tramite l'impiego di suffissi (coll(o) + -ana; bracci(o) + -ale), ma la consapevolezza di questa origine si è ormai persa in chi usa le parole, arrivando a considerarle nomi di base, o primitivi.
[81]
Come tali, la loro radice è diventata autonoma, inglobando l'antico suffisso che ha contribuito a crearli.
[82]
Attualmente è quindi possibile ottenere derivati da queste radici tramite l'apposizione di suffissi, esattamente come prescrive la grammatica.
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Marco Paciucci
[84]
Arno scrive:
[85]
18 novembre 2011 alle 17:27
[86]
Buongiorno!
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"Fare colazione" significa "Mangiare la colazione".
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Volevo sapere se "Fare LA colazione" e` la stessa cosa o significa "Preparae la colazione"?
[89]
Grazie.
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Arno scrive:
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18 novembre 2011 alle 18:00
[92]
Chiedo scusa il disturbo pero` non posso trovare in nessun dizionario se FARE LA NOTTE e FARE NOTTE e` lo stesso.
[93]
Grazie.
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linguista scrive:
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18 novembre 2011 alle 18:52
[96]
Le locuzioni spesso perdono l'articolo quando si cristallizzano, come lavorare in banca, o andare a scuola.
[97]
Il reinserimento dell'articolo provoca la perdita dell'idiomaticità, che è a volte accettabile: fare merenda/fare la merenda; a volte discutibile: fare colazione/fare la colazione con lo stesso significato, ma con il secondo che potrebbe riferirsi, in modo impreciso, anche alla preparazione.
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Spesso, altresì, l'iserimento è inaccettabile: *andare alla scuola; a meno che l'idiomaticità non sia già persa per via di modificatori: andare alla scuola per elettrotecnici.
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In altri casi l'inserimento dell'articolo provoca un cambiamento di significato pienamente riconosciuto, come in fare notte, 'diventare buio, diventare tardi; o anche attendere finché non diventa notte'/fare la notte, 'fare il turno di notte, vegliare un malato di notte o simili'.
[100]
Fabio Ruggiano

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