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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/3

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 19 agosto 2011


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[1]
E perchè?
[2]
Grazie mille.
[3]
Bruna
[4]
linguista scrive:
[5]
30 agosto 2011 alle 10:52
[6]
In questo caso, la reggenza corretta, secondo quanto è previsto dalla norma e confermato dall'uso generale, è rappresentata dalla preposizione in: quindi "è stato interrogato in Storia".
[7]
Alessandro Aresti
[8]
Paolo scrive:
[9]
30 agosto 2011 alle 19:47
[10]
Buon giorno a tutti.
[11]
Qual è il plurale di parco giochi?
[12]
Ho letto che quando ci sono nomi composti da 2 sostantivi, muta al plurale solo il secondo termine.
[13]
Resterebbe dunque "I parco giochi"?
[14]
Non si dovrebbe dire "Parchi Giochi"?
[15]
Qual è comunque, per favore, la regole da rispettare in questi casi?
[16]
Grazie come sempre.
[17]
Paolo
[18]
linguista scrive:
[19]
31 agosto 2011 alle 09:32
[20]
Non è così semplice.
[21]
Quando i due nomi godono di una certa autonomia (lo dimostra il fatto che siano graficamente separati l'uno dall'altro, come nel caso in oggetto) è in genere il primo, e non il secondo, a prendere su di la marca del plurale (per. es.: "la busta paga"/"le buste paga").
[22]
Il ragionamento iniziale da fare, nella circostanza, è comunque quello di ricostruire e rendere visibile la natura sintattica del composto: "parco giochi" sta per 'parco dei/per i giochi'; il plurale, conseguentemente, dovrebbe essere "parchi giochi" (= 'parchi dei/per i giochi').
[23]
Si usa sentire e leggere spesso, però, anche "i parco giochi" e "i parchi gioco" (così come "i parchi divertimento").
[24]
Il primo sarebbe tutto sommato accettabile se scrivessimo "parcogioco"/"parcogiochi", perché, con l'univerbazione, il secondo elemento del composto potrebbe caricarsi della responsabilità del plurale (come avviene in altri composti nei quali i nomi coinvolti sono del medesimo genere: "capocuoco/"capocuochi" o "caporedattore"/"caporedattori").
[25]
Il secondo riflette la percezione più o meno inconsapevole del parlante che, in teoria, si potrebbe partire anche da 'parco del/per il gioco'; muovendo da qui, il plurale sarebbe evidentemente "parchi gioco' (che riflette lo stesso modello di "buste paga").
[26]
Massimo Arcangeli
[27]
Marco scrive:
[28]
31 agosto 2011 alle 09:44
[29]
Riguardo alla concordanza dell'aggettivo in questo caso "vigilanza e controllo diurna e notturna" oppure "diurno e notturno"? grazie
[30]
linguista scrive:
[31]
1 settembre 2011 alle 12:12
[32]
La concordanza è al maschile plurale se gli aggettivi si riferiscono ad entrambi i sostantivi ("vigilanza e controllo diurni e serali"); se invece si riferiscono soltanto al sostantivo che li precede, concorderanno con quest'ultimo, dunque al maschile singolare ("vigilanza e controllo diurno e serale").
[33]
Anna Colia
[34]
Ines Desideri scrive:
[35]
1 settembre 2011 alle 13:39
[36]
Gentile Prof.
[37]
Arcangeli,
[38]
nel brano propostoLe da Antonio (28/8) noto il ricorso a differenti tempi verbali per raccontare un evento del passato.
[39]
Tra questi il presente storico, alternato all'imperfetto indicativo.
[40]
Ho notato che nel testo da Lei rivisto non apporta modifiche in merito.
[41]
Chiedo la Sua cortese opinione al riguardo: non sarebbe stato opportuno 'uniformare' le forme verbali (un esempio: utilizzare il presente storico per tutto il brano), allo scopo di evitare una certa confusione espositiva?
[42]
La ringrazio per l'attenzione e La saluto cordialmente.
[43]
linguista scrive:
[44]
1 settembre 2011 alle 15:47
[45]
Gentile Ines,
[46]
ha ragione.
[47]
Il brano, ovviamente, poteva essere "trattato" molto più a fondo o riscritto addirittura per intero.
[48]
Così non sarebbe però più stato di proprietà (sia pure parziale) dello scrivente originale.
[49]
Quel passaggio al presente ("!.L’11 settembre 2001, inaspettatamente, i giornali di tutto il mondo danno la triste notizia dell’attentato"), che ho voluto ritenere consapevole, peraltro tutto il senso della focalizzazione su un evento che irrompe prepotente sulla scena.
[50]
Passata l'emozione improvvisa, esauritasi la sua forza d'urto, si può senz'altro tornare ad affidare il racconto dei fatti al ritmo lento, e tranquillizzante, di un passato guidato dall'imperfettività.
[51]
Massimo Arcangeli
[52]
Ines Desideri scrive:
[53]
1 settembre 2011 alle 18:25
[54]
Gentile Prof.
[55]
Arcangeli,
[56]
La ringrazio per la risposta, del tutto esauriente, che ha cortesemente dato al mio quesito.
[57]
Cordiali saluti
[58]
Ines Desideri
[59]
Marco scrive:
[60]
2 settembre 2011 alle 08:18
[61]
Si puo' scivere anche "di meno o solo "meno",nella frase: "Per quel lavoro, Giuseppe ha chiesto di meno denaro"? grazie
[62]
linguista scrive:
[63]
2 settembre 2011 alle 08:33
[64]
Solo meno, che qui funge da aggettivo comparativo invariabile riferito al complemento oggetto.
[65]
La frase proposta è altrettanto scorretta che, ad es., *Ho mangiato di dieci fragole.
[66]
Marco Maggiore
[67]
Marco scrive:
[68]
2 settembre 2011 alle 11:37
[69]
Grazie.
[70]
Ci sono casi in cui si possa usare indifferentemente "di meno" o "meno"?
[71]
linguista scrive:
[72]
2 settembre 2011 alle 12:20
[73]
Di meno e meno possono essere usati indifferentemente quando sono riferiti a un verbo, di cui modificano l'intensità: cerca di mangiare di meno o cercare di mangiare meno.
[74]
In riferimento a nomi e aggettivi si usa meno: mangia meno caramelle o Luca è meno esperto.
[75]
L'espressione di meno può essere riferita a un nome in frasi come quel gattino è nato con un occhio di meno, dove è usata nell'accezione di 'mancante', oppure in frasi come bene, una scocciatura di meno!
[76]
(in entrambi i casi di meno funziona come una sorta di elemento predicativo, interno al sintagma che modifica).
[77]
Elisa De Roberto
[78]
Sergio scrive:
[79]
5 settembre 2011 alle 07:36
[80]
La costruzione della frase ormai cristallizzata nell'italiano "non potercela fare", è costruita su verbo pronominale "potercela", cioè questo verbo appartiene alla lista dei procomplementari?
[81]
linguista scrive:
[82]
5 settembre 2011 alle 07:45
[83]
, può essere certamente classificato all'interno di questa tipologia.
[84]
Alessandro Aresti
[85]
Marco scrive:
[86]
5 settembre 2011 alle 07:59
[87]
Solo una precisazione: Nella frase "mi hai dato una carta di meno", il valore "di meno" è di aggettivo o di avverbio?
[88]
linguista scrive:
[89]
5 settembre 2011 alle 08:11
[90]
Dal punto di vista grammaticale è un avverbio.
[91]
Alessandro Aresti
[92]
antonio scrive:
[93]
6 settembre 2011 alle 09:00
[94]
Vi prego, vorrei la correzione grammaticale e quella logica di questo scritto:
[95]
Le istituzioni scolastiche dovrebbero dare, per primo, l’esempio del rispetto verso il prossimo.
[96]
Invece questo senso del vivere civile non viene messo in atto, in particolare in alcune città del nord - Italia, perché aumenta il fenomeno di xenofobia e, di rivalità contro di quelli del sud - Italia.
[97]
Questa rivalità si manifesta quando un settentrionale, con disprezzo, chiama terrone a un meridionale che vive nella sua città.
[98]
E' evidente che chi si rivolge con questo termine non rispetta il suo prossimo.
[99]
Tuttavia le popolazioni che vivono nel meridione sono attanagliate dal potere: della mafia, della camorra, della n’ndrangheta, della sacra corona unita.
[100]
Questi hanno terrorizzato tante città del sud con i loro crimini: omicidi, pizzo ai commercianti, intimidazioni e minacce ai cittadini onesti.

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