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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/3

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 19 agosto 2011


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[1]
Un'ultima riflessione ,l'uso del condizionale sempre riferendosi alla medesima espressione,avrebbe cambiato il senso?
[2]
Grazie mille.
[3]
linguista scrive:
[4]
31 ottobre 2011 alle 12:06
[5]
La selezione dell'ausiliare in una costruzione retta da verbo servile (potere, dovere, volere, etc.) prevede due opzioni: i) l'accordo con il verbo principale; 2) l'accordo con il verbo servile.
[6]
Nel secondo caso, quest'ultimo riceve una sottolineatura discorsiva: viene messo in risalto, più che l'azione principale, il fatto che quest'ultima sia dovuta.
[7]
In altre parole, è una questione di prospettiva adottata: ci sono dovuto andare vs ho dovuto andarci per forza.
[8]
La seconda opzione, tuttavia, non sarebbe praticabile nel suo esempio, perché il si impersonale limita la selezione dell'ausiliare al verbo essere: ho mangiato bene vs si è mangiato bene (non *si ha mangiato bene!).
[9]
Per altro, nell'esempio da lei proposto, si sarebbe potuto evitare il problema ricorrendo a una più semplice, trasparente ed elegante prima persona plurale: ci saremmo sposati anche se avessimo dovuto girare tutti i paesini del Perù.
[10]
Per affrontare il secondo problema, quello del modo verbale impiegato, manteniamo come esempio quest'ultima (e più corretta formulazione):
[11]
ci saremmo sposati anche se avessimo dovuto girare tutti i paesini del Perù
[12]
ci saremmo sposati anche se avremmo dovuto girare tutti i paesini del Perù
[13]
Al mutamento di modo corrisponde un cambio di significato: la prima frase, dal sapore squisitamente condizionale-concessivo, significa che il locutore e la sua fidanzata sarebbero convolati a nozze a qualunque costo, perfino nell'ipotesi di dover girare tutto il Paese (per trovare un sacerdote disposto a celebrare il matrimonio? Non avendo letto il romanzo formulo delle ipotesi, probabilmente influenzato da echi manzoniani).
[14]
Nel secondo caso il dover girare tutto il Perù non è una mera ipotesi, ma è presentato come una condizione inevitabile, necessaria affinché le nozze possano celebrarsi.
[15]
Il senso è piuttosto concessivo-fattuale/avversativo e io propenderei per inserire una virgola prima di anche.
[16]
Nel primo caso, parlando con la sua donzella, il futuro marito direbbe: - Ci sposeremo, (anche se) dovessimo girare tutti i paesini del Perù.
[17]
Nel secondo caso, egli direbbe: - Ci sposeremo, ma/anche se dovremo girare tutti i paesini del Perù.
[18]
Spero di essere stato chiaro ed esauriente.
[19]
Francesco Bianco
[20]
Riccardo scrive:
[21]
31 ottobre 2011 alle 12:38
[22]
La sua risposta è spiegata , direi, in maniera eccellente, ma mi serve un po' di tempo per rielaborarla, avendo Lei esaminato in maniera molto alta i casi che le ho proposto.
[23]
Devo maturare ancora alcuni concetti e non mancherò di tornare sull'argomento qualora non mi fossero del tutto chiari.
[24]
Sto rileggendo più volte le sue spiegazioni e sono certo di comprenderle,mi rendo conto che occorre anche un po' di tempo per farle propie.
[25]
La ringrazio con affetto.
[26]
linguista scrive:
[27]
31 ottobre 2011 alle 12:42
[28]
Se posso chiarirle ulteriormente qualche concetto, lo faccio volentieri.
[29]
Francesco Bianco
[30]
Riccardo scrive:
[31]
31 ottobre 2011 alle 15:28
[32]
Allora professore approfitto per il chiarimento ulteriore in merito al SI passivante.
[33]
Quando lei spiega le due opzioni per la scelta dell'ausiliare co iverbi servili,il tutto mi è molto chiaro.
[34]
Ma llora proprio nell'esempio che facevo dicendo:..
[35]
ANCHE SE SI FOSSE DOVUTO io suggerivo il verbo essere come unica soluzione.
[36]
Non so se sono stato chiaro.
[37]
Mi sembra di capire che avessi detto una cosa giusta, tenendo ovviamnete fermo il suo suggerimento che suona esattamente: "si sarebbe potuto evitare il problema ricorrendo a una più semplice, trasparente ed elegante prima persona plurale: ci saremmo sposati anche se avessimo dovuto girare tutti i paesini del Perù" Ho riportato fedelmente la sua proposta.
[38]
Mi è tutto chiaro tranne la conferma del fatto che l'espressione che suggerivo in sostituzione di quella del traduttore fosse anche una soluzione.
[39]
Mi scuso se non sono stato chiaro e nella foga e passione che ci metto ho saltato qualche virgola.
[40]
Mi corregga se sbaglio.
[41]
La ringrazio tantissimo per la sua preziosa disponibilità.
[42]
linguista scrive:
[43]
31 ottobre 2011 alle 16:01
[44]
Mi scuso io della poca chiarezza.
[45]
, la sua proposta (si fosse dovuto...) è grammaticalmente corretta.
[46]
Quella che con il verbo avere no.
[47]
Francesco Bianco
[48]
Sergio scrive:
[49]
1 novembre 2011 alle 13:48
[50]
Quindi nella locuzione pronominale "tutt' e due", anche "due" (cristallizzandosi), assume valore di pronome?
[51]
Se invece scrivo "tutt'e due gli atleti", diventa aggettivo "tutt' e due"?
[52]
linguista scrive:
[53]
1 novembre 2011 alle 15:34
[54]
, è così.
[55]
Alessandro Aresti
[56]
Paola scrive:
[57]
2 novembre 2011 alle 10:17
[58]
Ho un dubbio,in analisi del periodo:
[59]
"Volesse il cielo che terminassero queste inutili liti": è un'unica proposizione princ. ottativa o sono due?
[60]
grazie
[61]
linguista scrive:
[62]
2 novembre 2011 alle 16:00
[63]
Nel caso proposto la locuzione "volesse il cielo che" (o anche "voglia il cielo che" seguito dal congiuntivo presente; "volesse il cielo che" può invece reggere sia il congiuntivo presente sia il congiuntivo imperfetto) non costituisce una proposizione a ma introduce la frase ottativa (o volitiva): l'espressione si può dunque considerare alla stregua di altri elementi introduttori come magari ("magari terminassero queste liti!") o se ("se terminassero queste liti!").
[64]
Francesco Lucioli
[65]
Guglielmo scrive:
[66]
3 novembre 2011 alle 15:48
[67]
Esiste differenza tra esprimere un parere e dare un consiglio?
[68]
linguista scrive:
[69]
3 novembre 2011 alle 18:48
[70]
Si tratta di due locuzioni verbali aventi come nucleo tematico l'espressione del pensiero.
[71]
"Esprimere un parere" indica, più precisamente, l'espressione di un'opinione senza ulteriori implicazioni.
[72]
"Dare un consiglio" implica, invece, la presenza di un interlocutore al quale il consiglio è rivolto con lo scopo esplicito di indurlo a fare la scelta migliore.
[73]
Altrimenti detto, l'atto di dispensare consigli contiene - è vero - l'espressione di un parere, ma con l'intento specifico di persuadere qualcuno a fare qualcosa che si ritiene giusto.
[74]
Alessandro Di Candia
[75]
Guglielmo scrive:
[76]
3 novembre 2011 alle 19:23
[77]
Volevo sapere semplicemente qual'e' tecnicamente la differenza tra esprimere un parere ed invece dare un consiglio.
[78]
Grazie
[79]
linguista scrive:
[80]
3 novembre 2011 alle 19:29
[81]
Come le ho detto, "esprimere un parere" non ha nessuna intenzione persuasiva (almeno non in modo diretto, nel senso che resta ferma la possibilità che il parere da me espresso possa convincere qualcuno a condividere la mia posizione), a differenza di "dare un consiglio" che non può darsi senza che ci sia l'intenzione di condurre l'interlocutore ad abbandonare la propria decisione per seguire una strada diversa.
[82]
Ovviamente è la diversa semantica delle parole "parere" e "consiglio" a determinare la differenza tra le due locuzioni verbali.
[83]
Alessandro Di Candia
[84]
Paolo scrive:
[85]
4 novembre 2011 alle 12:43
[86]
Buongiorno a tutti
[87]
La frase "Vorrei sapere cosa ne pensiate della sposa (oppure cosa pensiate al riguardo della sposa)" è troppo pesante?
[88]
Meglio snellirla con: "cosa ne pensate"?
[89]
In questi casi si possono usare sia il congiuntivo che l'indicativo?
[90]
Al riguardo della sposa (o simile) si può usare, oppure "al riguardo" va usato da solo (Cosa ne pensate della sposa? Commenti al riguardo, ad esempio)
[91]
Grazie come sempre,
[92]
saluti
[93]
Paolo
[94]
linguista scrive:
[95]
4 novembre 2011 alle 13:30
[96]
Premettendo che, come abbiamo più volte avuto occasione di sottolineare, l'alternanza tra indicativo e congiuntivo nelle oggettive esplicite è possibile (e dipende in massima parte dal livello di certezza dell'affermazione rispetto a chi la produce), nel caso di verbi di giudizio o percezione come "sapere" l'uso dell'indicativo è quello consigliabile, per ragioni sia storiche, sia di consuetudine dell'uso.
[97]
L'impiego del congiuntivo non è da considerare un errore, ma più che individuare un livello stilistico più alto (secondo l'erronea percezione indicativo = linguisticamente sciatto; congiuntivo = linguisticamente elevato), comunica una sfumatura di potenzialità, di eventualità alla frase, sfumando il tono di un'affermazione altrimenti più perentoria.
[98]
Potremmo definirlo, in questo caso, un "congiuntivo di cortesia".
[99]
"Al riguardo della sposa" è una locuzione corretta, al pari della sua variante "riguardo alla sposa", con uso pienamente preposizionale del sostantivo "riguardo"; la prima soluzione è tuttavia da preferire in contesti elevati e formali, soprattutto scritti.
[100]
Anche l'uso isolato di "al riguardo" è pienamente corretto, anche se di sapore un po' burocratico.

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