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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/3

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 19 agosto 2011


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Elisa De Roberto
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Arno scrive:
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28 ottobre 2011 alle 16:08
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Egregio Sig.
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Maggiore, Lei era molto gentile e paziente a spiegarmi tante cose grammaticali le quali nessun manuale d`italiano puo` spiegare abbastanza chiaro.
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Lo sa, la nostra lingua (sono lituano) e` molto diversa da quella italiana ed a volte non si puo` capire bene come usare corretto le preposizioni.
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La ringrazio ancora.
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Arnoldas Stackevicius (Vilnius,Lituania).
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linguista scrive:
[10]
28 ottobre 2011 alle 16:11
[11]
Grazie a lei, gentilissimo!
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Marco Maggiore
[13]
Marco scrive:
[14]
28 ottobre 2011 alle 16:32
[15]
Si può scrivere: "ho una catenina nel collo" oppure è giusto solamente "una catenina al collo"?
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linguista scrive:
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28 ottobre 2011 alle 16:50
[18]
La seconda realizzazione è indubbiamente la sola corretta.
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Il suo dubbio si deve probabilmente alla notevole espansione a livello regionale (soprattutto meridionale, ma non solo) dell'uso delle preposizioni "in", "nel", "nella" a danno di "su", "sulla", ecc.
[20]
Un altro esempio ormai caratteristico è la frase "la scritta nella porta" per "la scritta sulla porta".
[21]
Marco Paciucci
[22]
Marco scrive:
[23]
28 ottobre 2011 alle 17:00
[24]
Quindi è scorretto anche "catenina sul collo"?
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linguista scrive:
[26]
28 ottobre 2011 alle 17:04
[27]
, risponde alla stessa tendenza a sovrapporre la funzione logica delle preposizioni interessate (naturalmente, anche "a", "al", "alla", ecc.).
[28]
Marco Paciucci
[29]
Lorenzo scrive:
[30]
28 ottobre 2011 alle 17:21
[31]
I movimenti culturali come romanticismo o neoclassicismo vanno scritti con l'iniziale maiuscola?
[32]
Inoltre, so che a dover essere scritti in maiuscolo sono solo i popoli antichi (e non moderni).
[33]
Mi sorge tuttavia un dubbio: se devo riferirmi agli inglesi di Enrico VIII, per esempio, come devo scrivere?
[34]
"gli Inglesi" o "gli inglesi"?
[35]
Grazie mille in anticipo.
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linguista scrive:
[37]
28 ottobre 2011 alle 17:55
[38]
La maiuscola per i movimenti culturali è consigliabile, sebbene non obbligatoria.
[39]
In alcuni casi diventa dirimente tra il movimento e il generico atteggiamento che prende il nome dal movimento: Il Romanticismo si è sviluppato in Germania, ma Lascia perdere il romanticismo, sii più concreto.
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Per quanto riguarda i nomi di popoli, la maiuscola è consigliabile per quelli antichi, ancora per distinguerli dai loro discendenti moderni (ma anche per quei popoli che non hanno discendenti).
[41]
Si dovrebbe usare la maiuscola in contesti che sono considerati storici, anche se non troppo lontani dal presente: L'intervento degli Americani fu decisivo nella seconda guerra mondiale, ma Gli americani amano la cucina italiana.
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Fabio Ruggiano
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Stefano scrive:
[44]
28 ottobre 2011 alle 19:53
[45]
Buongiorno, mi spiego meglio sulla domanda dei cromonimi: i termini glauco e ceruleo allora non possono essere considerati cromonimi? e poi: se i cromonimi quali "rosso","giallo" sono considerati basici, i colori quali "celeste","turchino" sono da considerarsi varianti del colore basico azzurro, o sono anch'essi cromonimi(non basici)?
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Lo stesso dicasi per il termine "bruno"?
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linguista scrive:
[48]
28 ottobre 2011 alle 20:29
[49]
Non c'è nessuna ragione per cui "glauco" e "ceruleo" non debbano essere considerati cromonimi.
[50]
Piuttosto che di cromonimi basici, però, è semmai opportuno parlare di cromonimi che indicano colori basici.
[51]
Mi spiego: il cromonimo è semplicemente un termine che indica un dato colore, che può essere (oppure no) basico.
[52]
In altre parole, i significanti turchino o celeste sono a tutti gli effetti dei cromonimi, mentre ci si può domandare se i rispettivi referenti siano colori basici oppure derivati da basici.
[53]
Dal punto di vista linguistico, invece, l’interesse è semmai relativo ai processi etimologici e storici che sono alla base del significante (ad es. il termine turchino prende le mosse dal colore della pietra detta, per la sua origine geografica, turchese).
[54]
Per quanto riguarda bruno, poi, eviterei di considerarlo un cromonimo, dal momento che il termine non indica un colore in , ma la qualità di ciò che è caratterizzato da colore scuro tra il marrone e il nero (come si trova definito nell’edizione del 2007 del GRADIT).
[55]
Bruno è insomma un aggettivo, non già un sostantivo: possiamo parlare di occhi bruni, di capelli bruni, di una ragazza bruna, non già del bruno (mentre non abbiamo difficoltà a parlare del giallo, del verde, ecc. riferendoci astrattamente ai colori).
[56]
Tutt’al più, parleremmo di colore bruno, ma sarebbe, appunto, un uso aggettivale, non diverso da quell’ oscuro con cui Dante definisce il colore delle parole scritte sulla porta dell’Inferno (canto III, verso 10).
[57]
Mi pare utile suggerire, a completamento di quanto detto, l’interessante e agile articolo di Rita Fresu sulla cromonimia, che può reperire al seguente link: http://www.treccani.it/magazine/lingua_italiana/speciali/colori/Fresu.html
[58]
Alessandro Di Candia
[59]
Sergio scrive:
[60]
29 ottobre 2011 alle 16:20
[61]
Esiste un motivo in particolare per cui diciamo "tutt'e due"? es: Verranno tutt'e due.
[62]
Cioè, quale è il motivo per cui si usa la congiunzione "e", che sembrerebbe quasi scorretta grammaticalmente?
[63]
linguista scrive:
[64]
29 ottobre 2011 alle 16:30
[65]
Si tratta di una locuzione pronominale, vale a dire di una sequenza di parole (con funzione di pronome) cristallizzata in una forma non modificabile.
[66]
L'origine delle locuzioni (in termini linguistici, più propriamente, si dice "unità polirematiche") è la più varia: ciò che hanno in comune, rispetto alle normali sequenze di parole, è una maggior resistenza alle modifiche da parte degli utenti della lingua.
[67]
In altre parole, le prendiamo e usiamo così come sono.
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Francesco Bianco
[69]
Sara scrive:
[70]
30 ottobre 2011 alle 09:33
[71]
Salve.
[72]
Sto leggendo un libro in cui ripetutamente viene posta la virgola tra soggetto e predicato, in cui, però, il predicato precede il soggetto.
[73]
Tale inversione giustifica l'uso della virgola?
[74]
Grazie
[75]
linguista scrive:
[76]
30 ottobre 2011 alle 09:40
[77]
Per poterle rispondere in modo corretto dovrei conoscere l'esatto contesto della frase (se vuole, può scrivere un nuovo quesito).
[78]
Ad ogni modo, posso fornirle qualche esempio di inversione accompagnata dalla virgola tra predicato verbale e soggetto o tra copula e soggetto.
[79]
In entrambi i casi il soggetto è "estratto" dalla sequenza sintattica della frase e messo in evidenza attraverso una collocazione incidentale:
[80]
Era, Giovanni, una persona di grande cuore e di sublime ingegno.
[81]
Era una persona di grande cuore e di sublime ingegno, Giovanni.
[82]
Francesco Bianco
[83]
andrea scrive:
[84]
30 ottobre 2011 alle 13:30
[85]
Cosa vuol nella linguistica d'oggi "forma obliqua"?
[86]
L'ho trovata già in due testi e riferita due concetti linguistici diversi, sembra quasi che voglio dire "forma base" o "forma che si usa in tutti i contesti", ma in nessun dizionario ho trovato un significato simile per l'aggettivo obliquo.
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linguista scrive:
[88]
30 ottobre 2011 alle 13:35
[89]
Sono "obliqui" tutti quei complementi formati da un sostantivo retto da preposizione.
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Per esempio, è obliquo (o "indiretto") il complemento di argomento nella frase seguente: discutiamo di linguistica.
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Francesco Bianco
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Riccardo scrive:
[93]
31 ottobre 2011 alle 08:40
[94]
Leggendo un bellissimo libro di Vargar Liiosa, "La zia Jiulia e lo scribacchino", ho trovato la seguente frase : NEI SOBBORGHI, LA ZIA SCOPPIO' A PIANGERE.
[95]
IO L'ABBRACCIAVO, LE DICEVO ALL'ORECCHIO CHE NON FACESSE COSI', CHE CI SAREMMO SPOSATI ANCHE SE SI AVESSE DOVUTO GIRARE TUTTI I PAESINI DEL PERU'.
[96]
Bene, il mio dubbio sta tutto nel verbo "si avesse dovuto".
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Mi chiedo ma non sarebbe stato meglio l'uso dell'ausiliare ESSERE?
[98]
...
[99]
ANCHE SE SI FOSSE DOVUTO...
[100]
Ringrazio come sempre per la puntuale risposta sempre esaustiva e dirimente.

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