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Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 15 dicembre 2015


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17 febbraio 2017 alle 11:53
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Caro Dylan,
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il problema che lei pone può essere ricondotto al fenomeno della risalita del pronome clitico con verbi modali (nel nostro caso il pronome -mi).
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Qualche esempio: "non mi devi far perdere tempo" (invece di "non devi farmi perdere tempo"), "non te lo posso dire" (invece di "non posso dirtelo"), "non ci voglio credere" (invece di "non voglio crederci").
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Questo tratto - che rappresenta una manifestazione tipica dell'"italiano dell'uso medio" o "neostandard" e si colloca quindi al di sotto della norma grammaticale tradizionale - è un processo che rientra nella più vasta ristrutturazione del sistema pronominale italiano: il fenomeno della risalita del pronome clitico con verbi modali è stato ampiamente analizzato in diversi lavori scientifici, che ne hanno evidenziato anche il carattere diatopico (secondo Skytte/Salvi/Manzini [2001: 513], ad esempio, nei dialetti mediani e in Toscana esistono entrambe le strutture, nei dialetti settentrionali solo la costruzione senza risalita, nei dialetti meridionali solo quella con risalita) e diamesico (secondo Berretta [1986: 72], "(...) nel parlato i clitici "risalgono" nei contesti di possibile ristrutturazione (...) più che nello scritto", per quanto secondo Serianni (1988: 220-223) il fenomeno non sia tipico del parlato).
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Come vede, il discorso è molto lungo e dibattuto.
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Di certo, però, il verbo "mettermi" (nella frase Dovrei mettermi la sciarpa") rappresenta un riflessivo apparente, giacché il sintagma "la sciarpa" costituisce il complemento oggetto che completa il significato dello stesso verbo.
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Rocco Luigi Nichil
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Maria Lucia scrive:
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28 febbraio 2017 alle 20:51
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Buonasera, sapreste indicarmi il plurale di pronto soccorso?
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Vi ringrazio anticipatamente!
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linguista_1 scrive:
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2 marzo 2017 alle 08:42
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Non esiste una soluzione univoca: come una ricerca su Internet può confermare, sono attestati nell’uso pronto soccorso, pronto soccorsi e pronti soccorsi.
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Se digitiamo sul motore di ricerca di Google i pronto soccorso, i pronto soccorsi e i pronti soccorsi otteniamo i seguenti risultati: 54.
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800 occorrenze per il primo, 8.
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690 per il secondo, 2.
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370 per il terzo.
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La forma invariabile è dunque quella più frequente.
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Alessandro Aresti
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Virginia scrive:
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2 marzo 2017 alle 17:34
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Salve,
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nella frase "questo foulard è a righe" che complemento è "a righe"? modo o qualità?
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Grazie
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linguista_1 scrive:
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3 marzo 2017 alle 20:46
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Si tratta di un complemento di qualità, che tradizionalmente individua una caratteristica di qualcuno o di qualcosa (come una cravatta).
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Il complemento di modo fa invece riferimento al modo in cui si verifica il fatto o si compie l'azione indicati dal predicato.
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Alessandro Aresti
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Stefano scrive:
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4 marzo 2017 alle 20:28
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Gentile linguista, ho bisogno del suo cortese aiuto per chiarire un dubbio linguistico.
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Se può chiarirmelo, gliene sarei grato, glielo illustro nel dettaglio.
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La particella "ne" può comportarsi come si comportano i pronomi diretti?
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Nel senso che, i pronomi diretti, mi pare che si abbinino bene con un qualsiasi verbo della lingua italiana, in frasi positive e negative, costituendo frasi che sono di senso compiuto anche quando omettono il tutto che rappresentano:
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+ pronome diretto + verbo.
[39]
/ No + pronome diretto + verbo.
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Ad esempio: , lo voglio.
[41]
/ No, non lo voglio.
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lo voglio. No non lo voglio; hanno un senso logico, e si possono pronunciare sia nel parlato che nello scritto.
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Il pronome diretto, sottointende il tutto, la piena interezza, anche se la parola "tutto" non è espressa esplicitamente.
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Se un parlante mi chiede:
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vuoi il vino?
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Io, usando il pronome diretto, posso rispondere:
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1 a.
[48]
, lo voglio.
[49]
2 a.
[50]
no, non lo voglio.
[51]
Queste due risposte sono corrette, hanno un senso compiuto pur avendo il tutto sottointeso, giusto?
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3 a.
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, lo voglio [tutto].
[54]
4 a.
[55]
No, non lo voglio [tutto].
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E fin qui credo di non avere dubbi.
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Ma per il pronome ne come è la situazione?
[58]
Il pronome "ne", quando funge da partitivo (utilizzato perciò in quelle risposte che rispondono a domande aventi articoli partitivi) sottointende, allo stesso modo come sottointendono il tutto i pronomi diretti, quella parte indeterminata del tutto?
[59]
Il pronome ne può costituire frasi prive di elementi espliciti (prive del quantificatore e di qualsiasi altro elemento, referente che tende specificare) come quelle frasi 1a e 2b?
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+ ne + verbo.
[61]
/ No + ne + verbo (quantificatore omesso e qualsiasi altro elemento esplicito).
[62]
Alla domanda:
[63]
vuoi del vino?
[64]
Le due tipologie di risposte saranno con il ne:
[65]
1 b.
[66]
, ne voglio.
[67]
2 b.
[68]
no, non ne voglio.
[69]
Tali risposte, e tali frasi, così come sono illustrate, prive esplicitamente della quantificazione, sono giuste oppure no?
[70]
Omettendo la quantificazione, sia per la risposta positiva che negativa, il ne, associato solo al verbo che lo segue, può costituire frasi grammaticali di senso compiuto, pronunciabili sia nel parlato che nello scritto?
[71]
Oppure per essere giuste queste frasi, bisogna riportare in modo esplicito la quantificazione, sia per la positiva che per la negativa?
[72]
E’ necessario per forza specificare il quantificatore nelle frasi con il ne perché queste abbiano un senso logico (nello scritto e nel parlato)?
[73]
Come le frasi qui sotto?
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3 b.
[75]
Si, ne voglio u?n? p?o?'?/?d?u?e?/?t?r?e?/? a?l?c?u?n?i?-?e?/?t?a?n?t?o?-?i?-?e?/?p?o?c?o?-?c?h?i?-?c?h?e?/?
[76]
4 b.
[77]
No, non ne voglio n?e?s?s?u?n?o?-?a?/?a?l?c?u?n?o?-?a?.
[78]
Oppure nelle due risposte , ne voglio, no, non ne voglio pur non esplicitando la quantificazione, questa è già sottointesa comunque?
[79]
, ne voglio [un po’].
[80]
= , ne voglio un po’.
[81]
No, non ne voglio [nessuno-alcuno]. = No, non ne voglio alcuno.
[82]
= No, non voglio alcun vino.
[83]
Si può dire allora che il pronome ne si comporta come si comportano i pronomi diretti?
[84]
Il pronome "ne", può essere seguito da qualsiasi verbo della lingua italiana?
[85]
Dando così senso compiuto alle frasi come quelle frasi (1a) e (1b) in cui ci sono i pronomi diretti, e nelle quali l’interezza pur sottointesa è omessa?
[86]
Domanda: il ne, nelle due tipologie di risposte, si riferisce alla quantità indeterminata espressa dall’articolo partitivo nella domanda vuoi del vino?
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E se inoltre pronuncio frasi affermative come queste:
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Il latte te lo verso (tutti i giorni) ;
[89]
il pesce lo compriamo ( spesso);
[90]
latte te ne verso (tutti i giorni);
[91]
pesce ne compriamo( spesso);
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omettendo ciò che è sbarrato tra parentesi.
[93]
Nel primo caso qui, in cui è presente il pronome diretto, le frasi, credo che comunque abbiano un senso logico.
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Ma il mio dubbio è: invece nel secondo caso in cui è presente il pronome ne?
[95]
Hanno lo stesso, un senso compiuto?
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Siccome il pronome diretto sottointende il tutto che rappresenta, non occorre scrivere la parola tutto, questo tipo di pronome si abbina con qualsiasi verbo italiano, e sottointendendo il tutto, le frasi che lo contengono, hanno un senso compiuto, sia nel parlato che nello scritto.
[97]
Volevo capire se anche la particella ne può comportarsi in questo modo, volevo capire se vale lo stesso anche per la particella ne o se questa ha delle differenze.
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E’ qui che si incentra il mio dubbio.
[99]
Non so se il mio dubbio è chiaro.
[100]
Confidando che sia così, le chiedo gentilmente se può chiarirmi la questione.

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