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Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 15 dicembre 2015


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[1]
Grazie
[2]
linguista_1 scrive:
[3]
27 dicembre 2015 alle 23:14
[4]
Senza un contesto più ampio in realtà l'enunciato non può essere analizzato.
[5]
Andrebbe usato il congiuntivo nel caso si trattasse di un'ipotesi; un esempio (faccio cadere il verbo potere): "Se foste interessato al nostro servizio... vi farei avere ulteriori informazioni a riguardo".
[6]
Potrebbe starci anche il condizionale: "(mi chiedo) se potreste essere interessato...".
[7]
Alessandro Aresti
[8]
italitin scrive:
[9]
31 dicembre 2015 alle 20:50
[10]
Dopo l'espressione "sia l'uno che l'atro" si usa il verbo al singolare oppure al plurale?
[11]
Quale forma verbale è corretta?
[12]
Sia il pescatore che sua moglie incontrano (oppure incontra) un problema.
[13]
grazie!
[14]
linguista_1 scrive:
[15]
1 gennaio 2016 alle 13:29
[16]
Il verbo va al plurale perché abbiamo due soggetti coordinati.
[17]
Alessandro Aresti
[18]
Anna A scrive:
[19]
7 gennaio 2016 alle 17:27
[20]
Gentili Professori,
[21]
nel leggere un libro ho trovato questa frase:
[22]
- "forse, aveva voluto morire"
[23]
Con i verbi servili non dovrebbe essere usato il verbo che si adopera, regolarmente, per il verbo servito?
[24]
Nella fattispecie: era ?
[25]
Ad ogni modo, adoperando era nella frase predetta anche a me "suona" un tantino male.
[26]
Vi ringrazio dell'attenzione e porgo cordiali saluti.
[27]
Anna
[28]
linguista_1 scrive:
[29]
7 gennaio 2016 alle 18:06
[30]
La soluzione con avere è usata ampiamente, e più spesso di quella con essere, come anche una ricerca in rete conferma.
[31]
Quest'uso è legittimo, benché in contrasto con la regola da lei ricordata.
[32]
Alessandro Aresti
[33]
Maria scrive:
[34]
7 gennaio 2016 alle 19:48
[35]
Gentile linguista, ho dei dubbi riguardo all'analisi logica delle seguenti frasi:
[36]
1) Briccone, vedrai cosa ti aspetta!
[37]
2) Coraggio, ragazzi!
[38]
Nella frase n°1, "cosa" è da analizzare come compl. oggetto di "vedrai" o come soggetto di "aspetta"?
[39]
Nella frase n°2, "coraggio" è da considerare compl. di esclamazione o forse sarebbe meglio analizzarlo come compl. oggetto di una frase ellittica del verbo ("[Abbiate] coraggio, ragazzi!")?
[40]
Grazie delle delucidazioni e cordiali saluti.
[41]
Julia scrive:
[42]
3 marzo 2016 alle 12:17
[43]
Gentile linguista,
[44]
È meglio dire "Penso che penso troppo" o "Penso di pensare troppo"?
[45]
Grazie!
[46]
linguista_1 scrive:
[47]
3 marzo 2016 alle 17:00
[48]
Le due frasi sono equivalenti da un punto di vista sostanziale.
[49]
La differenza è invece formale: la prima è in forma esplicita, la seconda in forma implicita.
[50]
Se teniamo conto dell'uso, la seconda è preferibile perché suona meglio all'orecchio di un qualsiasi parlante.
[51]
Tenga presente il fatto che, nel primo caso, il verbo della subordinata, in quanto retto dal verbo pensare, dovrebbe essere più correttamente al congiuntivo ("penso che [io] pensi troppo", così come diremmo "Penso che Marco pensi troppo", "Penso che voi pensiate troppo", ecc.).
[52]
Alessandro Aresti
[53]
gigi scrive:
[54]
4 marzo 2016 alle 05:10
[55]
salve secondo voi è corretto dire in uno spot radiofonico: ''revolution party il programma dance di dj marco , vienici ad ascoltare sulla pagina fecebook :radio dance o seguici alla pagina facebook :italia music
[56]
linguista_1 scrive:
[57]
4 marzo 2016 alle 12:18
[58]
Il pronome ci dovrebbe seguire l'infinito ascoltare ("... vieni ad ascoltarci..."), ma capisco che si tratta di un "errore" comune.
[59]
Alessandro Aresti
[60]
Nina scrive:
[61]
4 marzo 2016 alle 16:10
[62]
Perché si usa l'avverbio di tempo ''sempre'' anche nelle frasi al passato?
[63]
''Ho sempre studiato, ecc ecc...''
[64]
Il dizionario dice che ''sempre'' sta per ''senza interruzione, senza fine, senza limiti di tempo''. il passato, invece, ha dei limiti.
[65]
linguista_1 scrive:
[66]
4 marzo 2016 alle 16:24
[67]
Il riferimento può essere anche a un limite di tempo corrispondente, per esempio, alla vita di chi parla o scrive o un periodo di essa; è questo un uso che ritroviamo nel verso leopardiano "Sempre caro mi fu quest'ermo colle".
[68]
Alessandro Aresti
[69]
roberto scrive:
[70]
7 marzo 2016 alle 15:42
[71]
buondì' e un grazie anticipato .
[72]
sento dire e vedo scrivere spesso :
[73]
in delle case . in dei giardini . in delle grotte ecc. invece che
[74]
in alcune case , talora nei giardini ecc.
[75]
Io rabbrividisco ma mi dicono che non è errore.....?!
[76]
linguista_1 scrive:
[77]
7 marzo 2016 alle 16:11
[78]
Si tratta di una soluzione di cui abbiamo attestazioni oggi come ieri.
[79]
Alessandro Aresti
[80]
rita bortolato scrive:
[81]
13 marzo 2016 alle 19:52
[82]
Gentile linguista,
[83]
nella frase "Abbiamo conosciuto i fatti e ne abbiamo tratto le dovute conclusioni" la particella pronominale "ne" svolge la funzione di complemento di mezzo?
[84]
La ringrazio
[85]
Rita Bortolato
[86]
linguista_1 scrive:
[87]
14 marzo 2016 alle 07:02
[88]
ne = da essi (i fatti) = "a partire da essi" (più che "per mezzo di essi"): direi che forse possiamo parlare di moto da luogo figurato.
[89]
Alessandro Aresti
[90]
Fausto Raso scrive:
[91]
14 marzo 2016 alle 09:49
[92]
A mio avviso si potrebbe considerare anche un complemento di origine o provenienza: "ne"= "dalla provenienza di questi (fatti)".
[93]
MarcoG scrive:
[94]
15 marzo 2016 alle 14:10
[95]
Caro Professore,
[96]
in un mio breve racconto scrivo testualmente: "stavo leggendo gli annunci sul Messaggero".
[97]
Mi dicono che avrei dovuto scrivere su "Il Messaggero".
[98]
Ora, so bene che si scrive così, ma essendo un racconto in prima persona, credo di essere in parte "esonerato" da certi formalismi cui invece è vincolata la c.d voce narrante.
[99]
Che ne pensa?
[100]
Grazie

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