Sentence view

Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/5

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 14 ottobre 2012


showing 901 - 1000 of 6101 • previousnext


[1]
19 novembre 2012 alle 21:25
[2]
Il predicato nominale è normalmente costituito dal verbo essere in funzione di copula e da un aggettivo o sostantivo (il nome del predicato): la nostra frase non riproduce questa struttura.
[3]
Piuttosto, bisogna considerare "essere in ritardo" come una locuzione verbale, equivalente in tutto e per tutto a una forma verbale semplice, e quindi "sono in ritardo" come predicato verbale.
[4]
Alessandro Aresti
[5]
roberto scrive:
[6]
19 novembre 2012 alle 22:10
[7]
Vorrei conoscere l'analisi grammaticale del nome "spia".
[8]
Può essere definito nome promiscuo o questa definizione vale solo per "animali"?
[9]
Cordiali saluti
[10]
Roberto
[11]
linguista scrive:
[12]
19 novembre 2012 alle 22:17
[13]
La parola spia è un sostantivo di genere femminile.
[14]
Di norma il termine promiscuo viene adoperato per indicare un nome di animale che presenti la medesima forma al maschile e al femminile: alcune grammatiche, comunque, si riferiscono con la medesima etichetta anche a nomi come vittima, testimone, ecc.
[15]
(ai quali si può aggiungere il nostro spia), i quali condivono la caratteristica di cui sopra.
[16]
Alessandro Aresti
[17]
floriana scrive:
[18]
19 novembre 2012 alle 22:22
[19]
Buongiorno.
[20]
E' corretta l'analisi logica della seguente frase?
[21]
Ecco: avv. indicativo
[22]
il professor:apposizione del compl. ogg
[23]
Rossi: compl. ogg.
[24]
Oppure 'Rossi' è soggetto?
[25]
linguista scrive:
[26]
19 novembre 2012 alle 22:31
[27]
Nell'esempio non è presente alcuna forma verbale: eppure, non si può dubitare che si tratti di una frase di senso compiuto.
[28]
In questi casi i linguisti sono soliti parlare di "frase nominale", ovvero una frase in cui un elemento diverso dal verbo (in genere un sostantivo: frase "nominale", infatti) svolge la funzione predicativa, che è invece demandata in frasi "normali" al verbo.
[29]
Nella nostra frase, se ci si pensa bene, è l'avverbio ecco a farsi carico di "predicare" qualcosa a proposito del soggetto (il signor [app.] Rossi): la sua presenza, per la precisione, e probabilmente la sua apparizione nell'orizzonte visivo di chi parla (una frase quasi equivalente dal punto di vista del significato sarebbe infatti "C'è il professor Rossi").
[30]
Alessandro Aresti
[31]
roberto scrive:
[32]
19 novembre 2012 alle 23:54
[33]
Grazie mille per la spiegazione
[34]
Remo scrive:
[35]
20 novembre 2012 alle 10:45
[36]
Mi scusi, ma potrebbe precisare meglio questo passaggio: "...è bene iniziare un documento ufficiale con Il/La sottoscritto/a nome, o Io sottoscritto, oppure con Io, nome, mentre la versione combinata Io, sottoscritto/a nome, pure frequente, è ridondante."
[37]
In pratica se c'è "Io sottoscritto" non ci andrebbe dopo i nome? ma allora come si fa a comunicare l'identità del scrivente?
[38]
linguista scrive:
[39]
20 novembre 2012 alle 11:20
[40]
L'dentità dello scrivente si evince dalla firma.
[41]
Lo stesso aggettivo sottoscritto rimanda alla firma in calce
[42]
Fabio Ruggiano
[43]
Paolo G. scrive:
[44]
21 novembre 2012 alle 10:46
[45]
Si può dire sia "riempiono" che "riempono"?
[46]
So che esiste sia 'riempire' che 'riempiere' (anche se è antico)?
[47]
Quindi a norma dovrebbero esistere entrambe le forme, anche se so che è più usato riempiono.
[48]
Potete aiutarmi?
[49]
Grazie
[50]
linguista scrive:
[51]
21 novembre 2012 alle 11:14
[52]
La forma corretta è riempiono.
[53]
Il verbo riémpiere, raro, si coniuga come empiere, che a sua volta si coniuga come empire: perciò si avrà empiono e riempiono.
[54]
In proposito può consultare anche il recente volumetto di V.
[55]
Della Valle e G.
[56]
Patota, Ciliegie o ciliege?, Sperling & Kupfer, 2012 (alla voce).
[57]
Francesco Lucioli
[58]
Gino scrive:
[59]
23 novembre 2012 alle 10:51
[60]
Buongiorno, ho trovati vari commenti e opinioni anche qui sull'espressione "rilasciare un software"
[61]
Ho letto che è un calco, ma usare un calco è corretto?
[62]
Ovvero è corretto "rilasciare un software"?
[63]
linguista scrive:
[64]
23 novembre 2012 alle 11:17
[65]
L'impiego di rilasciare nel senso di 'far uscire', 'diffondere', 'pubblicare', 'lanciare' per calco sull'inglese to release si differenzia dalle accezioni che il verbo normalmente riveste in italiano (rilasciare lo scontrino, rilasciare un ostaggio, rilasciare un'intervista); oggi si incontra soprattutto nel linguaggio degli informatici e non risulta lemmatizzato nelle ultime edizioni dei principali dizionari dell'uso (Devoto-Oli, Sabatini-Coletti, Zingarelli, cui si aggiunge il GRADIT che però risale al 2007).
[66]
Al momento non saprei indicarne la data di prima attestazione.
[67]
Se dieci anni fa avessimo usato il verbo in questo modo forse non saremmo stati compresi, mentre oggi possiamo farlo senza indurre i nostri interlocutori a chiedersi se stiamo parlando italiano.
[68]
In questo come in altri casi è l'uso a sancire l'ammissibilità di un'innovazione, e sarà l'uso a decretarne la scomparsa o la sopravvivenza.
[69]
Vocabolari e grammatiche, depositari della norma linguistica, si adeguano più lentamente.
[70]
Marco Maggiore
[71]
Gino scrive:
[72]
23 novembre 2012 alle 11:33
[73]
Grazie dottor Maggiore, a quanto ho capito dunque si può usare rilasciare perché è oramai entrato nell'uso.
[74]
Su Wikipedia dicono invece che l'espressione corretta è "pubblicare un software" o "lanciare un software",oppure "distribuire un software".
[75]
Su diffondere e far uscire non ho trovato nulla invece.
[76]
La saluto cordialmente
[77]
linguista scrive:
[78]
23 novembre 2012 alle 11:57
[79]
Di nulla.
[80]
Aggiungo solo che è indubbiamente preferibile l'uso di pubblicare, distribuire, lanciare e simili: rilasciare come sinonimo di questi verbi andrà evitato con cura nella scrittura più sorvegliata e nei registri elevati.
[81]
Marco Maggiore
[82]
Riccardo scrive:
[83]
23 novembre 2012 alle 13:40
[84]
Buongiorno,
[85]
trovo scritto in un opuscolo per l'orientamento scolastico la seguente frase: LA SCELTA , CHE VI APPRESTATE A COMPIERE COSTITUISCE UN IMPORTANTE MOMENTO NELLA VITA DI OGNI STUDENTE: E' LA PRIMA IMPORTANTE DECISIONE CHE VI VIENE CHIESTO DI PRENDERE.
[86]
Vi chiedo se l'uso della virgola subito dopo la parola SCELTA sia appropriata.
[87]
Lo chiedo perché l'antecedente verrebbe ad essere separato dal CHE con valore anaforico; andando con la memoria ad una lucida spiegazione che avevate fornito in questo blog lo sconsigliavate, forse mi confondo.
[88]
Sempre leggendo la stessa frase l'ultimo Che non è preceduto da virgola come credo sia corretto trattandosi, a mio avviso, di un legame sintattico simile in entrambi i casi.
[89]
Ringrazio per la vostra preziosa disponibilità.
[90]
linguista scrive:
[91]
23 novembre 2012 alle 19:02
[92]
Entrambe le sue osservazioni sono esatte.
[93]
Fabio Ruggiano
[94]
DG scrive:
[95]
26 novembre 2012 alle 01:22
[96]
Gentile Professor Maggiore,
[97]
non mi persuade la sua risposta del 9 c.m. in cui considera il sintagma a calcio un complemento strumentale.
[98]
In realtà, il calcio non è il mezzo con cui si gioca: lo è il pallone.
[99]
Esso è un gioco regolamentato: quindi è un modo di giocare a pallone.
[100]
Pertanto giocare a calcio corrisponde a giocare con le modalità tipiche del calcio, con la conseguenza che a calcio è complemento di modo.

Text viewParagraph view