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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/5

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 14 ottobre 2012


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[1]
Trattandosi di più soggetti, il verbo deve essere al plurale.
[2]
Alessandro Di Candia
[3]
Alina scrive:
[4]
14 novembre 2012 alle 08:46
[5]
Buongiorno,
[6]
avrei una domanda sull'uso delle virgole.
[7]
Mi capita spesso di leggere frasi come "Quel che non ammazza, ingrassa" e "Quello che l'uomo semina con amore, cresce meglio" e simili.
[8]
Forse è vero che pronunciando la frase, soprattutto la seconda, più lunga, si tende a fare una pausa espressiva, ma negli esempi citati la virgola non è posta tra soggetto e verbo, quindi errata?
[9]
Grazie.
[10]
linguista scrive:
[11]
14 novembre 2012 alle 09:54
[12]
La punteggiatura, come è noto, non serve a simulare le pause del parlato, ma a segnalare graficamente i confini sintattici.
[13]
In alcuni casi, benché non necessarie, le virgole possono tuttavia tornare utili nel segnalare gli specifici ruoli delle parole da esse separate.
[14]
Ciò vale per il secondo esempio da lei proposto, in cui la virgola favorisce la ricostruzione (già ovvia dal contesto) del soggetto di cresce, mentre è del tutto sovrabbondante nel primo esempio, in cui di fatto separa soggetto e predicato.
[15]
Alessandro Di Candia
[16]
Luca scrive:
[17]
14 novembre 2012 alle 18:52
[18]
Si può ritenere corretto scrivere: "ti voglio bene sempre più" oppure è corretta solo la forma "ti voglio bene sempre di più"?
[19]
Grazie
[20]
linguista scrive:
[21]
14 novembre 2012 alle 19:00
[22]
Le due forme sono corrette allo stesso modo.
[23]
Alessandro Di Candia
[24]
Maurizia scrive:
[25]
15 novembre 2012 alle 08:02
[26]
Buongiorno, si deve dire "Troppo pochi" o "troppi pochi?"
[27]
Grazie
[28]
linguista scrive:
[29]
15 novembre 2012 alle 09:08
[30]
La forma corretta è troppo pochi.
[31]
Da evitare nel modo più assoluto l'altra ipotesi, dal momento che troppo, in casi come questo, non è un aggettivo, ma un avverbio, e pertanto è invariabile.
[32]
Quanto appena detto si riferisce, però, all'ipotesi in cui il sostantivo al quale pochi si riferisce preceda la sequenza oggetto del suo dubbio.
[33]
In caso contrario, troppo conserva funzione di aggettivo e quindi è variabile.
[34]
Per chiarire, può essere utile un esempio: è corretto dire "ci sono troppi pochi uomini in questo posto", mentre è scorretto dire "*in questo posto, gli uomini sono troppi pochi" (l'asterisco, di norma, indica che si sta formulando appositamente un'ipotesi errata).
[35]
Dobbiamo dire, in questo secondo caso, "in questo posto, gli uomini sono troppo pochi".
[36]
Alessandro Di Candia
[37]
maria scrive:
[38]
15 novembre 2012 alle 12:56
[39]
é corretto dire : "non credo che il sig. Biagi avesse avuto l'intenzione di rendere precari i giovani, quando ha scritto la legge 30" ?
[40]
linguista scrive:
[41]
15 novembre 2012 alle 13:12
[42]
, è corretto.
[43]
Alessandro Di Candia
[44]
Riccardo scrive:
[45]
15 novembre 2012 alle 18:16
[46]
Tutti oramai lo chiamavano don Ciccio. Era il dottor Francesco Ingravallo comandato alla mobile: uno dei più giovani e, non si sa perché, invidiati funzionari della sezione investigativa: ubiquo ai casi, onnipresente su gli affari tenebrosi. Di statura media, piuttosto rotondo della persona, o forse un po’ tozzo, di capelli neri e folti e cresputi che gli venivan fuori dalla metà della fronte quasi a riparargli i due bernoccoli metafisici dal bel sole d’Italia, aveva un’Aria un po’ assonnata, un’andatura greve e diniccolata, un fare un po’ tonto come di persona che combatte con una laboriosa digestione: vestito come il magro onorario statale gli permetteva di vestirsi, e con una o due macchioline d’olio sul bavero, quasi impercettibili però, quasi un ricordo della collina molisana. Una certa praticaccia del mondo, del nostro mondo detto latino, benché giovine (trentacinquenne), doveva di certo avercela: una certa conoscenza degli uomini: e anche delle donne.
[47]
Ho copiato integralmente l’incipit del romanzo più famoso di Emilo Gadda Quer pasticciaccio brutto de via Merulana per capire con il vostro intervento il significato che lo scrittore vuol dare alle frasi in cui ricorre l’uso del segno interpuntivo dei due punti.
[48]
Riesco a darmi una spiegazione sull’utilizzo che ne fa nelle prime frasi, poi però mi sfugge il senso che vuole veicolare soprattutto nell’ultima, dove l’utilizzo dei due punti si sussegue in una rapida successione, quasi, a mio modesto avviso, a segnalare una certa ansia comunicativa.
[49]
Ovviamente, parlando di Gadda si capisce che non è errore, e tantomeno una distrazione tipografica.
[50]
Prima di scrivervi ho riletto il simpatico e utilissimo libretto del prof.
[51]
Patota : Viva la grammatica in cui indica i casi d’uso del segno dei due punti.
[52]
per spiegare ciò che si è detto prima: «Negli anni Cinquanta e
[53]
Sessanta si è avuto il cosiddetto boom economico: uno
[54]
straordinario sviluppo industriale che ha prodotto ricchezza e
[55]
benessere, ma anche squilibri e contraddizioni»;
[56]
per dimostrare ciò che si è detto prima: «Negli ultimi
[57]
sessant’anni l’Italia ha conosciuto un enorme progresso: per la
[58]
maggior parte dei cittadini la qualità della vita è enormemente
[59]
migliorata»;
[60]
per indicare le conseguenze di ciò che si è detto prima: «Ho
[61]
comprato a mio figlio il motorino: non lo sentirò più brontolare»
[62]
(= quindi non lo sentirò più brontolare);
[63]
per arricchire di particolari ciò che si è detto prima: «Il sabato
[64]
notte la discoteca si riempie di gente: gente allegra, spensierata,
[65]
piena di voglia di divertirsi»;
[66]
Ringrazio vivamente per la vostra preziosa disponibilità.
[67]
linguista scrive:
[68]
15 novembre 2012 alle 19:46
[69]
Quando ci addentriamo nell'analisi della lingua letteraria, soprattutto della lingua letteraria del Novecento, in gran parte orientata al superamento dei modelli del passato e alla ricerca dell'innovazione, dobbiamo fare i conti con le scelte specifiche degli scrittori.
[70]
Si tratta di un problema difficile da esaurire in questa sede, anche solo per un aspetto apparentemente circoscritto come la punteggiatura.
[71]
Dico "apparentemente" perché, in realtà, si tratta di un punto fondamentale della ricerca linguistica in letteratura almeno a partire dal Futurismo.
[72]
Il caso di Gadda è poi particolarmente significativo per l'espressionismo linguistico dello scrittore.
[73]
L'uso dei due punti nello scrittore milanese è stato però oggetto di studio, e anche l'impiego dei due punti non è sfuggito alla riflessione linguistica.
[74]
Oltre gli usi normali dello strumento interpuntorio di cui parliamo (con l'obiettivo, cioè, di esplicitare ciò che è implicito nella frase precedente, o di introdurre un elenco), in Gadda esso viene utilizzato anche per creare quello che Bice Mortara Garavelli, nel suo Prontuario di punteggiatura (2003) chiama "un mirabile indugio ripetitivo", che ricorda la commoratio della retorica, riportando come esempio a p.
[75]
101 il seguente passo tratto dalla Cognizione del dolore: "Le era parso che somigliasse stranamente a chi aveva occupato il fulgore breve del tempo: del consumato tempo", in cui i due punti non hanno una funzione dichiarativa ma enfatica e "rallentante".
[76]
Qualcosa del genere, senza esigenze di ripetizione, lo abbiamo nell'esempio da lei riportato, in cui i due punti enfatizzano il senso di inattesa ironica rettifica provocato da ciò che li segue.
[77]
Alessandro Di Candia
[78]
Dario scrive:
[79]
15 novembre 2012 alle 23:39
[80]
Gentile Professor Di Candia,
[81]
la ringrazio per la sua risposta del 13 u.s. alle ore 15.
[82]
30.
[83]
Non comprendo tuttavia perché il Sabatini-Coletti ammetta l’accordo del verbo al singolare quando più soggetti sono uniti da ... .
[84]
Cito testualmente: «con due o più sogg. accompagnati da il verbo può essere sia sing. sia pl.: non mi piace (o piacciono) l'uno l'altro».
[85]
Distinti saluti.
[86]
Dario
[87]
linguista scrive:
[88]
15 novembre 2012 alle 23:45
[89]
Il caso da lei preso in esame e tratto dal Sabatini-Coletti riguarda la circostanza in cui l'ordine dei costituenti sia marcato, cioè non sia rispondente all'ordine "normale" soggetto-verbo-oggetto.
[90]
In questo secondo caso (che è quello su cui si concentrava la mia risposta), vale quanto le ho detto.
[91]
Più dettagliatamente, non possiamo avere una frase come "*Né Luigi Marco ha comprato il giornale", ma solo " Luigi Marco hanno comprato il giornale", mentre, anteponendo l'oggetto ai soggetti, possiamo avere tanto "il giornale non l'hanno comprato Luigi Marco" quanto "il giornale non l'ha comprato Luigi Marco".
[92]
Alessandro Di Candia
[93]
floriana scrive:
[94]
16 novembre 2012 alle 09:48
[95]
Buonasera.
[96]
Potreste indicarmi l'analisi del seguente periodo: "Anche se è sempre affollato, mi piace prendere il pullman perchè ci trovo tutti i miei amici"?
[97]
Grazie.
[98]
linguista scrive:
[99]
16 novembre 2012 alle 09:58
[100]
Anche se è sempre affollato = proposizione concessiva

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