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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/5

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 14 ottobre 2012


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[1]
cassandra scrive:
[2]
3 maggio 2013 alle 11:38
[3]
Nella seguente frase, quanti e quali sono gli aggettivi indefiniti?
[4]
Grazie
[5]
"Quando Claudio, meravigliato e un po' spaventato, riuscì a mettere il piede a terra, il bastone era di nuovo un bastone e non aveva zoccoli ma un semplice puntale arrugginito, criniera ma il solito manico ricurvo".
[6]
cassandra scrive:
[7]
3 maggio 2013 alle 11:39
[8]
Chiedo scusa, ma vorrei sapere anche quanti e quali sono nella stessa frase gli articoli indeterminativi .
[9]
Ancora grazie
[10]
linguista scrive:
[11]
3 maggio 2013 alle 11:48
[12]
Nella frase non ci sono aggettivi indefiniti (come alcuno, altro, certo, certuno, ciascuno, diverso, molto , nessuno, parecchio, poco, tale, ecc.).
[13]
Compare invece tre volte l'articolo indeterminativo un (nella locuzione avverbiale un po', in un bastone e un semplice puntale).
[14]
Elisa De Roberto
[15]
paola scrive:
[16]
3 maggio 2013 alle 12:00
[17]
Si dice:
[18]
uno di quelli che ha votato o uno di quelli che hanno votato ?
[19]
grazie
[20]
Paola
[21]
linguista scrive:
[22]
3 maggio 2013 alle 12:06
[23]
In generale è preferibile mantenere l'accordo grammaticale: siccome la relativa (che hanno votato) serve a identificare il pronome quelli è meglio accordare al plurale.
[24]
Bisogna dire però l'accordo con il pronome che regge il sintagma preposizionale (uno) è molto frequente: si mette in atto una sorta di dinamica transitiva per cui quell'uno facendo parte del gruppo di quelli che hanno votato può ricevere la proprietà "ha votato".
[25]
Sintatticamente non è un errore perché la relativa può ancorarsi a quelli ma anche all'intera unità uno di quelli e riferirsi dunque a uno.
[26]
In alcuni contesti può prevalere l'idea di connotare maggiormente il singolo: ad esempio nella frase Sei uno di quelli che non combina mai niente.
[27]
Elisa De Roberto
[28]
Annamaria scrive:
[29]
3 maggio 2013 alle 12:12
[30]
è corretto dire "guardati avanti"?
[31]
Grazie per la vostra gentile risposta che vorrete darmi
[32]
linguista scrive:
[33]
3 maggio 2013 alle 12:17
[34]
L'espressione guardare avanti non è riflessiva, quindi l'imperativo "guàrdati avanti" non è corretto: si dovrà dire "guarda avanti".
[35]
Va detto però che l'espressione è attestata come gioco di parole: ad esempio nella frase "non guardarti indietro, guardati avanti", dove dalla locuzione guardarsi indietro il riflessivo si estende per rafforzare il parallelismo antitetico tra guardarsi indietro e guardar avanti.
[36]
Ma al di fuori di queste formulazioni scherzose e ludiche si dice guarda avanti.
[37]
Elisa De Roberto
[38]
Riccardo scrive:
[39]
3 maggio 2013 alle 13:36
[40]
Buongiorno,
[41]
La maggior parte delle frasi oggettive è retta da verbi che appartengono alla sfera delle attività percettive, cognitive e in genere psicologiche.
[42]
Questo è quanto riportato nel sito della Treccani.
[43]
Nell’esempio Giovanni si rallegra di rivedermi ,di rivedermi è un’oggettiva implicita.
[44]
E’ possibile, non potendo parlare di nesso causale, trasformarla in : quando Giovanni mi vede, si rallegra ovvero poiché Giovanni mi vede si rallegra e considerare queste ultime delle proposizioni causali?
[45]
Probabilmente il valore semantico cambia rispetto all’enunciato primario: per questo vi chiedo un parere e una spiegazione che sciolga i miei dubbi.
[46]
Ringrazio per la vostra consueta gentilezza
[47]
linguista scrive:
[48]
3 maggio 2013 alle 14:02
[49]
Non sono sicura di aver capito la sua domanda: che cosa intende per "queste ultime"?
[50]
Dal punto di vista classificatorio, un'oggettiva implicita non è una causale: il valore causale che il parlante può inferire non dipende dalla struttura sintattica, ma dalla semantica e dal lessico (ad esempio in penso di uscire non è possibile ipotizzare nessuna relazione causale tra i due eventi).
[51]
Occorre quindi distinguere il piano della struttura sintattica da quello semantico: le oggettive implicite non veicolano di per particolari relazioni circostanziali.
[52]
Detto questo, posso trasformare l'enunciato, ma se ricorro a una causale rendo la relazione di causa-effetto esplicita a livello grammaticale, perché uso un connettivo specificamente orientato alla codifica della causalità (che dunque non è più inferibile, ma direttamente affermata).
[53]
In altre parole con un'oggettiva implicita comunico la cosa di cui mi rallegro, con una causale l'evento che è causa del mio rallegramento.
[54]
Che poi le due cose a conti fatti coincidano dipende dal tipo di verbo reggente.
[55]
Elisa De Roberto
[56]
Mihaela scrive:
[57]
4 maggio 2013 alle 11:10
[58]
Gentili Signori,
[59]
Potete dirmi per cortesia quale delle due frasi è corretta e perché?
[60]
1.
[61]
Ammetto che non è esattamente un bel comportamento.
[62]
2.
[63]
Ammetto che non sia esattamente un bel comportamento.
[64]
Vi ringrazio
[65]
linguista scrive:
[66]
4 maggio 2013 alle 20:18
[67]
Il criterio per la scelta tra l'indicativo e il congiuntivo è in questo caso di natura stilistica: il congiuntivo è più formale (quindi anche preferito nello scritto).
[68]
Fabio Ruggiano
[69]
Riccardo scrive:
[70]
4 maggio 2013 alle 20:30
[71]
Professoressa credo di avere afferrato soprattutto nell'ultima parte della sua spiegazione la risposta al mio quesito.
[72]
Nella mia esposizione un po' incerta, intendevo chiedere se l'oggettiva ( Giovanni si rallegra di rivedermi ) potesse avere sul piano semantico lo stesso valore della frase: quando Giovanni mi vede, si rallegra.
[73]
Però credo se ho ben capito in relazione alle sue ultime parole : " In altre parole con un’oggettiva implicita comunico la cosa di cui mi rallegro, con una causale l’evento che è causa del mio rallegramento. Che poi le due cose a conti fatti coincidano dipende dal tipo di verbo reggente." , che i due enunciati non possano essere paragonabili.
[74]
Grazie mille per la sua preziosa risposta e disponibilità.
[75]
linguista scrive:
[76]
4 maggio 2013 alle 20:42
[77]
L'esposizione era chiara, in realtà: per scrupolo però ho preferito accertarmi di aver capito bene.
[78]
Diciamo che possiamo anche confrontare i due enunciati rispetto al loro semantismo causale, distinguendo però tra una relazione causale che viene affermata esplicitamente attraverso una struttura sintattica e un significato causale che rimane implicito e non detto.
[79]
Questa differenza si riflette anche sullo scopo comunicativo delle due frasi.
[80]
Elisa De Roberto
[81]
Enrico scrive:
[82]
5 maggio 2013 alle 14:18
[83]
Buongiorno!
[84]
vorrei sapere: è corretto dire
[85]
1)"Grazie, amici" (in quanto vocativo) o "Grazie amici"
[86]
2) "Sono contento che hai trovato lavoro" o "Sono contento che tu abbia trovato lavoro"
[87]
Grazie
[88]
linguista scrive:
[89]
5 maggio 2013 alle 14:50
[90]
1) Sceglierei la prima soluzione.
[91]
2) Più elegante e dunque da preferire il congiuntivo.
[92]
Alessandro Aresti
[93]
cassandra scrive:
[94]
5 maggio 2013 alle 17:17
[95]
È più corretto dire "la mia mamma", "il mio papà" oppure "mia mamma", "mio papà"?
[96]
C'è una regola?
[97]
Grazie.
[98]
linguista scrive:
[99]
5 maggio 2013 alle 18:01
[100]
Mamma e papà richiederebbero secondo norma l’articolo.

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