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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/5

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 14 ottobre 2012


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[1]
Nella 3, comunque, bisogna usare il condizionale passato, perché la risposta attesa si colloca nel futuro (sempre però in un punto cronologico passato rispetto al momento dell'enunciazione): "La mia scelta dipendeva da quale sarebbe stata la sua risposta".
[2]
Alessandro Aresti
[3]
Silvana scrive:
[4]
23 aprile 2013 alle 12:35
[5]
Gentili professori, vorrei sapere se sia corretta la frase: "In qualunque di quelle strade ti inoltri ..." Non mi suona bene quel "qualunque": è corretto?
[6]
Come si dovrebbe dire altrimenti?
[7]
Grazie.
[8]
linguista scrive:
[9]
23 aprile 2013 alle 13:09
[10]
Perché non "in qualunque strada ti inoltri..."?
[11]
Alessandro Aresti
[12]
Paola scrive:
[13]
23 aprile 2013 alle 14:42
[14]
Buongiorno!
[15]
Nella frase "Le foglie possono avere VARIE forme e colori" è corretta la concordanza tra aggettivo e nomi?
[16]
O sarebbe meglio dire "Vari forme e colori"?
[17]
Grazie
[18]
linguista scrive:
[19]
23 aprile 2013 alle 16:13
[20]
In questi casi, quando il primo dei sostantivi che seguono è di genere femminile, è possibile (e anche preferibile) usare l'aggettivo alla forma femminile (varie).
[21]
Alessandro Aresti
[22]
Davide scrive:
[23]
23 aprile 2013 alle 16:36
[24]
Nella frase: "Mia madre, come dirigente, ha molte responsabilità", il sintagma "come dirigente" è considerato apposizione; ma non potrebbe essere anche un predicativo del soggetto?
[25]
Grazie.
[26]
linguista scrive:
[27]
23 aprile 2013 alle 17:03
[28]
Non può essere considerato complemento predicativo del soggetto in senso stretto perché non è presente alcun verbo copulativo.
[29]
Alessandro Aresti
[30]
luca scrive:
[31]
26 aprile 2013 alle 07:20
[32]
la frase: "più pratichi, più migliori", si può considerare una forma comparativa?grazie
[33]
linguista scrive:
[34]
26 aprile 2013 alle 08:16
[35]
No, si tratta di due frasi correlate mediante una relazione logica di congiunzione (più... più).
[36]
Marco Maggiore
[37]
Raffaella scrive:
[38]
26 aprile 2013 alle 09:38
[39]
Gentilissimi Linguisti,
[40]
nell'analisi logica della seguente frase,
[41]
DAL SENTIERO SI ACCORCIA LA STRADA E SI STA LONTANI DAL TRAFFICO
[42]
quale funzione ha LONTANI che introduce il complemento di allontanamento?
[43]
Grazie per l'aiuto e complimenti per l'originalità e l'utilità del blog!
[44]
Raffaella
[45]
linguista scrive:
[46]
26 aprile 2013 alle 09:42
[47]
Si tratta di un complemento predicativo del soggetto, esattamente come in Mara sta lontana da Lucia.
[48]
La difficoltà nel riconoscerlo è legata probabilmente al fatto che il predicativo è qui introdotto da un verbo impersonale, e pertanto non riusciamo a individuare immediatamente il soggetto della frase.
[49]
Marco Maggiore
[50]
Marco scrive:
[51]
26 aprile 2013 alle 09:46
[52]
Ho letto un testo musicale non proprio attuale:"Nel ciel di bellezza s'accreschi fierezza...
[53]
" che forma è "s'accreschi", a parte il fatto che attualmente sarebbe "si accresca"almeno credo?
[54]
linguista scrive:
[55]
26 aprile 2013 alle 09:47
[56]
Si tratta di un congiuntivo presente del tipo venghi, dichi, facci; ricorre in un verso di dolce è 'l tormento di Claudio Monteverdi (1624). Forme di questo genere si incontrano nei testi del passato, ma sono oggi assolutamente da evitare.
[57]
Marco Maggiore
[58]
Luca scrive:
[59]
26 aprile 2013 alle 09:50
[60]
Ma secondo il Vostro parere esiste il verbo disdettare? es : Ho disdettato una prenotazione.
[61]
Mi sembra più corretto disdire, però il dizionario Hoepli lo considera verbo transitivo.
[62]
linguista scrive:
[63]
26 aprile 2013 alle 09:51
[64]
Un verbo disdettare 'disdire, dare disdetta' è ampiamente vivo nel linguaggio della burocrazia, ed è anche registrato da dizionari dell'uso come il GRADIT di Tullio De Mauro e il Devoto-Oli.
[65]
Marco Maggiore
[66]
Elisa scrive:
[67]
26 aprile 2013 alle 09:55
[68]
Nella frase
[69]
Paolo è il mio fratello più piccolo, Luca il più grande
[70]
A che Grado sono gli aggettivi?
[71]
Io direi il primo (più piccolo) superlativo assoluto, il secondo sup relativo....ma non sono sicura e non saprei spiegarmi il perché
[72]
linguista scrive:
[73]
26 aprile 2013 alle 09:56
[74]
Sono entrambi superlativi relativi, esprimendo il grado massimo di una qualità rispetto a un insieme definito: possiamo infatti riscrivere Paolo è il più piccolo dei miei fratelli/Luca è il più grande dei miei fratelli.
[75]
Marco Maggiore
[76]
Giulio scrive:
[77]
26 aprile 2013 alle 10:04
[78]
Ciao, mi è sorto un dubbio questa sera e non riesco a trovare alcuna spiegazione su internet.
[79]
Perché si dice "farsi un baffo"?
[80]
Che origine ha questa espressione?
[81]
Grazie
[82]
linguista scrive:
[83]
26 aprile 2013 alle 11:48
[84]
fare un baffo intimidire vanamente’ (1942, Bruno Migliorini, Appendice al Dizionario moderno, in A. Panzini, Dizionario moderno, Milano, 1942 [ottava edizione]).
[85]
L'espressione fu diffusa dai giornali umoristici alla vigilia della seconda guerra mondiale e si affermò rapidamente, come mostra anche il suo ingresso nei dialoghi cinematografici; così si esprimeva sulla questione Angelo Fabi nel 1952: «[...] a proposito di espressioni popolaresche assimilate dai gagà d'ambo i sessi, si ricordi mi fa un baffo, che il Marc'Aurelio raccolse a Roma e intorno al 1937 e '38 diffuse un po' in tutta Italia, soprattutto nell'esercito e nella scuola» (Angelo Fabi, Appunti sul linguaggio snob, in «Lingua nostra», anno XIII, p. 55).
[86]
Nel 1957, in riferimento a questa espressione, Antonio Baldini scriveva: «frasi [...] di certo gergo tra sguaiato e melenso venuto di moda da qualche anno a questa parte e ripetute a pappagallo, del genere mi fai un baffo, mi butto a pesce, e simili scempiaggini».
[87]
Il modo di dire, che era già diffuso in Toscana nell'Ottocento, aveva un'origine oscena: «I beceri poi quando si richiamano al dovere, allegando l'autorità di qualche persona che dovrebbero rispettare, per significare che tale autorità non curano, dicono: Il tale? m'ha a fare un baffo su' c..... La onestà mi vieta di dichiarare tale sconcia frase» (Pietro Fanfani, Vocabolario dell'uso toscano, Firenze, 1863, s.v. baffo).
[88]
C'è da dire che sempre in Toscana baffo indicava anche «uno sfregio nero che altri faccia nel viso ad alcuno» (ibidem); le due cose, quindi, potrebbero essere intrecciate: come dire che "subire" un baffo nel punto in cui si è detto (e che anch'io come Fanfani non esplicito) vorrà significare "subire" uno sfregio che nessuno vede, qualcosa da poco o di nessuno conto.
[89]
Quest'ultima riflessione, tuttavia, resta una mia supposizione tutta da provare.
[90]
Sulla questione, rimando al volume Il nuovo etimologico, a cura di Manlio Cortelazzo e Michele A.
[91]
Cortelazzo, Bologna, Zanichelli, 1999 [riedizione del Dizionario Etimologico della Lingua Italiana, di Manlio Cortelazzo e Paolo Zolli], da cui ho tratto molte delle osservazioni presenti in questo intervento.
[92]
Rocco Luigi Nichil
[93]
Arno scrive:
[94]
27 aprile 2013 alle 00:34
[95]
Egregi Signori,sarei molto grato se mi spiegaste che differenza c`è fra le espressioni "uscire DI strada" e "uscire DALLA strada".
[96]
Lo chiedo perchè in un manuale d`italiano ho letto che non si dice "uscire dalla strada" però in Google italiano ho trovato qualche espressione "uscire dalla strada".
[97]
linguista scrive:
[98]
27 aprile 2013 alle 06:49
[99]
In italiano, come in tante altre lingue, esistono espressioni più o meno "bloccate".
[100]
In "uscire di strada" siamo di fronte proprio a un caso del genere: quando la usiamo pensiamo immediatamente a un veicolo uscito dalla carreggiata.

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