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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/5

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 14 ottobre 2012


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[1]
linguista scrive:
[2]
25 febbraio 2013 alle 09:54
[3]
Marco e Andrea ha funzione di soggetto; parlavano è il predicato; tra loro è una locuzione avverbiale.
[4]
Marcello Ravesi
[5]
Arno scrive:
[6]
25 febbraio 2013 alle 09:55
[7]
Alla cortese attenzione del Dott.
[8]
Marcello Ravesi.
[9]
Grazie, Dottore, vivamente della Sua cortese risposta.
[10]
Vorrei solo precisare.
[11]
Se ho capito bene "un giorno fa" non significa necessariemente "ieri"?
[12]
Questa espressione si può anche capire come "qualche tempo fa"?
[13]
No?
[14]
Grazie.
[15]
linguista scrive:
[16]
25 febbraio 2013 alle 09:57
[17]
Un giorno fa significa che è passato un giorno, reale o figurato.
[18]
Marcello Ravesi
[19]
maestra anna scrive:
[20]
26 febbraio 2013 alle 13:49
[21]
scusi, chiedo un aiuto: nella frase "vado in gita", il complemento "in gita" è di scopo o di moto a luogo figurato? grazie
[22]
linguista scrive:
[23]
26 febbraio 2013 alle 18:55
[24]
Complemento di moto a luogo (non figurato).
[25]
Alessandro Aresti
[26]
Daniela Dasti scrive:
[27]
27 febbraio 2013 alle 17:45
[28]
Limitarsi a... guardare, camminare eccetera:
[29]
limitarsi è verbo di valore fraseologico (completato da un infinito: guardare, camminare...) oppure è verbo che introduce una proposizione finale?
[30]
(limitarsi per... guadare, camminare ecc.)
[31]
Grazie
[32]
linguista scrive:
[33]
28 febbraio 2013 alle 19:50
[34]
Si tratta di un verbo fraseologico, al pari di "accingersi a", "finire di", ecc.
[35]
Alessandro Di Candia
[36]
maestra anna scrive:
[37]
28 febbraio 2013 alle 20:50
[38]
chiedo gentilmente altre risposte ai miei dubbi quotidiani quando sono in classe:
[39]
- posso accettare stesso accentato?
[40]
- apostrofo in fin di riga "l'
[41]
ape"?
[42]
- il mago trasformò la rana "in principe": può quest'ultimo essere considerato compl. di scopo?
[43]
grazie infinite
[44]
linguista scrive:
[45]
1 marzo 2013 alle 09:14
[46]
Gentile utente, provo a rispondere ai suoi dubbi con ordine:
[47]
- Un'antica consuetudine ortografica tramandata dalle maestre elementari prescriveva di non accentare il pronome quando esso è accompagnato da stesso e medesimo.
[48]
L'effettiva necessità di tale norma è però decisamente discutibile, non essendovi seri motivi, a conti fatti, per scrivere la stessa forma in due modi diversi a seconda dei contesti; l'uso di se stesso senza accento è stato osteggiato in particolar modo, e con validi argomenti, da un linguista autorevole come Luca Serianni.
[49]
Sarebbe quindi meglio approvare stesso accentato e anzi raccomandarne il più possibile l'uso.
[50]
- Si può accettare senza problemi l'apostrofo in fine di rigo: si tende oggi a evitare l'artificiosa reintegrazione della vocale elisa (la | ape, lo | operaio), un tempo severamente prescritta dai grammatici.
[51]
- Se fosse un complemento di scopo la frase potrebbe essere riformulata come *il mago trasformò la rana allo scopo di un principe, il che naturalmente non significa nulla.
[52]
Sembra piuttosto un complemento predicativo dell'oggetto retto dalla preposizione in, il cui uso è richiesto dal verbo trasformare: si può infatti riscrivere la frase come Il mago rese la rana un principe.
[53]
Marco Maggiore
[54]
Mihaela scrive:
[55]
1 marzo 2013 alle 15:43
[56]
Gentili Signori
[57]
Quale frase è corretta delle due, è perché?
[58]
1.
[59]
Ho paura che si ammalano.
[60]
2.
[61]
Ho paura che si ammalino.
[62]
Vi ringrazio
[63]
linguista scrive:
[64]
1 marzo 2013 alle 16:18
[65]
La versione con il congiuntivo è da preferire; l'altra è difficilmente accettabile se non in un contesto di bassissima formalità.
[66]
Il congiuntivo nelle proposizioni completive è sempre proprio di un registro sorvegliato; quando la completiva è retta da un verbo o un nome che indicano incertezza, dubbio, volizione (come in questo caso) esso diviene quasi obbligatorio.
[67]
Fabio Ruggiano
[68]
cassandra scrive:
[69]
1 marzo 2013 alle 16:21
[70]
è più corretto dire "alla sera paolo si nascose in camera sua" o "la sera paolo si nascose in camera sua"?
[71]
egizio ed egiziano sono sinonimi oppure il primo si riferisce solo al periodo dell'antico egitto? grazie mille!
[72]
linguista scrive:
[73]
1 marzo 2013 alle 17:30
[74]
Sono ugualmente comuni per esprimere il complemento di tempo determinato la mattina/il pomeriggio/la sera e di mattina/di pomeriggio/di sera.
[75]
Possibile ma non comune alla mattina/al pomeriggio/alla sera.
[76]
Sapore poetico ha a sera (una poesia di Giovanni Pascoli si intitola Passeri a sera), nel senso di sul far della sera’.
[77]
Da evitare *a pomeriggio e *a mattina.
[78]
Egizio si riferisce esclusivamente all'antico Egitto.
[79]
Fabio Ruggiano
[80]
valentina scrive:
[81]
2 marzo 2013 alle 13:24
[82]
Gentilissimi,
[83]
il verbo obbligare è fraseologico?
[84]
Nell'analisi del periodo: "Anna costringe Marco ad andare a scuola", "costringe ad andare" è un unico predicato oppure no?
[85]
Grazie!
[86]
linguista scrive:
[87]
2 marzo 2013 alle 17:11
[88]
I verbi e le espressioni fraseologici servono a modificare il verbo principale nell’aspetto.
[89]
Ci sono espressioni che rendono il verbo incoativo, come stare per, cominciare a e simili; espressioni che lo rendono durativo, come continuare a e simili; espressioni che lo rendono perfettivo, come finire di e simili.
[90]
Ai fini dell’analisi del periodo i verbi fraseologici sembrano avere una maggiore autonomia semantica rispetto ai servili, per cui possono essere considerati reggenti la proposizione all’infinito, che è una completiva oggettiva.
[91]
Costringere non sembra rientrare in questa categoria, per cui è senz'altro reggente la proposizione completiva oggettiva.
[92]
Fabio Ruggiano
[93]
chiara scrive:
[94]
3 marzo 2013 alle 06:18
[95]
per favore: come è meglio scrivere la prima persona singolare - pres. indic - di DARE? grazie
[96]
linguista scrive:
[97]
3 marzo 2013 alle 10:47
[98]
In italiano moderno si è stabilizzata la grafia do.
[99]
In italiano antico (e ancora presso alcuni editori più tradizionalisti) era d'uso .
[100]
L'accento è considerato superfluo perché molto difficile è la confusione di questa parola con la nota musicale.

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