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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/5

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 14 ottobre 2012


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25 ottobre 2012 alle 10:12
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Gentile linguista, ho un dubbio sulla prop. finale.
[3]
So che si esprime in italiano con il modo congiuntivo, ma una frase come "Sono uscito prima perchè volevo vederti" non equivale a quella "Sono uscito prima affinchè ti vedessi"?
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Quindi la finale si usa all'indicativo con il verbo servile o devo definire la prima frase come una causale?
[5]
Grazie
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linguista scrive:
[7]
25 ottobre 2012 alle 12:33
[8]
Nella frase "Sono uscito prima perché volevo vederti", la proposizione subordinata è causale, perché indica il motivo che ha provocato l'evento espresso nella principale.
[9]
Spesso causa e fine si somigliano, ma è sempre possibile distinguerle.
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Se volessimo trasformare la causale dell'esempio in una finale, dovremmo togliere il verbo servile.
[11]
La frase diverrebbe così: "Sono uscito prima per vederti".
[12]
E' chiaro che quella che era una causa, 'il desiderio di vederti', è qui un fine, 'lo scopo di vederti'.
[13]
Dal punto di vista sintattico, la proposizione finale può essere costruita con il congiuntivo o l'infinito: con il congiuntivo quando il soggetto della proposizione è diverso da quello della reggente, (in questo caso è introdotta da che, affinché, perché, in modo che); con l'infinito se i due soggetti coincidono (e la proposizione è introdotta da per, al fine di, di, a, in modo da).
[14]
Ad esempio: "Sono uscito prima per vederti", ma "Sono uscito prima in modo che ci vedessimo".
[15]
Se si usa la congiunzione perché, il modo verbale è decisivo per distinguere la causale dalla finale.
[16]
Ad esempio: "Ho cucinato tutta la giornata perché tu mangi tanto" (causale)/"Ho cucinato tutta la giornata perché tu mangiassi tanto" (finale).
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Fabio Ruggiano
[18]
gian scrive:
[19]
25 ottobre 2012 alle 12:50
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Buongiorno, vorrei un opinione sulla correttezza di questa complicata frase che contiene più futuri nel passato, con particolare riguardo alla parola virgolettata, grazie!
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Se volevo scappare senza pagare avrei dovuto fare la solita scenetta di sentirmi male, e non appena il proprietario del ristorante "avrebbe" aperto la porta, sarei dovuto uscire.
[22]
linguista scrive:
[23]
25 ottobre 2012 alle 12:54
[24]
La frase è corretta.
[25]
Sarebbe corretta anche con la sostituzione di avrebbe con avesse.
[26]
Il congiuntivo aggiungerebbe una sfumatura di eventualità.
[27]
In un contesto così complesso, però, non sembra adeguato l'uso dell'imperfetto "Se volevo scappare" al posto di "Se fossi voluto scappare" o "Se avessi voluto scappare".
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Fabio Ruggiano
[29]
Luca scrive:
[30]
25 ottobre 2012 alle 12:58
[31]
Solitamente nelle scuole superiori,quando la frase è complessa, si tende a fare l'analisi logica di tutta la frase, quindi trovando i diversi predicati delle subordinate e gli eventuali diversi soggetti, oppure si svolge l'analisi del periodo, evidenziando le varie proposizioni?
[32]
Grazie
[33]
linguista scrive:
[34]
25 ottobre 2012 alle 13:03
[35]
Il modo di procedere dipende dagli scopi didattici previsti dall'insegnante.
[36]
Una possibilità è cominciare con l'analisi del periodo, distinguendo le proposizioni e le loro relazioni reciproche, per poi addentrarsi nelle singole proposizioni e farne l'analisi logica.
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Fabio Ruggiano
[38]
Umberto Cammarata scrive:
[39]
26 ottobre 2012 alle 12:57
[40]
È meglio dire le "occasioni perdute" o le "occasioni perse"?
[41]
linguista scrive:
[42]
26 ottobre 2012 alle 13:37
[43]
I due aggettivi (derivati dal participio debole e forte del verbo perdere) sono equivalenti.
[44]
Entrambi possono essere usati in unione col sostantivo occasioni.
[45]
Non ci sono motivi dunque per preferire una forma all'altra: scelga pure quella che le piace di più (anche considerando il cotesto frasale).
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Elisa De Roberto
[47]
Angelo scrive:
[48]
26 ottobre 2012 alle 15:53
[49]
Avrei una domanda riguardante l'uso della virgola nelle frasi relative col pronome "che".
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La frase che ho letto e che mi ha fatto venire qualche dubbio è la seguente:
[51]
"Il ricorso esaminato dal Tribunale amministrativo regionale regionale è quello di Anronia Sarcina, che nel Novembre del '91 presentò domanda per essere ammessa alle prove..."
[52]
Io avrei scritto la frase senza la virgola.
[53]
Potrebe spiegarmi se è coretto l'uso della virgola in questa frase?
[54]
Grazie
[55]
linguista scrive:
[56]
26 ottobre 2012 alle 17:01
[57]
La virgola in questo caso è necessaria, per isolare il contenuto della proposizione relativa rispetto all'antecedente (Antonia Sarcina).
[58]
Se eliminiamo la virgola, la proposizione relativa diviene parte integrante dell'antecedente: "Antonia Sarcina che presentò domanda".
[59]
Così composta, la frase farebbe intendere che esiste un'altra Antonia Sarcina che non ha presentato domanda.
[60]
Fabio Ruggiano
[61]
vince scrive:
[62]
26 ottobre 2012 alle 17:27
[63]
è corretto dire
[64]
"se fosse possibile"
[65]
linguista scrive:
[66]
26 ottobre 2012 alle 18:02
[67]
, è corretto.
[68]
Fabio Ruggiano
[69]
Tiziana scrive:
[70]
26 ottobre 2012 alle 20:28
[71]
gentili signori,
[72]
mi è sorto un dubbio sull'analisi logica della seguente frase
[73]
"non mi sei minimamente d'aiuto"
[74]
potreste aiutarmi ?
[75]
grazie
[76]
linguista scrive:
[77]
26 ottobre 2012 alle 23:59
[78]
Non sei: predicato verbale (qui il verbo essere ha il significato di 'risultare');
[79]
Mi: complemento di vantaggio;
[80]
Minimamente: complemento avverbiale di quantità;
[81]
D'aiuto: complemento predicativo del soggetto.
[82]
Fabio Ruggiano
[83]
linguista scrive:
[84]
27 ottobre 2012 alle 08:25
[85]
Aggiungo qualcosa alla risposta di Fabio Ruggiano all'utente che chiedeva delucidazioni sull'enunciato "Non mi sei minimamente d'aiuto".
[86]
Il verbo "essere", in questo caso, ha valore copulativo (lo stesso di "rappresentare", "costituire", "significare", ecc.).
[87]
La frase in oggetto sta per "Non rappresenti per me il minimo aiuto" e dunque "di aiuto", che indica l’effetto (mancato) dell’azione espressa dal verbo (in latino, in un'espressione come "Amicitia in rebus adversis auxilio est", e cioè 'l'amicizia è di aiuto nelle situazioni avverse', "auxilio" sarebbe proprio un dativo di effetto), è l’equivalente di un complemento predicativo del soggetto, mentre il "mi" (= "per me") ha un valore a mezzo tra limitazione ("Non rappresenti, per me, il benché minimo aiuto") e vantaggio ("Non rappresenti in nessuna maniera un aiuto che abbia la mia persona come beneficiaria, che vada a mio vantaggio").
[88]
Massimo Arcangeli
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kovalski scrive:
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29 ottobre 2012 alle 09:17
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Buongiorno
[92]
potete cortesemente dirmi quale versione della frase tra le due seguenti è quella corretta?
[93]
"avevo la certezza che non appena il benzinaio AVESSE tolto la pompa dal serbatoio, avrei dovuto inserire la prima e sgommare via"
[94]
oppure:
[95]
"avevo la certezza che non appena il benzinaio AVREBBE tolto la pompa dal serbatoio, avrei dovuto inserire la prima e sgommare via"
[96]
grazie anticipato!
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linguista scrive:
[98]
29 ottobre 2012 alle 10:00
[99]
È più adeguato il secondo periodo proposto, poiché il condizionale composto (in entrambe le occorrenze: avrebbe tolto e avrei dovuto) sta ad indicare il futuro nel passato; esprime cioè la nozione di posteriorità rispetto a un punto prospettico collocato indietro nel tempo.
[100]
Spostando la prospettiva al presente si avrà: ho la certezza che non appena il benzinaio toglierà la pompa dal serbatoio, dovrò inserire la prima e sgommare via.

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