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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/5

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 14 ottobre 2012


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[1]
Marcello Ravesi
[2]
Marco scrive:
[3]
29 ottobre 2012 alle 10:58
[4]
Si può ritenere un comparativo di maggioranza il sintagma "io chiedo a te più di questo"
[5]
grazie
[6]
Marco scrive:
[7]
29 ottobre 2012 alle 11:00
[8]
Mi aggancio alla domanda precedente.
[9]
In questa frase "mi è venuto a mancare il suo appoggio proprio quando più ne avevo bisogno", abbiamo una comparativa?
[10]
C'è per caso un'ellissi?
[11]
linguista scrive:
[12]
29 ottobre 2012 alle 11:04
[13]
Nell’esempio proposto, più svolge la funzione di aggettivo sostantivato con valenza neutra, e sottintende un elemento nominale generico, il cui valore semantico è determinato dal contesto della frase in cui è usato (in questo caso dal verbo chiedere).
[14]
Marcello Ravesi
[15]
linguista scrive:
[16]
29 ottobre 2012 alle 11:06
[17]
Qui più è semplicemente un avverbio di quantità, per l’esattezza la forma organica di comparativo dell’avv.
[18]
molto (proprio quando ne avevo molto bisogno).
[19]
Direi che non c'è ellissi.
[20]
Marcello Ravesi
[21]
Sergio scrive:
[22]
29 ottobre 2012 alle 13:01
[23]
Come si fa l'analisi logica di questa frase: "Vengo da te a studiare la lezione".
[24]
Posso scrivere io=soggetto; vengo=predicato; da te=moto da luogo; per studiare=predicato;la lezione=compl.oggetto.
[25]
Oppure è sempre d'obbligo trasformare la frase in subordinata esplicita? grazie
[26]
linguista scrive:
[27]
29 ottobre 2012 alle 13:39
[28]
Da te è complemento di moto a/verso luogo.
[29]
Per studiare la lezione è una subordinata finale: rispetto alla reggente, essa svolge la funzione di complemento di fine: vengo da te per studiare = vengo da te per lo studio.
[30]
Volendo fare l'analisi anche di questo componente, è corretto quanto ha scritto Lei: studiare è predicato, la lezione è complemento oggetto.
[31]
Francesco Bianco
[32]
Riccardo scrive:
[33]
30 ottobre 2012 alle 08:18
[34]
Buongiorno,
[35]
mi trovo spesso di fronte a un vero dilemma quando leggendo mi capita di riflettere sull’uso della virgola o del due punti.
[36]
In una grammatica accreditata (ed. Zanichelli, Manuale di stile, se non ricordo male) ho trovato una spiegazione convincente ma difficile da seguire per capire qual è il discrimine che occorre osservare per usare un segno piuttosto che l’altro.
[37]
Se non sbaglio diceva così: la virgola può unire e dividere, in un caso segnala una divisione debole e allora occorre ricorrere ai due punti perché stabiliscono una relazione più forte fra la reggente e la subordinata.
[38]
Mi scuso per la frammentarietà dei miei ricordi: vorrei una delle vostre interessanti disamine, sempre efficacemente esaustive.
[39]
Buona giornata
[40]
linguista scrive:
[41]
30 ottobre 2012 alle 08:55
[42]
Gentile Riccardo,
[43]
è assai difficile ragionare su un settore instabile come quello degli usi interpuntivi senza esempi concreti sotto gli occhi.
[44]
Che ne dice quindi di portare qualche esempio di modo che il discorso non resti sul vago?
[45]
Alessandro Aresti
[46]
Marco scrive:
[47]
30 ottobre 2012 alle 09:27
[48]
Le proposizioni subordinate, possono essere anche definite "frasi semplici", se si individua il soggetto e il predicato?
[49]
La nozione di frase semplice, riguarda solo una frase indipendente?
[50]
linguista scrive:
[51]
30 ottobre 2012 alle 10:01
[52]
Una subordinata è una proposizione, e una proposizione è una frase semplice.
[53]
Alessandro Aresti
[54]
Roberta scrive:
[55]
30 ottobre 2012 alle 10:16
[56]
Buongiorno,
[57]
vi propongo la seguente frase:
[58]
"Qualora fosse impossibilitato a raggiungerci, dovrà comunicarlo con preavviso".
[59]
E' corretto utilizzare "Qualora fosse" e un verbo al futuro?
[60]
In caso affermativo, sarebbe possibile utilizzare anche "Qualora sia" e un verbo al futuro?
[61]
Grazie
[62]
linguista scrive:
[63]
30 ottobre 2012 alle 11:31
[64]
Sono corrette entrambe le soluzioni: la differenza sta nel fatto che con l'imperfetto congiuntivo (fosse) la possibilità che la persona di cui si parla ("egli") abbia delle difficoltà a raggiungere chi parla ("noi") diventa più remota.
[65]
Alessandro Aresti
[66]
lucia scrive:
[67]
2 novembre 2012 alle 08:20
[68]
buongiorno
[69]
vorrei sapere se è vero che la congiunzione "e" non si trasforma più in ed davanti a una parola che inizia per vocale. stessa domanda per a - ad
[70]
grazie!!!
[71]
linguista scrive:
[72]
2 novembre 2012 alle 08:32
[73]
Nella lingua dell'uso le forme ad, ed per aggiunta di una -d eufonica risultano per lo più limitate ai casi di incontro con la stessa vocale: ad Ancona, ed ecco.
[74]
Non sorprenderebbe una progressiva scomparsa totale di queste forme: prevale in questi casi la coscienza dell'autonomia lessicale delle parole (Sabatini).
[75]
Allo stesso destino sono già andate incontro da tempo le varianti od e ned (l'ultima delle quali non ha valicato la prima metà del '900) delle congiunzioni o e .
[76]
Marco Maggiore
[77]
raffalla scrive:
[78]
2 novembre 2012 alle 08:45
[79]
buon giorno
[80]
sapreste spiegarmi, per favore se il verbo "osa avventurarsi" costituisce un solo predicato verbale in cui osa è verbo fraseologico oppure sono predicato (osa) e compl. oggetto (avventurarsi)? e perchè una o l'altra opzione?
[81]
grazie x l'aiuto
[82]
Raffaella
[83]
linguista scrive:
[84]
2 novembre 2012 alle 08:58
[85]
Bisognerà precisare preliminarmente che una voce verbale non può essere considerata complemento oggetto, a meno che non sia sostantivata (difendo il sapere, vuole solo il potere, inoltro un vaglia) o comunque non funga da predicato verbale.
[86]
Nel caso in questione, si dovrà poi dire che osare non rientra nella categoria dei verbi fraseologici, che in unione con un verbo all'infinito servono a precisare un particolare aspetto dell'azione: ci dicono cioè se un'azione è imminente, se è all'inizio, se si sta svolgendo, se è continua o se si conclude; sono verbi fraseologici, ad esempio, stare per, cominciare a, continuare a, finire di e simili.
[87]
Nel nostro caso, piuttosto, si dirà che il predicato verbale osa introduce una proposizione oggettiva implicita, avventurarsi.
[88]
Marco Maggiore
[89]
Marco scrive:
[90]
2 novembre 2012 alle 10:50
[91]
E' possibile avere l'analisi logica di questa frase:"Rossella ha paura di viaggiare in aereo".
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linguista scrive:
[93]
2 novembre 2012 alle 11:07
[94]
Rossella = soggetto
[95]
ha = predicato verbale
[96]
paura = complemento oggetto
[97]
di viaggiare = complemento di specificazione
[98]
in aereo = complemento di modo
[99]
Vanno aggiunte alcune precisazioni: l'espressione avere paura è infatti una costruzione particolare che sembra funzionare come un unico predicato (sta per temere).
[100]
Il significato dell'azione sembra concentrarsi sul nome paura, mentre il verbo ha si limita a esprimere informazioni come la persona (III singolare), il modo (indicativo) e il tempo (presente).

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