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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/2

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 14 agosto 2011


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[1]
Marisa scrive:
[2]
28 luglio 2011 alle 13:31
[3]
Buon giorno.
[4]
"Mi sono mangiata le mele".
[5]
Dubbio:
[6]
Le mele "me le sono mangiate"?
[7]
Grazie
[8]
linguista scrive:
[9]
28 luglio 2011 alle 13:40
[10]
L'uso del verbo pronominale "mangiarsi" ha un valore intensivo rispetto a "mangiare"; l'espressione standard sarebbe, dunque, ho mangiato le mele.
[11]
Per quanto riguarda la frase "me le sono mangiate", essa equivale al suo primo esempio, ma con "le" (pronome personale atono) in funzione di complemento oggetto, davanti al quale il pronome personale di prima persona atono "mi" ha assunto forma "me".
[12]
Anche in questo caso si può far corrispondere le ho mangiate io.
[13]
Anna Colia
[14]
Nicolas scrive:
[15]
28 luglio 2011 alle 14:42
[16]
Salve, un'altra mia perplessita' è la seguente.
[17]
In presenza di verbi servili, l'ausiliare di "essere" diventa " avere" (es. io ho voluto essere importante).
[18]
Quando invece è presente un verbo copulativo come "sembrare", è meglio essere o avere in questi casi? e un'altra piccola curiosità:la frase "io amo mangiare la pasta"come diventa al passivo?(la pasta ama essere mangiata da me)?
[19]
linguista scrive:
[20]
28 luglio 2011 alle 16:14
[21]
I verbi servili seguiti dal verbo "essere" vogliono l'ausiliare "avere", quindi la sua frase "ho voluto essere importante" è corretta.
[22]
Con "sembrare" si usa l'ausiliare "essere" (es. sono dovuto sembrare un eroe).
[23]
"La pasta ama essere mangiata da me", invece, non è corretta, perché il complemento oggetto in questione è l'azione di mangiare la pasta e non semplicemente "la pasta"; quindi il passivo sarebbe "mangiare la pasta è amato da me", ma le sconsiglio vivamente di ricorrere a tale frase.
[24]
Anna Colia
[25]
Sergio scrive:
[26]
28 luglio 2011 alle 16:34
[27]
Si può scrivere sia "uscire di casa" che "uscire da casa"?
[28]
Avrei una domanda sulla concordanza del participio con la forma riflessiva, è possibile scrivere "Mi sono comprate le caramelle", dove il participio concorda con "le caramelle"? grazie
[29]
linguista scrive:
[30]
28 luglio 2011 alle 16:45
[31]
Per quanto riguarda la sua prima domanda, la risposta è affermativa: si può scrivere (e dire) tanto "uscire di casa" quanto "uscire da casa".
[32]
Invece, venendo al secondo quesito, precisiamo che, nel suo esempio, non si ha una forma riflessiva ma un uso pronominale del verbo "comprare", dove il pronome esprime un complemento di termine (sarebbe come dire "ho comprato le caramello a me stesso"): il verbo "essere" altro non è che l'ausiliare previsto, appunto, dai verbi pronominali.
[33]
Si parla, per l'esattezza, di forma transitiva pronominale, un costrutto formalmente (ma solo formalmente) uguale a un costrutto riflessivo, in realtà equivalente a una forma transitiva con espresso (in questo caso) il complemento di termine.
[34]
Fatta questa precisazione, diciamo che il problema dell'accordo del participio produce sicuramente alcune incertezze.
[35]
In ogni modo, con i verbi pronominali il participio può concordare tanto con il soggetto quanto con il complemento oggetto.
[36]
Pertanto, la forma "mi sono comprate le caramelle" è, teoricamente, corretta.
[37]
Tuttavia, la riterrei inopportuna per ragioni stilistiche, poiché inevitabilmente una patina d'affettazione alla frase.
[38]
Alessandro Di Candia
[39]
Daniele scrive:
[40]
28 luglio 2011 alle 17:58
[41]
Ringraziandovi della vostra puntualità e competenza, avrei tre quesiti di interpunzione che vi scrivo in commenti separati per praticità.
[42]
1) in una subordinata di grado come nell'esempio che segue, è corretto l'uso della virgola singola o deve per forza essercene un'altra dopo il "che":
[43]
"Stiamo facendo il possibile in modo che quando verrà il pericolo, saremo preparati".
[44]
2) In proposizioni coordinate, mettere la e dopo la virgola è fattibile?
[45]
E’ meramente una questione di stile?
[46]
Da certe fonti mi pare di capire di .
[47]
Es.: Ieri ho lavorato, ho svolto le faccende domenstiche, e sono andato al cinema.
[48]
linguista scrive:
[49]
28 luglio 2011 alle 18:15
[50]
Caro Daniele, innanzitutto la avverto che mi sono permesso di unificare i suoi due quesiti sotto un unico post.
[51]
Per quanto riguarda la prima domanda, la virgola è corretta, ma non perché separi la principale dalla secondaria, bensì in quanto separa la secondaria dalla incidentale con funzione temporale ("quando verrà il pericolo") che la precede.
[52]
Tale incidentale va, anzi, a rigore, compresa tra due virgole, di modo che la frase risulti così modificata: Stiamo facendo il possibile in modo che, quando verrà il pericolo, saremo preparati.
[53]
Veniamo alla domanda 2).
[54]
La virgola, in genere, non precede la congiunzione "e" quando, in un elenco, tale congiunzione colleghi un membro ai precedenti senza che vi sia alcuna discontinuità.
[55]
L'esempio da lei proposto mi pare ricada proprio in questa circostanza, dal momento che il membro che segue la congiunzione sembra essere in perfetta continuità con i precedenti da ogni punto di vista, per cui la virgola non dovrebbe esserci, e dovremmo avere questa frase: Ieri ho lavorato, ho svolto le faccende domestiche e sono andato al cinema.
[56]
Tuttavia, teniamo conto del fatto che la virgola prima della congiunzione può anche segnalare enfaticamente il membro che chiude l'elenco.
[57]
Insomma, se chi scrive, elencando le attività svolte durante la giornata, intende dire che, dopo aver assolto ai propri doveri, si è finalmente concesso il lusso di un film al cinema, allora la virgola prima di "e" può aiutare a segnalare questa sfumatura.
[58]
In definitiva, come avrà capito, c'è una certa libertà (almeno in questo caso) nell'uso della virgola davanti alla congiunzione "e", in dipendenza dalle intenzioni dello scrivente.
[59]
Alessandro Di Candia
[60]
Marco scrive:
[61]
29 luglio 2011 alle 08:13
[62]
Potrei sapere se tutta l'espressione " da Milano a Genova" corrisponde ad un complemento di moto a luogo?
[63]
Avevate tempo fa scritto che si tratta di una preposizione bipartita "da...a".
[64]
Grazie
[65]
linguista scrive:
[66]
29 luglio 2011 alle 08:25
[67]
La "preposizione bipartita", cui facevo riferimento in un post dell'8 aprile scorso, rappresenta un'autorevole e fondata proposta terminologica; nulla vieta tuttavia di analizzare separatamente da Milano come complemento di moto da luogo e a Genova in quanto moto a luogo.
[68]
Marco Maggiore
[69]
Nicolas scrive:
[70]
29 luglio 2011 alle 08:30
[71]
Salve,rimanendo in tema di verbi servili, analogo ragionamento si avrebbe con il verbo servile "volere"?es "io voglio mangiare la pasta"al passivo diverrebbe "mangiare la pasta è voluto da me"? (pero' ho letto anche questa trasformazione : la pasta vuole essere mangiata da me)".
[72]
Quale delle due trasformazioni è corretta?
[73]
Molte grazie
[74]
linguista scrive:
[75]
29 luglio 2011 alle 08:33
[76]
La seconda delle due costruzioni proposte, quantomeno inusuali, si avvicina sensibilmente al tipo sintattico marcatamente regionale volere + participio, tipico del Mezzogiorno (la pasta vuole cotta).
[77]
Marco Maggiore
[78]
Daniele scrive:
[79]
29 luglio 2011 alle 09:45
[80]
La virgola può separare soggetto e verbo, quando il soggetto è un gruppo nominale anche lungo oppure non deve mai interporsi, secondo la regola tradizionale?
[81]
Es.:
[82]
- "La Signora avanti con gli anni che ieri ha parlato per ore al figlio del tuo datore di lavoro australiano, ha sposato un mio prozio".
[83]
- "La consapevolezza che ogni cosa che impariamo a scuola ci servirà in futuro, ci stimola a far meglio".
[84]
Grazie infinite per questo e gli altri quesiti sopra risposti.
[85]
linguista scrive:
[86]
29 luglio 2011 alle 09:50
[87]
I segni di interpunzione (e quindi anche la virgola) hanno la funzione prioritaria di segnalare i legami interfrasali e i confini tra le proposizioni, e quindi di cooperare alla distribuzione delle informazioni nel discorso.
[88]
Per tale ragione, dobbiamo escludere la possibilità di separare il soggetto dal verbo.
[89]
Fa eccezione il caso di una frase in cui esista un segmento di lunghezza variabile (come, ad es., un’incidentale) chiuso tra due virgole, al quale segua, appunto, il verbo.
[90]
Il primo esempio si presta a questa eventualità, se lo rendiamo come La Signora avanti con gli anni, che ieri ha parlato per ore al figlio del tuo datore di lavoro australiano, ha sposato un mio prozio.
[91]
Diverso il caso del secondo esempio, in cui la virgola prima del verbo non ha ragion d’essere.
[92]
È comunque comprensibile la perplessità nell’uso della virgola nel caso di frasi in cui il soggetto disti eccessivamente dal verbo, con la conseguente difficoltà a ricostruire i rapporti grammaticali.
[93]
Bastano tuttavia alcuni accorgimenti (la segnalazione delle incidentali attraverso le due virgole, ad esempio) per non violare alcuna norma interpuntoria.
[94]
Alessandro Di Candia
[95]
Marco scrive:
[96]
29 luglio 2011 alle 11:16
[97]
Leggendo il regionalismo "la pasta vuole cotta", il participio "cotta" ha valore di aggettivo?
[98]
linguista scrive:
[99]
29 luglio 2011 alle 12:41
[100]
Come lei rileva, cotta è un participio passato, che qui non va tanto considerato in e per quanto come parte integrante di una perifrasi formata con il verbo volere.

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