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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/2

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 14 agosto 2011


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[1]
Nelle frasi con forma attiva che contengono un verbo servile, come avviene la trasformazione al passivo?
[2]
E'il verbo servile o il verbo principale ad andare in forma passiva?
[3]
Il verbo "amare" è da considerare un verbo servile?
[4]
E,sapendo che il verbo "essere" richiede
[5]
l'ausiliare "avere" in presenza di un verbo servile,come si comportano i verbi copulativi "semprare" e "apparire"?anche loro richiedono lo stesso ausiliare?
[6]
Grazie per il prezioso aiuto
[7]
linguista scrive:
[8]
25 luglio 2011 alle 15:28
[9]
Se si parte da una frase del tipo Marco voleva istruire Mario si avrà: Mario voleva essere istruito da Marco.
[10]
Direi che amare non può essere cosiderato un verbo servile.
[11]
I verbi sembrare e apparire se ho ben capito il caso prospettato si comportano come essere; per es.: avrebbe voluto essere più alto; avrebbe voluto sembrare più alto.
[12]
Marcello Ravesi
[13]
marcoaugusto scrive:
[14]
25 luglio 2011 alle 23:18
[15]
Ho letto in un blog l'espressione "estremo pessimo gusto",volendo definire una battuta grossier.
[16]
In vero"estremo pessimo gusto"e' solo una questione di gusto,appunto,o e' anche un volgare erroraccio?
[17]
Grazie e complimenti.
[18]
linguista scrive:
[19]
26 luglio 2011 alle 09:11
[20]
A rigore, il superlativo pessimo dovrebbe bastare da solo ad esprimere il non plus ultra (o infra) della volgarità dell’espressione cui si fa riferimento.
[21]
Se vogliamo mantenere l’aggettivo estremo, possiamo optare per la soluzione "estremo cattivo gusto".
[22]
Alessandro Aresti
[23]
Franco scrive:
[24]
26 luglio 2011 alle 09:24
[25]
Sono partito dall'Italia quando avevo 11 anni (ne ho 73)poi, tutti gli studi li ho avuti in Spagnuolo. Ma oggi ho letto sul Corriere della Sera: "Anche il singolo fotone e il suo precursore ottico non possono superare la velocità della luce"
[26]
Non dovrebbe dirsi" Neanche il singolo fotone e il suo precursore ottico possono superare la velocitá della luce" ?
[27]
Grazie per una vostra risposta al mio mail
[28]
linguista scrive:
[29]
26 luglio 2011 alle 09:26
[30]
Da un punto di vista strettamente logico, le due frasi sono equivalenti: anche non possono, neanche possono.
[31]
Personalmente preferisco, perlomeno in questo caso, la seconda.
[32]
Alessandro Aresti
[33]
Augusto scrive:
[34]
26 luglio 2011 alle 09:46
[35]
meglio dire:
[36]
eri proprio tu che cercavo
[37]
oppure
[38]
era proprio te che cercavo
[39]
grazie.
[40]
linguista scrive:
[41]
26 luglio 2011 alle 10:23
[42]
Sostituisca la prima con "Sei proprio tu quello che cercavo".
[43]
La seconda va bene così com'è.
[44]
Alessandro Aresti
[45]
Ghiga scrive:
[46]
26 luglio 2011 alle 12:31
[47]
Salve, è corretto scrivere infinite grazie?
[48]
Distinti saluti
[49]
linguista scrive:
[50]
26 luglio 2011 alle 14:00
[51]
Certo, si tratta di un uso iperbolico molto comune.
[52]
Infinito ha qui il significato di 'straordinariamente grande o numeroso'.
[53]
Alessandro Aresti
[54]
nerio scrive:
[55]
27 luglio 2011 alle 12:00
[56]
Buongiorno, vorrei sapere se le parole che terminano con la lettera C (es. comic, tavanic, cosic, nikolic etc, per lo piu' cognomi di area slava o nomi commerciali di farmaci) si leggono con la C di casa o di cibo.
[57]
Grazie.
[58]
linguista scrive:
[59]
27 luglio 2011 alle 12:33
[60]
È meglio, in particolare quando si tratta di nomi propri, mantenere la pronuncia originale.
[61]
La c finale dei cognomi di origine slava è in genere più vicina al fonema iniziale della parola cena che a quello della parola casa.
[62]
Alessandro Aresti
[63]
Nicolas scrive:
[64]
27 luglio 2011 alle 12:37
[65]
Salve,quando nell’apparato verbale di una frase avente il verbo principale con ausiliare "essere" appaiono due verbi servili si utilizza l'ausiliare "essere" o "avere"?
[66]
es: Io sono voluto poter partire oppure io ho voluto poter partire.
[67]
(io opterei per la prima forma dato che partire ha l'ausiliare "essere").
[68]
Grazie
[69]
linguista scrive:
[70]
27 luglio 2011 alle 12:41
[71]
La norma tradizionale prevede che l'ausiliare del verbo servile sia sempre e comunque lo stesso di quello del verbo retto.
[72]
Vale quindi la stessa regola che si applica a "sono partito/sono voluto partire".
[73]
Alessandro Aresti
[74]
Luca scrive:
[75]
27 luglio 2011 alle 12:44
[76]
Se scrivo: "Con Giovanni ci parlo io", l'uso di "ci" che valore ha in analisi logica?
[77]
Ripete il complemento di compagnia?
[78]
Grazie
[79]
linguista scrive:
[80]
27 luglio 2011 alle 12:49
[81]
Esattamente.
[82]
Alessandro Aresti
[83]
Marco scrive:
[84]
27 luglio 2011 alle 15:39
[85]
Nell'espressione "tutt'e due", abbiamo due aggettivi oppure due viene sostantivato? grazie
[86]
linguista scrive:
[87]
27 luglio 2011 alle 15:40
[88]
Anche 'due' ha valore di aggettivo.
[89]
I sostantivi (cose o persone) cui l'espressione "tutti e due" si riferisce, se restano sottintesi, saranno sicuramente ricavabili dal contesto.
[90]
Anna Colia
[91]
Nicolas scrive:
[92]
28 luglio 2011 alle 09:13
[93]
Salve, quindi la forma" sono voluto poter partire" è corretta nonostante ci siano due verbi servili, giusto?
[94]
Nicolas
[95]
linguista scrive:
[96]
28 luglio 2011 alle 09:34
[97]
Qualora siano presenti due verbi servili, con buona pace di chi diffonde idee bislacche sull'argomento (che conto di affrontare, prima o poi, in un apposito post), dovrebbe intervenire in teoria la stessa norma che si adotta in presenza di un solo servile.
[98]
Pertanto: "sono voluto poter partire".
[99]
L'attrazione del servile (per la maggior distanza dell'ausiliare dall'ultimo infinito, e per il fatto che l'infinito intermedio è anch'esso un servile: presenza doppia, forza evidentemente raddoppiata) si fa però sentire in questi casi maggiormente; ciò spiega il favore accordato dall'uso (anche letterario) al modulo con "avere": "ho voluto poter partire".
[100]
Massimo Arcangeli

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