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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/2

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 14 agosto 2011


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25 novembre 2010 alle 12:00
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Se scrivo: "Tu sei bravo Mario" oppure "Tu Mario sei bravo", il nome "Mario" rimane soggetto della frase come il suo pronome?
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linguista scrive:
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25 novembre 2010 alle 12:17
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In tutti e due i casi Mario è un'allocuzione diretta; cioè il modo con il quale il parlante seleziona il proprio interlocutore.
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Il meccanismo dell’allocuzione può servire sia per fare una vera e propria selezione (nel caso siano presenti più possibili interlocutori) sia per enfatizzare il contatto con l’interlocutore (nel caso ci sia un solo interlocutore possibile).
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Esiste, soprattutto come fenomeno linguistico delle varianti meridionali dell’italiano, anche la cosiddetta allocuzione inversa, in cui di fatto il parlante si mette nella prospettiva comunicativa del proprio interlocutore; per intenderci, il caso in cui la mamma dice al proprio bambino: mangia anche l’insalata, mammina!
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Yahis Martari
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Gassid scrive:
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25 novembre 2010 alle 21:32
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qual è la forma corretta, o più corretta, dire "sarei voluto vivere, o dire " avrei voluto vivere"? e perche? grazie mille
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linguista scrive:
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25 novembre 2010 alle 23:02
[14]
Il verbo "vivere" si può costruire con l'ausiliare "essere" o "avere".
[15]
I due enunciati sono quindi corretti entrambi.
[16]
La regola generale (fa eccezione "essere": "avrei voluto essere" piuttosto che "sarei voluto essere") imporrebbe - viene però spesso "violata" - che l'ausiliare sia quello del relativo infinito: "sarei voluto andare" e non "avrei voluto andare" (partiamo da "sarei andato" e non *"avrei andato"); "sarei potuto uscire" e non "avrei potuto uscire" (partiamo anche qui da "sarei uscito" e non *"avrei uscito").
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Massimo Arcangeli
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elena 1879.
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10 scrive:
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26 novembre 2010 alle 06:49
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se scrivo: Alessamdro Magno si mosse con l'esercito; con l'esercito è complemento di compagnia o di unione?
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linguista scrive:
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26 novembre 2010 alle 07:05
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Un esercito è fatto di persone.
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Quindi: di compagnia.
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Massimo Arcangeli
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Giovani Bettiol scrive:
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26 novembre 2010 alle 08:05
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Sono brasiliano e studio italiano.
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Ho un dubbio sul significato dell'espressione "buttare a pesce".
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L'ho sentita tante volte, ma non ho mai capito il suo vero significato.
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Cosa vuol dire e come si può usarla?
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linguista scrive:
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26 novembre 2010 alle 08:17
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L'espressione corretta è "buttarsi a pesce" (su qualcosa) e significa 'afferrare al volo, cogliere senza esitare un'occasione propizia': "buttarsi a pesce su un affare", "buttarsi a pesce su un'opportunità di lavoro", ecc.
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Massimo Arcangeli
[37]
Sergio scrive:
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26 novembre 2010 alle 09:30
[39]
Potrei sapere se anche una frase di questo tipo: "Duri a morire", si può ritenere un sintagma nominale? grazie.
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linguista scrive:
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26 novembre 2010 alle 09:42
[42]
Valgono le considerazioni di Francesco Bianco nella risposta del 22 novembre 2010 alle 14:22: nella frase "Gianluca è duro a morire" è duro a rappresenta il predicato, mentre l'infinito morire può essere considerato una proposizione completiva, e dunque un argomento che si lega al verbo.
[43]
Potremmo infatti sostituire la frase con "Gianluca resiste (tenacemente) alla morte".
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L'espressione "duro a morire" sembra risentire dell'ingl. die hard.
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Marco Maggiore
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Anna scrive:
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26 novembre 2010 alle 19:15
[48]
salve,
[49]
la mia domanda riguarda la concordanza dei tempi ovvero, è corretta la frase?:
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"Le volevo comunicare che avevamo ricevuto una Sua lettera".
[51]
Oppure l'unica forma accettabile è: "Le volevo comunicare che abbiamo ricevuto una Sua lettera"??
[52]
Grazie per l'attenzione.
[53]
linguista scrive:
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26 novembre 2010 alle 19:27
[55]
Se il messaggio che si vuole esprimere è che "abbiamo ricevuto la sua lettera e la stiamo per leggere, la stiamo leggendo adesso o l'abbiamo appena letta" non c'è motivo di usare il trapassato.
[56]
La prima frase non è, però, incorretta in astratto: essa ha un altro significato, e cioè che "avevamo ricevuto la lettera che Lei ci aveva mandato in una occasione precedente a quella di cui stiamo parlando adesso. Oppure in questa stessa occasione, ma poi è successo qualcosa che ci ha impedito di leggere la lettera (che pure avevamo ricevuto).
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Fabio Ruggiano
[58]
Marco scrive:
[59]
3 dicembre 2010 alle 18:36
[60]
http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Oracolo#Pi.
[61]
C3.
[62]
BA_o_pi.
[63]
C3.
[64]
B9.
[65]
3F Qui è in corso una discussione riguardo l'accentazione della parola "più": è più corretto l'accento acuto o quello grave?
[66]
Personalmente sapevo che si utilizza usualmente quello grave, ma che in realtà sarebbe più corretto l'accento acuto.
[67]
linguista scrive:
[68]
3 dicembre 2010 alle 18:37
[69]
L'accentazione grave o acuta in italiano ha valore fonematico, cioè distingue parole diverse, solo per la è/é e la ò/ó toniche: pésca (attività)/pèsca (frutto); bótte (contenitore)/bòtte (percosse).
[70]
Peraltro è convenzione grafica non indicare alcun accento a meno che la vocale non si trovi alla fine della parola.
[71]
La i e la u sono le vocali più chiuse della gamma in italiano, per cui andrebbero scritte sempre con l'accento acuto in fine di parola, ma visto che la distinzione acuto/grave non ha mai valore fonematico per queste due vocali (come neanche per la a), l'unica necessità resta di indicare la posizione finale dell'accento, per cui si è generalizzato l'uso grafico dell'accento grave, che è il più comune.
[72]
Fabio Ruggiano
[73]
Sergio scrive:
[74]
3 dicembre 2010 alle 19:35
[75]
Chiedo due cose: Si può ritenere complemento di stato in luogo oppure di limitazione il complemento introdotto da "su" in una frase di questo tipo?: "l'economia ha la precedenza sulla guerra".
[76]
La seconda richiesta è se si può considerare un sintagma nominale un' affermazione tipo: "Contento tu...".
[77]
Grazie
[78]
linguista scrive:
[79]
3 dicembre 2010 alle 19:36
[80]
Nell'esempio citato si instaura, in virtù del significato del verbo, un paragone, quindi su introduce un complemento di paragone.
[81]
Si può parafrasare come: "l'economia viene prima della guerra".
[82]
"Contento tu" è una proposizione nominale più che un sintagma, visto il valore predicativo dell'aggettivo.
[83]
Fabio Ruggiano
[84]
Anna scrive:
[85]
3 dicembre 2010 alle 19:42
[86]
Salve,
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la mia domanda riguarda l'uso degli articoli definiti.
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Vorrei sapere se nella frase:
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"[...]Ciò nondimeno accadono le situazioni in cui la sorella lo distingue in modo speciale, forse banale e meno significante per gli adulti[...]", l'uso dell'articolo definito le era corretto?
[90]
Di solito l'articolo indefinito plurale viene omesso, ma nell'esempio sopra riportato, il sostantivo "situazioni" vine definito dalla frase relativa " in cui la sorella lo distingue in modo speciale, forse banale e meno significante per gli adulti[...]" e di conseguenza il significato del sostantivo plurale "situazioni" si restringe: non è più una qualsiasi situazione ma sono quelle in cui la sorella lo distingue......
[91]
Grazie per l'attenzione
[92]
linguista scrive:
[93]
3 dicembre 2010 alle 19:45
[94]
L'articolo determinativo andrebbe usato se l'oggetto a cui ci si riferisce è stato introdotto precedentemente.
[95]
La struttura presentativa della frase, però, suggerisce che l'oggetto rappresenti un'informazione nuova.
[96]
Una migliore scelta potrebbe essere "alcune situazioni" (nel parlato potrebbe andare bene anche "delle situazioni"), che mantiene la specificità dell'oggetto senza presupporre la sua notorietà.
[97]
In generale, però, tutto il periodo non sembra costruito in modo chiaro.
[98]
Fabio Ruggiano
[99]
tina scrive:
[100]
3 dicembre 2010 alle 19:48

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