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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/2

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 14 agosto 2011


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[1]
Se dico invece Vede, la questione è un’altra lo stesso verbo, adoperato con un significato prossimo a considerare, valutare e sim.', ha quasi valore di segnale discorsivo (che qualcuno definirebbe valore testuale).
[2]
Massimo Arcangeli
[3]
Arno scrive:
[4]
21 novembre 2010 alle 09:43
[5]
Buongiorno!
[6]
Mi potrebbe spiegare se si puo` dire "Avere successo A fare cq" in senso "Riuscire A fare cq" ?
[7]
Grazie.
[8]
linguista scrive:
[9]
21 novembre 2010 alle 10:41
[10]
Il costrutto corretto è "avere successo IN" + infinito.
[11]
La preposizione "a" può comparire qualora preceda un sostantivo ("avere successo al gioco", "avere successo alla tv", ecc.)
[12]
Massimo Arcangeli
[13]
maria teresa scrive:
[14]
21 novembre 2010 alle 14:26
[15]
oggi ho detto questa frasea: ci pensate se quello oggi ritrae e dice non e' stata mia figlia ma io.
[16]
Da premettere che mi sono subito corretta ed ho usato titrata al psto di ritrae,ma il mio dubbio e' questo, il termine ritrae in questo caso e' totalmente sbagliato o si puo usare anche se e' piu' corretto dire ritratta?
[17]
e che differenza c'e' tra ritrarre e ritratta se sono tutti e due sinonm ri ritirare?
[18]
grazie anticipatamente pr la vostra risposta
[19]
linguista scrive:
[20]
21 novembre 2010 alle 15:56
[21]
La forma verbale corretta è "ritratta".
[22]
"Ritrae" è il presente del verbo "ritrarre", che ha anche un significato simile a quello di "ritrattare" (e cioè 'ritirare') ma applicabile a contesti diversi da quelli in cui si può trovare usato quest'ultimo ("ritrarre la mano", "ritrarre gli occhi", ecc.).
[23]
Si potrebbe aggiungere che "ritrattare" può voler dire in alcuni casi 'ritrarre', ma questi casi sono dell'uso letterario e sono, per giunta, non molto frequenti.
[24]
Massimo Arcangeli
[25]
Riccardo scrive:
[26]
21 novembre 2010 alle 18:43
[27]
Professore Arcangeli, mi scuso se ritorno sulla stessa domanda a cui mi ha risposto due volte.
[28]
Cercando nel blog la prima soluzione non l'ho trovata,mentre la seconda sono riuscito a leggerla.
[29]
Il problema che non ho espresso correttamente era cioè capire se "Vede" è la terza persona dell'indicativo presente usato con il "Lei".
[30]
La ringrazio come sempre per le sue puntuali ed esaustive risposte.
[31]
linguista scrive:
[32]
21 novembre 2010 alle 23:31
[33]
.
[34]
Letteralmente "vede" è la terza persona dell'indicativo presente e sarebbe retto da "lei".
[35]
Massimo Arcangeli
[36]
Sergio scrive:
[37]
22 novembre 2010 alle 12:41
[38]
Una proposizione di questo tipo: Paura di soffrire, è una finale con ellissi della principale?
[39]
Come mai non potrebbe essere una principale la stessa frase?
[40]
Dipende dal fatto che non può reggere un soggetto?
[41]
Grazie
[42]
linguista scrive:
[43]
22 novembre 2010 alle 13:21
[44]
La domanda è poco chiara.
[45]
Quale sarebbe, secondo Lei, la frase soggiacente (senza ellissi) di cui paura di soffrire sarebbe "una finale con ellissi della principale"?
[46]
Quanto alla possibilità che la stringa paura di soffrire sia una principale, la escluderei: si tratta di un sintagma nominale, non c'è alcuna predicazione e di conseguenza non ci può essere alcun soggetto.
[47]
Potrebbe diventare un soggetto (o un oggetto) all'interno di un contesto frasale, per esempio: la paura di soffrire non mi riguarda/non ho paura di soffrire.
[48]
Se mi fa qualche esempio di ciò che intende, posso risponderle meglio.
[49]
Francesco Bianco
[50]
Sergio scrive:
[51]
22 novembre 2010 alle 13:45
[52]
Un esempio potrebbe essere "Si ha paura di soffrire", credo che in quel caso diventi una consecutiva o finale.
[53]
Ma comunque, come lei appunto scrive, può avere anche una "esistenza autonoma", diventando un sintagma nominale? grazie
[54]
Sergio scrive:
[55]
22 novembre 2010 alle 13:50
[56]
Quindi, "di soffrire" non è un predicato?
[57]
linguista scrive:
[58]
22 novembre 2010 alle 14:22
[59]
Metto insieme i Suoi due post, che riguardano uno stesso argomento.
[60]
In si ha paura di soffrire possiamo considerare quell'infinito una proposizione completiva, funzionalmente equivalente ad un complemento nominale nella riformulazione si ha paura della sofferenza.
[61]
Il predicato, in entrambi i casi, è avere paura di (che potremmo anche sostituire con il verbo temere: si teme di soffrire/la sofferenza), perifrasi verbale che si "completa" con due argomenti: un soggetto e un complemento obliquo.
[62]
Se i concetti di argomento e di completiva Le sono poco chiari, potrà forse giovarsi della mia risposta data ad un altro utente il 27/09/2010 alle 14:15:39.
[63]
Spero di aver interpretato correttamente i Suoi dubbi e di aver risposto in maniera pertinente.
[64]
Se così non fosse, ci scriva ancora.
[65]
Francesco Bianco
[66]
Sergio scrive:
[67]
22 novembre 2010 alle 15:33
[68]
Grazie Dott.
[69]
Bianco.
[70]
E' stato chiarissimo e gentilissimo.
[71]
Luca scrive:
[72]
22 novembre 2010 alle 17:18
[73]
E' scorretto grammaticalmente o solo ridondante dire "come che"?
[74]
Es: Aveva un occhio nero come che le avesse dato un pugno"?
[75]
linguista scrive:
[76]
22 novembre 2010 alle 20:02
[77]
Assolutamente da evitare.
[78]
Massimo Arcangeli
[79]
maria teresa scrive:
[80]
24 novembre 2010 alle 11:05
[81]
grazie per la risposta ma scusate se insisto, in italiano usare ritrae in quella frase e' del tutto sbagliato?
[82]
linguista scrive:
[83]
24 novembre 2010 alle 11:15
[84]
Come già indicato da Massimo Arcangeli, ritrarre può avere anche un significato simile a quello di ritrattare, inteso come 'ritirare', ma in contesti diversi.
[85]
Nel caso proposto nel precedente quesito - la frase "ci pensate se quello oggi ritrae e dice non è stata mia figlia ma io" - ritrarre non può essere usato come sinonimo di ritrattare; decisamente letterario sarebbe anche il costrutto "ha ritratto la dichiarazione di ieri" in luogo di "ha ritrattato la dichiarazione di ieri".
[86]
Francesco Lucioli
[87]
sabrina scrive:
[88]
24 novembre 2010 alle 22:48
[89]
vorrei delle delucidazioni per cortesia sapere se nella seguente frase:
[90]
"questo libro è interessante,quello meno", la parola meno secondo l'analisi grammaticale italiana è avverbio?
[91]
grazie
[92]
Sabrina
[93]
linguista scrive:
[94]
25 novembre 2010 alle 11:00
[95]
Sarebbe meglio definire meno un modificatore di un sottinteso interessante.
[96]
Comunque, secondo le categorie grammaticali tradizionali, : si tratta di un meno usato in funzione avverbiale.
[97]
Le ricordo che, secondo quelle stesse categorie, meno può anche essere usato in funzione aggettivale: Gianni ha letto meno libri di me.
[98]
E sottolineo che la funzione avverbiale e quella aggettivale (per quanto riguarda questi esempi) siano entrambe, come dicevo all’inizio, meccanismi di modificazione di un altro elemento del discorso.
[99]
Yahis Martari
[100]
Sergio scrive:

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