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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/2

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 14 agosto 2011


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[1]
Paolo scrive:
[2]
23 maggio 2011 alle 10:30
[3]
Buon giorno Bianco, quindi, in merito a questo quesito http://linguista.blogautore.repubblica.it/2011/02/10/dubbi-sullitaliano-risponde-il-linguista2/comment-page-17/#comment-9443, la frase giusta è "Vorrei saperlo, se fosse possibile" ho capito bene?
[4]
In merito a questo esempio http://linguista.blogautore.repubblica.it/2011/02/10/dubbi-sullitaliano-risponde-il-linguista2/comment-page-17/#comment-9443
[5]
Io ho trovato anche scritti con "vorrei che tu venga" "vorrei che sia lui" e simili, dove implementano il condizionale e il congiuntivo al tempo presente, è sbagliato?
[6]
Saluti
[7]
Paolo
[8]
linguista scrive:
[9]
23 maggio 2011 alle 10:34
[10]
, la frase corretta è vorrei saperlo, se fosse possibile.
[11]
*Vorrei che tu venga e *vorrei che sia lui sono frasi scorrette; anche in questo caso si dovrebbe usare il congiuntivo imperfetto: vorrei che tu venissi, vorrei che fosse lui.
[12]
Francesco Bianco
[13]
Paolo scrive:
[14]
23 maggio 2011 alle 10:49
[15]
La ringrazio molto Bianco delle sue rispose e dei suoi preziosi esempi: a compimento informativo personale e dei lettori deduco che anche un eventuale accordo con il congiuntivo passato è sbagliato (Non vorrei che sia stato lui...).
[16]
Dobbiamo pertanto mantenerci con la "solita" accoppiata condizionale presente/passato-congiuntivo imperfetto/trapassato?
[17]
linguista scrive:
[18]
23 maggio 2011 alle 11:39
[19]
No, attenzione.
[20]
Quando vuole esprimere il senso di contemporaneità-posteriorità dell'azione della subordinata rispetto a quella della principale, va usato il congiuntivo imperfetto, sia che nella principale ci sia il condizionale presente, sia che ci sia il condizionale passato:
[21]
Vorrei che tu (oggi, domani) venissi con me.
[22]
(Ieri) Avrei voluto che tu venissi con me.
[23]
Se invece vuole esprimere il senso di un'azione anteriore rispetto all'azione contenuta nella principale, allora userà il congiuntivo trapassato:
[24]
Vorrei che tu (ieri) fossi venuto con me.
[25]
(Ieri) Avrei voluto che tu (l'altro ieri) fossi venuto con me.
[26]
Francesco Bianco
[27]
Paolo scrive:
[28]
23 maggio 2011 alle 13:04
[29]
La prego per favore di chiarire un ultimo quesito.
[30]
In Rete ho trovato opinioni discordanti inerenti alla famosa frase "vorrei sapere se..."
[31]
I periodi temporali di riferimento sono presente e futuro.
[32]
Per riferirmi a loro posso usare in modo incondizionato
[33]
"Vorrei sapere se sarebbe possibile prenotare..."
[34]
"Vorrei sapere se sia possibile prenotare..."
[35]
"Vorrei sapere se fosse possibile prenotare..."
[36]
Io di solito opto per il condizionale o per il congiuntivo presente, e uso il fosse solo in casi passati "Vorrei sapere se fossero usciti i risultati del concorso fatto il mese scorso..."
[37]
Grazie come sempre
[38]
Paolo
[39]
linguista scrive:
[40]
23 maggio 2011 alle 14:35
[41]
In questo caso l'opzione migliore è senz'altro quella con il congiuntivo presente: vorrei sapere se sia possibile prenotare.
[42]
Non si faccia ingannare dalla presenza della congiunzione se: in questo caso non ci troviamo in presenza di un periodo ipotetico, ma di una principale seguita da un'interrogativa indiretta.
[43]
Francesco Bianco
[44]
Paolo scrive:
[45]
23 maggio 2011 alle 14:42
[46]
Capisco, ma usare "se sarebbe" o "se fosse" per indicare un'azione nel presente o nel futuro è da ritenersi errato?
[47]
linguista scrive:
[48]
23 maggio 2011 alle 14:50
[49]
, sono frasi difficilmente accettabili.
[50]
Se fosse trae in inganno, perché sarebbe la forma corretta qualora si trattasse di una proposizione condizionale (la quale, superficialmente, è uguale a una interrogativa indiretta):
[51]
Vorrei sapere se sia possibile [=interrogativa indiretta] prenotare.
[52]
Se fosse possibile [= proposizione condizionale], lo farei.
[53]
/[Un anno fa] Volevo sapere se fosse possibile prenotare.
[54]
Se fosse stato possibile, lo avrei fatto.
[55]
La selezione del condizionale riposa nella sua possibilità di sostituire l'indicativo, sia nella principale che (in alcuni contesti) nella secondaria, dando l'idea di un'azione soggetta a un qualche condizionamento.
[56]
Con un'efficace metafora, Luca Serianni ha così spiegato la differenza fra l'uno e l'altro modo verbale: «il condizionale è il modo della penombra e delle luci smorzate, laddove l'indicativo, negli stessi contesti, diffonderebbe una piena luce solare».
[57]
In questo caso l'uso del condizionale appare particolarmente forzato, poiché già l'indicativo è meno adeguato (sebbene in uso, nel parlato e mello scritto meno sorvegliato) del congiuntivo.
[58]
In questo caso, fra l'altro, la somiglianza fra la struttura superficiale dell'interrogativa e quella della condizionale giocano a sfavore dell'ammissibilità del condizionale, poiché questo modo, nel periodo ipotetico, si trova di norma solo nell'apodosi:
[59]
*Se sarebbe possibile, vorrei prenotare.
[60]
Ho cercato di darle una risposta più "analitica" di un semplice per darle un'idea della complesso insieme di elementi che entrano in gioco ogni volta che si affrontano questioni di norma e di uso.
[61]
Proprio per questa ragione i linguisti tendono a sostituire la la tradizionale coppia antonimica giusto/sbagliato (errato), propria della grammatica normativa tradizionale, con alternative del tipo accettabile/inaccettabile , appropriato/inappropriato, che più facilmente ammettono una scalarità di valori.
[62]
Francesco Bianco
[63]
Giulia scrive:
[64]
23 maggio 2011 alle 15:40
[65]
In analisi del periodo, ho un dubbio per le seguenti frasi:
[66]
"E' tutto chiaro: hai mentito e ora sei in un bel guaio"
[67]
E' tutto chiaro: prop. princ
[68]
hai mentito: è forse una dichiarativa?
[69]
e ora sei in un bel guaio: coordinata
[70]
Invece nella frase: " Voglio vedere cosa sei disposto a fare per ottenere quel riconoscimento"
[71]
Voglio: principale
[72]
vedere: oggettiva
[73]
cosa sei disposto: ? dubbio
[74]
a fare: oggettiva?
[75]
per ottener quel riconoscimento: finale implicita
[76]
Grazie dell'aiuto
[77]
linguista scrive:
[78]
23 maggio 2011 alle 15:53
[79]
Nel periodo proposto, hai mentito è certamente una dichiarativa (la sua funzione è vicina a quella dell’apposizione nella frase semplice).
[80]
La frase e ora sei in un bel guaio è collegata alla precedente con una coordinazione di tipo copulativo, benché da un punto di vista logico-argomentativo, abbia una funzione assai simile alla coordinazione conclusiva (quindi/pertanto sei in un bel guaio’).
[81]
Per la seconda frase, direi che - avendo voglio una funzione modale - sarebbe forse meglio consi-derare Voglio vedere come la principale.
[82]
È invece un’interrogativa indiretta cosa sei disposto a fare (meglio che cosa sei disposto a fare), un tipo di proposizione molto affine alle completive (in questo caso a un’oggettiva).
[83]
E, da ultimo, è una finale implicita per ottener quel riconoscimento.
[84]
Marcello Ravesi
[85]
Lorenzo scrive:
[86]
23 maggio 2011 alle 16:00
[87]
Forse non è una forma molto usata come forma, ma è corretto dire: Vorrei chiedere un consulto ad un professionista?
[88]
Grazie
[89]
linguista scrive:
[90]
23 maggio 2011 alle 16:02
[91]
Direi invece che si tratta di un tipo molto usato, sebbene consulto abbia originariamente il senso di visita collegiale.
[92]
Comunque, nel senso estensivo, e più generico, di consultazione’ il termine è sicuramente accettabile.
[93]
Semmai il problema può essere sintattico: meglio andare a consulto da , oppure chiedere un parere a .
[94]
Marcello Ravesi
[95]
Luca scrive:
[96]
24 maggio 2011 alle 08:34
[97]
Nella frase "Occorre prendere tutti quei voti", il soggetto è "voti", mentre "quei e tutti" sono aggettivi e quindi attributi del soggetto?
[98]
Grazie
[99]
linguista scrive:
[100]
24 maggio 2011 alle 09:09

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