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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/2

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 14 agosto 2011


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18 maggio 2011 alle 12:10
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A parte la difficoltà di comprendere il senso dell'espressione (si intende il nuovo modo di arredare, il nuovo modo di edificare, il nuovo modo di metter su famiglia o cosa?), il nuovo modo di fare casa è un sintagma nominale che non ha alcuna predicazione (e nessun soggetto) e, così come proposto, non può costituire neanche una subordinata.
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Potrebbe esserlo in un costrutto come: non mi piace il nuovo modo di fare casa, in cui l'infinito verrebbe a costituire una proposizione completiva, un argomento che si lega al verbo, sostituibile con espressioni nominali come non mi piace il nuovo stile di arredamento, oppure le nuove tendenze architettoniche, etc.
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(a seconda di quale sia il senso della frase).
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Francesco Lucioli
[6]
Marco scrive:
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18 maggio 2011 alle 15:35
[8]
Grazie Dott.
[9]
Bianco.
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Riguardo alla domanda "Il nuovo modo di fare casa", è preso da una frase pubblicitaria dove diceva "questo è il nuovo modo di fare casa", inteso il modo attuale di arredare una casa.
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Cordiali saluti
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Marco scrive:
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18 maggio 2011 alle 15:41
[14]
Volevo ringraziare il Dott.
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Lucioli per la risposta sulla domanda "il nuovo modo di fare casa", dove erroneamente ho scritto Dott.
[16]
Bianco.
[17]
Raffaele scrive:
[18]
18 maggio 2011 alle 21:55
[19]
Perchè in grammatica esistono gli aggettivi numerali e non i pronomi?
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linguista scrive:
[21]
19 maggio 2011 alle 10:11
[22]
In grammatica la categoria di 'numerale' (che da solo vale come sostantivo, dunque è una vera e propria categoria grammaticale a ), enumera aggettivi ma anche sostantivi e pronomi.
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Divisi in cardinali (ad. es. uno, due, tre, ecc.), ordinali (ad es. primo, secondo, terzo, ecc.), frazionari (ad es. un dodicesimo, un mezzo, ecc.), moltiplicativi (ad es. doppio, triplo, ecc., ma anche duplice, triplice, ecc.) e distributivi (ad es. a uno a uno).
[24]
L'idea che non esistano pronomi numerali dunque non è corretta.
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Pensi a un esempio del genere: "Quale di queste chiavi sceglie? La seconda."; o anche ad ambedue ed entrambe che possono avere sia valore di sostantivo sia di pronome.
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Anna Colia
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Sergio scrive:
[28]
20 maggio 2011 alle 08:57
[29]
Che tipo di costrutto verbale è : farcela.
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Frasi del tipo: dobbiamo farcela a partire.
[31]
Grazie
[32]
linguista scrive:
[33]
20 maggio 2011 alle 09:06
[34]
Anche farcela è un procomplementare.
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Marco Maggiore
[36]
Luca scrive:
[37]
21 maggio 2011 alle 13:12
[38]
Nel linguaggio della pubblicità oppure della cartellonistica, sono sempre accettabili frasi che hanno ellissi del verbo e del predicato? es: "Un mondo di privilegi", credo che in questo caso manchi sicuramente il soggetto e il verbo.
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linguista scrive:
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21 maggio 2011 alle 13:39
[41]
Quello della pubblicità è un linguaggio multimediale, i cui messaggi combinano immagini, testo scritto e, nella televisione, musica, suoni e italiano parlato (recitato).
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Per questo, oltre che per altre ragioni legate più propriamente ai fini che si propone chi si occupa di marketing, gli slogan pubblicitari sono spesso costituiti da enunciati brevi, ellittici, nominali (come nel caso del Suo esempio).
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Ciò che manca nel testo scritto è integrato dal contenuto degli altri messaggi che lo accompagnano.
[44]
La combinazione di questi messaggi attiva nel destinatario una serie di inferenze che, nella migliore delle ipotesi, corrisponde alle aspettative di chi ha pensato, realizzato e commissionato lo spot o la campagna pubblicitaria.
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Francesco Bianco
[46]
Paolo scrive:
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22 maggio 2011 alle 01:41
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Buongiorno a tutti e buona domenica.
[49]
Vorrei sottoporre alcuni dubbi
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Il primo sulla concordanza.
[51]
Sono corrette le frasi
[52]
- Paolo sapeva che sono stato a Roma
[53]
- Paolo sapeva che è stato lui e simili, oppure, per concordanza, avrei dovuto usare per forza (in anteriorità)il trapassato prossimo?
[54]
Un altro dubbio riguarda la concordanza con gli incisi:
[55]
- Il cane, insieme al gatto, è un animale molto amato.
[56]
- Roma, con Madrid, è la città più bella d'Europa.
[57]
Avrei potuto mettere anche al plurale?
[58]
La frase "Se sarebbe possibile non sarebbe male" è sbagliata?
[59]
Avrei dovuto usare "Se fosse possibile non sarebbe male" (come periodo ipotetico della possibilità)
[60]
Grazie come sempre.
[61]
linguista scrive:
[62]
22 maggio 2011 alle 01:55
[63]
Sulla concordanza dei Suoi esempi, va detto che l'uso del passato prossimo pone come punto di riferimento temporale il momento dell'enunciazione, cioè quello in cui viene pronunciata la frase.
[64]
Si viene perciò a creare una sovrapposizione di piani temporali (fra il tempo dell'enunciazione e quello dell'enunciato, cioè quello cui si riferisce l'azione della frase principale) che sarebbe meglio evitare, sostituendo al il passato prossimo con il trapassato prossimo, come Lei stesso suggerisce.
[65]
Nel secondo esempio, data l'identità di soggetto della principale e della subordinata completiva, suggerirei anzi di volgere quest'ultima alla forma implicita: Paolo sapeva di essere stato lui.
[66]
Di norma l'inciso, interrompendo e non inserendosi nella linea sintattica principale, non ne influenza l'articolarsi, perciò i Suoi esempi sono corretti.
[67]
Tuttavia, nel caso specifico, mi sembrerebbe più naturale coordinare due soggetti: Roma e Madrid sono le città più belle d'Europa.
[68]
Il cane e il gatto sono animali molto amati.
[69]
La frase se sarebbe possibile non sarebbe male è sbagliata: la protasi del periodo ipotetico vuole il congiuntivo (se fosse possibile).
[70]
Francesco Bianco
[71]
Marco scrive:
[72]
22 maggio 2011 alle 09:56
[73]
Nella frase "C'è un posto libero in sala", il soggetto è "un posto", che funzione e valore ha "ci"?
[74]
Grazie
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linguista scrive:
[76]
22 maggio 2011 alle 19:36
[77]
, il soggetto è un posto.
[78]
Ci, in questo caso, non ha funzione autonoma: fa parte del verbo procomplementare esserci.
[79]
Francesco Bianco
[80]
Paolo scrive:
[81]
23 maggio 2011 alle 01:20
[82]
A completamento dell'ultimo esempio ho dimenticato di aggiungere la frase "Vorrei saperlo, se sarebbe possibile": è corretta, oppure vale come sopra?
[83]
Grazie di nuovo, saluti
[84]
Paolo
[85]
linguista scrive:
[86]
23 maggio 2011 alle 08:58
[87]
Come sopra.
[88]
Francesco Bianco
[89]
Girardi Mauro scrive:
[90]
23 maggio 2011 alle 09:23
[91]
Si dice: Vorrei che tu venga da me, o vorrei che tu venissi da me?
[92]
Il condizionale presente regge sempre il congiuntivo imperfetto?
[93]
Io credo che dovrebbe essere così, se è vero che in italiano, a differenza che in latino, il condizionale è un tempo del passato.
[94]
linguista scrive:
[95]
23 maggio 2011 alle 09:44
[96]
Vorrei che tu venissi da me.
[97]
Attenzione: il condizionale (presente) non è un tempo del passato, lo è, in questo caso, il congiuntivo imperfetto (che si riferisce piuttosto a un'azione presente o futura).
[98]
Per volgere al passato la subordinata avremmo dovuto dire: vorrei che tu fossi venuto da me (con cui non si esprime un desiderio, bensì un rimpianto per qualcosa che non è avvenuto).
[99]
Per volgere tutto l'enunciato al passato avremmo dovuto usare il condizionale passato nella principale: avrei voluto che tu venissi da me.
[100]
Francesco Bianco

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