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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/2

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 14 agosto 2011


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[1]
GIulia scrive:
[2]
10 aprile 2011 alle 18:05
[3]
Avrei bisogno di un chiarimento grammaticale.
[4]
Nella frase "ho ricevuto un regalo da mio cugino" in alcune grammatiche "da mio cugino" è considerato complemento di provenienza, in altre complemento d'agente, anche se il verbo è di forma attiva.
[5]
Potrebbe esplicitarmi l'analisi?
[6]
Grazie, Giulia
[7]
linguista scrive:
[8]
10 aprile 2011 alle 18:15
[9]
Io privilegerei il tratto 'umano' (il "cugino") del gesto: agente, quindi.
[10]
Andrea Viviani
[11]
Luca scrive:
[12]
10 aprile 2011 alle 18:18
[13]
Cosa si intende in linguistica per modificatore?
[14]
Quali elementi si possono ritenere tali?
[15]
linguista scrive:
[16]
10 aprile 2011 alle 18:20
[17]
Cito da treccani.it:
[18]
"Nella linguistica strutturale sono così chiamati tutti quegli elementi che, nella costruzione di una frase, hanno una «distribuzione» (ossia una posizione nel contesto) diversa da quella della costruzione nel suo insieme; sono tali l’attributo o l’apposizione in un sintagma nominale, gli avverbî modali e alcuni complementi nel sintagma verbale, ecc. (per es., nella frase «l’ingegnere capo è arrivato in treno», i modificatori sono capo e in treno)"
[19]
La "[diversa] posizione nel contesto" (integro qui la risposta ad altro suo quesito sul concetto di "distribuzione") è, per rimanere all'esempio, "ingegnere capo" vs.
[20]
"il capo degli ingegneri".
[21]
In accezione più ampia, ogni elemento che apporti giunte di significato è un modificatore: "Marco non è un responsabile: è il responsabile" (concorre anche il tono: immagini due picchi su "un" e "il", seguiti da micro-pause).
[22]
Andrea Viviani
[23]
Luca scrive:
[24]
10 aprile 2011 alle 21:17
[25]
Riguardo al significato di modificaore,ho trovato come definizione:Nella linguistica strutturale sono così chiamati tutti quegli elementi che, nella costruzione di una frase, hanno una «distribuzione» (ossia una posizione nel contesto) diversa da quella della costruzione nel suo insieme; potete spiegarmi cosa si intende con questa affermazione?
[26]
Lorenzo scrive:
[27]
11 aprile 2011 alle 00:10
[28]
L'altro giorno un mio amico mi ha chiesto se l'espressione "la sedia ha scricchiolato" è giusta.
[29]
Io gli ho risposto che, pur "suonando bene", in teoria non sarebbe corretta poichè, che io sappia, "scricchiolare" è un verbo solo intransitivo e perciò nelle forme composte necessita del verbo essere e non del verbo avere, che invece si usa nelle forme composte attive dei verbi transitivi (ad esempio io ho chiamato Tizio, io ho mangiato il panino etc.).
[30]
Dunque dire "la sedia ha scricchiolato" dovrebbe essere errato tanto quanto dire "io ho caduto","io ho andato" e così via.
[31]
Datagli questa risposta, ho cominciato ad avere dei dubbi.
[32]
Sono in errore o ho ragione?
[33]
linguista scrive:
[34]
11 aprile 2011 alle 08:53
[35]
Suona bene perché è corretta: senta quanto invece suona male con "essere" (e accordo del participio passato):
[36]
*La sedia è scricchiolata
[37]
C'è, peraltro, uno sgradevole sentore di passivo:
[38]
*dallo zio Mario, sempre più grasso
[39]
Orribile, immagino converrà.
[40]
Tanti altri verbi intransitivi hanno l'ausiliare "avere"; pescando da Internet (ma impieghi un buon dizionario eletttronico, se ne vuole elenco esaustivo):
[41]
abbaiare nuotare pedalare remare scioperare viaggiare zoppicare
[42]
Se in dubbio, si affidi pure a "come suona": molto del concetto di "corretto", in italiano, ha a che fare con la piacevolezza alle orecchie.
[43]
Andrea Viviani
[44]
Luca scrive:
[45]
11 aprile 2011 alle 09:28
[46]
Quindi Dott.
[47]
Viviani, per "giunte di significato", intende qualsiasi elemento che produca una specificazione o chiarificazione dell'elemento principale?
[48]
Grazie per la sua risposta.
[49]
linguista scrive:
[50]
11 aprile 2011 alle 10:13
[51]
, nell'accezione più ampia (e inclusiva).
[52]
Grazie a lei del riscontro.
[53]
Andrea Viviani
[54]
linguista scrive:
[55]
11 aprile 2011 alle 11:22
[56]
Prendiamo il caso dell'aggettivo qualificativo bello.
[57]
Come tutti gli aggettivi qualificativi, esso è usato in associazione a un sostantivo, col quale forma un'unità sintattica chiamata "sintagma nominale" (SN): p. es. bella ragazza.
[58]
Di questo SN diremo che ragazza è la "testa", mentre bella è il "modificatore".
[59]
Formuliamo delle frasi che contengano questo SN:
[60]
Carla è una bella ragazza.
[61]
Elvezio è uscito con una bella ragazza.
[62]
Una bella ragazza è salita su treno per Pavia alle 15.
[63]
33.
[64]
Ragazza è la testa del SN perché ne ha la stessa distribuzione: possiamo sostituire le occorrenze di bella ragazza con il semplice sostantivo ragazza:
[65]
Carla è una ragazza.
[66]
Elvezio è uscito con una ragazza.
[67]
Una ragazza è salita su treno per Pavia alle 15.
[68]
33.
[69]
Non possiamo invece sostituire l'intero sintagma con l'aggettivo:
[70]
*Carla è una bella.
[71]
*Elvezio è uscito con una bella.
[72]
*Una bella è salita su treno per Pavia alle 15.
[73]
33.
[74]
Per questa ragione, appunto, diciamo che in un SN formato da un aggettivo e da un sostantivo, il primo sarà il modificatore, il secondo la testa.
[75]
E per questa ragione definiamo un sintagma di questo tipo SN: perché ha la stessa distribuzione di un sostantivo.
[76]
Francesco Bianco
[77]
elisabetta scrive:
[78]
11 aprile 2011 alle 11:51
[79]
Buongiorno,
[80]
m'è venuto un dubbio e vorrei chiedervi quale forma usare per evitare un errore:
[81]
"le scrivo riguardo all'appello" (quella che userei)
[82]
oppure
[83]
"le scrivo riguardo l'appello".
[84]
Nella lingua parlata si possono utilizzare entrambe?
[85]
Grazie anticipatamente.
[86]
linguista scrive:
[87]
11 aprile 2011 alle 12:12
[88]
Scriva e dica riguardo all'appello.
[89]
Francesco Bianco
[90]
Marco scrive:
[91]
11 aprile 2011 alle 12:32
[92]
Ci prendiamo un caffè.
[93]
In questo caso ul verbo prendere, può ritenersi intransitivo pronominale?
[94]
linguista scrive:
[95]
11 aprile 2011 alle 13:16
[96]
Direi che si tratta, piuttosto, di un uso transitivo pronominale, in quanto è presente un complemento oggetto (un caffè).
[97]
Un esempio di intransitivo pronominale è vergognarsi, che richiede un complemento indiretto: mi vergogno di qualcosa.
[98]
Francesco Bianco
[99]
Lorenzo scrive:
[100]
11 aprile 2011 alle 16:30

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