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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/2

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 14 agosto 2011


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[1]
Infischiarsi è un verbo pronominale intransitivo.
[2]
Infischiarsene, invece, è un verbo procomplementare, cioè che è composto da particelle clitiche procomplementari.
[3]
Si tratta di casi in cui più elementi pronominali clitici si combinano per dare luogo a forme verbali più espressive, come in questo caso (ma pensi anche ad andarsene, starsene, ecc.).
[4]
Altre volte, però, questo fenomeno fa assumere al verbo valori autonomi rispetto al significato di base (es. sentirsela).
[5]
Anna Colia
[6]
Marco scrive:
[7]
7 aprile 2011 alle 19:37
[8]
Che tipo di complemento può definirsi quello che ha un concetto di questo tipo: "Mario, da cantante a scrittore".
[9]
Può essere di valore stativo oppure di qualità?
[10]
linguista scrive:
[11]
8 aprile 2011 alle 08:24
[12]
L'origine del costrutto è da ricercarsi in espressioni indicanti moto a luogo come da Milano a Parigi.
[13]
La correlazione tra le preposizioni da e a è così stretta che si è potuto parlare, in questi casi, di preposizione bipartita (cfr. Harald Weinrich, Lingua e linguaggio nei testi. Prefazione di Cesare Segre, Milano, Feltrinelli 1988, pp. 172 sgg.).
[14]
La primaria accezione di moto a luogo si presta ad assumere valori figurati: nell'esempio proposto la costruzione da ... a esprime un passaggio di stato.
[15]
Marco Maggiore
[16]
Marco scrive:
[17]
8 aprile 2011 alle 09:34
[18]
Il valore "stativo" indica solo il complemento con valore di "stato" in luogo oppure rientrano anche tutti quelli dove si ha implicato un "luogo" fisico o figurato?
[19]
Cioè, anche il moto per luogo può essere stativo? grazie
[20]
linguista scrive:
[21]
8 aprile 2011 alle 09:54
[22]
Se il "valore stativo" ha che fare con la durata e la permanenza di una condizione o di uno stato, se ne dovrà tenere distinto il concetto di moto, che implica un cambiamento di stato.
[23]
Marco Maggiore
[24]
Marco scrive:
[25]
8 aprile 2011 alle 10:00
[26]
Grazie.
[27]
Quindi il moto a luogo per esempio, ha solo un valore "locativo", ma non stativo?
[28]
linguista scrive:
[29]
8 aprile 2011 alle 10:14
[30]
Direi di .
[31]
Tra i valori locativi rientra però anche lo stato in luogo.
[32]
Marco Maggiore
[33]
Luca scrive:
[34]
8 aprile 2011 alle 10:43
[35]
Quando "io sono" ha un'affermazione assoluta, il verbo essere si considera predicato verbale?
[36]
linguista scrive:
[37]
8 aprile 2011 alle 10:50
[38]
, nel senso di 'esistere'.
[39]
Marco Maggiore
[40]
Mara scrive:
[41]
8 aprile 2011 alle 13:34
[42]
Vorrei sapere se è corretto scrivere: Festeggeremo tutti insieme al "La Greppia del frate".
[43]
O in alternativa sarebbe invece più corretto dire a "La Greppia del Frate" ovvero al ristorante "La Greppia del Frate".
[44]
linguista scrive:
[45]
8 aprile 2011 alle 14:12
[46]
Quando una preposizione regge un titolo o un toponimo che inizia con articolo è possibile adottare più soluzioni.
[47]
Nel primo caso al "La Greppia del Frate" abbiamo un'ellissi del nome-apposizione ristorante, testimoniata dal fatto che la preposizione articolata al non si accorda al nome successivo greppia, che per altro è già dotato di articolo.
[48]
L'ellissi non è scorretta, ma si addice di più a uno stile informale.
[49]
Le altre due alternative a "La Greppia del Frate" e al ristorante "La Greppia del Frate" sono entrambe corrette: permettono di mantenere intatto il nome del locale (includendovi l'articolo).
[50]
Secondo alcuni però la grafia disgiunta di preposizione e articolo (a "La...") sarebbe un po' artificiosa.
[51]
La seconda espressione (con inserzione di un'apposizione: al ristorante "La Greppia del Frate") è l'opzione unanimemente approvata dai grammatici.
[52]
Elisa De Roberto
[53]
Luca scrive:
[54]
8 aprile 2011 alle 14:49
[55]
Grazie, potrei avere un'altra chiarificazione sul verbo essere?
[56]
Se scrivo: "Mario è di Genova", il verbo essere è sempre predicato verbale?
[57]
Un' altra domanda: Se dico: Mario è più alto di Giovanni, il "più" comparativo è avverbio o aggettivo di alto?
[58]
Dopo un predicato nominale, ci può essere un complemento indiretto?
[59]
linguista scrive:
[60]
8 aprile 2011 alle 15:21
[61]
In linguistica la frase Mario è di Genova è una frase copulativa predicativa: la sua funzione consiste nell'attribuire una proprietà a un soggetto.
[62]
Quindi essere non è qui impiegato come predicato pieno (nel senso di esistere o trovarsi), ma è un elemento che instaura una relazione grammaticale tra il soggetto è la proprietà che gli è ascritta.
[63]
In altre parole di Genova è considerato come complemento predicativo, tanto da poter essere pronominalizzato dal pronome neutro lo, come tutti i complementi predicativi (Maria è la maestra = Maria lo è; Mario è di Genova = Mario lo è).
[64]
La pronominalizzazione non è possibile invece quando di Genova svolge la funzione di complemento di origine o provenienza: viene da Genova non ammette la parafrasi con lo viene).
[65]
Possono formare frasi copulari anche i complementi indiretti, purché abbiano funzione predicativa: il libro è in buono stato (con questo penso di aver risposto all'ultima domanda).
[66]
Occorre tuttavia ricordare che quella appena esposta è una visione diversa da quella generalmente adottata nell'analisi logica tradizionale, secondo la quale i predicati nominali sono individuati nell'unione della copula e di un sostantivo o di un aggettivo.
[67]
Tale definizione tuttavia non riesce a rendere conto di tutti i casi in cui è un sintagma preposizionale a costituire una proprietà del soggetto, a spiegare gli usi di essere che divergono da quelli di predicato verbale pieno.
[68]
Più alto è il comparativo dell'aggettivo alto.
[69]
Il comparativo si forma mediante l'anteposizione dell'avverbio più e all'aggettivo di grado positivo.
[70]
Più non è un aggettivo.
[71]
Elisa De Roberto
[72]
Luca scrive:
[73]
8 aprile 2011 alle 16:09
[74]
Grazie Dott.sa De Roberto.
[75]
Chiarissima ed esaustiva la sua spiegazione.
[76]
Sergio scrive:
[77]
10 aprile 2011 alle 09:10
[78]
La preposizione "da e a", come appunto viene definita "bipartita", quando ha valore temporale diventa complemento di tempo?
[79]
Es: "Ci vedremo da te dalle 10 alle 11".
[80]
In questo caso è un complemento di moto a luogo figurato oppure complemento di tempo?
[81]
linguista scrive:
[82]
10 aprile 2011 alle 17:05
[83]
"Ci vedremo da te nel periodo di tempo compreso fra le 10 e le 11": si tratta di una determinazione di tempo.
[84]
Alessandro Aresti
[85]
Eva scrive:
[86]
10 aprile 2011 alle 17:30
[87]
cHE DIFFERENZA C'è TRA OMONIMI ASSULUTI E OMONIMI RELATIVI?
[88]
linguista scrive:
[89]
10 aprile 2011 alle 17:48
[90]
Sono definiti assoluti o perfetti quegli omonimi che appartengono alla stessa categoria grammaticale (ad esempio, miglio "erba delle graminacee" e miglio "unità di misura", entrambi sostantivi).
[91]
Se invece i due omonimi provengono da due categorie grammaticali diverse, si ha omonimia relativa: è il caso di piano lentamente (avv.) e piano ente geometrico (sost.) (quest'ultimo, si noti, è però in una relazione di omonimia assoluta con piano "strumento musicale").
[92]
Alessandro Aresti
[93]
Marco scrive:
[94]
10 aprile 2011 alle 17:49
[95]
Il verbo sedere, può avere una costruzione di questo tipo: "Ti siedo sulle mie ginocchia" oppure necessita di un verbo che lo regga, tipo: "Ti faccio sedere sulle mie ginocchia". grazie
[96]
linguista scrive:
[97]
10 aprile 2011 alle 18:03
[98]
Sedere può essere adoperato transitivamente col significato di mettere seduto qualcuno.
[99]
Nell’uso, comunque, è molto più diffuso il modulo con il verbo causativo fare (come nel secondo esempio).
[100]
Alessandro Aresti

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