Sentence view

Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/2

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 14 agosto 2011


showing 3301 - 3400 of 7189 • previousnext


[1]
20 marzo 2011 alle 20:06
[2]
ancora io, mi scuso ma non ho risolto il dubbio: quali verbi dobbiamo considerare fraseologici o servili? ripeto: <> va considerato come:<> e quindi come periodo con volitiva, oppure come unica proposizione e quindi valutando "decisero" come verbo servile?
[3]
grazie
[4]
giuseppe scrive:
[5]
20 marzo 2011 alle 20:10
[6]
tra virgolette nel post precedente: stabilirono di arrendersi va considerato come stabilirono che si sarebbero arresi? cioè si tartta di un periodo con completiva volitiva?
[7]
linguista scrive:
[8]
20 marzo 2011 alle 21:10
[9]
I verbi servili e i verbi fraseologici non sono la stessa cosa.
[10]
La categoria dei verbi servili, utile dal punto di vista didattico, è stata messa in discussione perché difficile da definire.
[11]
Tradizionalmente si considerano servili, come ho scritto, dovere, potere, volere con identità di soggetto con l’infinito, solere, sapere nel senso di essere capace di’ e basta.
[12]
Quindi nella frase "Voglio andare a Roma" volere è servile, ma nella frase "Voglio che tu vada a Roma" non è servile, e regge una proposizione completiva oggettiva.
[13]
Si noti che con gli altri è possibile solo la costruzione "servile".
[14]
I verbi e le espressioni fraseologici servono a modificare il verbo principale nell'aspetto.
[15]
Ci sono espressioni che rendono il verbo incoativo, come stare per, cominciare a e simili; espressioni che lo rendono durativo, come continuare a e simili; espressioni che lo rendono perfettivo, come finire di e simili.
[16]
Ai fini dell'analisi del periodo i verbi servili si considerano solitamente un tutt'uno con l'infinito, quindi la proposizione all'infinito non viene considerata una completiva.
[17]
I verbi fraseologici sembrano avere una maggiore autonomia semantica rispetto ai servili, per cui possono essere considerati reggenti la proposizione all'infinito.
[18]
Per quanto riguarda il verbo stabilire del suo esempio, esso non è servile fraseologico, ma è un verbo che regge una proposizione completiva oggettiva.
[19]
Rimanendo sull'esempio, la doppia reggenza, implicita ed esplicita, è equivalente dal punto di vista dell'analisi del periodo: entrambe le proposizioni dipendenti sono completive oggettive.
[20]
C'è, però, una differenza: che con questo verbo l'infinito impone identità di soggetto con il verbo reggente, mentre il soggetto di "che si sarebbero arresi" potrebbe essere anche qualcun altro.
[21]
Le proposizioni volitive, infine, non sono proposizioni dipendenti da verbi di volontà, come il nome può erroneamente far pensare, ma sono proposizioni indipendenti che contengono un verbo all'imperativo, al congiuntivo cosiddetto esortativo, al futuro indicativo con valore esortativo o all'infinito con lo stesso valore.
[22]
Ad esempio: "Vai tu a Roma"/"Andiamo a Roma"/"Ci andrai tu a Roma"; e con l'infinito: "Per domani fare l'esercizio a pagina 33".
[23]
Fabio Ruggiano
[24]
Savatore scrive:
[25]
20 marzo 2011 alle 21:36
[26]
Problema con pronomi personali complmento.
[27]
"A Mario mancava Maria" è giusto dire, "Gli mancava", cioè mancava a lui, oppure "Le mancava"?
[28]
Grazie
[29]
linguista scrive:
[30]
20 marzo 2011 alle 23:26
[31]
"Gli mancava".
[32]
Massimo Arcangeli
[33]
Luca scrive:
[34]
21 marzo 2011 alle 00:13
[35]
Che tipo di proposizione è "da finire" nel caso sia unita a una copula oppure diventa predicato verbale il verbo essere, come nel caso "questo libro è da leggere".
[36]
Si può ritenere una consecutiva?
[37]
Grazie
[38]
linguista scrive:
[39]
21 marzo 2011 alle 00:53
[40]
La proposizione è da considerarsi a metà tra finale e consecutiva.
[41]
Questo tipo di proposizione può anche essere retto da un nome, come in "Quel tipo ha coraggio da vendere", o nella parola "macchina da scrivere".
[42]
Fabio Ruggiano
[43]
Luca scrive:
[44]
21 marzo 2011 alle 15:23
[45]
Grazie.
[46]
Solo una puntualizzazione: Il verbo essere come nel caso espresso sopra, cioè seguito da una finale, ha valore di copula o predicativo?
[47]
linguista scrive:
[48]
21 marzo 2011 alle 18:21
[49]
Considererei il verbo essere in questo caso come parte della perifrasi essere da, equivalente alla perifrasi avere da, ma passiva.
[50]
In questo modo il verbo assume la funzione di predicato, in particolare assimilabile al verbo servile dovere.
[51]
"Questo libro è da leggere" è, infatti, assimilabile a "questo libro deve essere letto".
[52]
Va sottolineato che la perifrasi col verbo essere possiede, rispetto alla costruzione con il verbo dovere, una sfumatura più esortativa che iussiva.
[53]
Fabio Ruggiano
[54]
Sergio scrive:
[55]
26 marzo 2011 alle 10:38
[56]
Nella frase che presenta l'avverbio "non": "la gara ha il risultato non certo"; si considera "non" semplice negazione e vale come attributo di "certo"?
[57]
Grazie
[58]
linguista scrive:
[59]
26 marzo 2011 alle 13:50
[60]
"non" è un avverbio di negazione che si combina con molteplici elementi lessicali; qui realizza con "certo" una locuzione che stempera in una litote il peso di "incerto, iniscuro, dubbio" ecc.
[61]
Andrea Viviani
[62]
Paolo Rotolo scrive:
[63]
26 marzo 2011 alle 15:06
[64]
Qual è il soggetto in questa frase?
[65]
" Il mio maglione è questo "
[66]
Grazie
[67]
linguista scrive:
[68]
26 marzo 2011 alle 15:20
[69]
Il soggetto è "il mio maglione".
[70]
La topicalizzazione, con "questo" in finale di enunciato, ha lo scopo di rimarcare come elemento 'nuovo' e più importante che il (suo) maglione è "questo" e non, ad esempio, "quello sul comodino".
[71]
Andrea Viviani
[72]
Maria scrive:
[73]
27 marzo 2011 alle 13:00
[74]
Buongiorno.
[75]
Avrei una domanda per quanto riguarda la concordanza del participio passato dei verbi composti con l'antecedente pronome oggetto di I-II persona singolare e plurale.
[76]
Es: Vi ho salutato [e non salutati]/ Ti (riferito ad una donna) ho visto in centro...
[77]
E' riconosciuta formalmente corretta?
[78]
O ancora tipica della lingua parlata?
[79]
Grazie mille.
[80]
linguista scrive:
[81]
27 marzo 2011 alle 13:01
[82]
Pur tollerato nel parlato (o nello scritto meno sorvegliato), il mancato accordo nello scritto standard/formale (sovresteso, in letteratura: "Ha veduta la sua mamma") è considerato a tutt'oggi uso errato.
[83]
Andrea Viviani
[84]
Luca scrive:
[85]
27 marzo 2011 alle 13:10
[86]
Un complemento di termine, può considerarsi in certi casi quasi un complemento di stato in luogo?
[87]
Es: "attacco alla diligenza".
[88]
Grazie
[89]
linguista scrive:
[90]
27 marzo 2011 alle 13:11
[91]
No, e nemmeno di moto a luogo: pensi a "morte all'invasore!".
[92]
Il senso del complemento di termine è (appunto) nella 'fine' dell'azione ("attacco": a chi, a che cosa?; "morte"; a chi, a che cosa?") e prescinde dalla spazialità.
[93]
Andrea Viviani
[94]
Sergio scrive:
[95]
27 marzo 2011 alle 15:36
[96]
Siamo sempre in presenza di un comparativo di maggioranza in una frase di questo tipo?
[97]
Es: "Mettici più entusiasmo".
[98]
linguista scrive:
[99]
27 marzo 2011 alle 15:40
[100]
, ellittico: "di quanto ce ne stai mettendo"

Text viewParagraph view