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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/2

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 14 agosto 2011


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[1]
Ho letto su un vocabolario, che il pronome interrogativo "chi", può svolgere anche la funzione di predicato nominale.
[2]
Potete farmi nel caso un esempio.
[3]
Grazie
[4]
linguista scrive:
[5]
8 novembre 2010 alle 18:00
[6]
Sarei davvero molto curioso di conoscere la sua fonte...
[7]
Massimo Arcangeli
[8]
Davide M. scrive:
[9]
8 novembre 2010 alle 21:17
[10]
Salve a tutti, durante un esercizio di analisi periodica eseguito per la preparazione della verifica di grammatica conclusiva, ho avuto un enorme dubbio: evitare di..., può essere considerato un verbo fraseologico.
[11]
Ve lo chiedo dato che in nessun libro di grammatica in mio possesso è spiegato.
[12]
Attendo Vostra cordiale risposta e nel frattempo vi porgo i miei più sinceri saluti.
[13]
P.
[14]
S.
[15]
Se lo è, vi posso chiedere come fare per dimostrarlo alla mia professoressa, poiché anche lei non ne è sicura.
[16]
linguista scrive:
[17]
9 novembre 2010 alle 07:18
[18]
, il costrutto "evitare di" può senz'altro rientrare negli usi fraseologici che coinvolgono verbi.
[19]
I più noti, frequenti e importanti di tali costrutti indicano l'imminenza di un'azione ("stare per" + infinito), il suo avvio ("cominciare a" + infinito), la sua fine ("smettere di" + infinito), il suo svolgimento ("stare" + gerundio; "stare a" + infinito), la continuazione di un'azione precedente ("continuare a" + infinito).
[20]
Il tipo con "evitare di" (o "mancare di") si potrebbe definire di "evitamento" o "non svolgimento" dell'azione.
[21]
Massimo Arcangeli
[22]
Selly scrive:
[23]
9 novembre 2010 alle 08:32
[24]
Salve, a scuola il nostro professore dice che il punto di domanda va solo con le interrogative dirette (chi è?) ma non con quella indiretto (mi dici chi è), eppure a me sembra assurdo non poter mettere il punto di domanda anche a questa oppure in "nessuno sa dove sia finito" (esempio preso da una grammatica): senza il punto interrogativo come si fa ad indicare che è una domanda e non un'affermazione?
[25]
linguista scrive:
[26]
9 novembre 2010 alle 09:44
[27]
"Mi dici chi è" non è una interrogativa indiretta ma diretta e dev'essere quindi seguita dal punto interrogativo ("Mi dici chi è?").
[28]
In "Dimmi chi è", invece, il segno di interrogazione non va naturalmente messo; lo stesso dicasi per "Nessuno sa dove sia finito" (altro sarebbe invece dire: "Qualcuno sa dov'è finito?").
[29]
Massimo Arcangeli
[30]
Selly scrive:
[31]
9 novembre 2010 alle 12:22
[32]
Sono un po' confusa: in "dimmi chi è" è evidente che non vuole il punti di domanda perché è praticamente un'ordine, ma negli altri casi non riesco più a capire il confine tra diretta o indiretta.
[33]
Io pensavo che differenza fosse nell'intonazione, ma il professore, giustamente, ha fatto notare che nello scritto non c'è l'intonazione e che quindi il criterio era di carattere grammaticale, cioè se c'era o meno un rapporto di subordinazione, ma io lo vedo anche in "mi dici chi è?".
[34]
Dall'altra parte, una frase come "Nessuno sa dove sia finito" mi sembra solo una mera constatazione, non riesco a capire come si possa indicare che può essere anche una domanda, se non ci si può mette il punto interrogativo.
[35]
linguista scrive:
[36]
9 novembre 2010 alle 12:31
[37]
A guidare dev'essere, nella circostanza, la struttura dell'enunciato e gli elementi che lo compongono.
[38]
Posso anche dire o scrivere "Nessuno sa dove sia finito Marco?", ma in casi del genere l'italiano preferisce una soluzione come "Qualcuno sa dov'è finito Marco?" o, se si vuole, "Nessuno sa dov'è finito Marco"?
[39]
Massimo Arcangeli
[40]
Davide M. scrive:
[41]
9 novembre 2010 alle 14:01
[42]
Quindi, ad esempio, evitare di fumare in analisi del periodo può essere considerata come un'unica subordinata?
[43]
linguista scrive:
[44]
9 novembre 2010 alle 14:53
[45]
Certo.
[46]
Ma sarebbe importante conoscere anche il contesto in cui la frase compare; la forma all'infinito Evitare di fumare (= Non fumare) sembrerebbe rimandare ad un contesto burocratico ben preciso, quello dei divieti di compiere determinate azioni in luoghi pubblici (cfr. ad esempio la scritta Non sporgersi dal finestrino presente su tutti i treni).
[47]
Rocco Luigi Nichil
[48]
Sergio scrive:
[49]
9 novembre 2010 alle 15:24
[50]
E' corretto solamente: "meglio restare che partire" oppure si può usare anche la preposizione "di"nella comparativa?:"meglio restare di partire".
[51]
Grazie
[52]
linguista scrive:
[53]
9 novembre 2010 alle 15:53
[54]
Nel costrutto implicito la comparativa può essere introdotta da (più) che, (piuttosto) che, (piuttosto) di: quindi, su un piano teorico, entrambe le soluzioni che lei presenta sono possibili.
[55]
Nondimeno, mi pare che la prima sia prevalente nell'uso e suoni quindi più familiare all'orecchio.
[56]
Alessandro Aresti
[57]
Luca scrive:
[58]
9 novembre 2010 alle 15:53
[59]
Buongiorno, ho letto che "chi" pronome interrogativo può essere predicato, nel vocabolario treccani.it.
[60]
Le riporto la dicitura:In frasi interrogative dirette o indirette, "chi" significa "quale persona" e può avere funzione di soggetto, di predicato e di complemento.
[61]
Credo che nella frase: "chi è quell'uomo", lo intenda in quella maniera.
[62]
Ma chiaramente non ne sono sicuro.
[63]
Voi cosa ne pensate?
[64]
Grazie.
[65]
linguista scrive:
[66]
9 novembre 2010 alle 16:01
[67]
In casi come "Chi siete?" o "Chi credi di essere", ecc., il pronome interrogativo "chi" svolge mansioni di predicativo (del soggetto) non di predicato!
[68]
Massimo Arcangeli
[69]
Luca scrive:
[70]
10 novembre 2010 alle 10:30
[71]
Scusate se vi chiedo un approfondimento.
[72]
Ma quando "chi" o "che" sono in una frase di questo tipo: Che cos'è questo? oppure Chi è costui?; quale potrebbe essere il loro valore in analisi logica?
[73]
Sono sempre predicativi del soggetto?
[74]
linguista scrive:
[75]
10 novembre 2010 alle 11:34
[76]
Anche in questi casi il pronome interrogativo ha la funzione di predicativo del soggetto.
[77]
Francesco Lucioli
[78]
Stefano scrive:
[79]
10 novembre 2010 alle 11:40
[80]
Gent.mo Prof.,
[81]
gradirei sapere se il carattere maiuscoletto si usi solo nei libri o anche nella scrittura "a mano".
[82]
Ha, inoltre, usi speciali?
[83]
Grazie mille.
[84]
linguista scrive:
[85]
10 novembre 2010 alle 11:46
[86]
In un testo scritto a mano, qualora si voglia utilizzare, il maiuscoletto viene comunemente indicato mediante una doppia sottolineatura (ad es., nella correzione di bozze, viene sottolineata due volte una parola in tondo da portare in maiuscoletto); viene spesso utilizzato (ma non si tratta di regole) nelle bibliografie, per indicare i nomi e i cognomi degli autori, oppure per indicare le basi latine nella descrizione dei fenomeni di grammatica storica (ad es., septem (in maiuscoletto: ma io non riesco a metterlo attraverso questo programma di scrittura!) > sette).
[87]
Francesco Lucioli
[88]
Marina scrive:
[89]
12 novembre 2010 alle 01:05
[90]
Buongiorno a tutti.
[91]
Vi scrivo a proposito dell'avverbio "risaputamente", comunemente usato come sinonimo della locuzione "in modo risaputo".
[92]
Ho cercato questa parola in molti dizionari, ma non è contemplata da nessuna parte.
[93]
Così mi è sorto un dubbio:
[94]
la parola è corretta, oppure non esiste nella lingua italiana?
[95]
Grazie, e complimenti per il forum.
[96]
Marina
[97]
linguista scrive:
[98]
12 novembre 2010 alle 11:32
[99]
Grazie per i complimenti, prima di tutto.
[100]
Anche se non compare nei dizionari dell'uso, l'avverbio risaputamente mostra una buona diffusione in vari registri della lingua italiana.

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