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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/2

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 14 agosto 2011


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16 febbraio 2011 alle 15:07
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è corretta la frase l'Italia è una delle nazioni dove avviene il maggior numero di download
[3]
Ho letto che quando ci troviamo di fronte a costrutti tipo -una delle- -una di quelle- il verbo va messe sempre al plurale (una di quelle cose che fanno male, una di quelle nazioni dove avvengono il maggior numero di furti)
[4]
grazie
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Paolo
[6]
linguista scrive:
[7]
16 febbraio 2011 alle 16:41
[8]
Gli esempi "Una di quelle cose che fanno male" e "Una di quelle nazioni dove avvengono il maggior numero di furti" sono diversi.
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Nel primo esempio, in cui "che" è il soggetto della relativa, il verbo al plurale non fa una piega.
[10]
Nel secondo il soggetto della proposizione introdotta da "dove", che è "numero", esige invece l'accordo al singolare ("...dove avviene il maggior numero di furti); sta di fatto, però, che in casi del genere qualcuno (io no) ammmette anche l'accordo "ad sensum" con i "furti".
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Massimo Arcangeli
[12]
Paolo scrive:
[13]
16 febbraio 2011 alle 19:12
[14]
È corretta la frase: "l'ultimo acquisto effettuato è stata la conferma di tutto.."
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Non sarebbe preferibile il verbo al maschile, anche per la, secondo me ovvia, concordanza?
[16]
(Si tratta di una disputa fra colleghi)
[17]
linguista scrive:
[18]
16 febbraio 2011 alle 21:18
[19]
La questione è spinosa.
[20]
In questi casi, nella sostanza, la norma considera corretti entrambi i modelli, l'uno e l'altro sostenuti da una lunga tradizione.
[21]
Per quanto mi riguarda, comunque, preferisco l'accordo del participio passato con il soggetto anziché col nome del predicato; un accordo, peraltro, che trova più larga accoglienza nell'uso rispetto al concorrente.
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Massimo Arcangeli
[23]
mara scrive:
[24]
16 febbraio 2011 alle 22:12
[25]
la frase : i colombi selvatici si alzavano in volo con rumorosi colpi d ala ,nell analisi grammaticale come è ? grazie
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linguista scrive:
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16 febbraio 2011 alle 22:33
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i = articolo determinativo di genere maschile e numero plurale
[29]
colombi = nome (o sostantivo o determinato) comune di animale, primitivo, concreto, individuale, di genere maschile e numero plurale
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selvatici = aggettivo (o determinante) qualificativo, primitivo, di grado positivo, genere maschile e numero plurale
[31]
si alzavano = voce del verbo "alzarsi" (intransitivo pronominale); prima coniugazione, modo indicativo, tempo imperfetto, terza persona plurale; composto da "si" [pronome (o sostituente) personale complemento atono di terza persona plurale] e "alzavano" [voce del verbo "alzare", transitivo - ma, talora, usato assolutamente - e di coniugazione regolare]
[32]
in = preposizione semplice
[33]
volo = nome (o sostantivo o determinato) comune di cosa, priimitivo, astratto, individuale, di genere maschile e numero singolare
[34]
con = preposizione semplice
[35]
rumorosi = aggettivo (o determinante) qualificativo, derivato, di grado positivo, genere maschile e numero plurale
[36]
colpi = nome (o sostantivo o determinato) comune di cosa, primitivo, astratto, individuale, di genere maschile e numero plurale
[37]
d' = preposizione semplice (elisa)
[38]
ala = nome (o sostantivo o determinato) comune di cosa, primitivo, concreto, individuale, di genere femminile e numero singolare
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Massimo Arcangeli
[40]
Raffaella scrive:
[41]
17 febbraio 2011 alle 15:27
[42]
Facendo l'analisi del periodo nella frase: "Il prigioniero voleva fuggire, ma fu costretto a rinunciare poiché le guardie scoprirono il suo progetto", - fu costretto a - è da considerarsi un verbo fraseologico? grazie per la disponibilità.
[43]
linguista scrive:
[44]
17 febbraio 2011 alle 15:44
[45]
Non si tratta di un verbo fraseologico, ma di un normale costrutto verbale di forma passiva.
[46]
I verbi fraseologici, infatti, sono quelli che, collocati prima di un infinito o di un gerundio, specificano un particolare aspetto dell'azione, come l'imminenza ("stare per fare qc."), lo svolgimento ("stare + gerundio"), la continuità ("seguitare, insistere, ostinarsi a fare qc."), ecc..
[47]
In ogni caso, stiamo parlando dell'azione vista nel corso del suo svolgersi.
[48]
Non siamo, comunque, nel campo dell'analisi del periodo, che indaga le relazioni logiche tra le diverse proposizioni.
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Alessandro Di Candia
[50]
Paolo scrive:
[51]
17 febbraio 2011 alle 21:51
[52]
Salve Arcangeli, la ringrazio per la sua risposta
[53]
http://linguista.blogautore.repubblica.it/2011/02/10/dubbi-sullitaliano-risponde-il-linguista2/comment-page-9/#comment-6567
[54]
a quanto ho capito lei preferisce
[55]
"l'astio è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso" a "l'astio è stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso" pur essendo entrambe corrette, ho capito bene?
[56]
Grazie e saluti
[57]
Paolo
[58]
linguista scrive:
[59]
17 febbraio 2011 alle 22:52
[60]
Se prendiamo un esempio come "La sua decisione è stata un fulmine a ciel sereno" non c'è ombra di dubbio; preferisco questa soluzione all'alternativa "La sua decisione è stato un fulmine a ciel sereno" (ribadisco, però, è una questione di gusto).
[61]
Fra "L'astio è stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso" e "L'astio è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso", invece, preferisco la seconda soluzione.
[62]
La contraddizione è solo apparente, e il perché è presto detto.
[63]
Siamo di fronte a enunciati sintatticamente marcati, rispetto ai quali gli enunciati base sarebbero, rispettivamente, "La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato l'astio" e "La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l'astio".
[64]
Ancora una volta, quindi, la mia preferenza va all'accordo con il soggetto.
[65]
Massimo Arcangeli
[66]
seppe scrive:
[67]
17 febbraio 2011 alle 23:00
[68]
Ho letto che in italiano una parola sdrucciola con può avere una sillaba chiusa come penultima, è vero?
[69]
linguista scrive:
[70]
18 febbraio 2011 alle 09:32
[71]
Se, leggendo non in luogo di con, s'intende che in italiano la sillaba postonica delle parole sdrucciole non possa essere chiusa, la risposta è no: gli esempi di proparossitoni con penultima sillaba chiusa (cioè terminante in consonante) sono meno rari di quel che sembri.
[72]
A parte il caso di toponimi di origine greca come Taranto o Otranto, rientrano ad esempio in questa categoria voci verbali con enclisi pronominale quali perdersi, riderne, scioglierlo e simili.
[73]
Se dovessi aver mal compreso il senso, la prego di voler ripetere la domanda!
[74]
Marco Maggiore
[75]
Pinc scrive:
[76]
18 febbraio 2011 alle 14:57
[77]
Le frasi
[78]
"tutto quello che si può desiderare"
[79]
"tutto quello che si possa desiderare"
[80]
sono entrambe corrette? c'è un contesto d'uso specifico?
[81]
Nelle frasi
[82]
"Dipende dal proprio gusto o stile personali"
[83]
"Dipende dal proprio gusto e stile personali"
[84]
la concordanza dell'aggettivo è sempre al plurale?
[85]
Oppure quando c'è la congiunzione "O" cambia qualcosa?
[86]
Grazie
[87]
linguista scrive:
[88]
18 febbraio 2011 alle 16:18
[89]
Le prime due frasi da lei citate rappresentano due versioni di quella che si chiama una relativa limitativa, o restrittiva, vale a dire una subordinata relativa che specifica e precisa l’area di significato dell’antecedente (in questo caso, tutto quello), fornendo un’informazione indispensabile per la comprensione della frase, senza la quale la determinazione dell’antecendente rimarrebbe sospesa e di fatto indecifrabile.
[90]
Le relative appartenenti a questa categoria non prevedono in realtà l’obbligo dell’impiego di un modo verbale specifico, che dipende sostanzialmente da ragioni di stile: generalmente, come per la maggior parte delle relative, il modo più usato è l’indicativo, ma anche il congiuntivo è possibile, se chi scrive vuole attribuire alla frase una sfumatura potenziale-desiderativa, che l’italiano, tradizionalmente, affida al congiuntivo.
[91]
Per quanto riguarda l’accordo di numero dell’aggettivo qualificativo in una frase come Dipende dal proprio gusto o stile personali, esso rispetta le stesse regole della versione copulativa, caratterizzata dalla presenza della congiunzione e: si tratta infatti, in entrambi i casi, di un fenomeno di coordinazione, di affiancamento tra sostantivi, anche se, nel primo esempio, di tipo disgiuntivo.
[92]
L’aggettivo, in conclusione, andrà al plurale in entrambe le frasi.
[93]
Marco Paciucci
[94]
gina scrive:
[95]
18 febbraio 2011 alle 19:04
[96]
si usa la parola sistemizzare per indicare la formazione di un sistema ?
[97]
linguista scrive:
[98]
18 febbraio 2011 alle 19:23
[99]
Il Grande Dizionario italiano dell'Uso non riporta questo verbo.
[100]
Esso risulta usato raramente su Internet, in documenti scientifici o burocratici col significato di 'integrare qualcosa in un sistema' o anche intransitivamente, come 'integrarsi in un sistema'.

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