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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/2

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 14 agosto 2011


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[1]
3 febbraio 2011 alle 18:15
[2]
L'insegnante di mio figlio ha considerato errore l'aver definito nella seguente frase "Caterina ci sgridava" la particella pronominale "ci" come complemento oggetto e, conseguentemente, nell'analisi grammaticale della stessa frase, il verbo "sgridava" come transitivo.
[3]
Ha corretto attribuendo a "ci" il valore di complemento di termine ed a "sgridava" funzione intransitiva.
[4]
Io non sono d'accordo, avendo consultato anche il "Devoto Oli" che riporta "sgridare" come verbo transitivo, ma vorrei un Vs. autorevole parere.
[5]
Ringrazio anticipatamente.
[6]
Marta F.
[7]
linguista scrive:
[8]
3 febbraio 2011 alle 18:48
[9]
L'errore è stato commesso dall'insegnante.
[10]
Il "ci" in questione è assolutamente, senza alcuna possibilità di dubbio, complemento oggetto e, per conseguenza, è corretto affermare che "sgridare" ha valore transitivo, come lei ha già avuto modo di verificare consultando il Devoto-Oli.
[11]
La particella pronominale "ci" può, è vero, avere valore di complemento di termine, ma non certo in questo caso, in cui precede, come si è detto, un transitivo.
[12]
Probabilmente l'insegnante è stato tratto in inganno dalla presenza, in alcuni dialetti meridionali, del cosiddetto "accusativo preposizionale", un complemento oggetto (retto pertanto da verbi transitivi) introdotto però dalla preposizione "a" (in frasi come "ho chiamato a Mario" o, per rifarci al suo esempio, "Caterina ha sgridato a Giovanni"): l'esito finale è un costrutto formalmente (ribadisco, solo formalmente) simile al complemento di termine, ma con intatto il valore di complemento oggetto.
[13]
Ora, se un costrutto del genere è tollerato in alcuni dialetti e italiani regionali (ma sempre nell'uso orale informale e nello scritto che voglia imitare il parlato), diventa irrimediabilmente errore se parliamo della lingua italiana, in cui la relazione verbo-oggetto nel caso diretto non ha mediazioni.
[14]
Direi, in conclusione, che suo figlio non ha nulla da rimproverarsi.
[15]
A differenza del suo insegnante.
[16]
Alessandro Di Candia
[17]
Alina scrive:
[18]
5 febbraio 2011 alle 22:13
[19]
Buongiorno,
[20]
è più corretto dire: "lui ha cinque anni meno di me" o "lui ha cinque anni in meno di me"?
[21]
Oppure sono corrette entrambe le forme?
[22]
Grazie.
[23]
linguista scrive:
[24]
5 febbraio 2011 alle 23:07
[25]
La sola forma corretta è "ha cinque anni meno di me".
[26]
Massimo Arcangeli
[27]
chiara scrive:
[28]
6 febbraio 2011 alle 08:21
[29]
Nella frase "Qual è la vostra opinione?" è corretto affermare che "qual" è il soggetto?
[30]
linguista scrive:
[31]
6 febbraio 2011 alle 09:33
[32]
"Quale", in realtà, svolge qui mansione di predicativo pronominale del soggetto ("opinione").
[33]
Si prenda anche il caso di "Chi sei?".
[34]
Qui il pronome svolge lo stesso ruolo del nostro "quale", ma stavolta il soggetto ("tu") è sottinteso.
[35]
Molte grammatiche, anche autorevoli, non trattano adeguatamente l'argomento.
[36]
Massimo Arcangeli
[37]
Paolo scrive:
[38]
6 febbraio 2011 alle 16:44
[39]
Buon giorno a tutti, avrei qualche domanda da porre.
[40]
Prima domanda
[41]
Quando un verbo è retto da un servile come volere, potere e dovere, la subordinata verrà ricavata dal verbo all'infinito corrispondente?
[42]
Ad esempio, diremo "voglio capire e vedere chi è il colpevole" (in un'affermazione) e non "voglio vedere chi sia il colpevole" perché il verbo da tenere in considerazione sarà "vedere" che regge l'indicativo e non "voglio" che regge il congiuntivo.
[43]
Dico bene?
[44]
Idem quindi per le negative e le interrogative: "non voglio sapere chi sia stato a tradirmi"; "voglio sapere se sia in grado di battermi o no" (come interrogativa indiretta).
[45]
Seconda domanda
[46]
Come sopra ma con il verbo dovere: è giusta la frase "debbo capire chi mi ha tradito"?
[47]
Si può considerare un'affermativa, oppure avrei dovuto scrivere "debbo capire chi mi abbia tradito" (suona molto male) come interrogativa?
[48]
Rimane sempre in auge la regola che i verbi che reggono l'indicativo lo fanno anche in questi casi?
[49]
Grazie dell'attenzione
[50]
cordiali saluti
[51]
Paolo
[52]
linguista scrive:
[53]
6 febbraio 2011 alle 17:57
[54]
Il problema che lei solleva è piuttosto complesso.
[55]
L'uso del congiuntivo e la sua alternanza con l'indicativo (non sempre dettata da regole ferree) sono stati oggetto di numerosi quesiti dei nostri lettori e di un intervento di Fausto Raso (18.6.2009), che ha dato vita a un vivace dibattito che le consiglio di leggere.
[56]
Al tema del congiuntivo, della sua difesa e del suo corretto uso al giorno d'oggi, hanno dedicato un volume Valeria Della Valle e Giuseppe Patota, Viva il congiuntivo!, Sperling & Kupfer, Milano 2009.
[57]
Alla selezione del modo verbale nelle subordinate esplicite contribuiscono vari elementi: il verbo reggente, il tipo di subordinata, la presenza della negazione, la sfumatura della frase, il registro stilistico, etc.
[58]
Venendo agli esempi da lei proposti, le suggerisco le seguenti soluzioni: voglio sapere chi è (sia) il colpevole; non voglio sapere chi sia stato a tradirmi; voglio sapere se sia in grado di battermi o no.
[59]
Nel caso di debbo capire chi mi abbia tradito le suggerisco l'uso del congiuntivo per una questione di ambiguità semantica: dicendo debbo capire chi mi ha tradito, potrei intendere 'debbo essere comprensivo nei confronti della persona che mi ha tradito', interpretando chi mi ha tradito come una relativa.
[60]
Francesco Bianco
[61]
Luca scrive:
[62]
6 febbraio 2011 alle 18:46
[63]
Per rimanere sul pronome interrogativo "chi", se analizziamo una frase di questo tipo: "Voi amate chi?", abbiamo in questo caso un complemento oggetto? grazie.
[64]
linguista scrive:
[65]
6 febbraio 2011 alle 18:55
[66]
Esattamente.
[67]
Massimo Arcangeli
[68]
Marcoaugusto scrive:
[69]
6 febbraio 2011 alle 20:33
[70]
.Non è nostro compito, e guai se lo sarebbe, filtrare i post in base a ciò che ci piace o no, anzi riteniamo che opinioni diverse siano il sale del forum e di qualsiasi spazio in cui sia concessa pluralità di idee.
[71]
Ho letto questo passo in un blog di in grande quotidiano nazionale.
[72]
Quel se lo sarebbee’ solo traballante o chiamiamo un serio esorcista?
[73]
Grazie
[74]
linguista scrive:
[75]
6 febbraio 2011 alle 21:34
[76]
Chiami senz'altro un esorcista.
[77]
Perché - parafrasando la battuta di un recentissimo spot - "il pivello (in italiano) è posseduto".
[78]
Massimo Arcangeli
[79]
chiara scrive:
[80]
6 febbraio 2011 alle 22:45
[81]
Gentilissimo professor Arcangeli,
[82]
desidero ringraziarla per il chiarimento e porle un'altra domanda: a suo giudizio, qual è la miglior grammatica della lingua italiana oggi in commercio?
[83]
Grazie
[84]
linguista scrive:
[85]
6 febbraio 2011 alle 23:30
[86]
Quella di Luca Serianni e Alberto Castelvecchi: "Grammatica italiana. Italiano comune e lingua letteraria" (Utet).
[87]
Massimo Arcangeli
[88]
Mario scrive:
[89]
6 febbraio 2011 alle 23:48
[90]
La preposizione da è accettabile in locuzioni di questo tipo?: "Rido dalle tue battute" oppure sono più corrette "per o delle".
[91]
Il dubbio mi nasce dal fatto che introducono dutte un complemento di causa.
[92]
linguista scrive:
[93]
6 febbraio 2011 alle 23:51
[94]
Opti per "rido per le tue battute" ("rido delle tue battute" esprimerebbe piuttosto l'idea che si faccia beffe delle battute del suo interlocutore).
[95]
Massimo Arcangeli
[96]
Sergio scrive:
[97]
6 febbraio 2011 alle 23:58
[98]
Analizzando una frase, la negazione è unita al predicato verbale?
[99]
La frase"Il cane non abbaia" è corretta analizzata in questa maniera?
[100]
Es: Il cane=soggetto; non abbaia=predicato verbale.

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