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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/2

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 14 agosto 2011


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[1]
Dopo aver consultato varie grammatiche e dizionari delle lingua italiana non sono riuscito a capire con certezza quale delle due seguenti frasi sia quella corretta.
[2]
E' evidente che lui ha ragione.
[3]
E' evidente che lui abbia ragione.
[4]
Di che cosa bisogna tener conto per scegliere il modo giusto?
[5]
Prevale la certezza "dell'evidenza" che vuole esprimere il parlante o bisogna seguire rigidamente la regola delle espressioni impersonali formate dalla terza persona del verbo essere più un aggettivo?
[6]
Grazie!
[7]
linguista scrive:
[8]
16 gennaio 2011 alle 23:17
[9]
In questi casi bisogna fare attenzione alle sfumature, anche di natura stilistica.
[10]
"Mi pare evidente che abbia ragione" (per l'"alleggerimento" della certezza determinato dalla presenza del verbo "parere") è più accettabile di "è evidente che abbia ragione" (a cui è senz'altro da preferire, per la perentorietà dell'affermazione contenuta nella reggente, "è evidente che ha ragione").
[11]
Massimo Arcangeli
[12]
Luca scrive:
[13]
16 gennaio 2011 alle 23:45
[14]
Mi scuso per richiedervi una conferma, ma ho capito bene se scrivo che il valore "ipotetico-limitativo" corrisponde al valore "condizionale-restrittivo"?. grazie
[15]
Sergio scrive:
[16]
17 gennaio 2011 alle 09:28
[17]
Mi è rimasto un piccolo dubbio, sicuramente è solo una conferma da parte vostra.
[18]
Il valore ipotetico-limitativo, è in pratica sinonimo di valore "condizionale-restrittivo" che si trova nei libri di grammatica?
[19]
Vi chiedo questo perchè non ho molta familiarità con alcuni termini linguistici.
[20]
Grazie.
[21]
linguista scrive:
[22]
17 gennaio 2011 alle 12:01
[23]
, esiste un uso sinonimico delle due espressioni (ipotetico-limitativo e condizionale-restrittivo); per intenderci, ci si riferisce alle proposizioni introdotte da purché (o sinonimi), col verbo al congiuntivo.
[24]
Serianni, nella sua Grammatica (§ XIV.163) chiama «condizionali restrittive», appunto, le proposizioni (al congiuntivo) introdotte da «purché, sempreché, solo che, per poco che, a condizione che, a patto che», etc.
[25]
Un esempio di uso dell'espressione «ipotetico-limitativo» con questo stesso significato, è nella voce sempre, redatta da Ugo Vignuzzi per l'Enciclopedia Dantesca (vol. V, p. 155), a proposito di un passo del Convivio: se uno uomo fosse in Lucia diritto, sempre che volgesse la faccia in ver lo sole, vedrebbe quello andarsi nel braccio sinistro, «in cui può forse scorgersi un esempio del trapasso» di sempre che dal significato temporale a «a quello ipotetico-limitativo moderno («purché», con la presenza obbligatoria del cingiuntivo, come nel caso presente)».
[26]
Rispetto alle proposizioni condizionali (o ipotetiche) canoniche, il nesso causale che lega il contenuto della proposizione condizionale-restrittiva (o ipotetico-limitativa) a quello della sua reggente è più forte: infatti, il mancato verificarsi del primo, determina necessariamente il mancato verificarsi del secondo (es. 1).
[27]
Non così ne caso per le condizionali canoniche (es. 2):
[28]
1) Andrò al concerto purché non piova [= se pioverà, non ci andrò].
[29]
2) Se non pioverà, andrò al concerto.
[30]
Se pioverà, può darsi che ci andrò lo stesso.
[31]
Francesco Bianco
[32]
Sergio scrive:
[33]
17 gennaio 2011 alle 13:25
[34]
Grazie per la vostra puntuale risposta.
[35]
Come sempre, veramente gentilissimi.
[36]
diego scrive:
[37]
17 gennaio 2011 alle 19:02
[38]
che cosa è il compl oggetto
[39]
linguista scrive:
[40]
17 gennaio 2011 alle 19:31
[41]
Il complemento oggetto indica la persona, l'animale o la cosa su cui "cade" direttamente l'azione compiuta dal soggetto ed espressa da un verbo transitivo attivo.
[42]
Il complemento oggetto è definito "diretto" perché si lega al verbo senza essere preceduto da una preposizione.
[43]
Il modo pratico per individuare il complemento oggetto - dopo aver individuato correttamente il soggetto - è quello di porre le domande: "Chi?"/"Che cosa?
[44]
", dopo il verbo.
[45]
Se si ottiene una risposta logica, quella sarà il complemento oggetto.
[46]
Per esempio: Ieri Claudio ha incontrato (chi?) Giulia; Marco mangia (che cosa?) una mela.
[47]
Simonetta Losi
[48]
Enzo scrive:
[49]
17 gennaio 2011 alle 23:07
[50]
Molte grazie per la vostra cortese risposta
[51]
burrito scrive:
[52]
18 gennaio 2011 alle 08:46
[53]
si puo scrivere "dell'ultim'ora" con 2 apostrofi o si scrive solo "dell'ultima ora"?
[54]
Grazie
[55]
linguista scrive:
[56]
18 gennaio 2011 alle 09:55
[57]
Si può scegliere l'una o l'altra soluzione senza che ciò comporti differenze di registro o di altro genere.
[58]
Sicuramente, però, la seconda è più diffusa (basta fare una prova su google), probabilmente perché nella prima quei due apostrofi in successione appaiono, all'utente comune, sospetti.
[59]
Alessandro Aresti
[60]
Ania scrive:
[61]
19 gennaio 2011 alle 09:32
[62]
Salve,
[63]
la mia domanda riguarda l'uso delle preposizioni "in" e "a" con i nomi dei mesi, ovvero, le sudette preposizioni sono intercambiabili, come nei esempi sotto riportati:
[64]
"Paolo compie gli anni in\a gennaio", "Marco torna a\in maggio"?
[65]
Oppure il senso delle frasi cambia a seconda della preposizione che viene usata?
[66]
Grazie per l'attenzione
[67]
linguista scrive:
[68]
19 gennaio 2011 alle 09:39
[69]
Non ci sono sostanziali differenze di significato.
[70]
Va segnalato che nei secoli passati si usava anche la preposizione di: del mese di novembre, il di San Martino si levarono a romore (Gesta Florentinorum, citato nella Grammatica di Luca Serianni, § VIII.28).
[71]
Francesco Bianco
[72]
Sergio scrive:
[73]
19 gennaio 2011 alle 11:21
[74]
Ho provato a cercare nella grammatica di Serianni il valore della locuzione "tutt'al più" che vale quanto al massimo, ma non ho trovato nulla al riguardo.
[75]
Come ho letto in un buon vocabolario e anche da voi confermato, questa locuzione assume un valore "ipotetico-limitativo" o condizionale-restrittivo" che si voglia dire.
[76]
Mi sfugge però in che senso diventi ipotetica e limitativa questa locuzione.
[77]
Cioè cosa significa "limitatitivo"?
[78]
Bisogna per caso attuare una modificazione della frase per assumere valore ipotetico?
[79]
linguista scrive:
[80]
19 gennaio 2011 alle 12:30
[81]
Ha valore "limitativo" un elemento (proposizione, locuzione etc.) il cui significato, nella frase, limita il contenuto di validità dell'elemento a cui si applica.
[82]
Se dico Verrò alla tua festa; tutt'al più arriverò in ritardo. limito la validità di quest'ultima affermazione al campo delle ipotesi estreme (potrei riformulare così: nella peggiore delle ipotesi, arriverò in ritardo).
[83]
Se dico A mio avviso Carla non ama più Danilo è altrettanto evidente l'intenzione di non presentare il dato come un fatto certo, acclarato, ma come un'opinione personale.
[84]
Se dico Andrò al concerto purché non piova significa che la realizzazione del proposito è vincolata a precise condizioni meteorologiche.
[85]
In tutti i casi la presenza di un sintagma di valore limitativo (locuzione avverbiale, complemento di limitazione o proposizione condizionale-restrittiva) stabilisce confini alla validità di una affermazione.
[86]
Ben diverso è dire
[87]
Verrò alla tua festa; (ma) arriverò [= sicuramente] in ritardo.
[88]
Carla non ama più Danilo [è un fatto acclarato].
[89]
Andrò al concerto [= con qualsiasi condizioni meteorologiche].
[90]
Spero di aver interpretato correttamente ed aver risposto in maniera chiara ai suoi dubbi.
[91]
Francesco Bianco
[92]
Sergio scrive:
[93]
19 gennaio 2011 alle 16:37
[94]
Grazie Dott.
[95]
Bianco.
[96]
E' stato chiarissimo.
[97]
Ora ho capito in maniera precisa.
[98]
Un cordialissimo saluto.
[99]
Mihaela scrive:
[100]
20 gennaio 2011 alle 13:35

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