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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/2

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 14 agosto 2011


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[1]
Magari con degli esempi.
[2]
Potrei sapere cosa si intende per "caso" in sintassi e come si assegna?
[3]
Grazie!!
[4]
linguista scrive:
[5]
14 gennaio 2011 alle 10:10
[6]
(1) Non sempre i confini sono rigidamente individuabili.
[7]
Si definisce tradizionalmente la frase come l'unità minima di comunicazione dotata di senso compiuto, cioè che sia logicamente autonoma.
[8]
Una frase rappresenta un modello di struttura autosufficiente, svincolata dal discorso concreto.
[9]
Un enunciato è invece una frase legata a un contesto comunicativo concreto: nella comunicazione di tutti i giorni ci sono enunciati che, svincolati dal contesto, non risultano dotati di valore autonomo.
[10]
Prendiamo l'esempio di un dialogo ipotetico.
[11]
-- Passo a prenderti alle 9?
[12]
-- .
[13]
È evidente che la risposta non ha un valore logico in senso assoluto (cioè prendendola di per ), ma ha valore relativamente al contesto di enunciazione, e dunque è un enunciato pur non essendo possibile considerarlo una frase.
[14]
In generale si dice che parliamo per enunciati, e non per frasi.
[15]
Perché si possa parlare di frase è necessario che si determini il famoso "senso compiuto", per la cui individuazione è necessaria la presenza di un predicato, cui si lega un soggetto logico che, in lingue come l'italiano, può trovarsi sottinteso.
[16]
Meno agevole distinguere la frase dalla proposizione, concetto che individua l'unità sintattica minima costituita almeno da un soggetto e da un predicato, che può entrare in relazioni sintattiche (di coordinazione e subordinazione) con altre proposizioni a formare il periodo.
[17]
Di fatto non è raro che i termini di frase e proposizione siano usati con valore sinonimico.
[18]
Più complesso è il discorso per quel che concerne la grammatica generativa, dove il concetto di frase è strettamente connesso a quello di ricorsività, caratteristica esclusiva del linguaggio umano.
[19]
Per approfondimenti mi permetto di rinviare al volume di Caterina Donati, La sintassi.
[20]
Regole e strutture, Bologna, Il Mulino 2008.
[21]
(2) Il caso è una relazione (di causa, di locazione, di appartenenza...) di natura prelinguistica, che ha che fare con le caratteristiche della realtà che conosciamo.
[22]
In alcune lingue (flessive e agglutinanti) questa relazione sublogica trova espressione morfologica nei casi propriamente detti, consistenti nelle diverse forme che un nome assume per esprimere valori diversi (come nel latino: nominativo lupus 'il lupo', genitivo lupi 'del lupo', e così via).
[23]
La grammatica generativa distingue fra tratto morfologico di caso, individuabile in questi ultimi, e tratto di caso sintattico: se il primo è variabile (e infatti, ad esempio, nel passaggio dal latino all'italiano il sistema dei casi non è sopravvissuto se non in minima parte), il secondo ha valore universale.
[24]
Nella frase io parlo con Giovanni la flessione è assegnatore di caso nominativo: infatti non è corretto dire *me parlo con Giovanni.
[25]
Il discorso è però assai complesso e richiederebbe approfondimenti specialistici impossibili in questa sede.
[26]
[Ringrazio Angelo Variano per la consulenza sulla terminologia generativista!]
[27]
Marco Maggiore
[28]
Luca scrive:
[29]
14 gennaio 2011 alle 10:24
[30]
Ho chiesto a voi sul valore "ipototetico-limitativo" di alcune frasi o locuzioni.
[31]
Mi avete risposto in modo preciso e dettagliato.
[32]
Però ho notato che nessuna grammatica che ho consultato scrive sull'argomento.
[33]
Esiste qualche testo in particolare che tratti di questi argomenti linguistici.
[34]
Oppure rifacendoci a grammatiche più tradizionali, è sinonimo di altri valori? grazie
[35]
linguista scrive:
[36]
14 gennaio 2011 alle 10:52
[37]
La bibliografia consultabile è decisamente ampia.
[38]
Per cominciare si può trarre profitto dal volume di Luca Serianni, Grammatica italiana.
[39]
Italiano comune e lingua letteraria, con la collaborazione di Alberto Castelvecchi, edito da U.
[40]
T.
[41]
E.
[42]
T.
[43]
Marco Maggiore
[44]
paola scrive:
[45]
14 gennaio 2011 alle 18:56
[46]
mi chiedo: nell afrese "mi sentivo felice" siamo in presenza di un verbo copuilativo più un predicativo del soggetto? se è possibile considerarli direttamente predicato nominale?
[47]
Perdoni la domanda banale, ma ogni tanto è necessaria anche una ripassata di grammatica italiana...
[48]
linguista scrive:
[49]
14 gennaio 2011 alle 19:32
[50]
Terrei distinto il predicato nominale dal predicato formato da un verbo copulativo e un complemento predicativo, per quanto alcuni considerino quest'ultimo tipo come parte integrante del primo.
[51]
Nell'esempio "Mi sentivo felice" siamo di fronte, per l'appunto, a un verbo copulativo ("sentirsi") e a un complemento predicativo (del soggetto).
[52]
Massimo Arcangeli
[53]
Luca scrive:
[54]
14 gennaio 2011 alle 20:25
[55]
Vi ringrazio, siccome sono in possesso della grammatica di Serianni, potrei sapere quale parte o capitolo affronta l'argomento del valore "ipotetico-limitativo"?
[56]
Ho trovato solo il periodo ipotetico condizionale. grazie
[57]
linguista scrive:
[58]
14 gennaio 2011 alle 21:34
[59]
Le "condizionali-restrittive" le trova all'interno della sezione sulle ipotetiche.
[60]
Se vuole poi leggersi il paragrafo sulle "proposizioni limitative" può andare al cap.
[61]
XIV, parr.
[62]
245-247.
[63]
Massimo Arcangeli
[64]
gabriella scrive:
[65]
14 gennaio 2011 alle 23:00
[66]
Grazie siete molto gentili!
[67]
Cosa sono i tratti sintattici?
[68]
E i tratti phi?
[69]
Il libro di Caterina Donati lo sto studiando ma devo dire che non è molto chiara nella spiegazione, rimanda sempre a capitoli successivi facendo così perdere il filo logico di un discorso, non completandolo.
[70]
Grazie!
[71]
linguista scrive:
[72]
14 gennaio 2011 alle 23:27
[73]
I tratti sintattici, semplicemente, sono quelle componenti di una grammatica che coinvolgono i legami fra le parole (anche in termini di accordo) e l'ordine in cui queste si dispongono all'interno di un enunciato.
[74]
I "tratti-phi" sono quei tratti sintattici che chiamano in causa il genere, il numero, la persona.
[75]
Massimo Arcangeli
[76]
Mihaela scrive:
[77]
15 gennaio 2011 alle 13:43
[78]
Gentili Signori,
[79]
Per cortesia, mi potete dire quale è dal punto di vista linguistico la forma corretta?
[80]
1.
[81]
Davanti (nel senso di fronte) agli altri persino lui si arrende o Davanti ad altri persino lui si arrende.
[82]
2.
[83]
Ma io scoprì solo dopo la verità o Ma io scoprii solo dopo la verità.
[84]
Grazie mille
[85]
Mihaela
[86]
linguista scrive:
[87]
15 gennaio 2011 alle 14:38
[88]
1.
[89]
Sono corretti entrambi gli enunciati (il primo è però di uso più frequente).
[90]
2.
[91]
Ma io scoprii solo dopo la verità.
[92]
Massimo Arcangeli
[93]
Luca scrive:
[94]
15 gennaio 2011 alle 17:13
[95]
Grazie Dott.
[96]
Arcangeli, veramente sempre molto disponibile nei chiarimenti.
[97]
Credo di avere capito che in pratica dire "ipotetico-limitativo" è come dire " condizionale-restrittivo".
[98]
Un saluto cordialissimo.
[99]
Enzo scrive:
[100]
16 gennaio 2011 alle 22:43

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