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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/2

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 14 agosto 2011


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[1]
Si scrive "buste paga" oppure "buste paghe"?
[2]
Ho notato che spesso si utilizzano entrambe.
[3]
linguista scrive:
[4]
6 gennaio 2011 alle 12:19
[5]
Busta paga è un tipo di nome che deriva dall'accostamento di due termini, in cui il primo svolge una funzione portante (si potrebbe sciogliere, infatti, così: busta che contiene la paga, busta per la paga).
[6]
In questi tipi di nomi, per la formazione del plurale, solitamente muta solo la desinenza del primo termine.
[7]
Dunque, buste paga.
[8]
Anna Colia
[9]
Sergio scrive:
[10]
6 gennaio 2011 alle 16:02
[11]
La preposizione "di", può essere omessa senza considerarsi errore in casi come: su "di" noi; sempre "di" più; tra "di" noi?
[12]
linguista scrive:
[13]
6 gennaio 2011 alle 16:27
[14]
Anche se equivalenti, solitamente quando l'avverbio sempre è usato in espressioni in cui si vuole marcare una differenza di quantità rispetto a una situazione precedente, la preposizione di precede più (per es. parla sempre di più); se, invece, sempre è accostato a un verbo che esprime già di per aumento o diminuzione, solitamente non si antepone di a più (per es. il valore aumenta sempre più).
[15]
Per quanto riguarda la preposizione su, preposta a un pronome personale deve essere seguita dalla preposizione di.
[16]
Lo stesso, però, non è obbligatorio per tra, che ammette entrambe le espressioni, con e senza di.
[17]
Anna Colia
[18]
Sergio scrive:
[19]
7 gennaio 2011 alle 09:50
[20]
Si tratta di soggetto sottinteso quando abbiamo frasi di questo tipo?
[21]
"è una chitarra del '63" oppure come nel parlare calcistico "è un angolo". Possono crearsi dubbi sul verbo essere predicato verbale in frasi simili?
[22]
linguista scrive:
[23]
7 gennaio 2011 alle 10:05
[24]
Nelle frasi proposte il soggetto è sottinteso.
[25]
Non desta troppe preoccupazioni il verbo essere, benché il suo uso e le sue funzioni siano oggetto di discussione sin dai tempi di Aristotele (per un'idea in merito si può leggere il piacevole volume di Andrea Moro, Breve storia del verbo essere, Adelphi 2010).
[26]
Marco Maggiore
[27]
giulia scrive:
[28]
7 gennaio 2011 alle 15:55
[29]
Quando in una proposizione si usa la congiunzione "ma" per introdurre una frase avversativa è corretto precederla dalla virgola?
[30]
Grazie Giulia
[31]
linguista scrive:
[32]
7 gennaio 2011 alle 17:17
[33]
In generale, la risposta è .
[34]
Più particolarmente si potrebbe rispondere che la virgola è obbligatoria nel caso in cui la congiunzione 'ma' colleghi avversativamente due frasi "lunghe", dotate cioè di una certa complessità formale ("la situzione economica è grave, ma non ritengo che vi siano i margini per una riduzione di fondi al ministero"), mentre si omette di norma nei casi di collegamento di due parole ("poveri ma belli") o di due frasi "brevi" ("ascolta ma non sente").
[35]
Marco Paciucci
[36]
Sergio scrive:
[37]
9 gennaio 2011 alle 15:57
[38]
In analisi logica, gli avverbi interrogativi quando introducono una proposizione, se sono analizzati singolarmente non hanno nessuna classificazione? es: "vorrei sapere "quanto" costa il biglietto per Roma. Quel "quanto" si considera solamente avverbio che introduce una frase?
[39]
Se invece dico: " Mi chiedo come? quel come introduce una proposizione? cioè è mancante della subordinata?
[40]
linguista scrive:
[41]
9 gennaio 2011 alle 16:34
[42]
In relazione al primo quesito si può ricordare che quanto si considera avverbio interrogativo solo nelle frasi interrogative dirette (riprendendo l'esempio, sarebbe tale nella frase Quanto costa il biglietto per Roma?), mentre funge da congiunzione nelle interrogative indirette (come la frase proposta).
[43]
Il secondo esempio, invece, va necessariamente contestualizzato.
[44]
Una frase come Mi chiedo come da sola non ha senso; lo acquista se posto in relazione con una frase precedente, sottintendendo dunque un'altra proposizione retta da come: È arrivato primo nella gara di corsa. Mi chiedo come (sott. abbia fatto).
[45]
Francesco Lucioli
[46]
sara scrive:
[47]
9 gennaio 2011 alle 17:25
[48]
cosa è praticamente nell' analisi logica??
[49]
linguista scrive:
[50]
9 gennaio 2011 alle 17:40
[51]
Nell'analisi grammaticale praticamente è un avverbio, ma per poterlo analizzare dal punto di vista dell'analisi logica (che si interessa delle relazioni logico-sintattiche e non delle forme grammaticali di una frase) è necessario che venga utilizzato all'interno di una frase.
[52]
Francesco Lucioli
[53]
marisa scrive:
[54]
9 gennaio 2011 alle 18:01
[55]
5.
[56]
Tiberio fu di corpo massiccio e robusto, di statura superiore alla media
[57]
la quale statura è superiore alla media: che tipo di proposizione?
[58]
Relativa impropria di tipo????
[59]
linguista scrive:
[60]
9 gennaio 2011 alle 18:29
[61]
L'espressione "di statura superiore alla media" è retta, come la precedente "di corpo massiccio e robusto", dal verbo essere ("Tiberio fu un uomo di statura superiore alla media").
[62]
La preposizione di stabilisce in questo caso una specificazione di qualità.
[63]
Francesco Lucioli
[64]
Maurizia scrive:
[65]
9 gennaio 2011 alle 20:01
[66]
Buonasera, volevo sapere perché si dice "GLI dei" e non "I dei."
[67]
Grazie mille,
[68]
Maurizia
[69]
linguista scrive:
[70]
9 gennaio 2011 alle 20:43
[71]
Il plurale gli dei si deve ad un riflesso dell'antica (o letteraria) forma singolare iddio, risultato di assimilazione del precedente il dio.
[72]
Il singolare (l')iddio, iniziante per vocale, ha dunque prodotto un plurale regolare gl'iddei, poi reso nella forma grafica attuale gli dei, l'unica forma di plurale oggi accolta. Si può tuttavia ricordare che nella tradizione letteraria era molto frequente il plurale i dei.
[73]
Francesco Lucioli
[74]
Marco scrive:
[75]
9 gennaio 2011 alle 20:58
[76]
Che tipo di costruzione verbale è "gli viene fatto decidere".
[77]
Semanticamente implica l'obbligo di fare in quel modo?
[78]
Es: Gli viene fatto decidere di partire.
[79]
linguista scrive:
[80]
9 gennaio 2011 alle 21:18
[81]
Si tratta di una costruzione in cui il verbo causativo fare seguito dall'infinito (come nei normali costrutti causativi: "gli faccio decidere di partire"), è introdotto dal verbo venire in sostituzione dell'ausiliare essere, come nella formazione dei verbi passivi: la frase acquista così una 'patina' passiva, in cui tuttavia non è sempre possibile riconoscere l'imposizione di un obbligo; si pensi ad una frase come "Al bambino viene fatto decidere il colore del letto", in cui non è sottinteso alcun tipo di costrizione nella scelta del colore.
[82]
Francesco Lucioli
[83]
Anna scrive:
[84]
9 gennaio 2011 alle 21:50
[85]
Salve, potreste aiutarmi nell'analisi logica della frase "è il bello della diretta"?
[86]
Che complemento è quello retto dalla preposizione "della"?
[87]
linguista scrive:
[88]
10 gennaio 2011 alle 11:17
[89]
Di specificazione.
[90]
Francesco Bianco
[91]
Raffaella scrive:
[92]
10 gennaio 2011 alle 12:20
[93]
Potreste scrivere queste parole con l'accento tonico, specificando quando è accettata esclusivamente una sola pronuncia o è decisamente preferibile: diatriba, alchimia, ossimoro,valuto, metonimia, nocciolo.
[94]
Grazie Raffaella
[95]
linguista scrive:
[96]
10 gennaio 2011 alle 13:43
[97]
Diatriba: la pronuncia etimologica è diàtriba, sicuramente corretta.
[98]
Sabatini/Coletti segnala diatrìba come frequente ma non corretto; il dizionario Treccani afferma che «la variante diatrìba, più com. nell’uso corrente, è dovuta all’influenza del fr[ancese]. diatribe»; non è improbabile che quest'ultimo vocabolo sia stato il tramite fra il latino e l'italiano, come suggerisce il Grande Dizionario Italiano dell'Uso di Tullio De Mauro (GRADIT), che registra entrambe le pronunce.
[99]
Nòcciolo e nocciòlo sono due parole diverse (con diverso etimo): la prima si riferisce al 'rivestimento legnoso che avvolge il seme dei frutti a drupa', con vari usi traslati ('parte essenziale di qualcosa'); il nocciòlo è invece la pianta che produce le nocciole.
[100]
Alchimia: la complessa trafila etimologica della parola ha portato alle due pronunce alchìmia/alchimìa, entrambe registrate dal GRADIT; Sabatini/Coletti riporta il solo alchimìa, certamente più comune ma registrato come variante meno corretta dal dizionario Treccani.

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