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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/6

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 10 gennaio 2014


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[1]
2)Sapevamo già quale sapore avrebbe avuto la torta.
[2]
Grazie mille.
[3]
linguista_1 scrive:
[4]
17 marzo 2015 alle 23:17
[5]
Perché non si tratta di un'interrogativa indiretta ma di un'oggettiva (Serianni, nella sua Grammatica, include esplicitamente il verbo dubitare nel novero dei verbi che reggono un'oggettiva).
[6]
1) "Non sono per niente sicuro" regge l'oggettiva "che in frigorifero ci sia ancora dello yogurt".
[7]
2) "Sapevamo" regge l'interrogativa indiretta "quale sapore avrebbe avuto la torta".
[8]
Alessandro Aresti
[9]
linguista_1 scrive:
[10]
18 marzo 2015 alle 08:55
[11]
In questi casi sono tradizionalmente presenti oscillazioni nell'uso, a tutti i livelli.
[12]
Per quanto riguarda l'alternanza "vi ho dovuto"/"vi ho dovuti" non c'è nulla da dire sulla correttezza di entrambi i modelli; personalmente consiglio in ogni caso il primo, che è anche il più frequente.
[13]
Lo stesso vale per l'alternanza "vi ho dovuto accompagnare"/"ho dovuto accompagnarvi".
[14]
Anche in questo caso consiglio però il primo; vale ancora oggi una considerazione avanzata all'interno di uno studio dei primi Ottanta: con "dovere" (e "potere") l'uso più frequentemente antepone il clitico (laddove con "sapere" e "volere" accade l'opposto).
[15]
Massimo Arcangeli
[16]
Igor scrive:
[17]
18 marzo 2015 alle 15:05
[18]
L'avverbio dopodiché introduce una subordinata, una coordinata o una principale?
[19]
Es: Quando vado al cinema, mi piace andare prima in pizzeria: dopodiché guardo la pellicola con più gusto.
[20]
Qui la frase con dopodiché mi sembra una coordinata.
[21]
Per molte persone "dopodiché" è diventato nel parlato un tic verbale.
[22]
Che ne pensa?
[23]
linguista_1 scrive:
[24]
19 marzo 2015 alle 09:17
[25]
Nell'esempio "dopodiché" (contano anche le scelte nella punteggiatura) introduce una principale; è come se scrivessi: "perché poi guardo la pellicola con più gusto".
[26]
Se tolgo però i due punti la proposizione diventerebbe una subordinata (causale).
[27]
Attenzione, però.
[28]
Stiamo parlando di un uso particolare, da sconsigliare (se vuole - in quanto rende semanticamente opaca la forma - un "tic" del parlato), della locuzione avverbiale "dopo di che" (o appunto, in unica soluzione grafica: "dopodiché").
[29]
Una locuzione che, di norma, ha un significato diverso, come in questo enunciato: "L'ho aspettato un'ora, dopodiché me ne sono andato".
[30]
Qui la proposizione introdotta da "dopodiché" è una coordinata alla principale.
[31]
"...poi me ne sono andato, "... e poi me ne sono andato".
[32]
Massimo Arcangeli
[33]
Paolo scrive:
[34]
20 marzo 2015 alle 20:07
[35]
Buonasera,
[36]
chiedo un chiarimento sull'enjambement: oltre alle coppie soggetto-predicato, predicato-complemento oggetto e nome-aggettivo, esistono altri elementi grammaticali che possono essere separati da questa figura retorica?
[37]
Grazie
[38]
linguista_1 scrive:
[39]
21 marzo 2015 alle 09:36
[40]
L'enjambement può dividere molte altre coppie analoghe (predicato/complemento indiretto, verbo/avverbio, ecc.).
[41]
La divisione può arrivare addirittura a realizzarsi nella forma particolare della tmesi, che spezza internamente una singola parola: "così quelle carole, differente- / mente danzando" (Dante, "Par." XXIV, 16-17); "Tra gli argini su cui mucche tranquilla- / mente pascono" (Pascoli, "La via ferrata", vv. 1-2).
[42]
Massimo Arcangeli
[43]
Riccardo scrive:
[44]
21 marzo 2015 alle 19:21
[45]
Cosa intende dire lo scrittore, Aldo Busi, nel brano giornalistico che riporto subito sotto, quando usa la locuzione: se non con uno scarto di coscienza.
[46]
Premesso che ogni creatura umana venuta al mondo è la più gloriosa delle invenzioni e delle gioie ma una volta venuta al mondo, non prima: non è certo di altri miliardi di esiliati ai margini di terre desertificate manducanti appena appena che ha urgentemente bisogno il pianeta e che non esiste differenza discriminante come e da chi al mondo sia venuta, va detto subito che se una coppia sterile o un singolo fertile non può avere figli, specialmente se maschio che non voglia poi una donna tra i piedi con la flebile scusa che lei sarebbe la madre, non farà niente per averne in modo artificiale o con uteri in affitto. Il principio è: rinuncia a ciò che non puoi avere se non con uno scarto di coscienza, messa a tacere pur di arrivare al tuo illegittimo scopo di procreare; se non si può avere tutto, qualcosa che è superfluo spiegare dovrebbe convincerti a pensare che è giusto, è meglio, è meglio per tutti e per tutto che così sia.
[47]
Mi piacerebbe capire che tipo di proposizione introduce(se non con) e se per caso, magari un refuso, o non so, al suo autore sia sfuggito qualcosa: fatico a capire il senso dell’intero brano.
[48]
In ultimo, cosa devo intendere con scarto di coscienza?
[49]
Grazie come sempre.
[50]
linguista_1 scrive:
[51]
22 marzo 2015 alle 07:51
[52]
Il senso è: "rinuncia a quello che non puoi avere e potresti ottenere soltanto con una coscienza "di scarto" (cioè con una coscienza residuale, quasi fosse paragonata a ciò che si butta perché di scarsa qualità, a ciò che si getta nella spazzatura; un'altra possibilità sarebbe di intendere quella coscienza come una coscienza che "scarta", devia improvvisamente dal suo cammino come scartano un cavallo, una bici o un'automobile). Quel "se non con" non introduce alcuna proposizione, precedendo una semplice locuzione sostantivale (per l'appunto "scarto di coscienza").
[53]
Massimo Arcangeli
[54]
Rita scrive:
[55]
22 marzo 2015 alle 20:40
[56]
Buonasera.
[57]
Vorrei chiedere: nell'espressione "il numero venti" la parola "venti" potrebbe essere nome e "numero" apposizione?
[58]
Grazie
[59]
linguista_1 scrive:
[60]
22 marzo 2015 alle 22:58
[61]
Esattamente il contrario.
[62]
La testa del sintagma è "numero", l'elemento aggiuntivo (che ha dunque il valore di un'apposizione) è "venti".
[63]
Massimo Arcangeli
[64]
Paolo scrive:
[65]
22 marzo 2015 alle 23:10
[66]
Buonasera,
[67]
alcuni quesiti per voi:
[68]
1) "Ti imploro di venire": "di venire" è un'interrogativa indiretta?
[69]
2) è esatto dire che frasi del tipo "ti ordino di andartene, ti incito ad andartene, ti mando a prenderlo, mi impegno a confessare, ti prego di andartene, vado a correre" possono introdurre subordinate oggettive pseudofinali?
[70]
Grazie
[71]
linguista_1 scrive:
[72]
22 marzo 2015 alle 23:29
[73]
1) Si tratta di una finale: "Ti imploro affinché tu venga".
[74]
2) Abbiamo a che fare con proposizioni oggettive in cui effettivamente è possibile riconoscere un qualche valore finale in senso lato.
[75]
Per quanto riguarda il modo di definirle, eviterei lo "pseudo-".
[76]
Alessandro Aresti
[77]
David scrive:
[78]
28 marzo 2015 alle 18:16
[79]
Buona sera, nella frase che segue, il verbo "potere" va al passato remoto(1) o al congiuntivo imperfetto(2)?
[80]
(1):"Forse tutti quanti abbiamo escluso o non abbiamo mai desiderato che Gesù non poté piangere il dolore per quelli che restavano"
[81]
(2):"Forse tutti quanti abbiamo escluso o non abbiamo mai desiderato che Gesù non potesse piangere il dolore per quelli che restavano".
[82]
Se vanno bene entrambi (poté - potesse), quale si preferisce?
[83]
Grazie,
[84]
linguista_1 scrive:
[85]
28 marzo 2015 alle 18:53
[86]
Il congiuntivo è da preferire.
[87]
Alessandro Aresti
[88]
raffaella scrive:
[89]
30 marzo 2015 alle 19:20
[90]
Gentilissimi Linguisti,
[91]
vi chiedo per cortesia di aiutarmi nell'analisi logica della seguente frase, in particolare il mio dubbio riguarda la funzione della parola "solo".
[92]
"Giunsero in America con la nave Mayflowers solo cinquantasei di quelli che erano partiti dall'Inghilterra"
[93]
Tante grazie
[94]
Raffaella
[95]
linguista_1 scrive:
[96]
30 marzo 2015 alle 23:47
[97]
Da un punto di vista logico l'avverbio si lega al soggetto cinquantasei, per sottolinearne la natura "limitativa".
[98]
Si avvicina in questo a un attributo.
[99]
Alessandro Aresti
[100]
Sabrina scrive:

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