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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/6

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 10 gennaio 2014


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[1]
La ringrazio in anticipo.
[2]
linguista_1 scrive:
[3]
9 marzo 2015 alle 17:23
[4]
La sua percezione è corretta.
[5]
Maggiore distanza si pone fra il verbo ("sembrare" o "parere", nel nostro caso) che richiederebbe il congiuntivo e il verbo che da quel verbo dipende, più si ha la sensazione che il legame fra le due forme verbali s'indebolisca.
[6]
È per questo motivo che gli esempi 2 e 5 le paiono più accettabili di 1 e 4: nei primi due ci sono gli elementi in più "uno" e "per questo motivo".
[7]
Massimo Arcangeli
[8]
Sara scrive:
[9]
9 marzo 2015 alle 19:27
[10]
Salve a tutti,
[11]
come posso descrivere la differenza di significato, sempre ci sia(per me ), tra "andare fuori di testa" e "essere fuori di testa"?
[12]
Nei vari dizionari di lingua italiana trovo solamente definizioni per "essere fuori di testa".
[13]
Grazie
[14]
linguista_1 scrive:
[15]
10 marzo 2015 alle 09:23
[16]
Andare indica un movimento, qui figurato: un passaggio da uno stato in cui non si è "fuori di testa" a uno in cui lo si è.
[17]
Essere indica il solo stato.
[18]
Come quando si va, qui invece in senso proprio, in un certo luogo: "vado a Roma" (mi sposto da un certo luogo per raggiungere un altro luogo); "sono a Roma" (mi trovo a Roma).
[19]
Alessandro Aresti
[20]
David scrive:
[21]
12 marzo 2015 alle 00:17
[22]
Nella frase Sapevo che le scale possono scendere e che quegli stessi occhi potevano far male estratta da uno scritto tutto al passato, posso usare l’indicativo presente possono, sottraendolo alle regole della consecutio se considero l’espressione le scale possono scendere come un’affermazione valida sempre, a prescindere dal momento in cui si svolge l’azione?
[23]
Grazie
[24]
linguista_1 scrive:
[25]
12 marzo 2015 alle 14:44
[26]
Certamente.
[27]
Alessandro Aresti
[28]
Rita scrive:
[29]
12 marzo 2015 alle 22:46
[30]
"Questo pallone è mio, quello è tuo".
[31]
Che cosa sono mio e tuo in analisi grammaticale?
[32]
Grazie
[33]
linguista_1 scrive:
[34]
12 marzo 2015 alle 22:49
[35]
Aggettivi.
[36]
Alessandro Aresti
[37]
Raffaele scrive:
[38]
13 marzo 2015 alle 15:57
[39]
Salve,
[40]
avendo letto alcune opinioni contrastanti su Internet,vorrei sapere se bisogna utilizzare il congiuntivo presente o imperfetto,nelle frasi che vi scriverò:
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1-Certo,ci mancherebbe che(io) lo aiuti/aiutassi,dopo quello che mi ha fatto.
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2-Ci mancherebbe che non abbia/avessi a cuore la vostra salute.
[43]
3-Ci mancherebbe che ti impedisca/impedisse di uscire.
[44]
Grazie in anticipo.
[45]
linguista_1 scrive:
[46]
13 marzo 2015 alle 22:55
[47]
Per ragioni di consecutio, l'imperfetto.
[48]
Alessandro Aresti
[49]
Maria Silvana scrive:
[50]
15 marzo 2015 alle 09:36
[51]
Nel mio libro di grammatica, interrogative indirette e dubitative sono "fuse" insieme, non distinte.
[52]
Però c'è un problema: le dubitative possono essere collegate alla reggente dal "che" congiunzione e, nella forma implicita, da "di" più infinito.
[53]
Dubito che voi siate state attenti.
[54]
Dubito di essere stato all'altezza.
[55]
Ciò contravviene a tutto quello che ho spiegato delle interrogative indirette, introdotte solo dal "che" agg/pron interrrogativo!!
[56]
Chiedo un aiuto per farmi capire dai ragazzi: meglio distinguere interrogative e dubitative?
[57]
Grazie mille
[58]
linguista_1 scrive:
[59]
15 marzo 2015 alle 14:14
[60]
Certamente in questo caso si può considerare quella delle dubitative una sottospecie delle interrogative, con alcune caratteristiche proprie e distintive rispetto alle altre "prototipiche".
[61]
Alessandro Aresti
[62]
Giulia scrive:
[63]
15 marzo 2015 alle 19:59
[64]
Buonasera,
[65]
ecco la solita raffica di domande:
[66]
1) Non ho niente da perdere: "da perdere" è una subordinata relativa o consecutiva?
[67]
2) Mi rallegro di averti visto vincere: "di averti visto vincere" è una subordinata causale o oggettiva?
[68]
3) La sua versione non coincide con quella di Luigi: "con quella" è complemento di relazione?
[69]
Grazie
[70]
linguista_1 scrive:
[71]
15 marzo 2015 alle 23:23
[72]
1) Relativa: "da perdere" = "che possa perdere".
[73]
2) Oggettiva.
[74]
3) Riporto una risposta a un quesito simile data tempo fa da Francesco Bianco in questa stessa rubrica:
[75]
"Non sempre la grammatica tradizionale codifica le nozioni espresse da un sintagma Preposizione + Nome nella forma complemento di X. Tenga presente che in molti casi, come nel suo esempio, è il verbo a richiedere nella propria costruzione l’uso di una certa preposizione. In questo caso la funzione di con è quella di indicare corrispondenza, coincidenza (come suggerisce appunto il verbo coincidere), ma le grammatiche non parlano di un complemento di coincidenza (o di corrispondenza)."
[76]
Alessandro Aresti
[77]
sara scrive:
[78]
16 marzo 2015 alle 11:22
[79]
Potrebbe gentilmente spiegarmi l'uso di "vendesi, affittasi, cercasi, cedesi" e sopprattutto le loro forme plurali, se ancora vengono usate: vendonsi, affittansi, cercansi, cedonsi.
[80]
Grazie
[81]
linguista_1 scrive:
[82]
16 marzo 2015 alle 14:35
[83]
Si tratta di un residuo dell'italiano dei secoli scorsi, che in taluni casi prevedeva anche nei verbi di modo finito la posposizione del pronome atono (un esempio dantesco: "Ruppemi l'alto sonno nella testa"), al pari di quanto accade oggi con l'imperativo affermativo (dimmi, aspettaci, ecc.) e i modi indefiniti (dirti; muovendosi; ecc.).
[84]
Le rispettive forme plurali sono ancora usate, anche se sempre meno.
[85]
Alessandro Aresti
[86]
Riccardo scrive:
[87]
17 marzo 2015 alle 14:47
[88]
Buongiorno,
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in un test di italiano scritto, ho trovato che la seguente frase : VI HO DOVUTO ACCOMPAGNARE era corretta con : vi ho dovuti .
[90]
Ora vi chiedo: ma l’obbligo di accordare il participio con il clitico che precede il verbo non è obbligatori solo per la terza persona singolare o plurale?
[91]
A me personalmente piace la forma corretta, ma questa è una scelta che non saprei spiegarmi: mi viene automatica.
[92]
In ultimo vorrei sapere se sarebbe corretta la forma in cui il clitico si sposta in fine di frase come di seguito: HO DOVUTO ACCOMPAGNARVI.
[93]
Grazie come sempre per la vostra gentilezza
[94]
Maria Silvana scrive:
[95]
17 marzo 2015 alle 14:57
[96]
Ritorno alle interrogative indirette.
[97]
Il mio libro riporta questa frase, Dubito che tu sia stato qui, come esempio di interrogativa indiretta.
[98]
Ma subito prima dice che il che deve essere un aggettivo o pronome interrogativo e non una congiunzione; non capisco!!
[99]
Chiedo anche l'analisi di questi due periodi:
[100]
1)Non sono per niente sicuro che in frigorifero ci sia ancora dell yogurt.

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