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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/6

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 10 gennaio 2014


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2) , se si parla in maniera generica di un parlamento o di un senato.
[2]
Se il riferimento è a quello italiano, è più comune l'uso della maiuscola.
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Alessandro Aresti
[4]
Pietro scrive:
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21 dicembre 2014 alle 18:39
[6]
Salve la mia domanda deriva da un titolo letto su un quotidiano che citava: "Se Napolitano dovrebbe costituirsi, lui dovrebbe farsi ricoverare".
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La questione è semplice in questo caso è corretto usare il condizionale so sarebbe più corretto usare il congiuntivo? quindi: "Se Napolitano dovesse costituirsi, lui dovrebbe farsi ricoverare"
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linguista_1 scrive:
[9]
21 dicembre 2014 alle 19:58
[10]
No, perché non è un periodo ipotetico: "Se (secondo Grillo) Napolitano dovrebbe costituirsi, (secondo me invece) lui [= Grillo] dovrebbe farsi ricoverare".
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Alessandro Aresti
[12]
Riccardo scrive:
[13]
24 dicembre 2014 alle 09:39
[14]
Faccio i miei più sentiti e sinceri auguri di buon Natale a tutti i docenti linguisti, alla regazione e alle loro rispettive famiglie.
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Siete davvero unici.
[16]
Buon anno a tutti gli appassionati che seguono da anni,ormai, questo fantastico luogo di incontro per la risposta a tutti i dubbi linguistici che nascono parlando la nostra lingua.
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linguista_1 scrive:
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25 dicembre 2014 alle 13:04
[19]
Grazie davvero per le belle parole.
[20]
Un caro augurio di buone feste anche a lei.
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I linguisti
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Antonio scrive:
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27 dicembre 2014 alle 22:14
[24]
Gentili professori,
[25]
- sono saputo stare
[26]
- è saputa stare
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quel "sapere" contenuto nella predetta frase dovrebbe essere un verbo servile (essere in grado di...) per cui si utilizza, in ossequio alle regole, l'ausiliare idoneo al verbo servito, oppure è corretta la frase:
[28]
- "ha saputo stare"...
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(sia al maschile che al femminile)?
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Mi è venuto il dubbio conseguentemente ad un'intervista formulata da un giornalista televisivo, il quale ha pronunciato:
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"ha saputo stare"...., riferendosi ad una donna.
[32]
Invero: "ha saputo stare" suonerebbe meglio.
[33]
(?
[34]
)
[35]
Nel ringraziarVi dell'attenzione, colgo l'opportunità per augurarVi un sereno Natale.
[36]
Buon anno a tutti e grazie della preziosa assistenza che ci riponete.
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Antonio
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linguista_1 scrive:
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28 dicembre 2014 alle 08:34
[40]
Controllando su Google, ci si rende conto che la soluzione con avere è praticata più spesso di quella con essere.
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Se l'uso è sovrano, dunque, di fronte a un caso come questo si può dire che la prima soluzione non è sbagliata.
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Alessandro Aresti
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annarella scrive:
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28 dicembre 2014 alle 14:44
[45]
Gentilissimi linguisti, vorrei una volta per tutte
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riuscire a capire bene come distinguere i nomi concreti dagli astratti.
[47]
Se leggo le grammatiche, queste mi dicono che tutto ciò che è percepibile con la mente è astratto.
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Bene, allora io a scuola ho fatto considerare ai bambini i seguenti nomi come concreti:
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ARIA - CIELO - SONNO.
[50]
Astratti invece: BONTA' - SOGNO - PACE.
[51]
Chiedo: il mio ragionamento è da considerarsi corretto?
[52]
Grazie e auguri di un sereno 2015.
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linguista_1 scrive:
[54]
28 dicembre 2014 alle 23:51
[55]
Sono d'accordo eccetto che con sogno, che considererei parola concreta: un sogno è qualcosa che coinvolge in genere diversi sensi, benché in una maniera un po' particolare.
[56]
Alessandro Aresti
[57]
Marco Dragotto scrive:
[58]
29 dicembre 2014 alle 17:40
[59]
Gentile professore,
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è corretto usare la G maiuscola in "pasta alla Gricia" o va preferita la minuscola?
[61]
E ancora, se è chiaro che si tratta di pizza, è meglio scrivere "margherita" o "Margherita"?
[62]
Grazie in anticipo per la risposta e auguri di buon 2015!
[63]
linguista_1 scrive:
[64]
29 dicembre 2014 alle 19:02
[65]
Nel primo caso, considerate le oscillazioni nell'uso (entrambe le soluzioni sono praticate nella scrittura), direi che sono accettabili entrambe: personalmente preferirei però la soluzione con la minuscola.
[66]
Nel secondo caso, essendosi ormai perso il senso originario della parola (il riferimento alla regina Margherita), è da preferire la minuscola.
[67]
Non è sempre facile regolarsi in questi casi: innanzitutto dovrebbe soccorrere la bussola dell'uso, ma dovrebbe intervenire anche l'autocoscienza linguistica a valutare se la parola in questione sia ancora percepita come nome proprio di persona oppure no.
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Alessandro Aresti
[69]
Marina scrive:
[70]
29 dicembre 2014 alle 19:16
[71]
Buonasera.
[72]
Come analizzerebbe questo periodo?
[73]
È meglio leggere che guardare la televisione.
[74]
È meglio = principale
[75]
leggere = sub. di 1^ grado soggettiva implicita
[76]
che guardare la televisione = sub.
[77]
....... comparativa implicita
[78]
Il mio dubbio riguarda il rapporto di subordinazione: la comparativa dipende dalla principale o dalla soggettiva?
[79]
Grazie in anticipo per la sua risposta.
[80]
linguista_1 scrive:
[81]
29 dicembre 2014 alle 20:11
[82]
La soggettiva è la reggente della comparativa.
[83]
Alessandro Aresti
[84]
Marina scrive:
[85]
29 dicembre 2014 alle 20:26
[86]
Ancora un quesito relativo all'analisi del periodo.
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Sebbene sia stata delusa, sappiamo che ti perdonerà se dirai la verità.
[88]
Sebbene sia stata delusa = sub.
[89]
...... concessiva espl
[90]
sappiamo = principale
[91]
che ti perdonerà = sub. di 1^ grado oggettiva espl.
[92]
se dirai la verità = sub. di 2^ grado condizionale espl.
[93]
Anche in questo caso le chiedo lumi sul rapporto di subordinazione: farei dipendere la concessiva dall'oggettiva, non dalla principale.
[94]
È corretto?
[95]
Grazie.
[96]
linguista_1 scrive:
[97]
29 dicembre 2014 alle 23:13
[98]
Analisi ineccepibile.
[99]
Alessandro Aresti
[100]
Riccardo scrive:

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