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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/6

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 10 gennaio 2014


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[1]
11 agosto 2014 alle 11:51
[2]
Buonasera,
[3]
domando:
[4]
1) Meglio scrivere "Si cominciano a vedere i frutti" o "Si comincia a vedere i frutti"?
[5]
2) "Un investimento da 100 milioni": possiamo considerare "da 100 milioni" complemento di qualità?
[6]
3) "Vendiamo bicchieri a 30 euro cadauno": "cadauno" è pronome o aggettivo?
[7]
Vi ringrazio
[8]
linguista_1 scrive:
[9]
11 agosto 2014 alle 11:58
[10]
1) Meglio si cominciano; 2) per da 100 milioni si può parlare di complemento di stima e prezzo; 3) cadauno ha valore di pronome distributivo.
[11]
Marcello Ravesi
[12]
Antonio scrive:
[13]
11 agosto 2014 alle 12:54
[14]
Gentile prof.
[15]
Arcangeli,
[16]
preliminarmente, grazie della cortese premura ripostami.
[17]
Mi riferivo (e faccio ammenda per la mia mancanza di chiarezza) al congiuntivo ed al condizionale adoperati nelle due frasi.
[18]
Quindi, entrambe sono corrette?
[19]
In linea di massima, quando una proposizione è introdotta dal verbo di pensiero in tema può essere usato sia il congiuntivo che il condizionale?
[20]
Grazie ancora.
[21]
La saluto molto cordialmente.
[22]
Antonio
[23]
linguista_1 scrive:
[24]
11 agosto 2014 alle 14:29
[25]
Con il congiuntivo imperfetto possiamo esprimere diverse cose (per es. l'anteriorità rispetto a un presente o a un futuro, o la contemporaneità rispetto a un passato), con il condizionale composto esprimiamo normalmente il futuro del passato.
[26]
Pensi alla differenza che c'è tra "Non pensavo che questo fosse allora così importante per te" (qui l'anteriorità rispetto alla reggente è marcata da "allora") e "Non pensavo che questo sarebbe stato così importante per te" (qui il condizionale composto segnala la posteriorità rispetto alla reggente).
[27]
Detto questo, tra "non sapevo che si sarebbe arrivati a questo punto" (in cui il condizionale composto esprime regolarmente il futuro del passato) e "non sapevo che si arrivasse a questo punto" (in cui è il congiuntivo imperfetto a essere chiamato a esprimere il futuro del passato), scelga il primo.
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Massimo Arcangeli
[29]
Antonio scrive:
[30]
12 agosto 2014 alle 19:43
[31]
Gentile prof.
[32]
Arcangeli,
[33]
Le mie perfette espressioni di ringraziamento per l'attenzione ripostami e per la certosina cura adoperata in merito al mio quesito.
[34]
Con molta cordialità
[35]
Antonio
[36]
linguista_1 scrive:
[37]
12 agosto 2014 alle 23:49
[38]
Grazie, gentile Antonio.
[39]
Torni a scriverci.
[40]
Massimo Arcangeli
[41]
wanda scrive:
[42]
13 agosto 2014 alle 21:46
[43]
Buonasera,
[44]
vorrei sapere se è corretta l'analisi del periodo delle seguenti frasi:
[45]
1)Non sapevo: prop. principale
[46]
se sarebbero venuti: prop.interrog.indiretta
[47]
2)Dubitavo: principale
[48]
che sarebbero venuti:proposizione dubitativa.
[49]
Grazie.
[50]
Cordiali saluti
[51]
Wanda scrive:
[52]
15 agosto 2014 alle 19:42
[53]
Gentili linguisti,
[54]
vorrei sapere se è giusta l'analisi del periodo delle frasi sotto elencate.
[55]
1)Non sapevo: PRINC.
[56]
/che sareste venuti:OGG.
[57]
2)Non sapevo:PRINC.
[58]
/ se sareste venuti: INTER.
[59]
INDIRETTA
[60]
£)Dubitavo Princ.
[61]
/che sareste venuti DUBITATIVA
[62]
Vi ringrazio e vi saluto cordialmente.
[63]
linguista_1 scrive:
[64]
15 agosto 2014 alle 21:44
[65]
Se evitiamo di distinguere fra proposizioni dubitative e proposizioni interrogative (come fanno alcuni), e consideriamo le prime un sottotipo delle seconde, ecco le soluzioni ai tre quesiti.
[66]
Le interrogative dubitative sono introdotte da verbi che manifestano dubbi, paure, ipotesi, ecc.
[67]
(come "dubitare", "temere", "sospettare", ecc.), o da espressioni aventi gli stessi valori (per es. "è incerto": "Mario è incerto [= non sa] se venire o no al cinema"): la terza frase è perciò una interrogativa dubitativa.
[68]
Anche la seconda frase esprime un dubbio, come indica la presenza del "se": "Non sapevo se [= 'non ero sicuro del fatto che, dubitavo del fatto che'] sareste venuti"; anch'essa è perciò una interrogativa dubitativa.
[69]
Altro è dire, come nella prima frase, "Non sapevo che sareste venuti".
[70]
Qui non si esprimono dubbi, ma si esprime invece una mancata conoscenza.
[71]
Siamo di fronte a un semplice enunciato interrogativo indiretto (data la presenza del "che"), che però non è sbagliato ritenere formato da una principale e una oggettiva: per molti, infatti, le interrogative sono a loro volta sottotipi delle completive.
[72]
Massimo Arcangeli
[73]
caterina scrive:
[74]
16 agosto 2014 alle 08:46
[75]
Gentile professore, mi puo insegnare un metodo efficace per distinguere una subordinata concesssiva da una avversativa?
[76]
Alcune volte mi riesce proprio difficile...grazie
[77]
linguista_1 scrive:
[78]
16 agosto 2014 alle 10:41
[79]
Una avversativa introduce propriamente qualcosa che si pone in contrasto parziale con quel che si afferma nella principale ("sono libero, ma non mi va di venire al mare": potrei venire al mare, niente mi impedirebbe di farlo, ma non ne ho semplicemente voglia), una concessiva introduce propriamente qualcosa che indica il mancato effetto di quel che si afferma nella principale, rovesciando i termini del rapporto precedente ("benché sia libero, non mi va di venire al mare").
[80]
Qui la differenza è anche nella natura del legame sintattico fra le proposizioni: nel primo caso coordinativo, nel secondo subordinativo.
[81]
Non sempre, tuttavia, è facile distinguere fra avversative e concessive.
[82]
Questo accade, in particolare, quando l'avversativa ha valore sostitutivo, quando neghi cioè quel che si sostiene nella principale: dire "è partito, mentre sarebbe potuto restare ancora" è come dire "è partito, benché potesse restare ancora": in entrambi i casi diciamo qui di qualcuno che è partito malgrado potesse rimanere ancora, anche se nel primo abbiamo "mentre" (una congiunzione avversativa) e nel secondo "benché" (una congiunzione concessiva).
[83]
In circostanze come queste si può comunque tener conto del valore, avversativo o concessivo, attribuito tradizionalmente alle congiunzioni coinvolte.
[84]
Massimo Arcangeli
[85]
Cristiana scrive:
[86]
21 agosto 2014 alle 10:20
[87]
Gentile linguista,
[88]
Piuttosto Santina, quando sarebbe cresciuta, dicevano tutti che avrebbe fatto lo stesso C.
[89]
Pavese da La luna e i falò.
[90]
"Abdou [...] doveva essere [...] tenuto dentro e quando ci fosse stato il processo certamente sarebbe stato condannato" G.
[91]
Carofiglio da Testimone inconsapevole.
[92]
Il mio dubbio è il seguente: poichè il processo di Abdou si sarebbe celebrato sicuramente, e quindi non si tratta solo di una eventualità, non sarebbe stato più corretto scrivere: "...quando ci sarebbe stato il processo certamente sarebbe stato condannato"?
[93]
(come per Santina: condizionale e non congiuntivo).
[94]
Cioè, è più corretto dire: "quando fosse sorto il sole il paesaggio si sarebbe illuminato" oppure: "quando sarebbe sorto il sole il paesaggio si sarebbe illuminato"?
[95]
Grazie.
[96]
linguista_1 scrive:
[97]
22 agosto 2014 alle 08:55
[98]
Gli enunciati Quando fosse sorto il sole il paesaggio si sarebbe illuminato e Quando sarebbe sorto il sole il paesaggio si sarebbe illuminato" sono, formalmente, entrambi corretti. Guardano semplicemente con due diverse "percezioni" al reale: sappiamo che il sole sorge ogni giorno, è vero, ma usando il congiuntivo rendiamo comunque probabile l'evento (può succedere che il sole, improvvisamente, smetta di sorgere). Se la probabilità possiamo prevederla perfino in un caso del genere, a maggior ragione possiamo farlo per lo svolgimento di un processo. Detto questo, sul piano di una percezione più ragionevole della realtà, si dovrebbe usare il condizionale anziché il congiuntivo.
[99]
Massimo Arcangeli
[100]
paola trevisan scrive:

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