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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/6

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 10 gennaio 2014


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[1]
Con quale ragione grammaticale posso spiegarla ai miei studenti?
[2]
Grazie mille!
[3]
Alessandro
[4]
linguista_1 scrive:
[5]
30 luglio 2014 alle 14:22
[6]
Farei a meno della virgola.
[7]
Non vigono regole particolari a proposito, come del resto accade in generale nell'ambito della punteggiatura (ciò che rende difficile, da un punto di vista didattico, la materia).
[8]
Si può comunque dire che, nell'uso sorvegliato, fra il complemento iniziale introdotto da tra (un complemento di rapporto, nella classificazione tradizionale) e il resto dell’enunciato, quando di mezzo c'è un predicato verbale rappresentato da c’è/ci sono (o vi è/vi sono), sono evitate le interruzioni interpuntive.
[9]
Alessandro Aresti
[10]
Barbara scrive:
[11]
31 luglio 2014 alle 17:28
[12]
Gentilissimo Professore,
[13]
Espongo immediatamente il mio dubbio:
[14]
Nella frase "dopo la vittoria su Annibale" su Annibale è un complemento di svantaggio, di luogo figurato o un altro complemento?
[15]
La ringrazio anticipatamente
[16]
Barbara
[17]
linguista_1 scrive:
[18]
1 agosto 2014 alle 11:50
[19]
Complemento di svantaggio: "dopo la vittoria ai danni di Annibale".
[20]
Alessandro Aresti
[21]
Paolo scrive:
[22]
1 agosto 2014 alle 20:42
[23]
Buongiorno,
[24]
ho letto sulla Treccani che, qualora indichi la modalità secondo cui si svolge l'azione, una subordinata relativa può essere introdotta da "come" preceduto da una preposizione (ad es."mi sono stupito di come ballasse bene", "per come giocavano, sembravano dei veri esperti").
[25]
Domando conferma della bontà di tale asserzione.
[26]
Grazie
[27]
linguista_1 scrive:
[28]
2 agosto 2014 alle 11:55
[29]
Confermo.
[30]
Anche Serianni, nella sua Grammatica, dedica all'argomento alcune righe (al punto XIV. 253 bis), riportando un esempio tratto da Moravia ("il pensiero di come l'avrebbero trattata").
[31]
Alessandro Aresti
[32]
caterina scrive:
[33]
2 agosto 2014 alle 23:34
[34]
Nella frase " Ne abbiamo undici" in una sua precedente risposta mi desse che la parola " undici" si considera aggettivo sostantivato pero' pensandoci bene mi e' venuto un dubbio che mi dice che potrebbe essere pronome numerale cardinale perche' nel caso in cui la suddetta frase fosse conseguente alla domanda: Quanti studenti abbiamo? quell'undici sostituisce studenti e quindi si puo' considerare pronome.
[35]
Il mio dubbio e' fondato o mi sto sbagliando' ? grazie.
[36]
linguista_1 scrive:
[37]
3 agosto 2014 alle 09:01
[38]
La mia risposta era un po' diversa, ma l'ho ritoccata per renderla più chiara.
[39]
Consideriamo la differenza tra "Il quattro è un numero pari" e "Quanti lati ha un quadrato? Quattro".
[40]
Nel primo caso (come attesta la presenza dell'articolo) "quattro" è un aggettivo sostantivato (sta per "numero quattro"), nel secondo è un pronome ("quattro" sta per "quattro lati", ma qui non c'è nessun articolo a "ricategorizzare" il numerale).
[41]
Massimo Arcangeli
[42]
Alessandro V. scrive:
[43]
4 agosto 2014 alle 15:47
[44]
Buondì, e complimenti per l'ottimo blog.
[45]
Una domanda: e' linguisticamente corretto indicare colui il cui fare e' contraddistinto dalla giustezza (quindi dall'esattezza, dalla convenienza e dall'opportunità) col termine giusto, al pari di colui che opera e giudica con giustizia?
[46]
Grazie per la risposta.
[47]
linguista_1 scrive:
[48]
4 agosto 2014 alle 17:06
[49]
Certamente.
[50]
Se dico "risposta giusta" intendo "risposta esatta", se dico "giusto rilievo" intendo "rilievo opportuno", se dico "giuste proporzioni" intendo dire che le proporzioni in questione sono appropriate, convenienti, ecc.
[51]
Massimo Arcangeli
[52]
caterina scrive:
[53]
4 agosto 2014 alle 17:45
[54]
Gentile prof.,
[55]
nella frase : nonostante studio tanto, non imparo niente" la subordinata" nonostante studio tanto" e' un'avversativa perche'all'azione della principale, che e' quella di non imparare niente, si contrappone quella di studiare tanto?
[56]
Quel "nonostante" posso sostituirlo con " anche se"?
[57]
Grazie
[58]
linguista_1 scrive:
[59]
4 agosto 2014 alle 21:15
[60]
La contrapposizione c'è, ma la congiunzione "nonostante" (come "benché", "sebbene", ecc.) introduce una proposizione concessiva.
[61]
Può essere sostituita da "anche se", ma, mentre "nonostante" vuole il congiuntivo ("nonostante io studi tanto..."), "anche se" vuole l'indicativo ("anche se studio tanto...").
[62]
Vecchi costrutti con "anche se" + congiuntivo sono ormai obsoleti.
[63]
Massimo Arcangeli
[64]
caterina scrive:
[65]
5 agosto 2014 alle 05:45
[66]
la proposizione concessiva e quella avversativa sono due proposizioni differenti o coincidono e quindi utilizzate come sinonimi? grazie
[67]
linguista_1 scrive:
[68]
5 agosto 2014 alle 09:16
[69]
Sono due proposizioni diverse, come ho precisato nella precedente risposta.
[70]
Massimo Arcangeli
[71]
Alessandro V. scrive:
[72]
5 agosto 2014 alle 15:15
[73]
Un grazie di cuore al Professor Arcangeli per l'utile risposta.
[74]
Purtroppo, pero', non ho ancora ben capito se e' possibile dipingere come "un uomo giusto" chi opera con giustezza, o secondo giustezza, cosi' come e' possibile dire che "Il giudice Tizio e' un uomo giusto" in vista del fatto che giudica con equilibrio, imparzialita' e - ovviamente - giustizia.
[75]
Puo' essere che Lei mi abbia gia' risposto con quel Suo "Certamente", e in questo caso Le porgo le mie scuse.
[76]
Grazie per il prezioso aiuto.
[77]
linguista_1 scrive:
[78]
5 agosto 2014 alle 18:31
[79]
Gentile Alessandro,
[80]
ha ragione: in realtà non ho risposto, perché non ho colto il riferimento a quel "colui" (non ho perciò considerato il tutto alla luce della differenza fra "umano" e "non umano").
[81]
Con riferimento a persona, infatti, bisogna tener conto di certe varietà e di certi usi.
[82]
Premetto, naturalmente, che se dico "è l'uomo giusto per lei" (o "è la donna giusta per lui"), "giusto" significa 'adatto, opportuno, conveniente, appropriato, ecc.' (in ogni caso, comunque, non si riferisce a chi opera con giustezza, o secondo giustezza, ma a chi sembra giusto - adatto - agli occhi altrui).
[83]
Capita poi, talora, di sentir dire cose come "sei un tipo giusto", "Marco è un ragazzo giusto", ecc.
[84]
In questi casi "giusto" ha un significato prossimo a quello di "preciso" o "corretto" (detto di chi si comporta con precisione o correttezza), ma siamo qui di fronte a varietà e usi perlopiù giovanili, non sufficientemente consolidati.
[85]
Massimo Arcangeli
[86]
Antonio scrive:
[87]
5 agosto 2014 alle 20:57
[88]
Gentile prof.
[89]
Arcangeli,
[90]
- non sapevo che si arrivasse a questo punto.
[91]
- non sapevo che si sarebbe arrivati a questo punto.
[92]
per favore potrebbe fornirmi una delucidazione in merito alle predette proposizioni?
[93]
grazie dell'attenzione e cordiali saluti.
[94]
Antonio
[95]
linguista_1 scrive:
[96]
6 agosto 2014 alle 00:06
[97]
Non entro nel merito del primo enunciato ("Non sapevo che si arrivasse a questo punto"), immaginando che la sua domanda investa l'analisi del periodo: entrambi gli enunciati sono composti da una proposizione reggente, introdotta da un verbo di pensiero/giudizio ("non sapevo"), e da una proposizione subordinata oggettiva.
[98]
Qualora voglia ulteriori precisazioni, mi riscriva pure.
[99]
Massimo Arcangeli
[100]
Luca scrive:

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