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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/6

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 10 gennaio 2014


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[1]
Omettendo l'articolo nel soggetto andrà omesso anche nel complemento?
[2]
Quali sono le frasi più corrette in uno scritto?
[3]
Grazie, perdonatemi del lungo enunciato.
[4]
linguista_1 scrive:
[5]
12 luglio 2014 alle 14:55
[6]
Tra le varie soluzioni, non si può dire che ce ne siano di sbagliate; ci sono invece sfumature di significato: "Frutta, verdura e pasta sono cibi [non i soli] che fanno bene alla salute" / "Frutta, verdura e pasta sono i cibi [= i soli] che fanno bene alla salute".
[7]
Alessandro Aresti
[8]
Emanuele scrive:
[9]
14 luglio 2014 alle 12:00
[10]
Salve, La definizione di un vocabolo può essere considerato come un sinonimo della parola stessa? fonte grazie
[11]
linguista_1 scrive:
[12]
14 luglio 2014 alle 12:02
[13]
No.
[14]
Si dice sinonimo un vocabolo che fondamentalmente ha lo stesso significato di un altro, senza con ciò escludere tratti semantici particolari o differenze di ordine stilistico.
[15]
La definizione lessicale è invece l’illustrazione del significato (o dei diversi significati) di una parola formulata attraverso una parafrasi, accompagnata in genere dall’analisi dei contesti di cui il termine può far parte e da altre indicazione aggiuntive, fra cui anche i sinonimi del vocabolo in questione.
[16]
Marcello Ravesi
[17]
Paolo scrive:
[18]
16 luglio 2014 alle 02:07
[19]
Buongiorno agli amici del linguista.
[20]
Vorrei per favore un chiarimento grammaticale/stilistico.
[21]
Secondo voi, riferendosi ad una persona, meglio aggiungere o omettere un articolo indeterminativo?
[22]
1) "XY non è uno di noi, non è milanese".
[23]
2) "XY non è uno di noi, non è un milanese".
[24]
3) "XY è milanese vecchio stampo".
[25]
4) "XY è un milanese vecchio stampo".
[26]
Che ne pensate?
[27]
Grazie come sempre, un saluto.
[28]
Paolo
[29]
linguista_1 scrive:
[30]
16 luglio 2014 alle 19:36
[31]
Sono possibili entrambe le soluzioni, senza grandi differenze semantiche.
[32]
Alessandro Aresti
[33]
Danilo scrive:
[34]
17 luglio 2014 alle 20:04
[35]
La frase che ho scritto, quindi, era corretta con il condizionale, ho capito bene?
[36]
Non capisco invece quali informazioni in più mi chiede.
[37]
grazie comunque della risposta
[38]
linguista_1 scrive:
[39]
17 luglio 2014 alle 23:05
[40]
Era corretta, certo.
[41]
Avrei voluto sapere qualcosa in più sul commissario in questione...
[42]
Massimo Arcangeli
[43]
caterina scrive:
[44]
18 luglio 2014 alle 07:50
[45]
Salve, la frase:" il numero vincente e' l'uno" la parola " uno" assume valore di sostantivo e nella frase " il numero vincente e' uno" la parola " uno" assume valore di aggettivo?
[46]
Grazie
[47]
linguista_1 scrive:
[48]
18 luglio 2014 alle 09:12
[49]
Giusto.
[50]
Nella prima "uno" sostituisce "numero uno", e ha quindi funzione di sostantivo.
[51]
Nella seconda "uno" potrebbe essere sostituito da "unico", con valore di 'uno solo' ("Il numero vincente è unico"), e ha quindi funzione di aggettivo.
[52]
Massimo Arcangeli
[53]
Giulia scrive:
[54]
18 luglio 2014 alle 09:25
[55]
Buonasera,
[56]
due domande per voi:
[57]
1) "Qui si fa della vittima il carnefice": che complemento è "della vittima"? direi complemento oggetto, se non fosse per la presenza della preposizione.
[58]
2)"Sono venuta a parlarti": "ti" è complemento di termine o di relazione?
[59]
Mille grazie
[60]
linguista_1 scrive:
[61]
18 luglio 2014 alle 09:50
[62]
Nel secondo esempio "ti" ha il valore di un complemento di relazione (o di rapporto): diremmo, se volessimo scioglierlo, "Sono venuto a parlare con te".
[63]
Il primo esempio sta per "Qui facciamo della vittima un carnefice"/"Qui trasformiamo la vittima in un carnefice".
[64]
Nel primo caso siamo di fronte a un complemento di specificazione (di chi facciamo un carnefice? "Della vittima") seguito da un complemento predicativo dell'oggetto indiretto (che cosa facciamo della vittima? "Un carnefice").
[65]
Nel secondo caso siamo di fronte a un complemento oggetto ("la vittima") seguito da un complemento ("in un carnefice") che svolge una funzione simile a quella di un complemento di materia (non di un complemento di argomento, attenzione, perché "trasformare" implica il coinvolgimento di qualcosa che passa da uno stato a un altro, da una condizione a un'altra).
[66]
Massimo Arcangeli
[67]
caterina scrive:
[68]
18 luglio 2014 alle 16:20
[69]
Salve, grazie per le sue sempre esaurienti risposte.
[70]
La frase "l'inquilino del numero otto" la parola "numero" e' nome comune di cosa e "otto" nome proprio di cosa, quindi sia "numero" que "otto" sono due sostantivi, come se stessi dicendo
[71]
" l'infermiera Caterina" corretto? grazie
[72]
linguista_1 scrive:
[73]
18 luglio 2014 alle 16:24
[74]
"Ciliegia e' un nome proprio?", chiede qualcuno.
[75]
La risposta è: "Si, è un nome proprio di cosa" (http://it.answers.com).
[76]
E in una grammatica dell'italiano - la frase da analizzare è questa: "Paolo ha chiesto a Anna un libro" - leggo: "libro: nome proprio di cosa, concreto, maschile, singolare, primitivo" (Gli spilli. Grammatica italiana. Analisi grammaticale, logica e del periodo, Milano, Alpha Test, 2005, p. 11).
[77]
Solo una piccola premessa per spazzare via gli equivoci (nei due casi che ho riportato: le sciocchezze) sui "nomi propri di cosa".
[78]
"Roma" lo è (nome di una città), "Repubblica" lo è (se intendiamo il quotidiano), "Colosseo" lo è (nome di un monumento), ma "otto" non lo è.
[79]
I nomi propri li scriviamo con la maiuscola perché sono unici, e un semplice numero ("uno", "due", "tre", ecc.) non lo è.
[80]
La parola "otto" può svolgere funzione di nome, senz'altro, ma di nome comune (eventuali eccezioni a parte).
[81]
In "numero otto" la testa del sintagma è "numero" (anch'esso un nome), mentre "otto" svolge la funzione di un nome-apposizione (o, a seconda delle teorie, di un nome-attributo).
[82]
Proprio come nell'esempio "l'[nome-testa]infermiera [nome-apposizione] Caterina".
[83]
Massimo Arcangeli
[84]
caterina scrive:
[85]
18 luglio 2014 alle 16:25
[86]
La frase : " Ne abbiamo undici" la parola " undici" che cosa e'? e perche'? grazie
[87]
linguista_1 scrive:
[88]
18 luglio 2014 alle 19:38
[89]
Si può intendere "Ne abbiamo undici" in tanti modi diversi (possiamo avere a che fare con l'undicesimo giorno di un mese, per es., o con una qualunque altra cosa che conti undici elementi).
[90]
"Undici" (o "uno", due", tre", ecc.) svolge in ogni caso, in esempi del genere, la mansione di sostituto di un nome: può essere un aggettivo sostantivato (come quando diciamo "L'undici di questo mese andiamo in ferie", intendendo dire "il giorno undici"; la presenza dell'articolo determinativo prima di "undici" fa che si comprenda chiaramente il valore di sostantivo del numerale) oppure un pronome (come quando diciamo: "Quanti studenti abbiamo ancora da interrogare?", "Undici").
[91]
Massimo Arcangeli
[92]
julia scrive:
[93]
18 luglio 2014 alle 23:15
[94]
Gentile linguista,
[95]
qual è la differenza di uso fra "ne ho 20" e "ce ne ho 20"?
[96]
Grazie.
[97]
linguista_1 scrive:
[98]
18 luglio 2014 alle 23:28
[99]
La differenza è di registro: "Ne ho 20" è di un uso più formale, "Ce ne ho 20" è di un uso più familiare.
[100]
Massimo Arcangeli

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