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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/6

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 10 gennaio 2014


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Alessandro Aresti
[2]
Valerio scrive:
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23 maggio 2014 alle 11:58
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Buongiorno e grazie per la Vostra inappagabile assistenza.
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Ho un dubbio inerente la flessione dei verbi con l’utilizzo dei pronomi personali "lui", "lei" "loro" in funzione di soggetto.
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Mi corregga se sbaglio:
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Smetti di fargli del male (smetti tu di fare del male a lui pron gli = a lui)
[8]
Smetti di farle del male (smetti tu di fare del male a lei)
[9]
Smetti di farli del male (smetti tu di fare del male a loro pron plurale maschile)
[10]
Domanda: l'ultimo esempio vale anche se loro è riferito al femminile plurale?
[11]
Oppure, se loro fosse un plurale femminile, dovrei usare un altro pronome proclitico (si chiamano così vero?).
[12]
Ultima questione la sopramenzionata concordanza infinito+pronome vale per tutti gli infiniti (verbo dare, portare, mandare...)
[13]
Grazie
[14]
linguista_1 scrive:
[15]
23 maggio 2014 alle 12:20
[16]
Il terzo enunciato è scorretto; la forma corretta è "Smetti di fargli/fare loro del male" (fargli se riferito a una persona di sesso maschile, o anche - soprattutto nel parlato e nello scritto informale - a più persone; fare loro se riferito a più persone di sesso maschile e/o femminile, soprattutto nello scritto e nel parlato formale).
[17]
Non è corretto usare li perché si tratta di un pronome che ha valore di complemento oggetto, non di complemento indiretto (di termine), quale in questo caso la forma verbale fare del male a richiede.
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Alessandro Aresti
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Roberto scrive:
[20]
23 maggio 2014 alle 13:03
[21]
Riporto un passo dei Malvoglia, ripreso dal sito della Treaccani: Nel dicembre 1863, Ntoni, il maggiore dei nipoti, era stato chiamato per la leva di mare. Padron Ntoni allora era corso dai pezzi grossi del paese, che son quelli che possono aiutarci. Ma don Giammaria, il vicario, gli aveva risposto che gli stava bene (Verga 19706: 56).In questo brano ci sono tre trapassati prossimi. Senza entrare nell´analisi stilistica, vi vorrei chiedere se fosse possibile usare il passato remoto al posto del trapassato e qual é, da un punto di vista grammaticale, la differnza tra le due scelte. Si puo´affermare che il trapassato prossimo lo possiamo usare in frasi indipendenti? Se non mi risulta chiaro la differenza tra quello e gli altri tempi al passato.
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Vi ringrazio per la disponibilitá e il prezioso servizio che offrite.
[23]
linguista_1 scrive:
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23 maggio 2014 alle 13:14
[25]
Il trapassato prossimo serve a collocare un’azione in un tempo precedente a quello di un evento a sua volta passato (che invece viene espresso al passato remoto, come ci si accorge proseguendo di qualche riga nella lettura del testo).
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Alessandro Aresti
[27]
Giulia scrive:
[28]
23 maggio 2014 alle 13:23
[29]
Buongiorno,
[30]
sottopongo due frasi alla vostra attenzione:
[31]
"Mi hanno riferito che la situazione è critica": si può considerare "Mi hanno riferito" una costruzione impersonale?
[32]
"Disponeva di armi pericolosissime": in questo caso "disporre" introduce un complemento di abbondanza?
[33]
Vi ringrazio
[34]
linguista_1 scrive:
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23 maggio 2014 alle 17:01
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1) .
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2) No, introduce un complemento di specificazione, anche se - come fanno notare alcune grammatiche - il complemento indiretto introdotto dalla preposizione di non esprime propriamente una specificazione ma una determinazione necessaria per completare il significato del verbo, ed è quindi assimilabile a un complemento oggetto (a riguardo qualcuno parla di "complemento oggetto indiretto").
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Alessandro Aresti
[39]
magalie scrive:
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24 maggio 2014 alle 11:21
[41]
Buongiorno,
[42]
Nella frase 'Pensaci, c'è la stessa emarginazione, dentro, la stessa rabbia'..
[43]
Qual è la funzione del ci in pensaci?
[44]
Nella frase 'Del vero padre di Martino non si era mai detto niente', quale si è?
[45]
Mille grazie!
[46]
linguista_1 scrive:
[47]
24 maggio 2014 alle 12:07
[48]
Nella prima frase ci equivale a "a ciò", ed ha dunque valore di complemento di termine.
[49]
Non mi è invece chiaro il quesito relativo alla seconda frase.
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Alessandro Aresti
[51]
magalie scrive:
[52]
24 maggio 2014 alle 12:50
[53]
Scusatemi, ma ho ancora un'altra domanda..
[54]
Qual è la valore del 'si' nella frase: "Davanti allo specchio del bagno, ormai SI va a cena, luci al neon, e vzz-zzz-zzz, capelli cortissimi...".
[55]
Lo trovo molto difficile.
[56]
Le ringrazio.
[57]
linguista_1 scrive:
[58]
24 maggio 2014 alle 16:10
[59]
Abbiamo un si impersonale.
[60]
A volte il soggetto di una frase è indeterminato: in questo esempio non si può riferire l’azione dell'andare a nessuno di preciso, e il valore del si è perciò impersonale.
[61]
Alessandro Aresti
[62]
Arno scrive:
[63]
25 maggio 2014 alle 13:09
[64]
Gentili Linguisti, se la frase "Mi sono raffreddato per essere rimasto sotto la pioggia" sostituisco con "Mi sono raffreddato perché ero rimasto sotto la pioggia" allora dal punto di vista grammaticale la seconda frase è corretta o no?
[65]
Grazie.
[66]
linguista_1 scrive:
[67]
25 maggio 2014 alle 15:12
[68]
Meglio "perché sono rimasto sotto la pioggia".
[69]
Alessandro Aresti
[70]
Paolo scrive:
[71]
25 maggio 2014 alle 20:29
[72]
Salve,
[73]
tre domande su queste frasi:
[74]
"Dobbiamo vincere, consapevoli di non avere alternative": "consapevoli" è predicativo del soggetto?
[75]
"Dobbiamo far fronte ad un interesse del 5%": "del 5%" è complemento di quantità?
[76]
(prezzo?)
[77]
"Il bilancio presenta un buco di 5 miliardi": "di 5 miliardi" è complemento di prezzo?
[78]
Grazie mille
[79]
linguista_1 scrive:
[80]
25 maggio 2014 alle 23:11
[81]
1) , possiamo considerarlo tale.
[82]
2) e 3) Abbiamo due complementi di specificazione: di quantità nel primo caso, di prezzo nel secondo.
[83]
Alessandro Aresti
[84]
Marco scrive:
[85]
26 maggio 2014 alle 12:48
[86]
Salve gentili linguisti.
[87]
Oggi mi è venuto un dubbio circa l'utilizzo di "a me mi, a te ti" ecc.
[88]
Voglio chiedervi: quando è sbagliato il suo utilizzo e quando no?
[89]
Ho trovato un passo ne "I Promessi Sposi", in cui si legge "A me mi par di ".
[90]
Considerando che questa frase proviene dalla mano di uno dei più grandi scrittori italiani, mi vien difficile pensare che, in questo caso, sia sbagliato.
[91]
Grazie dell'attenzione.
[92]
linguista_1 scrive:
[93]
27 maggio 2014 alle 16:19
[94]
Il suo dubbio offre l'occasione per sfatare il mito dell'"a me mi non si dice (mai)".
[95]
Il costrutto con doppio pronome ("a me mi piace", "a te ti piace", "a lui gli piace", ecc.), sconsigliabile nell'uso scritto e nel parlato formale (in cui è meglio evitare le ridondanze pronominali), è accettabile (se non addirittura, in alcuni casi, preferibile) nel parlato "normale" quando si voglia mettere in rilievo il "tema" di un enunciato, segnalando magari nello scritto, con una virgola, la pausa che faremmo parlando ("a me, mi" equivarrebbe allora a un costrutto limitativo; cioè, a un costrutto del tipo per quanto riguarda me, mi).
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Alessandro Aresti
[97]
stefania panichelli scrive:
[98]
30 maggio 2014 alle 23:54
[99]
Nella frase: "cerca di spiegare le tue motivazioni con un po' di diplomazia", "con un po' di diplomazia" è un compl.di modo (può essere sostituito dall'avv. di modo diplomaticamente) oppure risponde alla domanda per mezzo di che cosa? e dunque è compl.di mezzo?
[100]
Inoltre, "di diplomazia" è compl.partitivo, credo.

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