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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/6

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 10 gennaio 2014


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[1]
Se ci poniamo le domande come porta, in che modo porta, come tiene il cappello, Giovanni?
[2]
.
[3]
Sulle ventitré, mi sembra evidente, è un complemento di modo.
[4]
linguista_1 scrive:
[5]
11 marzo 2014 alle 09:47
[6]
Caro Raso, l'espressione "portare il cappello sulle ventitré", in effetti, significa 'portare il cappello inclinato da una parte'.
[7]
Si tratta perciò di un complemento di modo.
[8]
Molti cordiali saluti
[9]
Massimo Arcangeli
[10]
Riccardo scrive:
[11]
11 marzo 2014 alle 23:01
[12]
Nella frase :"Frederic vede una guardia scagliarsi con la spada in pugno, contro un insorto, che cade morto".
[13]
VI chiedo se la seconda virgola sia corretta.
[14]
Il pronome relativo "che" non si lega direttamente al nome "insorto"? potreste gentilmente spiegarmi se le virgole siano proprio necessarie, dal momento che dividono precise unità semantiche.
[15]
Grazie
[16]
linguista_1 scrive:
[17]
12 marzo 2014 alle 08:37
[18]
La prima virgola non è qui necessaria, ma risponde alla precisa scelta dell'autore di separare in due parti un'informazione che comunemente sarebbe stata racchiusa in una unità.
[19]
Grazie a questo espediente, il lettore è indotto a ritenere ugualmente importanti tanto il fatto che la guardia abbia la spada in pugno, quanto il fatto che si stia scagliando contro un insorto.
[20]
Se non ci fosse la virgola, il dettaglio della spada passerebbe in secondo piano rispetto all'informazione dell'obiettivo dell'attacco.
[21]
La secondo virgola è, al contrario, necessaria, perché è richiesta dalla proposizione relativa esplicativa.
[22]
Questo tipo di relativa non contiene un'informazione indispensabile all'identificazione dell'antecedente (qui un insorto), ma aggiunge un dettaglio relativo alla situazione contingente in cui esso si trova.
[23]
Se togliessimo questa virgola, la relativa diverrebbe limitativa, e saremmo indotti a credere che l'insorto contro cui si scaglia Frederic sia uno che ha come caratteristica distintiva l'abitudine di cadere morto.
[24]
Fabio Ruggiano
[25]
maria scrive:
[26]
12 marzo 2014 alle 09:24
[27]
Le tue parole mi sono di grande conforto.
[28]
Che complemento è "di grande conforto"? grazie!
[29]
linguista_1 scrive:
[30]
12 marzo 2014 alle 12:52
[31]
E' complemento di effetto, che comunemente è assimilato al complemento di fine.
[32]
Fabio Ruggiano
[33]
annarella scrive:
[34]
12 marzo 2014 alle 18:22
[35]
salve, è corretto dire: il modo gerundio indica un'azione contemporanea ad un'altra che si svolge ed è con essa in rapporto di CAUSA/MODO/TEMPO/MEZZO?
[36]
Come sempre, ringrazio e saluto
[37]
linguista_1 scrive:
[38]
12 marzo 2014 alle 19:39
[39]
Il gerundio passato indica un'azione anteriore a quella espressa dal verbo reggente: "Avendo visto che era troppo tardi, rinunciò ad andare al cinema".
[40]
Anche il gerundio presente può instaurare un rapporto di anteriorità con il verbo della reggente, quando ha valore causale e a volte anche con il valore temporale: "Scalando la montagna sono arrivato in cima"; "Provando e riprovando, alla fine ha convinto il suo capo a dargli l'aumento".
[41]
Fabio Ruggiano
[42]
xyz scrive:
[43]
13 marzo 2014 alle 20:59
[44]
Avrei bisogno dell'analisi grammaticale della seguente frase:"Lo sforzo che ho fatto poco fa è stato grande".
[45]
Grazie
[46]
linguista_1 scrive:
[47]
13 marzo 2014 alle 22:36
[48]
Lo: articolo determinativo maschile singolare;
[49]
sforzo: nome comune di cosa maschile singolare;
[50]
che: pronome relativo;
[51]
ho fatto: voce del verbo fare, indicativo, passato prossimo, prima persona singolare;
[52]
poco: pronome indefinito;
[53]
fa: avverbio temporale;
[54]
è stato: voce del verbo essere, indicativo, passato prossimo, terza persona singolare;
[55]
grande: aggettivo qualificativo, maschile, singolare.
[56]
Fabio Ruggiano
[57]
Fausto Raso scrive:
[58]
14 marzo 2014 alle 23:12
[59]
Non amo fare il bastian contrario, ma ancora una volta debbo dissentire dal dr Ruggiano sulla risposta data a XYZ.
[60]
Nell’analisi grammaticale in questione poco non è un pronome indefinito ma un avverbio, e fa è proprio la terza persona singolare del presente indicativo del verbo fare e si adopera in locuzioni temporali come, per esempio, un anno fa, due giorni fa, un secolo fa.
[61]
Poco fa, quindi, in analisi grammaticale è una locuzione avverbiale, che in analisi logica diventa complemento di tempo determinato.
[62]
linguista_1 scrive:
[63]
14 marzo 2014 alle 23:35
[64]
"Poco fa" è senz'altro una locuzione avverbiale, ma le due componenti che la formano sono, rispettivamente: 1) il pronome indefinito "poco" ("poco fa" è il risultato della caduta del sostantivo "tempo", e dunque "poco", che in "poco tempo fa" è aggettivo, diventa in "poco fa" pronome); 2) l'avverbio di tempo "fa", originariamente la terza pers. sing. del presente indicativo "fare", certo, ma non più evidentemente tale per uno degli infiniti passaggi da una categoria grammaticale all'altra ai quali tante lingue, passate e presenti, vicine e lontane, ci hanno abituato.
[65]
Massimo Arcangeli
[66]
Riccardo scrive:
[67]
15 marzo 2014 alle 22:10
[68]
Dott.
[69]
Ruggiano la ringrazio per il chiarimento e
[70]
le faccio i miei complimenti anche per l'ottimo manuale:"Scrivere in italiano".
[71]
Luca scrive:
[72]
16 marzo 2014 alle 09:40
[73]
Nella frase: "La politica della Russia sull'Ucraina è rigida", potrebbe essere "sull'Ucraina" complemento di svantaggio?
[74]
linguista_1 scrive:
[75]
16 marzo 2014 alle 11:30
[76]
Direi piuttosto che si tratta di un complemento di argomento ("La politica della Russia sulla/riguardo alla questione ucraina").
[77]
Alessandro Aresti
[78]
Roberto scrive:
[79]
17 marzo 2014 alle 13:04
[80]
Buongiorno,
[81]
se fosse possibile vorrei sapere, nel periodo che segue, se il verbo restare é da considerarsi pronominale, e cioé come restarci, oppure la particella ci é da ritenersi autonoma con valore a + qualcosa: " Quando siamo felici, quando ci riusciamo, il nostro cervello produce una sostanza benefica".
[82]
Ringrazio anticipatamente
[83]
linguista_1 scrive:
[84]
18 marzo 2014 alle 11:41
[85]
Va considerata autonomamente: "quando ci riusciamo/quando riusciamo in ciò".
[86]
Alessandro Aresti
[87]
Giulia scrive:
[88]
18 marzo 2014 alle 16:49
[89]
il nome proprio: AUSTRALIA, può essere considerato derivato da AUSTRALE?
[90]
Grazie
[91]
linguista_1 scrive:
[92]
18 marzo 2014 alle 21:50
[93]
La parola Australia, inglese (non italiana), deriva dall'aggettivo latino australis (gli inglesi, alla sua scoperta, definirono questo continente "Terra Australis").
[94]
Alessandro Aresti
[95]
Riccardo scrive:
[96]
19 marzo 2014 alle 09:14
[97]
Alla domanda: come stai?
[98]
Ho risposto come segue.
[99]
Ho speso 600 euro, proprio qui, di fronte alla sede XXX, in un istituto di medicina sportiva; facendo di tutto, anche le onde d'urto; macché: il risultato è stato deludente.
[100]
Mi hanno solo spillato un sacco di soldi.

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