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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/6

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 10 gennaio 2014


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[1]
Secondo altri, invece, va accentato anche se è seguito da stesso o medesimo.
[2]
Secondo altri ancora non va accentato quando è seguito da stesso tranne che al plurale, perché se stessi e se stesse potrebbero essere confusi con se (io) stessi e se (egli) stesse.
[3]
2) Dia la preferenza al congiuntivo, decisamente più elegante.
[4]
Alessandro Aresti
[5]
Eliana scrive:
[6]
18 febbraio 2014 alle 09:28
[7]
Gentile professore,
[8]
se scrivo "ministero dell'Interno" riferendomi all'edificio, la "m" va minuscola o maiuscola?
[9]
E ancora, in tema di congiuntivo, quale delle seguenti due frasi è preferibile?
[10]
1) Lui diventa l'uomo più forte che c'è.
[11]
2) Lui diventa l'uomo più forte che ci sia.
[12]
Grazie!
[13]
linguista_1 scrive:
[14]
18 febbraio 2014 alle 13:26
[15]
Per quanto riguarda l'uso della maiuscola, nel caso da lei sollevato è ragionevole (ma non obbligatorio) usare la minuscola proprio per distinguere l'edificio dall'istituzione, come si farebbe con chiesa/Chiesa.
[16]
Sull'uso del congiuntivo, sebbene la prima versione della sua frase non sia errata, la seconda versione è preferibile in contesti di media formalità e richiesta in contesti di alta formalità.
[17]
Fabio Ruggiano
[18]
Eliana scrive:
[19]
20 febbraio 2014 alle 07:42
[20]
Gentile professore,
[21]
qual è la differenza di significato fra queste due espressioni?
[22]
1) Bisogna sempre stare attenti.
[23]
2) Bisognerebbe sempre stare attenti.
[24]
Grazie per risolvere tanti dubbi!
[25]
linguista_1 scrive:
[26]
20 febbraio 2014 alle 13:28
[27]
Il condizionale, nella seconda frase, attenua la forza dell'imperativo, trasformando un ordine in una massima di buonsenso.
[28]
Fabio Ruggiano
[29]
Tonia scrive:
[30]
21 febbraio 2014 alle 11:10
[31]
Buongiorno, vorrei sapere come si può spiegare il fenomeno del "ci attualizzante/rafforzativo" (per esempio, come nelle espressioni "ce l'ho, ce l'hai.." o "c'entro/c'entra..").
[32]
Non si trova molto nelle grammatiche e dizionari, forse è ancora più usato nella lingua parlata?!
[33]
Grazie!
[34]
linguista_1 scrive:
[35]
21 febbraio 2014 alle 17:32
[36]
Il ci attualizzante, studiato già dal linguista Francesco Sabatini in un famoso articolo uscito nel 1985, è un uso particolare di questa particella.
[37]
Quando è attualizzante, essa perde, in parte o del tutto, il valore di avverbio di luogo e assume quello di rinforzo semantico e fonico del verbo.
[38]
Con il verbo avere la particella è obbligatoria nel parlato in frasi come "ce l'ho", perché permette di evitare la sequenza "l'ho", che può confondersi con "lo".
[39]
In altri casi, nei quali non c'è il rischio di ambiguità, ha un valore decisamente rafforzativo: "ci ho fame", "ci ho caldo".
[40]
Nello scritto è ancora sentita come tratto di scarsa formalità, ma è accettata nei casi in cui si è lessicalizzata, formando verbi cosiddetti procomplementari (entrarci, volerci, starci...).
[41]
Si noti, però, che la maggior parte di questi verbi è comunque percepita come informale, ed è evitata in contesti formali; ad esempio un'espressione come "ci vuole calma" può essere sostituita da "bisogna stare calmi" o simili, "ci sto" da "sono d'accordo" o simili ecc.
[42]
Fabio Ruggiano
[43]
Colozza Campobasso scrive:
[44]
21 febbraio 2014 alle 17:33
[45]
Nella frase "E' meglio (oppure è bene) che tu venga" la parola "meglio" e la parola "bene" sono aggettivi o avverbi?
[46]
Inoltre, nell'espressione "bocca...assopita" tratta dalla poesia "Alba" di G.
[47]
Caproni che tipo di figura retorica è presente?
[48]
Grazie mille.
[49]
Saluti.
[50]
linguista_1 scrive:
[51]
21 febbraio 2014 alle 17:52
[52]
Nelle espressioni "è bene che", "è meglio che", bene è un sostantivo, meglio è un aggettivo sostantivato.
[53]
"Bocca... assopita" può essere interpretata come una sineddoche, in quanto lo stato di assopimento riguarda tutta la persona, di cui la bocca è solo una parte.
[54]
Fabio Ruggiano
[55]
massimo scrive:
[56]
22 febbraio 2014 alle 23:20
[57]
Gentile linguista, è lecito utilizzare il participio "sedente" in luogo di "residente"?
[58]
La ringrazio anticipatamente.
[59]
linguista_1 scrive:
[60]
23 febbraio 2014 alle 12:59
[61]
Sicuramente è da evitare in un contesto "normale".
[62]
Lo si trova oggi nel linguaggio burocratico e giuridico.
[63]
Alessandro Aresti
[64]
Marina scrive:
[65]
25 febbraio 2014 alle 09:05
[66]
Nella borsa ci sono il telefono e le chiavi.
[67]
Nell'analisi logica, la particella pronominale CI va considerata parte integrante del verbo (pred.verbale) o analizzata autonomamente?
[68]
Grazie per l'attenzione.
[69]
linguista_1 scrive:
[70]
26 febbraio 2014 alle 09:07
[71]
Va considerata parte integrante del verbo.
[72]
Alessandro Aresti
[73]
Gabriella Gabbi scrive:
[74]
1 marzo 2014 alle 11:20
[75]
C'è una spiegazione al fatto che l'italiano corretto include le espressioni "fare colazione" e "fare merenda" al posto di "mangiare la colazione, mangiare la merenda" mentre non accetta la consuetudine, tipica dell'italiano regionale pugliese, di usare il verbo "fare" al posto di "mangiare" in frasi del tipo "è ora di fare (mangiare) la pappa", "su, fai (mangia) la pasta".
[76]
Molte grazie per la risposta.
[77]
linguista_1 scrive:
[78]
1 marzo 2014 alle 11:51
[79]
Le ragioni del successo di una espressione, e dell'insuccesso di altre che pure appaiono del tutto simili a quella, non sono sempre grammaticali, ma possono essere legate alle preferenze d'uso della maggioranza dei parlanti.
[80]
Per quanto riguarda "fare colazione" e "fare merenda", bisogna considerare che queste espressioni sono fortemente solidali, tanto da non ammettere l'articolo ("fare la colazione" sarebbe interpretato come 'preparare la colazione'; "fare la merenda" è decisamente meno frequente della variante senza articolo).
[81]
Questo tipo di costruzioni, dette a verbo supporto, nascono per dotare un nome di tutte le caratteristiche di un verbo (modo, tempo, persona...), senza, però, modificarlo morfologicamente.
[82]
"Fare colazione" equivale, pertanto, a colazionare, verbo che, evidentemente, non suona ben formato alla maggioranza dei parlanti.
[83]
In questo modo, l'espressione rientra nel paradigma completato da pranzare e cenare.
[84]
"Fare la pappa" è un'espressione non solamente pugliese, ma panitaliana: in questo caso il verbo fare, che non esclude l'uso di mangiare, è usato per semplificare la costruzione, visto il contesto infantile in cui occorre.
[85]
Infine "fare la pasta" nel senso di 'mangiare la pasta' è difficilmente accettabile in italiano per la evidente sovrapposizione con "fare la pasta" = 'cucinare la pasta'.
[86]
Fabio Ruggiano
[87]
Remo scrive:
[88]
1 marzo 2014 alle 11:58
[89]
Si dice che la preposizione 'da' non si apostrofi mai tranne che in locuzioni come 'd'ora in poi', si può scrivere anche 'd'oggi in poi' o 'd'adesso in poi'?
[90]
linguista_1 scrive:
[91]
2 marzo 2014 alle 11:01
[92]
L'accettabilità dell'elisione di da dipende dal grado di cristallizzazione dell'espressione.
[93]
D'ora in poi è fortemente cristallizzata; d'oggi in poi lo è meno, per cui l'elisione è discutibile.
[94]
Da adesso in poi è una formazione quasi libera, che quindi non ammette l'elisione.
[95]
Fabio Ruggiano
[96]
Arno scrive:
[97]
2 marzo 2014 alle 22:18
[98]
Egregi Linguisti, volevo sapere che differenza c'è tra le espressioni "Mi alzo alle otto di mattina" e "Mi alzo alle otto della mattina".
[99]
Grazie.
[100]
linguista_1 scrive:

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