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Avete dubbi sulla grammatica? Scriveteli in questo forum e un gruppo di linguisti risponderà in tempo reale a ogni vostra singola domanda.

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 01 ottobre 2010


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[1]
- Proviene dal veleno che accende le mie vene (ivi); - Buon giorno -, dissi.
[2]
- Come mai tanto concorso da queste parti, oggi?
[3]
(G. Bassani, Il giardino dei Finzi-Contini).
[4]
In questi casi, rispettivamente, si ha una virgola prima del trattino dell'inciso, nessun segno di interpunzione, una virgola dopo il trattino dell'inciso.
[5]
Nei tre esempi da me proposti alll'inizio (il primo dei quali ripreso da A. Manzoni, Promessi Sposi) noterà invece come anche la scelta dei segni per introdurre il discorso diretto possa variare: trattino, virgolette alte chiuse prima dell'inciso e aperte nuovamente subito dopo; virgolette aperte prima dell'inciso e chiuse solo alla fine del discorso diretto.
[6]
Osservo infine che anche per l'inciso si deve valutare la necessità di utilizzare segni di interpunzione: nel caso specifico da lei proposto si potrebbe dunque considerare anche la possibilità di inserire un punto fermo dopo "ha dichiarato Marco.".
[7]
Francesco Lucioli
[8]
Carmen scrive:
[9]
6 febbraio 2010 alle 20:12
[10]
"Continuamente" è un avverbio di modo o di tempo?
[11]
Grazie dell'attenzione
[12]
Carmen
[13]
linguista scrive:
[14]
6 febbraio 2010 alle 21:48
[15]
Avverbi in "-mente" tipicamente temporali sono "annualmente", "mensilmente", "giornalmente", "precedentemente", ecc.
[16]
"Continuamente", pur non mancando di assumere in qualche caso più o meno evidenti sfumature temporali, ha in genere un valore modale: "Mario fa continuamente domande" ('con grande frequenza, in modo continuo'); "Mario ha mangiato continuamente per l'intera durata del viaggio" ('senza interruzione, in modo continuo'); "Mario mangia continuamente" ('con grande frequenza, in modo continuo').
[17]
Massimo Arcangeli
[18]
Carmen scrive:
[19]
7 febbraio 2010 alle 09:06
[20]
Grazie.
[21]
Ho un altro dubbio sull'uso del si impersonale / passivante.
[22]
In italiano sono ammissibili forme come "Qui si vende libri" (con libri complemento oggetto)?
[23]
Oppure è corretta sola la forma "Qui si vendono libri?".
[24]
Grazie dell'attenzione.
[25]
Carmen
[26]
linguista scrive:
[27]
7 febbraio 2010 alle 10:31
[28]
Il costrutto "Qui si vende libri", in italiano, non è ammesso.
[29]
La struttura "profonda" di un enunciato come quello che propone è sempre "Qui si vendono libri" (cfr. "(Dei) LIBRI si vendono qui", con intonazione marcata e inequivocabilmente contrastiva per precisare che nell'esercizio in questione non si vendono giornali, o capi d'abbigliamento, o prodotti per la casa...)
[30]
Massimo Arcangeli
[31]
Carmen scrive:
[32]
7 febbraio 2010 alle 10:41
[33]
La ringrazio molto.
[34]
Potrei allora chiedere di chiarirmi il si impersonale?
[35]
Quando si usa propriamente?
[36]
E' un costrutto a zero argomenti?
[37]
Che rapporti intrattiene con l'"on" francese?
[38]
linguista scrive:
[39]
7 febbraio 2010 alle 10:49
[40]
In assenza di argomenti, quando cioè il verbo è intransitivo ("Si mangia alle nove") o transitivo ma adoperato assolutamente (senza oggetto espresso: "Si lasci [= l'incarico e sim.] se non si è in grado di proseguire"), il costrutto è chiaramente impersonale e ha un perfetto riscontro nel francese (si pensi a forme antiche come "uomo", "om(o)", "on", tutte risalenti, come l'"on" transalpino, al lat. HOMO) come in altre lingue europee.
[41]
Quando il verbo è transitivo con oggetto espresso le opinioni dei vari studiosi non sono effettivamente concordi.
[42]
La mia opinione, molto netta sulla questione, è però che si debba considerare passivante il "si" di enunciati come "Qui si vende materiale da cancelleria", nel quale "qui si vende" va perciò inteso 'qui è venduto' e non 'qui qualcuno vende'; un riscontro si ha proprio in "si vendono libri" (anziché "si vende libri", per quanto questa soluzione non sia esclusa dall'italiano antico dai dialetti odierni).
[43]
Massimo Arcangeli
[44]
Sergio scrive:
[45]
7 febbraio 2010 alle 10:50
[46]
Ci sono differenze di complemento in una frase come questa: "Speriamo in tempi migliori", rispetto a " Speriamo tempi migliori".
[47]
Cioè, l'inserimento della preposizione "in", può modificare il complemento?
[48]
Senza la preposizione potrebbe essere complemento oggetto e con la preposizione complemento di tempo determinato?
[49]
linguista scrive:
[50]
7 febbraio 2010 alle 10:58
[51]
La preposizione "in", nell'enunciato in oggetto, non esprime tempo determinato (se dicessi "Speriamo in tempi migliori in autunno" sarebbe "in autunno" il complemento di tempo determinato) bensì un valore limitativo-finale.
[52]
Rifletta ancora sul fatto che la frase "speriamo tempi migliori" (dove saremmo effettivamente di fronte a un complemento oggetto) appare senz'altro meno ben formata rispetto alla concorrente perché l'espressione "sperare in tempi migliori" è in un certo senso bloccata nell'italiano odierno, non è cioè molto diversa da una frase idiomatica (per quanto fra 'attendere qualcosa di positivo con fiducia' - "sperare una nuova occupazione" - e 'riporre fiducia in qualcosa o qualcuno' - "sperare nell'aiuto di un amico"- il significato in causa di "sperare" sembrerebbe piuttosto il primo che il secondo).
[53]
Massimo Arcangeli
[54]
Sergio scrive:
[55]
7 febbraio 2010 alle 13:21
[56]
Grazie dott.
[57]
Arcangeli.
[58]
Come lei giustamente fa notare, evidentemente alcune frasi diventanto di uso "comune", cristallizzando in tale maniera.
[59]
Poi, (come scrive tra parentesi) alcune continuano a "funzionare" tranquillamente senza uso di preposizioni.
[60]
alberto scrive:
[61]
7 febbraio 2010 alle 14:50
[62]
Salve,
[63]
scusi mi può dire se il termine "latti" è corretto o se è almeno tollerato nel linguaggio comune...insomma dovrei fare un sito che tratta latte in polvere posso mettere la voce "Latti" per indicare le diverse tipologie ?
[64]
Grazie per l'eventuale risposta.
[65]
linguista scrive:
[66]
7 febbraio 2010 alle 14:58
[67]
Il plurale "latti" sarebbe da evitare (io non lo userei mai).
[68]
Risulta però in effetti "tollerato nel linguaggio comune"; se ne potrebbero fare diversi esempi.
[69]
Massimo Arcangeli
[70]
zenzina scrive:
[71]
7 febbraio 2010 alle 15:00
[72]
Io ho sentito una mia amica dire "saremmo stati potuti essere amici" (riferito a lei e a un ragazzo) invece di "avremmo potuto essere stati amici".
[73]
Le due forme possono essere considerate equivalenti? o entrambe corrette?
[74]
linguista scrive:
[75]
7 febbraio 2010 alle 15:12
[76]
Errori di costruzione a parte, il modello grammaticalmente più corretto è quello con il verbo "avere".
[77]
Massimo Arcangeli
[78]
claudia scrive:
[79]
7 febbraio 2010 alle 21:19
[80]
Buonasera,
[81]
si dice "fuori di casa" o "fuori da casa", "fuori della finestra" o "fuori dalla finestra"?
[82]
O le due soluzioni sono possibili?
[83]
Grazie
[84]
linguista scrive:
[85]
7 febbraio 2010 alle 23:10
[86]
Sono accettabili entrambi i modelli.
[87]
Le espressioni più frequenti - e preferibili - sono "fuori di casa" e "fuori dalla finestra".
[88]
Massimo Arcangeli
[89]
Luca scrive:
[90]
8 febbraio 2010 alle 10:42
[91]
Ho una domanda da farvi sul participo passato.
[92]
Leggendo una buona grammatica, ho trovato un' affermazione che dice: "il più delle volte, tuttavia, il participio passato non esprime un rapporto sintattico così puntuale, ma si risolve in una più generica subordinazione relativa".
[93]
Cioè,mi chiedo, sta a significare che può essere contemporaneamente "aggettivo e verbo"? come nel caso di una frase di questo tipo: " Il povero Tito aveva una bella parte "assegnata" come si legge nella storia".
[94]
(la grammatica è di Serianni).
[95]
linguista scrive:
[96]
8 febbraio 2010 alle 11:51
[97]
, il participio è una forma "nominale" del verbo, che può essere usata anche come aggettivo.
[98]
Osservi i due esempi: Girato l'angolo, cominciò a correre.
[99]
(valore temporale: come ebbe girato l'angolo...); Il colonnello Varallo aveva una relazione con una donna sposata.
[100]
(Cassola; valore aggettivale; con una donna che era sposata).

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