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Avete dubbi sulla grammatica? Scriveteli in questo forum e un gruppo di linguisti risponderà in tempo reale a ogni vostra singola domanda.

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 01 ottobre 2010


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1 febbraio 2010 alle 12:48
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Non mi risulta: dove l'ha trovato?
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Francesco Bianco
[4]
raffaella scrive:
[5]
1 febbraio 2010 alle 14:31
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Non risulta nemmeno a me, ma ben due colleghe erano così sicure che io, sempre insicura, ho preferito verificare. grazie Raffaella
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Matteo Brando scrive:
[8]
1 febbraio 2010 alle 23:03
[9]
Salve a tutti.
[10]
Da sempre ho tenuto a parlare un italiano corretto considerando spiacevole qualsiasi errore grammaticale o cedimento al dialetto.
[11]
La mia bussola è sempre stata il vocabolario,però a ben pensarci quest'ultimo non è altro che una registrazione della lingua,un mezzo che più che regolare il linguaggio lo insegue.
[12]
Detto cio,quando un termine che sentiamo in giro(che magari non fa parte del vocabolario) o che inventiamo noi stessi può considerarsi un termine italiano vero è proprio?
[13]
linguista scrive:
[14]
1 febbraio 2010 alle 23:50
[15]
Dipende.
[16]
Non si contano nelle più varie lingue le parole, magari considerate inizialmente erronee, che si sono imposte nell'uso generale perché la loro diffusione è stata favorita dalla comunità dei parlanti.
[17]
Grammatici e lessicografi, soprattutto oggi, possono fare ben poco se gli utenti di una lingua o i sempre più potenti mezzi di comunicazione decidono di promuovere una determinata voce: "respingimento", che di primo acchito può risultare sgradevole, si è potuta sentire e leggere sempre più spesso anche per gli effetti del rilancio mediatico.
[18]
La storia italiana, peraltro, potrebbe raccontare numerosissime e famosissime storie di onomaturgia (coniazione di nuove parole); una parola, ovviamente, quanto più convince per il modo in cui è formata, quanto più appare bella o espressiva, quanto più riesce a colmare lacune (e potrei continuare) tanto vede aumentate le sue possibilità di essere universalmente accettata.
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Massimo Arcangeli
[20]
claudia scrive:
[21]
2 febbraio 2010 alle 08:18
[22]
Riferendosi per esempio a delle pesche, è giusto dire:
[23]
"Ne ho presi due chili"?
[24]
Grazie
[25]
linguista scrive:
[26]
2 febbraio 2010 alle 09:17
[27]
In assenza del complemento indiretto (sostituito dal pronome "ne"), e contro l'opinione di alcuni amici e colleghi, preferisco optare, in casi del genere, per l'accordo ("Ne ho presi due chili") anziché per l'invariabilità del participio ("Ne ho preso due chili).
[28]
Fra "Ho preso due chili di pesche" e "Ho presi due chili di pesche" è invece di gran lunga preferibile, e molto più elegante, la prima soluzione (l'altra anzi, le confesso, non la userei mai).
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Massimo Arcangeli
[30]
Sergio scrive:
[31]
2 febbraio 2010 alle 10:25
[32]
Potrei sapere se in un sintagma di questo tipo: " Maria è più bella di tutte", siamo di fronte ad un comparativo di maggioranza; cioè ci sono differenze rispetto a " Maria è la più bella di tutte"?.
[33]
Poi sempre sull'avverbio "più": Se dicessi " Maria è più che bella", sarebbe un superlativo assoluto?grazie.
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linguista scrive:
[35]
2 febbraio 2010 alle 12:03
[36]
La forma corretta del superlativo assoluto è quella con l'articolo determinativo: Maria è la più bella di tutte.
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Una frase come quella da Lei suggerita, Maria è più bella di tutte, non mi è mai capitato di sentirla (se non, forse, sulla bocca di qualche straniero che non ha imparato perfettamente la nostra lingua) e non mi viene in mente un contesto in cui potrebbe collocarsi senza "suonar male".
[38]
Più che + Aggettivo è un'espressione intensiva, che eleva il significato di un aggettivo oltre la qualità che quell'aggettivo stesso è in grado di esprimere (potenzialmente, anche al suo grado più elevato).
[39]
Come a dire: Maria è bellissima e oltre ancora (non basta l'aggettivo bello a qualificarla).
[40]
Un esempio: È, quindi, più che giusto analizzare, ma con razionale laicità di pensiero, le varie fasi dell' apoteosi della liberalizzazione, coincidenti col processo di globalizzazione, dalla caduta del Muro in avanti.
[41]
(«La Repubblica», 29.4.2009, p. 1)
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Francesco Bianco
[43]
Sergio scrive:
[44]
2 febbraio 2010 alle 15:33
[45]
Grazie per la vs risposta.
[46]
Nella domanda precedente ho omesso una parte della frase, avrei voluto scrivere: " Maria è più bella di tutte le altre ragazze"; è sempre un comparativo di maggioranza oppure si può considerare superlativo relativo?
[47]
Poi vorrei chiedervi se come nel superlativo,può essere implicito il confronto con qualcuno nel comparativo? es: Maria è più bella.
[48]
linguista scrive:
[49]
2 febbraio 2010 alle 16:11
[50]
Dall'inizio.
[51]
Nella frase che lei cita, il sintagma più bella implica senza dubbio un termine di paragone (di tutte le altre ragazze), ed è quindi ascrivibile ai comparativi di maggioranza.
[52]
In questo caso, sarebbe un po' come dire che la nostra Maria è più bella, di volta in volta, di Francesca, di Roberta, di Giovanna, ecc.
[53]
(= tutte le altre ragazze).
[54]
A conclusioni diverse porterebbe invece - ma questo lo saprà bene - la frase Maria è la più bella fra tutte le ragazze (della scuola).
[55]
Quanto alla seconda domanda, direi che la frase Maria è più bella parrebbe nascondere in effetti un termine di paragone, che resta tuttavia implicito, e che potrebbe essere svelato solo da chi condivide con l'autore determinate informazioni: es.
[56]
Domanda: Chi è più bella, secondo te, fra Maria e Francesca?
[57]
Risposta: Maria è più bella (di Francesca).
[58]
Fuori contesto, questa frase rischia tuttavia di dire assai poco e sarebbe quantomeno strana, se non agrammaticale.
[59]
Rocco Luigi Nichil
[60]
Sergio scrive:
[61]
2 febbraio 2010 alle 16:33
[62]
grazie, ho capito perfettamente il concetto per cui la frase si ritiene un comparativo.
[63]
Come sempre siete sempre disponibilissimi e gentilissimi.
[64]
claudia scrive:
[65]
2 febbraio 2010 alle 21:11
[66]
Si dice "mi ha convinto a fare" o "mi ha convinto di fare"?
[67]
Grazie
[68]
linguista scrive:
[69]
3 febbraio 2010 alle 00:49
[70]
Il verbo convincere, nel significato di 'persuadere qlcu. a fare qlco.', regge una subordinata introdotta dalla preposizione a o dalla congiunzione che: ho convinto mio fratello a scrivere un libro; lo convinsi che doveva partire.
[71]
Se è così, si faccia pure convincere a fare qualcosa.
[72]
Rocco Luigi Nichil
[73]
perseoc scrive:
[74]
3 febbraio 2010 alle 08:28
[75]
è ammissibile l'espressione "vendesi libri" intentesa come equivalente implicito di una forma impersonale "si vende libri?"
[76]
linguista scrive:
[77]
3 febbraio 2010 alle 08:31
[78]
La costruzione enclitica col si, considerata antiquata e pedantesca, sopravvive ancora oggi nello stile telegrafico e negli annunci economici e pubblicitari, per cui nel contesto che lei suggerisce è ammissibile.
[79]
Naturalmente l'italiano esige, per l'altro costrutto, "si vendono libri" (e sarebbe comunque più opportuno usare parallelamente, anche per l'altro, "vendonsi" e non "vendesi")
[80]
Debora de Fazio
[81]
Sergio scrive:
[82]
3 febbraio 2010 alle 12:32
[83]
Riguardo il comparativo, nelle grammatiche, si riporta la regola che il paragone avviene tra due termini: es: "Maria è più bella di Giovanna", ma nel caso in cui i termini fossero al plurale, possiamo ancora dire che sono comparativi?
[84]
Es: "Queste ragazze sono più belle di quelle".
[85]
linguista scrive:
[86]
3 febbraio 2010 alle 12:33
[87]
Si tratta certamente di comparativi anche quando i termini sono al plurale.
[88]
Francesco Lucioli
[89]
anna88 scrive:
[90]
3 febbraio 2010 alle 12:39
[91]
E' più corretto scrivere:
[92]
"Ho mangiato tutta la torta. - ha dichiarato Marco - La ricomprerò domani".
[93]
oppure
[94]
"Ho mangiato tutta la torta - ha dichiarato Marco - La ricomprerò domani".
[95]
Il punto si mette o no dopo la parola "torta" se poi "la" è scritto in maiuscolo?
[96]
L'esempio è molto semplicistico ma spero si sia capito cosa intendo.
[97]
linguista scrive:
[98]
3 febbraio 2010 alle 13:06
[99]
Nel caso di un discorso diretto con didascalia, la posizione dei segni di interpunzione non è stabile: è obbligatorio inserire prima del trattino soltanto il punto interrogativo (- Che discorsi son questi, signor mio? - proruppe Renzo), il punto esclamativo ("Vattene!" - gli urlò. - "Non ti sopporto più!") e i puntini di sospensione ("Credo che... - si interruppe - Ci siano ancora molte cose da chiarire"); non c'è invece alcuna regola precisa per il punto e per la virgola, anche se alcuni grammatici preferiscono l'anteposizione.
[100]
Si possono a questo proposito ricordare alcuni esempi letterari: - , , - promise mio padre (I. Svevo, La coscienza di Zeno); - La mia eccitazione non è buona - urlavo io.

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