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Avete dubbi sulla grammatica? Scriveteli in questo forum e un gruppo di linguisti risponderà in tempo reale a ogni vostra singola domanda.

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 01 ottobre 2010


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[1]
Comunque, a stare alla grammatica normativa, l’ausiliare dovrebbe essere lo stesso dell’infinito retto dal servile: quindi è dovuto venire.
[2]
Alessandro Aresti
[3]
Giuseppe Annunziata scrive:
[4]
18 gennaio 2010 alle 21:40
[5]
Buonasera,
[6]
Ci si chiedeva, chiacchierando con un amico, : le espressioni " Auguri di (es. buon compleanno, buon anno) ed " Auguri per.....
[7]
(buon anno, ecc) sono entrambe corrette?
[8]
Grazie
[9]
linguista scrive:
[10]
18 gennaio 2010 alle 21:44
[11]
*"Auguri per buon compleanno" non è sicuramente accettabile.
[12]
Accettabile è invece "Auguri per l'anno nuovo".
[13]
Alessandro Aresti
[14]
Paul Tergeist scrive:
[15]
18 gennaio 2010 alle 21:50
[16]
Davanti al verbo essere, "ci" è da considerarsi sempre avverbio di luogo?
[17]
linguista scrive:
[18]
18 gennaio 2010 alle 21:54
[19]
Ci può essere, a seconda del contesto, pronome personale atono di quarta persona ("in queste situazioni ci è sempre stato vicino [a noi]") o avverbio di luogo ("ci sono andato ieri [a casa di mia nonna]").
[20]
Alessandro Aresti
[21]
stefano scrive:
[22]
19 gennaio 2010 alle 02:51
[23]
è corretto dire
[24]
quanto fosse la data giusta?
[25]
oppure
[26]
quanto sarebbe la data giusta?
[27]
grazie
[28]
linguista scrive:
[29]
19 gennaio 2010 alle 03:02
[30]
In astratto sono corrette entrambe; è il contesto a decidere quale delle due debba essere usata: "Mi sono spesso chiesto quanto la data scelta per il nostro viaggio a Londra fosse giusta per te"; "Mi sto domandando quanto la data ipotizzata per l'incontro sarebbe realmente giusta per le tue aspettative".
[31]
Massimo Arcangeli
[32]
giulio scrive:
[33]
19 gennaio 2010 alle 11:55
[34]
Come si fa correttamente il plurale delle parole come capocuoco, capocomico? su una grammatica ho letto che quando capo- svolge la funzione di che "uno che x è capo tra x" si volge al plurale solo il secondo termine, quindi capocuochi, capocomici; ma su molti dizionari trovo anche capicuochi e capicomici.
[35]
linguista scrive:
[36]
19 gennaio 2010 alle 12:24
[37]
Ha ragione, la grammatica è chiara a riguardo: nel tipo 'X è capo tra X1, X2, X3, ecc.' (e cioè 'X è a capo di altri X'), il primo membro è in funzione appositiva rispetto al secondo; il composto è considerato come un'unica parola e il morfema del plurale va aggiunto al secondo elemento: il capocuoco / i capocuochi.
[38]
Tuttavia, ne converrà, sempre più spesso nel parlare e nello scrivere quotidiani la flessione al plurale investe anche il primo costituente; al parlante/scrivente comune, che percepisce la presenza di due sostantivi diversi e declinabili, viene più naturale pluralizzare entrambi: questo spiega il fatto che i lessicografi, che non sono certo animati da spirito censorio, introducano entrambe le possibilità nei dizionari.
[39]
Alessandro Aresti
[40]
Luca scrive:
[41]
19 gennaio 2010 alle 12:58
[42]
Riguardo la possibilità che comunque il complemento di tempo continuato possa anche essere a livello più generale complemento di quantità, l'ho ritrovato nell'uso delle preposizioni della grammatica di Serianni, dove collega il complemento di quantità all'uso della preposizione "per", che utilizza pure come complemento di tempo continuato.
[43]
Es:"Dopo il caffè Greco chiuso per 24 ore il bar Giolitti".
[44]
Ho notato che probabilmente raggruppa i complementi molto sinteticamente, nel capitolo sull'analisi logica, poi li sviluppa nell'uso delle preposizioni.
[45]
Può essere giusta questa interpretazione dei due complementi?
[46]
linguista scrive:
[47]
19 gennaio 2010 alle 13:27
[48]
Rifacendoci all'esempio, se si intende il sintagma "per 24 ore" come la quantità di tempo in cui il negozio resterà chiuso, la sua interpretazione mi trova d'accordo.
[49]
Alessandro Aresti
[50]
Luca scrive:
[51]
19 gennaio 2010 alle 13:38
[52]
grazie.
[53]
Si, mi riferivo al sintagma "per 24 ore", inteso come quantità di tempo.
[54]
Quindi anche lei, lo considerare in questo senso, sia complemento di tempo continuato che complemento di quantità?
[55]
linguista scrive:
[56]
19 gennaio 2010 alle 14:33
[57]
Non in senso stretto, anche se, ripeto, "per X tempo" può essere inteso come una quantità.
[58]
Alessandro Aresti
[59]
Fausto Raso scrive:
[60]
19 gennaio 2010 alle 14:35
[61]
Mi permetto una piccola "correzione" alla risposta di Alessandro Aresti al quesito di Giulio.
[62]
Srive Aresti:"Ha ragione, la grammatica è chiara a riguardo: nel tipo X è capo tra X1, X2, X3, ecc. (e cioè X è a capo di altri X’), il primo membro è in funzione appositiva rispetto al secondo; il composto è considerato come un’unica parola e il morfema del plurale va aggiunto al secondo elemento: il capocuoco / i capocuochi".
[63]
No, quando il primo elemento (capo)è "a capo", cioè "comanda" qualcun altro si volge al plurale e resta invariato il secondo elemento: il caporeparto (il "comandante" del reparto), i capireparto. Quando "capo" significa "principale", "primo" resta invariato e prende il plurale l secondo sostantivo: il capocuoco (il "primo" cuoco), i capocuochi.
[64]
linguista scrive:
[65]
19 gennaio 2010 alle 14:52
[66]
Caro utente, rilegga bene il quesito che mi è stato posto e la risposta che ho dato, e forse si accorgerà che si parla non della tipologia 'X è il capo di Y' (come "caporeparto"), ma di quella 'X è capo tra X1, X2, X3, ecc.' (come appunto "capocuoco").
[67]
Quindi la sua non è una correzione bensì un'aggiunta che esula dallo specifico del quesito.
[68]
Alessandro Aresti
[69]
donata scrive:
[70]
19 gennaio 2010 alle 15:27
[71]
Buon giorno.
[72]
E' corretto usare l'espressione "per amor di verità".
[73]
Grazie
[74]
linguista scrive:
[75]
19 gennaio 2010 alle 16:09
[76]
, è un'espressione abbastanza diffusa.
[77]
Alessandro Aresti
[78]
Livio scrive:
[79]
19 gennaio 2010 alle 17:42
[80]
E' corretto usare suo e proprio riferito alla stessa parola?
[81]
Ad esempio: Livio affronta le sue proprio paure.
[82]
Grazie
[83]
linguista scrive:
[84]
19 gennaio 2010 alle 17:45
[85]
Naturalmente "le sue proprie paure".
[86]
Ma la doppia presenza di "suo" e "proprio" crea fastidiosa ridondanza.
[87]
Massimo Arcangeli
[88]
Lidia scrive:
[89]
19 gennaio 2010 alle 18:02
[90]
Salve, si dice "utto a posto"oppure "tutto apposto? e apposta esiste?
[91]
linguista scrive:
[92]
19 gennaio 2010 alle 20:46
[93]
Partiamo dalla fine.
[94]
La parola apposta ('deliberatamente, per un certo scopo') deriva dalla locuzione a posta, ed è attestata in italiano fin dal XIV secolo; non solo, proprio su questa parola si chiude quello che forse resta il più famoso romanzo italiano: «Ma se invece fossimo riusciti ad annoiarvi, credete che non s'è fatto apposta», così scrive Alessandro Manzoni licenziando l'ultimo capitolo de I promessi sposi.
[95]
Ma se apposta appare pienamente inserita nel lessico italiano, lo stesso non può dirsi della forma apposto (salvo che con essa non si indichi il participio passato del verbo apporre).
[96]
A differenza del caso precedente, qui non pare essersi estesa la variante univerbata: la forma consigliata (e corretta) non potrà che essere tutto a posto.
[97]
Tutto a posto?
[98]
Rocco Luigi Nichil
[99]
Lidia S. scrive:
[100]
19 gennaio 2010 alle 22:04

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