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Avete dubbi sulla grammatica? Scriveteli in questo forum e un gruppo di linguisti risponderà in tempo reale a ogni vostra singola domanda.

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 01 ottobre 2010


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[1]
18 gennaio 2010 alle 14:09
[2]
Buongiorno,
[3]
non proprio una domanda di linguistica, ma per quale diavolo di ragione, alle televisione, i telecronisti fanno sempre precedere il nome di una sportiva dall'articolo la?
[4]
Alberto
[5]
linguista scrive:
[6]
18 gennaio 2010 alle 14:14
[7]
Tale uso si dovrebbe evitare perché testimonia come la variante femminile (nello sport, nella politica, nella cultura, nelle scienze) sia in qualche modo "marcata", tanto da richiedere l'uso dell'articolo.
[8]
Personalmente credo che sia possibile almeno nello scritto evitare l'impiego dell'articolo e riferirsi alla persona con l'espressione completa del nome o del cognome o semplicemente mediante il cognome.
[9]
Tuttavia, argomenti come questo, parte del più ampio dibattito sul sessismo lingusitico, non sono allo stato attuale oggetto di normativizzazione.
[10]
Elisa De Roberto
[11]
carlo russo scrive:
[12]
18 gennaio 2010 alle 14:31
[13]
Si dice: mi andai a sedere? o andai a sedermi?
[14]
Grazie.
[15]
linguista scrive:
[16]
18 gennaio 2010 alle 14:32
[17]
Entrambe le soluzioni sono corrette.
[18]
Marcello Ravesi
[19]
Gianni scrive:
[20]
18 gennaio 2010 alle 14:54
[21]
Buongiorno.
[22]
Sempre più spesso, è possibile sentire l'espressione "da subito".
[23]
Personalmente, credo che non sia esatto (mi richiama alla mente una vecchia pubblicità di shampoo)....vorrei delucidazioni in merito.
[24]
Grazie.
[25]
linguista scrive:
[26]
18 gennaio 2010 alle 14:55
[27]
Certamente, l’espressione da subito presenta un qualche grado di incongruità semantica: la preposizione da, in questo caso, introduce una relazione temporale incoativa con l’immediatezza’ indicata dall’avverbio subito.
[28]
Tuttavia, la lingua non obbedisce sempre alla logica.
[29]
Forzando volutamente il senso logico, da subito vuole avere una funzione espressiva, vuole sottolineare l’urgenza della cosa (peraltro, in tema, è possibile trovare anche enunciati ancora più forzati’, come, per es., voglio che mi consegni quella pratica prima di subito).
[30]
Se poi vogliamo parlare dell’abuso stereotipato di frasi del genere, sono d’accordo col lei.
[31]
Marcello Ravesi
[32]
valerio scrive:
[33]
18 gennaio 2010 alle 15:11
[34]
Salve, non ricordo dove ma da qualche parte ho letto che la parola "obiettivo" si potrebbe anche scrivere con la doppia "b" ovvero "obbiettivo"; personalmente lo trovo errata questa seconda forma, può darmi conferma (ho una scommessa in ballo)?
[35]
linguista scrive:
[36]
18 gennaio 2010 alle 15:12
[37]
Purtroppo ha perso la scommessa: usare obbiettivo è tanto legittimo quanto usare obiettivo.
[38]
Marcello Ravesi
[39]
Luca Cannizzaro scrive:
[40]
18 gennaio 2010 alle 15:20
[41]
Salve.
[42]
Allungare la vocale posta alla fine di una parola è corretto?
[43]
Ad esempio si può dire e scrivere "mammaaaaa" oppure "aiutoooo"?
[44]
Grazie
[45]
linguista scrive:
[46]
18 gennaio 2010 alle 15:21
[47]
Si può, sicuramente, in un testo informale, oppure nella scrittura creativa, volendo usare uno stile brillante.
[48]
Questo perché lo scopo di un aiutoooo dovrebbe essere quello espressivo-onomatopeico di riprodurre l’intensità e la curva prosodica con cui si pronuncia la parola.
[49]
Al di fuori di questi usi funzionali, mi sembra un vezzo poco raccomandabile.
[50]
Marcello Ravesi
[51]
Giampiero scrive:
[52]
18 gennaio 2010 alle 15:22
[53]
E' giustificabile definire un bambino che ha subito un abuso come un bambino "abusato"?
[54]
linguista scrive:
[55]
18 gennaio 2010 alle 15:23
[56]
Per quanto possa sembrare non proprio ineccepibile, abusato, in tal senso, è ormai invalso: dal participio passato di abusare, nel senso di usare violenza a qualcuno’, si è passati ad un uso anche del tutto aggettivale.
[57]
Marcello Ravesi
[58]
Mario Rizzo scrive:
[59]
18 gennaio 2010 alle 15:50
[60]
Buon giorno a tutti.
[61]
Potreste spiegarmi quale è il meccanismo per l'acquisizione di un neologismo?
[62]
1)E' possibile creare un neologismo solo se in presenza di un vuoto terminologico che possa esprimere un determinato concetto,o anche se il neologismo non è altro che un sinonimo di un termine già esistente?
[63]
2)Un neologismo deve ubbidire a regole grammaticali o derivare forzatamente dalle lingue classiche?
[64]
linguista scrive:
[65]
18 gennaio 2010 alle 15:51
[66]
I processi con cui la lingua si arricchisce di neologismi sono vari.
[67]
Moltissime voci nuove sono derivate da altri termini italiani mediante i meccanismi di formazione della parola.
[68]
In questo caso si può parlare di neologismi combinatori’, che provengono, cioè, dalla combinazione di elementi delle lingua preesistenti (lottizzare < lotto + suffisso -izzare).
[69]
In tal senso, un caso emblematico recente è l’uso pervasivo del suffissoide -poli, che per i ben noti accadimenti dei primi anni Novanta (tangentopoli) non vale più solo città’, ma intrigo affaristico criminoso’, da cui calciopoli e, addirittura, moggiopoli.
[70]
Dai neologismi combinatori vanno distinti i neologismi semantici’, quelli cioè che comportano un mutamento di significato di parole già esistenti, come, per es., orchestrare, che da termine musicale ha assunto anche il senso diverso di organizzare un’azione secondo un progetto organico’.
[71]
Si definiscono neologismi anche le parole nuovo che vengono cavate dalle lingue classiche o quelle che giungono dalle lingue straniere (in questo caso, però, si preferisce parlare di forestierismi’).
[72]
Quanto alle motivazioni, i neologismi possono essere creati per nuove esigenze, nuove scoperte, nuovi oggetti o nuove tecnologie (e in questo caso colmano un vuoto terminologico), ma nascono anche per ragioni puramente espressive, oppure per adeguamento modaiolo al prestigio linguistico assunto da una lingua altra dall’italiano (si pensi ai casi di inutile sinonimia rappresentata da numerosissimi termini derivati dall’inglese).
[73]
Marcello Ravesi
[74]
Carolina Barone scrive:
[75]
18 gennaio 2010 alle 15:53
[76]
Volevo tornare su una risposta scritta da Marcello Ravesi.
[77]
Infatti dando del lei è normale accordare l'aggettivo al maschile, ma questo vale anche per i participi passati?
[78]
A me verrebbe più spontaneo dire "dottore, l'ho trovata in forma" o "professore, l'ho chiamata ieri al telefono" piuttosto che "l'ho trovato in forma" e "l'ho chiamato" che mi sembrano strani e innaturali.
[79]
No?
[80]
Grazie.
[81]
linguista scrive:
[82]
18 gennaio 2010 alle 15:54
[83]
Anche per i participi il discorso non cambia.
[84]
La questione è se vinca la grammatica oppure vinca la natura.
[85]
Evidentemente nell’uso prevale la natura; ma questo non significa che, talvolta, la grammatica non possa far valere le proprie ragioni.
[86]
Marcello Ravesi
[87]
ersilia scrive:
[88]
18 gennaio 2010 alle 16:38
[89]
"Bravo" regge, così come "capace", la preposizione "di" oppure la preposizione "a"?
[90]
In altri termini, si dice "bravo di far qualcosa" oppure "bravo a far qualcosa"?
[91]
linguista scrive:
[92]
18 gennaio 2010 alle 16:39
[93]
Si dice senz'altro "bravo a".
[94]
Marcello Ravesi
[95]
Claudio Bellani scrive:
[96]
18 gennaio 2010 alle 18:20
[97]
Gradirei avere chiarimenti sulla funzione subordinante della preposizione.
[98]
Grazie
[99]
Claudio
[100]
(II media)

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