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Avete dubbi sulla grammatica? Scriveteli in questo forum e un gruppo di linguisti risponderà in tempo reale a ogni vostra singola domanda.

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 01 ottobre 2010


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Alessandro Aresti
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mirella scrive:
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17 gennaio 2010 alle 21:33
[4]
Con quale termine vengono indicate due persone, non gemelle, nate nello stesso giorno, mese e anno?
[5]
Grazie
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Mirella Caponi
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linguista scrive:
[8]
17 gennaio 2010 alle 23:55
[9]
Una parola del genere, in italiano (e, se la memoria non m'inganna, nelle lingue straniere - una decina - che conosco meglio), non c’è.
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Un'espressione come "gemelli astrali" direbbe più del necessario, perché fa riferimento a persone accomunate da un medesimo "tema di nascita" (nate cioè nello stesso giorno, nello stesso mese, nella stessa ora e nello stesso luogo); il termine "coetaneo", se vogliamo, potrebbe anche funzionare allo scopo, ma sappiamo bene che non si applica rigidamente all'età anagrafica (due coetanei possono essere anche nati in mesi o giorni diversi per essere considerati tali nell'uso linguistico).
[11]
Considerato il mio precedente intervento in tema di "fantaparole", potrei intanto proporre per i nati nello stesso giorno il termine "cogenetliaco" o "congenetliaco"; voi utenti potreste inventarvene uno per i nati nello stesso anno, nello stesso mese e nello stesso giorno (l'ora di nascita meglio accantonarla, sarebbe chiedere troppo).
[12]
Massimo Arcangeli
[13]
Fausto Raso scrive:
[14]
18 gennaio 2010 alle 00:44
[15]
Si potrebbe adoperare lo stesso termine che indica due o piú persone che hanno il medesimo codice fiscale: OMOCODIA.
[16]
Nel caso proposto da Mirella si potrebbe parlare di "omocodia imperfetta".
[17]
elisabetta scrive:
[18]
18 gennaio 2010 alle 11:13
[19]
co(n)- da più l'idea di 'insieme', omo- sarebbe quindi più adatto come il prefisso , ma "omogenetlia" sembra più indicare lo 'stesso compleanno' cioè il compiere gli anni nello stesso giorno, non l'essere nato nello stessa data (giorno mese e anno).
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Io userei "omonatalia", cioè stesso giorno natale (di nascita).
[21]
Matteo scrive:
[22]
18 gennaio 2010 alle 11:20
[23]
So che è già stato trattato l'argomento della d eufonica, ma ho un piccolo dubbio.
[24]
In caso di parole straniere inizianti per h come ci si comporta?
[25]
Faccio un esempio tristemente attuale: a Haiti o ad Haiti?
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linguista scrive:
[27]
18 gennaio 2010 alle 12:17
[28]
Come per altri fenomeni di fonosintassi (legati cioè alla pronuncia di sequenze di parole), anche l'uso della d eufonica non è soggetto a norme inderogabili.
[29]
Del resto l'impiego della d eufonica nei contesti cui Lei fa riferimento dipende da come si realizza l'acca iniziale.
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Se infatti optiamo per una pronuncia aspirata, la d eufonica non ha ragion d'essere.
[31]
Se invece pronunciamo "all'italiana", allora, specialmente nel parlato, per evitare la cacofonia prodotta dal susseguirsi di due vocali identiche potrà capitare di ricorrere alla d.
[32]
Nello scritto, in linea con quanto proposto dal DOP (Dizionario di ortografia e pronuncia), si dovrebbe evitare la d eufonica nelle parole straniere che iniziano con l'aspirata.
[33]
Mi sembra preferibile dunque scrivere a Haiti.
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Elisa De Roberto
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Stefano scrive:
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18 gennaio 2010 alle 12:18
[37]
Ho sempre saputo che in italiano le parole straniere devono essere mantenute singolari anche quando sono coniugate al plurale (per esempio: "io pratico molti sport", NON "molti sports".
[38]
Perchè, allora, ci si scandalizza quando qualcuno si ostina a dire "mandate i curriculum" anzichè "mandate i curricula", che mi pare corretto in latino, trattandosi di un neutro plurale, ma scorretto in italiano.
[39]
Lo stesso dicasi per "mass media", etc.
[40]
grazie
[41]
linguista scrive:
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18 gennaio 2010 alle 12:45
[43]
Il diverso atteggiamento riservato al plurale delle parole latine, e di curriculum in particolare, è dovuto probabilmente a un fatto culturale.
[44]
Poiché il latino stato per secoli la lingua di cultura per eccellenza, molti ritengono che sia giusto rispettarne le forme morfologiche delle varie classi di parole, anche qualora queste siano trasposte nella lingua italiana.
[45]
Molti dizionari, ma non tutti, suggeriscono di usare curriculum anche per il plurale.
[46]
Aggiungo che anche per la parola corpus / corpora sussiste la stessa alternanza.
[47]
Insomma, almeno per le parole latine, non sembra facile proporre una soluzione univoca, alla quale tutti decidano di buon grado di uniformarsi, perché, come spesso accade, il sentimento dei singoli parlanti influisce sulle scelte linguistiche, alterando la regolarità di alcuni meccanismi.
[48]
Forse in casi di questo tipo la cosa più saggia è accettare la polimorfia, che come la variazione è connaturata tanto al sistema linguistico quanto ai parlanti.
[49]
Del resto, l'alternanza in questione interessa poche parole, dall'ambito d'uso piuttosto specifico.
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Elisa De Roberto
[51]
Irene scrive:
[52]
18 gennaio 2010 alle 12:46
[53]
Buongiorno mi dispiace per la banalità della richiesta, ma è corretto dire "vado dalla mia mamma" oppure "vado da mamma"?
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linguista scrive:
[55]
18 gennaio 2010 alle 12:48
[56]
Sono corrette entrambe le frasi.
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Elisa de Roberto
[58]
roberto scarpa scrive:
[59]
18 gennaio 2010 alle 13:04
[60]
..... e la trovò morta
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che cos'e morta? il participio passato di
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morire, un aggettivo, o un avverbio di stato?
[63]
Grazie
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linguista scrive:
[65]
18 gennaio 2010 alle 13:06
[66]
Direi che in questo caso possa essere considerato un participio.
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Marcello Ravesi
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Luca scrive:
[69]
18 gennaio 2010 alle 13:13
[70]
Leggendo nella grammatica di Serianni, credo di aver capito che nel complemento di quantità rientrano ormai tutte quelle specificazioni che determinano quantità e misura: età, prezzo,misura,quantità e anche i valori di tempo (che praticamente non definisce più complementi di tempo, ma valori temporali), ho interpretato nel modo corretto?
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linguista scrive:
[72]
18 gennaio 2010 alle 13:14
[73]
Nell'ambito dei complementi di quantità sono da classificare tutte quelle determinazioni che specificano una data quantità.
[74]
Ora, anche il tempo è passibile di essere determinato dal punto di vista quantitativo.
[75]
Nella frase Lo statuto rimane in vigore per un periodo di due anni, la determinazione di due anni è un complemento di quantità, mentre per un periodo è un complemento temporale (nella fattispecie di tempo continuato).
[76]
Occorre cioè distinguere tra i complementi temporali che esprimono una circostanza di tempo (indicando la collocazione nel tempo del verbo) e il complemento di quantità (in genere introdotto dalla preposizione di), che si limita a quantificare una data entità.
[77]
In altre parole, quelle di quantità e di tempo sono due determinazioni distinte.
[78]
Spero di aver interpretato correttamente il Suo quesito.
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Elisa De Roberto
[80]
Luca scrive:
[81]
18 gennaio 2010 alle 13:15
[82]
grazie Dott.ssa, è stata chiarissima.
[83]
Roberto scrive:
[84]
18 gennaio 2010 alle 13:15
[85]
volevo sapere come di deve scrivere correttamente nelle lettere e nella cartellonistica il nome di toponimi di città che riferiti a santi ( nei caratteri minuscoli/maiuscoli).
[86]
Ad esempio Borgo San Lorenzo o Borgo san Lorenzo; San casciano o san casciano?
[87]
Oppure di strade via San Francesco o Via san Francesco?
[88]
grazie
[89]
linguista scrive:
[90]
18 gennaio 2010 alle 13:23
[91]
La prassi coretta per i toponimi e gli odonimi (nomi di strade e piazze) consiste nell'usare la maiuscola per tutte le componenti significative del toponimo o dell'odonimo: San Casciano, Borgo San Lorenzo, via San Francesco.
[92]
Del resto la parola san / santo è parte integrante di questi nomi propri.
[93]
Elisa De Roberto
[94]
Lillo scrive:
[95]
18 gennaio 2010 alle 13:27
[96]
mi è capitato di leggere: ".... di persone con cui non si ha parlato..."
[97]
Mi sembra sia più corretto dire: " .... di persone con cui non si è parlato..."
[98]
ma la motivazione precisa (azione passiva compiuta da un soggetto indefinito) mi sfugge (ammesso che sia corretto)
[99]
grazie
[100]
linguista scrive:

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