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Avete dubbi sulla grammatica? Scriveteli in questo forum e un gruppo di linguisti risponderà in tempo reale a ogni vostra singola domanda.

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 01 ottobre 2010


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[1]
Inoltre si basa su criteri in parte sintattici, ma per lo più sematici, cosa che non aiuta sempre a orientarsi nell'analisi della frase.
[2]
E' comprensibile che a questa "tassonomia", utile soprattutto al livello scolastico (e ciò non ostante non ricusata dai linguisti, che per comodità se ne servono, sia pure con alcune varianti: per esempio, il complemento di termine è per lo più chiamato oggetto indiretto), possa sfuggire l'inquadramento di alcune costruzioni, per esempio particolari reggenze verbali (come credere + in).
[3]
Spero di aver chiarito i suoi dubbi.
[4]
Se così non fosse, ci scriva ancora.
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Francesco Bianco
[6]
Sergio scrive:
[7]
11 gennaio 2010 alle 19:36
[8]
La ringrazio Dott.
[9]
Bianco.
[10]
E' stato gentilissimo, molto chiaro, e preciso anche nei riferimenti che mi ha citato.
[11]
Effettivamente i complementi indiretti, a detta di molti linguisti, e come appunto lei ribadisce, denunciano limiti di catalogazione.
[12]
Luca scrive:
[13]
12 gennaio 2010 alle 10:14
[14]
Buongiorno, ho un dubbio riguardo il pronome "lo" quando ha valore di complemento oggetto.
[15]
In una frase come: " Giovanni l'ho visto ieri da Maria", Il complemento oggetto è Giovanni?
[16]
Nel caso, che valore avrebbe "lo"?
[17]
linguista scrive:
[18]
12 gennaio 2010 alle 10:50
[19]
In questo enunciato si può riconoscere la "dislocazione a sinistra", costrutto tipico, ma non esclusivo, del parlato e di quelle forme di scrittura che si propongono di riprodurre il parlato: un elemento dell'enunciato (nel nostro caso il complemento oggetto Giovanni) viene promosso alla posizione di tema (in prima posizione) ed è ripreso da un pronome (lo), definibile tecnicamente come un "anaforico".
[20]
Alessandro Aresti
[21]
Luca scrive:
[22]
12 gennaio 2010 alle 11:30
[23]
Quindi in questi casi, il pronome è da considerare effettivamente un complemento oggetto?
[24]
linguista scrive:
[25]
12 gennaio 2010 alle 11:48
[26]
.
[27]
Alessandro Aresti
[28]
Angela scrive:
[29]
13 gennaio 2010 alle 23:44
[30]
Pochi minuti fa il ministro Tremonti, a Porta a Porta, ha usato la parola "fischi", plurale di "fisco": è corretto?
[31]
A me fa ridere.
[32]
Angela
[33]
linguista scrive:
[34]
14 gennaio 2010 alle 00:55
[35]
, è corretto.
[36]
Risulta pertanto essere omonimo del plurale di fischio.
[37]
Alessandro Aresti
[38]
Luca scrive:
[39]
14 gennaio 2010 alle 09:05
[40]
Quando pronunciamo parole come "zio", sarebbe più corretto pronunciarla come : "azione" o come "azzurro"? grazie
[41]
linguista scrive:
[42]
14 gennaio 2010 alle 09:48
[43]
La pronuncia standard è quella con la sorda (ts), anche se quella con la sonora (dz) è diffusa in molte parti d'Italia.
[44]
L'oscillazione è da addebitare al fatto che nella grafia i due fonemi sono rappresentati dallo stesso grafema (la zeta).
[45]
Alessandro Aresti
[46]
Ugo scrive:
[47]
14 gennaio 2010 alle 16:04
[48]
Domanda già probabilmente fatta più volte: è obbligatorio/suggerito/consigliato elidere la consonante con articoli determinativi plurali seguiti da vocale:
[49]
è più corretto gli indiani o gl' indiani
[50]
è più corretto gli escursionisti o gl' escursionisti
[51]
?
[52]
linguista scrive:
[53]
14 gennaio 2010 alle 16:24
[54]
Una grammatica tradizionale, come quella di Serianni (Grammatica italiana, UTET), non contempla l'elisione della forma "gli > gl'".
[55]
Di fatto, quando lo iato avviene tra vocali identiche (gli indiani), la forma con elisione è la trasposizione scritta della realizzazione fonetica (si dice "glindiani").
[56]
In questo caso la forma, pur non essendo impeccabile, è accettabile.
[57]
Quando lo iato avviene tra vocali diverse (gli escursionisti), invece, la forma non si può accettare.
[58]
In generale, suggerirei di evitare, per l'articolo "gli", la forma apostrofata; almeno in uno scritto formale.
[59]
Yahis Martari
[60]
claudia scrive:
[61]
15 gennaio 2010 alle 09:30
[62]
Che differenza c'è fra "credevo che venissi" e "credevo che saresti venuto"?
[63]
Grazie,
[64]
Claudia
[65]
linguista scrive:
[66]
15 gennaio 2010 alle 10:05
[67]
Sono espressioni equivalenti.
[68]
Sia condizionale che congiuntivo in questi costrutti esprimono il "futuro nel passato", una relazione temporale tra due eventi (in questo caso "credere" e "venire"), avvenuti nel passato, ma il primo antecedente al secondo.
[69]
Veda anche Yahis Martari, 5 novembre, Alessandro Aresti, 27 ottobre, Massimo Arcangeli, 24 luglio 2009.
[70]
Mattia Mela
[71]
valerio scrive:
[72]
15 gennaio 2010 alle 10:07
[73]
Che differenza c'è fra una preposizione e una congiunzione?
[74]
linguista scrive:
[75]
15 gennaio 2010 alle 10:25
[76]
Sono entrambi connettivi che legano elementi del discorso, le preposizioni indicano una relazione tra un nome, un aggettivo, un pronome o un verbo di modo indefinito e altri elementi della frase e del periodo; le congiunzioni legano tra loro nomi, pronomi, aggettivi, intere frasi e periodi creando tra questi elementi un rapporto di coordinazione o di subordinazione.
[77]
Mattia Mela
[78]
Luca scrive:
[79]
15 gennaio 2010 alle 10:27
[80]
Una domanda che probabilmente ha avuto già delle risposte: é più corretto: " salgo sull'auto" oppure "salgo nell'auto"; "sono sul cellulare" oppure " sono al cellulare"; "sono nel balcone" oppure "sono sul balcone"?
[81]
linguista scrive:
[82]
15 gennaio 2010 alle 10:28
[83]
Qui alcuni riferimenti all'interno di questo blog: Massimo Arcangeli, 19 luglio e 3 agosto, Simonetta Losi, 13 giugno e Rocco Luigi Nichil, 17 novembre 2009.
[84]
Mattia Mela
[85]
elisabetta scrive:
[86]
15 gennaio 2010 alle 11:23
[87]
Vorrei avere qualche informazione sul verbo 'ciacolare' che non ho trovato sui dizionari, ma che dalle mie parti si usa spesso con una sfumatura scherzosa.
[88]
linguista scrive:
[89]
15 gennaio 2010 alle 13:06
[90]
Ciacolare (variante: ciaccolare) è un settentrionalismo di origine veneta, derivato da ciacola, parola di origine onomatopeica.
[91]
Vale per 'chiacchierare, ciarlare, spec. in modo insistente e continuo' (GRADIT) ed è attestato dal XVI secolo.
[92]
Francesco Bianco
[93]
elisabetta scrive:
[94]
15 gennaio 2010 alle 20:16
[95]
Grazie della risposta.
[96]
Colgo l'occasione anche per chiedervi se è proprio così sgrammaticato utilizzare la parola 'restrinto' per 'ristretto', io l'ho sempre sentita usare specie per quanto riguarda gli abiti quanto si restringono in lavatrice
[97]
linguista scrive:
[98]
15 gennaio 2010 alle 21:23
[99]
Non è corretto parlare di "sgrammaticatura".
[100]
Si tratta piuttosto di una forma marcata regionalmente (della Toscana), riportata anche da alcuni dizionari dell'uso (ma non da tutti).

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