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Avete dubbi sulla grammatica? Scriveteli in questo forum e un gruppo di linguisti risponderà in tempo reale a ogni vostra singola domanda.

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 01 ottobre 2010


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[1]
"il massimo della felicità", avrebbe un valore assoluto se non si mette in relazione a qualcosa?
[2]
Scusate la mia poca conoscenza sulla regola del superlativo.
[3]
linguista scrive:
[4]
28 dicembre 2009 alle 18:15
[5]
Si tratta comunque di un superlativo relativo, nel senso che, relativamente a una scala di felicità, chi ha raggiunto "il massimo" ha raggiunto il grado più alto (su detta scala).
[6]
Se non aggiungo tuttavia alcuna specificazione, questa scala può essere interpretata genericamente come la scala che comprende tutti i gradi di felicità possibili; aggiungendo invece un determinante, per esempio nella forma di una relativa (restrittiva), posso circoscrivere il ventaglio di opzioni possibili; nell'esempio che ho proposto in precedenza, ho ristretto il contesto di riferimento al tempo attuale, postulando implicitamente che oggigiorno non sia possibile raggiungere un grado di felicità pari a quello che era possibile raggiungere in passato.
[7]
Sintetizzando, per esempi: Io sono il più felice (del mondo, della mia famiglia, etc.), superlativo relativo; Io sono molto felice/felicissimo, superlativo assoluto.
[8]
Francesco Bianco
[9]
Alia scrive:
[10]
28 dicembre 2009 alle 18:44
[11]
Ho un dubbio riguardo alle preposizioni semplici.
[12]
Quando devo usare "tra" e quando "fra"?
[13]
Estendo la domanda esistono delle regole, oltre al buon senso, nell'utilizzo delle preposizioni?
[14]
Grazie
[15]
linguista scrive:
[16]
28 dicembre 2009 alle 18:50
[17]
Le preposizioni tra e fra hanno lo stesso significato e la loro presenza nel lessico fondamentale dell'italiano è indice di quella che si suole definire ipertrofia sinonimica, caratteristica della nostra lingua.
[18]
Le uniche restrizioni che possano orientare la scelta verso l'una o l'altra forma sono di tipo fonologico: si preferisce dire tra fratelli e fra trogloditi piuttosto che fra fratelli e tra trogloditi, espressioni che potrebbero risultare cacofoniche.
[19]
Francesco Bianco
[20]
Piero scrive:
[21]
29 dicembre 2009 alle 13:34
[22]
Gentili linguisti,
[23]
buongiorno.
[24]
Il verbo iscrivere’ nella forma riflessiva significa compiere le formalità necessarie per essere ammesso a un'organizzazione o a un'attività come membro, socio, partecipante’; quindi aderire formalmente a un'associazione, a un istituto, a un'impresa come socio partecipante’, e regge (dovrebbe reggere’) la preposizione a’ [iscriversi a un partito, al circolo cittadino, alle scuole serali, alla gara di bocce cosí il Gabrielli in linea ; iscriversi al Circolo canottieri, all’università, al conservatorio musicale; iscriversi a una gara ciclistica; iscriversi a un partito; iscriversi a parlare, in un’assemblea o sim. cosí il Treccani in linea].
[25]
Scriveremo quindi «Mi sono iscritto a Facebook’»?
[26]
Pongo tale domanda, perché mi pare che sia invalso l’uso della preposizione su’: «mi sono iscritto su facebook’».
[27]
Ma la preposizione «su» non dovrebbe seguire al verbo usato nella forma non riflessiva col significato di scrivere (o anche disegnare, incidere) sopra una superficie’ («un troppo povero titolo per meritare al nome del loro autore d’essere iscritto su un teatro.» [Manzoni]) o nel significato di registrare, inserire qlcu. o qlco. in un registro, in una lista’ («Sono iscritto su facebook’»)?
[28]
Ringrazio anticipatamente.
[29]
linguista scrive:
[30]
29 dicembre 2009 alle 16:33
[31]
Alle preposizioni a e su aggiungerei anche in: iscriversi in facebook concorre, nell'uso, con iscriversi a facebook e con iscriversi su facebook.
[32]
Come ha giustamente notato, si tratta di innovazioni (o, se preferisce, deviazioni) rispetto alla norma; il web è una vera fucina di innovazioni linguistiche, aperto com'è agli influssi più molteplici e all'apporto di un numero pressoché infinito di utenti.
[33]
Nel caso di facebook, il suo carattere "virtuale" può aver contribuito all'oscillazione tra le preposizioni: si tratta di un luogo (virtuale)?
[34]
Un'associazione?
[35]
Un servizio pubblico?
[36]
Una comunità di utenti?
[37]
L'analogia con altre espressioni tipiche del mondo dell'informatica e del web possono inoltre aver favorito l'una o l'altra versione: cercare su/in internet/google, navigare sul web/in internet, etc.
[38]
Inoltre va considerato che buona parte di ciò che appare in italiano sui portali telematici come facebook è il frutto di traduzioni dall'inglese, a volte frettolose e poco accurate.
[39]
Francesco Bianco
[40]
Piero scrive:
[41]
29 dicembre 2009 alle 16:52
[42]
La ringrazio molto.
[43]
Buona serata e tanti auguri di buon anno!
[44]
francesco scrive:
[45]
3 gennaio 2010 alle 07:31
[46]
Salve a tutti.
[47]
I termini "tecnico" e "tecnicamente" hanno diversi significati,la mia domanda è se possono considerarsi sinonimi rispettivamente di "preciso" e "precisamente".
[48]
Ad esempio nella frase "si chiama tecnicamente età dell'oro" la parola tecnicamente sta per precisamente o per altro?
[49]
Grazie!
[50]
linguista scrive:
[51]
3 gennaio 2010 alle 08:46
[52]
In "tecnico" e "tecnicamente" la precisione è un elemento centrale del quadro semantico, per quanto i due termini dicano di più di "preciso" e "precisamente" (nell'espressione si chiama tecnicamente età dell’oro, per esempio, è compreso nell'avverbio il riferimento alle varie discipline in cui "età dell'oro" trova accoglienza: storia, archeologia, ecc.).
[53]
Insomma: la "precisione" non è perfettamente sovrapponibile alla "tecnica", ma in certi casi (come quello che mi segnala) può sostituirla senza grandi danni.
[54]
Massimo Arcangeli
[55]
Lukino scrive:
[56]
3 gennaio 2010 alle 17:17
[57]
Salve,
[58]
domanda di natura più generale...della quale mi vergogno un po'.
[59]
Vorrei avere un chiarimento relativamente alla "classificazione" delle lingue.
[60]
Mi riferisco alle tipologie "agglutinanti" e "polisintetiche".
[61]
Se ho ben capito sono termini che non si escludono a vicenda ossia che descrivono caratteristiche "qualitativamente" diverse, su piani diversi (mentre ad esempio isolanti e flessive sono tendenzialmente classificazioni alternative) e che, in alcuni casi, le lingue che presentano prevalentemente una delle due caratteristiche presentano anche l'altra.
[62]
In attesa di un chiarimento, ringrazio.
[63]
L.
[64]
O.
[65]
linguista scrive:
[66]
3 gennaio 2010 alle 18:30
[67]
"Qualitativamente" e "quantitativamente".
[68]
Le lingue agglutinanti (o affissive) e quelle polisintetiche (o incorporanti), entrambe morfologicamente molto ricche, si distinguono sia per qualità che per quantità dei componenti: generalmente nelle parole di una lingua appartenente alle prime (per es. il turco) è presente un solo morfema lessicale (e diversi morfemi grammaticali), in quelle di una lingua appartenente alle seconde (per es. l'inuit) i morfemi lessicali (come quelli grammaticali) possono essere in numero considerevole.
[69]
Sull'altro versante si collocano invece, per l'appunto, le lingue flessionali (o fusive; per es. il latino) e quelle isolanti (per es. il cinese).
[70]
Se immaginiamo le quattro tipologie posizionate idealmente su di un asse, ai due estremi troviamo le lingue polisintetiche (che possono esprimere in una sola parola un'intera frase) e le lingue isolanti (totalmente o in gran parte sprovviste di morrfologia).
[71]
Massimo Arcangeli
[72]
Lukino scrive:
[73]
3 gennaio 2010 alle 19:51
[74]
Cortese Massimo Arcangeli La ringrazio.
[75]
Mi sto imbatendo in queste vicende per motivi di studio, ma la curiosità mi sta portando lontano da ciò di cui dovrei occuparmi.
[76]
Tuttavia la curiosità resta e avrei ancora due domande.
[77]
Il "tagmema": cosa è? alcune descrizioni paion considerarlo qualcosa di simile ad un sintagma...anche se mi sembra qualcosa di più dinamico e non riesco a coglierne davvero il significato.
[78]
E...il grammema?
[79]
In ultimo: la questione del "morfema zero".
[80]
E' un artificio a fini teorico - speculativi?
[81]
Grazie davvero.
[82]
L.
[83]
O.
[84]
linguista scrive:
[85]
3 gennaio 2010 alle 21:52
[86]
In linguistica "-ema" è sinonimo di unità significativa (= dotata di significato) elementare.
[87]
Se pensiamo alla possibilità di analizzare un enunciato in termini di significatività semantica, lessicale, fonologica e (morfologico-)grammaticale le corrispondenti unità minime sarebbero il semema, il lessema, il fonema e il tagmema (o grammema); spetta dunque al tagmema il compito di definire la significazione minima in un vasto campo che va dalla morfologia all'intonazione, dalla sintassi alla testualità. Così come si ricava, da coppie minime del tipo "duro", "curo", "muro", l'esistenza di altrettanti fonemi (/d/, /k/, /m/), allo stesso modo si può desumere, dal confronto fra i lessemi "corrugamento" e l'ormai raro "corrugazione", l'esistenza di due tagmemi suffissali ("-mento" e "-zione"). Naturalmente, come per il fonema, anche per il tagmema deve potersi applicare la regola della reciproca sostituibilità delle forme interessate: se da "duro" ottengo "muro" (o viceversa), e ne ricavo che sono di fronte a due diversi lessemi (dotati di diverso significato), la conseguenza è che /d/ e /m/ sono altrettanti fonemi dell'italiano. Se da "cogitamento" ottengo "cogitazione" (o viceversa), e ne ricavo che sono di fronte a due diverse unità grammaticali (in questo caso di identico significato), la conseguenza è che "-mento" e "-zione" sono altrettanti tagmemi (in questo caso morfemi) della nostra lingua; se posso dire (e scrivere) "Luigi dorme" e "Maria mangia", ma anche "Luigi mangia" e "Maria dorme", ne ricavo che l'ordine Sogg. + verbo è un tagmema (in questo caso un sintagmema, che è altra cosa rispetto a un sintagma) dell'italiano.
[88]
Quanto al "morfema zero", non lo definirei un artificio.
[89]
Si tratta di una nozione tutto sommato utile per indicare l'assenza di morfema.
[90]
In latino, per esempio, si definiscono a morfema zero i nominativi (e i vocativi) del tipo "flos", detti anche a "tema puro", per distinguerli, per esempio, da quelli del tipo "lupus" ("lup" + "us").
[91]
In italiano, in cui la differenza fra singolare e plurale è per lo più morfologicamente marcata, il plurale dei termini inglesi è spesso a morfema zero, specialmente quando si tratta di voci divenute ormai familiari ("i film", "i computer", ecc.).
[92]
Interessanti anche gli esempi del tipo "modifica" e "modificare": l'impressione è che il sostantivo abbia "azzerato" un eventuale suffisso (il che non sarebbe in "modificazione") e, peraltro, che abbia generato il verbo ("modifica" > "modificare") e non, come di fatto è avvenuto, che sia stato invece generato dal verbo ("modificare" > "modifica"); diciamo in questo caso che "modifica" è una "retroformazione".
[93]
Massimo Arcangeli
[94]
Lukino scrive:
[95]
4 gennaio 2010 alle 07:21
[96]
La ringrazio nuovamente.
[97]
Se non ho capito male, quindi, può esser considerato tagmema tanto un fonema quanto la forma sogg+verbo quanto....un accento tonico o una intonazione?
[98]
La particella "tag" (sinTAGma) (TAGmema) che significato ha?
[99]
Io conosco "tag" in luogo di tangente, non so se abbia a che fare con ciò, però l'etimologia di tagmema probabilmente mi darebbe una mano.
[100]
Mi scuso se la domanda può sembrare inegua, terra terra, o "sballata".

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