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Avete dubbi sulla grammatica? Scriveteli in questo forum e un gruppo di linguisti risponderà in tempo reale a ogni vostra singola domanda.

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 01 ottobre 2010


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[1]
Gianluca scrive:
[2]
15 dicembre 2009 alle 12:35
[3]
il complemento di specificazione può essere rappresentato anche da un aggettivo?
[4]
Nel caso: "il vino è colorato di rosso", dovrebbe esserci una specificazione qualitativa.
[5]
Vorrei sapere se in questa frase, l'aggettivo ha valore di sostantivo anche senza l'articolo.
[6]
linguista scrive:
[7]
15 dicembre 2009 alle 13:34
[8]
Abbiamo qui una costruzione particolare: l'aggettivo colorato (la base, nella terminologia grammaticale) cui segue la tipica preposizione di e l'aggiunto "rosso".
[9]
Abbiamo pertanto, come lei suggerisce, una specificazione.
[10]
Considerato il contesto, se vogliamo, possiamo anche parlare, per il sintagma "di rosso", di un determinante di "colorato" (essendo "rosso", comunemente, un aggettivo).
[11]
Quanto alla domanda, immagino che intenda "preposizione" e non "articolo": se togliessi "di" otterrei "colorato rosso" (e dunque "rosso" avrebbe valore inequivocabilmente aggettivale).
[12]
Alessandro Aresti
[13]
Gianluca scrive:
[14]
15 dicembre 2009 alle 15:07
[15]
grazie per il chiarimento.
[16]
Sempre molto gentili e disponibili.
[17]
linguista scrive:
[18]
16 dicembre 2009 alle 11:26
[19]
Nella Grammatica di Luca Serianni le determinazioni di peso, misura, età, prezzo (sia misurabili sia indefinite) rientrano nelle specificazioni di quantità e non di qualità; quindi anche gli esempi da lei proposti possono rientrare in questa categoria.
[20]
Francesco Lucioli
[21]
Adelfio scrive:
[22]
16 dicembre 2009 alle 10:40
[23]
Una recente canzone recita "..il mondo è cominciato a tremare..", mi domando se non sia più corretto usare l'ausiliare avere .
[24]
linguista scrive:
[25]
16 dicembre 2009 alle 10:41
[26]
Con il verbo in questione utilizzato in forma intransitiva è consentito utilizzare entrambi gli ausiliari, come suggeriscono i principali dizionari dell'uso.
[27]
Debora de Fazio
[28]
Fausto Raso scrive:
[29]
16 dicembre 2009 alle 10:44
[30]
Mi permetto una piccola precisazione alla risposta di Debora de Fazio al quesito di Adelfio (ore 10.40).
[31]
Con il verbo cominciare usato intransitivamente è preferibile l'ausiliare "avere" quando il verbo in oggetto è seguito dalla preposiziine "a" e un infinito: ha cominciato a piovere; ha cominciato a lavorare; ha cominciato a dire le solite cose.
[32]
Gianluca scrive:
[33]
16 dicembre 2009 alle 11:12
[34]
Può essere che i complementi di qualità e quantità non sempre sono così definiti e assoluti,e lasciano la possibilità di interpretazione?
[35]
Faccio un esempio: Secondo una buona grammatica, si considerano complemento di qualità anche le determinazioni di peso, misura, etc...
[36]
Per es: Una fossa di quindici piedi; una flotta di ventisette navi.
[37]
Io le ritengo complemento di quantità, sono in errore?
[38]
Gianluca scrive:
[39]
16 dicembre 2009 alle 11:45
[40]
Evidentemente non sempre tra grammatici si è in totale sintonia.
[41]
La grammatica a cui mi riferivo era quella del Tantucci.
[42]
Ma come giustamente lei mi fa notare, altre grammatiche la pensano diversamente.
[43]
Grazie.
[44]
Fabrizio scrive:
[45]
16 dicembre 2009 alle 12:20
[46]
E' corretto scrivere corredato da o corredato di.
[47]
Grazie
[48]
linguista scrive:
[49]
16 dicembre 2009 alle 12:42
[50]
Nei dizionari "corredato" regge sempre la preposizione "di", ma nell'uso comune e nel parlato sono utilizzate ed accettate entrambe le preposizioni.
[51]
Francesco Lucioli
[52]
nadia scrive:
[53]
16 dicembre 2009 alle 13:33
[54]
Buongiorno.
[55]
Credevo che in italiano l'accordo degli aggettivi si facesse obbligatoriamente coi nomi : esempio : "il cane e il gatto neri".
[56]
Invece leggo sempre nei giornali : "La lingua e la cultura italiana" e non italiane.
[57]
Perchè in questo caso non si fa l'accordo (come in francese d'altronde?)Infinite grazie.
[58]
linguista scrive:
[59]
16 dicembre 2009 alle 13:44
[60]
Ha ragione nel dire che l'aggettivo, se riferito a più nomi dello stesso genere, concorda con essi nel genere, assumendo numero plurale; tuttavia il caso da lei proposto si collega a quello delle denominazioni, diffuse nelle università italiane, di insegnamenti (di "Lingua e letteratura francese", o inglese, tedesca, etc) o di interi corsi di laurea (in "Lingua e cultura italiana", per esempio).
[61]
Francesco Lucioli
[62]
Sergio scrive:
[63]
16 dicembre 2009 alle 19:45
[64]
La locuzione avverbiale "al massimo", può equivalere a "massimamente"?
[65]
linguista scrive:
[66]
16 dicembre 2009 alle 20:09
[67]
I significati delle due forme non si equivalgono, almeno negli usi codificati della lingua.
[68]
"Al massimo" significa in genere 1) 'al limite' ("lavorare al massimo delle proprie possibilità") o 2) 'tutt'al più' ("puoi avere al massimo trent'anni").
[69]
"Massimamente" esprime invece il senso di 'soprattutto, in primo luogo, principalmente' e simili ("preoccuparsi massimamente di risolvere un problema').
[70]
Massimo Arcangeli
[71]
Sergio scrive:
[72]
17 dicembre 2009 alle 10:27
[73]
E' una curiosità: esiste nella nostra lingua un avverbio che equivalga alla locuzione avverbiale "al massimo" o "tutt'al più", oppure in questi casi bisogna utilizzare solo locuzioni che fungono da avverbi perchè non esiste l'avverbio omologo?
[74]
linguista scrive:
[75]
17 dicembre 2009 alle 11:02
[76]
No, non esiste un avverbio (semplice, composto o derivato) che equivalga perfettamente alle due locuzioni avverbiali in questione.
[77]
Claudia Bussolino
[78]
Angela scrive:
[79]
17 dicembre 2009 alle 13:21
[80]
Sulla Stampa di oggi, a p.
[81]
33, scrive Cesare Martinetti: "Nella nostra società liquida e postindustriale gli unici movimenti di massa si possono trovare in quella dimensione virtuale che si chiama Internet, social network di uomini e donne sole che si cercano per condividere idee, conoscersi, lavorare, giocare, delirare, dire sciocchezze."
[82]
Dobbiamo riferire quel "sole" alle sole (scusate la ripetizione) donne?
[83]
Se così, mi pare un'affermazione gratuitamente sessista (perché mai i maschi frequentatori di internet dovrebbero essere meno soli delle donne?).
[84]
Buon Natale
[85]
Angela
[86]
linguista scrive:
[87]
17 dicembre 2009 alle 14:21
[88]
Chiaramente, in questo caso, la declinazione al femminile dell'aggettivo "solo" genera un'ambiguità.
[89]
Perché il contesto ci impone di considerarlo riferito a entrambi (uomini e donne), ma la grammatica, a rigore, ci suggerisce inequivocabilmente che "sole" si riferisce soltanto alle donne.
[90]
Il fenomeno si spiega come un'attrazione esercitata dal genere dell'ultimo elemento dell'elenco di sostantivi sull'aggettivo riferito (a senso) a entrambi i sostantivi.
[91]
Un fenomeno, questo, pittosto diffuso nel parlato e ormai anche nello scritto.
[92]
Mi pare di potere scommettere, dunque, che non si tratta di sessismo.
[93]
In generale, però, credo sia giusto accogliere serenamente solo le trasformazioni linguistiche che non generano ambiguità...
[94]
In questo caso, quindi, sarebbe stato sicuramente corretto (e più prudente) scrivere "soli" (maschile-neutro) per evitare possibili fraintendimenti.
[95]
Yahis Martari
[96]
Gianluca scrive:
[97]
19 dicembre 2009 alle 15:50
[98]
Il grado comparativo stabilisce un confronto tra due termini, ma uno dei due può essere al plurale?
[99]
Se dico : "devi metterci una maggior attenzione rispetto alle volte precedenti", abbiamo sempre un comparativo di maggioranza?
[100]
linguista scrive:

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