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Avete dubbi sulla grammatica? Scriveteli in questo forum e un gruppo di linguisti risponderà in tempo reale a ogni vostra singola domanda.

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 01 ottobre 2010


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22 novembre 2009 alle 21:23
[2]
Verissimo.
[3]
Se dico "puoi dover spendere tutt'al più 1000 euro" la locuzione vale 'nella peggiore delle ipotesi'; se dico invece "posso darti tutt'al più 1000 euro" la stessa significa 'nella migliore delle ipotesi'.
[4]
Il significato adattabile a entrambi gli enunciati sarebbe 'al massimo'.
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Massimo Arcangeli
[6]
Luca scrive:
[7]
22 novembre 2009 alle 21:30
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Per il gentilissimo Massimo Arcangeli:
[9]
La ringrazio per l'esaustiva spiegazione dell'espressione "linguaggio settoriale",le volevo inoltre chiedere cosa intende lei per "tecnico in senso stretto".
[10]
Grazie
[11]
linguista scrive:
[12]
22 novembre 2009 alle 21:36
[13]
Nel linguaggio della medicina, per esempio, "fegato" non è propriamente un tecnicismo: si tratta però, per quanto condiviso dall'uso comune, di un vocabolo adoperato correntemente dai medici.
[14]
Diverso sarebbe il caso di "epatosi" o "epatorragia": due termini che, oltre ad appartenere al medesimo settore, sono anche tecnicismi "in senso stretto".
[15]
Massimo Arcangeli
[16]
Maria scrive:
[17]
23 novembre 2009 alle 14:50
[18]
Buongiorno!
[19]
Vi scrivo in merito a un dubbio sorto in merito all’ausiliare da utilizzare con verbo servile + verbo all’infinito.
[20]
Ho sempre considerato corretto utilizzare l’ausiliare del verbo all’infinito in espressioni come sono dovuto partire , non sono voluto andare alla festa, ma mi è capitato spesso di incontrare in testi scritti, o nell’espressione orale, la stessa costruzione con l’ausiliare del verbo servile (ad es. non ho potuto partire, avrei voluto venire, ecc).
[21]
A primo impatto percepisco la seconda versione come un errore, ma dal momento che l’ho letta/sentita frequentemente, mi chiedo se sia corretta.
[22]
Grazie.
[23]
Maria
[24]
linguista scrive:
[25]
23 novembre 2009 alle 14:57
[26]
In genere, le grammatiche scolastiche tradizionali danno la regola che l’ausiliare da usare col verbo servile è quello dell’infinito: sono dovuto partire (perché si dice sono partito), ho dovuto dire (perché si dice ho detto).
[27]
In realtà, come ausiliare di un verbo servile che regga un verbo INTRANSITIVO (come partire, andare, venire, ecc.) può adoperarsi tanto essere, quanto avere.
[28]
Quindi: Paolo è dovuto uscire / Paolo ha dovuto uscire; Paolo sarebbe potuto nascere / Paolo avrebbe potuto nascere.
[29]
Ciò avviene anche perché il verbo servile usato da solo vuole avere e tende a imporre questa scelta anche nel caso in cui regga un infinito: Ho cercato di arrivare in tempo, ma non ho potuto > Non ho potuto arrivare in tempo (invece di Non sono potuto arrivare in tempo).
[30]
Un’altra circostanza che può motivare l’uso di avere risiede nel fatto che questo ausiliare è già obbligatorio quando l’infinito sia combinato con un pronome atono: Non ho potuto andarci; mentre non è accettabile Non sono potuto andarci (semmai Non sono potuto andare, quindi senza pronome).
[31]
Tuttavia, se il pronome atono è anteposto e perciò non combinato con l’infinito , si ricade nella regola generale di cui s’è detto, che il questo caso richiede essere: non ci sono potuto andare (perché sono andato).
[32]
Lei nota anche, acutamente, che il tipo grammaticale non ho potuto partire parrebbe sempre più frequente; e io le dico senza voler azzardare previsioni che non è da escludere una sua crescente diffusione.
[33]
Rispetto al tipo con essere, infatti, presenta un vantaggio che, alla lunga, potrebbe risultare vincente: elimina l’onere dell’accordo.
[34]
Se riprendiamo l’esempio fatto sopra: Paolo è dovuto uscire, e lo volgiamo al femminile: Maria è dovuta uscire, siamo costretti ad accordare il participio con il soggetto; se invece trasformiamo Paolo ha dovuto uscire in Maria ha dovuto uscire non dobbiamo accordare il participio col genere del soggetto (anzi, sarebbe un errore dire: *Maria ha dovuta uscire).
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Marcello Ravesi
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Chiara scrive:
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24 novembre 2009 alle 07:34
[38]
Salve, volevo chiedere qual è (se c'è) la differenza fra la frase "ho ricominciato ad ascoltare musica" e "ho incominciato a riascoltare musica".
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linguista scrive:
[40]
24 novembre 2009 alle 08:32
[41]
La prima sarebbe: "Ho cominciato nuovamente ad ascoltare musica", la seconda: "Ho cominciato ad ascoltare nuovamente musica".
[42]
I due enunciati sono evidentemente equivalenti dal punto di vista del significato.
[43]
Una piccola sfumatura, se si vuole, coinvolge la "focalizzazione", che sarebbe, tecnicamente, il maggiore o minore rilievo assunto dai vari elementi di un enunciato: nel primo caso l'azione è focalizzata su "cominciare" ("ho cominciato tante volte ad ascoltare musica, questa è l'ennesima..."), nel secondo su "riascoltare" ("ho cominciato ad ascoltare di nuovo quella musica che un tempo mi piaceva tanto, accompagnava le mie giornate, mi era familiare....").
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Massimo Arcangeli
[45]
Chiara scrive:
[46]
24 novembre 2009 alle 12:37
[47]
Buongiorno,
[48]
Volevo ringraziarvi per il servizio che offrite tramite questo forum e che trovo estremamente interessante.
[49]
Mi chiedevo se fosse possibile riunire tutte le domande e risposte poste fin'ora in un'unica pagina web, in modo da poter ricercare con più facilità le domande a cui è già stata data risposta.
[50]
Ciò eviterebbe inoltre i "doppioni".
[51]
Grazie,
[52]
Chiara
[53]
linguista scrive:
[54]
24 novembre 2009 alle 13:10
[55]
Ha ragione.
[56]
Cercheremo di farlo.
[57]
Grazie a nome di tutti.
[58]
Massimo Arcangeli
[59]
Gianluca scrive:
[60]
24 novembre 2009 alle 13:11
[61]
Buongiorno, riguardo la costruzione del superlativo assoluto, è possibile utilizzare l'articolo determinativo con la forma in "issimo"?.
[62]
Mi chiedo questo perchè in un buon dizionario ho letto: vicino al valore assoluto negli impieghi affettivi.
[63]
Es: "lo tratterò con la massima benevolenza".
[64]
linguista scrive:
[65]
24 novembre 2009 alle 13:16
[66]
Non capisco.
[67]
Qual è il problema posto da un enunciato come "La bellissima giornata di oggi suggerisce una rilassante passeggiata nel parco"?
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Massimo Arcangeli
[69]
Gianluca scrive:
[70]
24 novembre 2009 alle 17:09
[71]
Ha ragione.
[72]
Mi riferivo a situazioni del tipo: " Mi sono comprato la bellissima casa "; oppure " devi usare il grandissimo ingegno",in questi casi è accettabile?
[73]
linguista scrive:
[74]
24 novembre 2009 alle 17:33
[75]
Il problema qui riguarda la scelta tra articolo determinativo e indeterminativo.
[76]
Come si può leggere nelle prime pagine di tutte le buone grammatiche, l'uso dell'uno o dell'altro è legato alle due opposizioni classe/membro e noto/nuovo.
[77]
Nel primo esempio, è chiaro che l'elemento "casa" - salvo specificazioni (... "che si vede in lontananza" potrebbe essere una) - è nuovo.
[78]
Pertanto la scelta non può che ricadere sull'articolo indeterminativo.
[79]
Questo vale anche nel secondo caso ("devi usare il grandissimo ingegno che ti ritrovi", ad esempio, sarebbe accettabile).
[80]
Alessandro Aresti
[81]
Gianluca scrive:
[82]
24 novembre 2009 alle 23:19
[83]
grazie, sempre molto chiari e gentili nelle vostre spiegazioni.
[84]
Simona scrive:
[85]
25 novembre 2009 alle 00:25
[86]
Salve a tutti, ho un dubbio: mettere il "la" prima di un cognome di una donna suona dispregiativo oppure no?
[87]
Ad esempio se dico, "Levi-Montalcini ha vinto il premio Nobel" o "la Levi-Montalcini ha vinto il premio Nobel", qual è la forma più bella?
[88]
Io tendevo a mettere il secondo tipo ma qualcuno mi ha fatto notare che secondo lui non suonava "prestigioso"...
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Grazie mille!!!
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linguista scrive:
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25 novembre 2009 alle 00:41
[92]
Fino a qualche anno fa adoperavo sistematicamente la forma articolata; ora lo faccio molto meno.
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Il problema, più che lo stile o la norma grammaticale, investe soprattutto la "percezione" che si ha della presenza o dell'assenza dell'articolo.
[94]
Chi è particolarmente sensibile alla discriminazione linguistica ai danni delle donne le risponderebbe che non dovrebbe esserci: in genere, infatti, quando ci riferiamo ai nostri contemporaneei più o meno famosi, non anteponiamo l'articolo al cognome se si tratta di uomini (non diciamo "il Berlusconi" o "il Bersani", per esempio, ma "Berlusconi e "Bersani"), lo facciamo invece se si tratta di donne ("la Bindi", "la Gelmini", ecc.).
[95]
Massimo Arcangeli
[96]
Simona scrive:
[97]
25 novembre 2009 alle 12:17
[98]
Grazie mille, visto che è per una traduzione dal francese, in cui il "la" è visto malissimo, e che sono una donna, credo che lascerò il cognome senza articolo per incoraggiare questa nuova forma più semplice e scorrevole.
[99]
So che in alternativa si potrebbe tagliare la testa al toro mettendo nome e cognome, ma siccome il cognome è ripetuto molte volte preferisco evitare le ridondanze.
[100]
Buona giornata!

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